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27 Gen 2011 - ore 17:26
Gen 27 2011
17:26

Libri e cataloghi

Cartoline anonime nella Germania nazista

Da una storia vera il romanzo scritto nel 1946 e riscoperto di recente: “Ognuno muore solo”, di Hans Fallada


Da una storia vera, il romanzo

“La posta porta una cattiva notizia”. Il primo capitolo si intitola così, ma anche nel seguito delle 752 pagine torna sovente la citazione del servizio. È “Ognuno muore solo”, il romanzo che Sellerio propone a 16,00 euro.

Basato su una storia vera, costituisce la rielaborazione letteraria dell’inchiesta compiuta dalla Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz’età accusati di avere diffuso materiale anti-nazista. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati da Adolf Hitler, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati di Berlino con cartoline vergate in modo incerto di richiami ingenui alla ribellione.

L’idea è del marito: “scrivere cartoline, cartoline postali con appelli contro il führer e il Partito, contro la guerra, per illuminare la mente del prossimo, e basta. E queste cartoline non le voleva mandare a determinate persone o incollarle sui muri, no, le voleva mettere in terra per le scale di case molto frequentate, abbandonarle al loro destino, senza sapere chi le avrebbe raccolte, e se subito dopo non le avrebbero calpestate, lacerate”. Così, “dappertutto si parlerà del misterioso scrittore di cartoline, cercheranno, sospetteranno, spieranno, faranno perquisizioni: invano! Noi continueremo sempre a scrivere, sempre a scrivere!”. “Forse indurremo altri a scrivere cartoline come le scrivo io. Alla fine ce ne saranno dozzine, centinaia, che si metteranno a scrivere cartoline. Inonderemo Berlino di queste cartoline, impediremo alla macchina di funzionare, butteremo giù il führer, faremo finire la guerra”. Furono centinaia quelle che predisposero tra il 1940 ed il 1942, prima di essere individuati.

A vergare la vicenda nel 1946, poco prima di morire, è stato Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Ditzen (1893-1947). Presto dimenticato, il lavoro ora vive una nuova stagione. Dal canto suo l’autore viene considerato fra i più significativi della letteratura tedesca del Novecento; è stato ricordato dalla Germania con un francobollo da 100 pfennig il 15 luglio 1993.



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