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16 Set 2019
Set 16 2019
15:57

Dall'estero

Lingue indigene, la volta dell’Unesco

L’“Anno internazionale” compare citato anche nel francobollo di servizio emesso per l’agenzia onusiana. Propone il semplice logo dell’iniziativa


Dall’Unesco

Anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura ha deciso di promuovere l’“Anno internazionale delle lingue indigene” attraverso un proprio francobollo di servizio, in uso presso la sede di Parigi.

È un taglio da 1,30 euro che propone il semplice logo; vi ha lavorato Valérie Besser. Risulta in prevendita dal 13 settembre e oggi è entrato nei canali distributivi della Poste francese.

L’iniziativa rappresenta sia un importante meccanismo di cooperazione internazionale, sia un’occasione volta a promuovere il tema, spiegano dagli sportelli dell’operatore. Gli idiomi locali costituiscono elementi importanti per lo sviluppo sostenibile, la coesistenza pacifica e la riconciliazione nelle società.



16 Set 2019
Set 16 2019
13:15

San Marino

Dal monte Titano - Ecco la Juventus

Il francobollo per la squadra vincitrice dell’ultimo Campionato di calcio italiano arriverà il 2 ottobre, valore nominale da 2,00 euro

Il logo ufficiale della squadra e la scritta “#W8nderful Juventus campione d’Italia 2018/2019”. È quanto propone uno dei francobolli che l’Ufficio filatelico e numismatico di San Marino metterà in vendita il 2 ottobre rendendo omaggio all’équipe calcistica, ancora una volta (l’ottava consecutiva) risultata al vertice della classifica.

La carta valore ha valore nominale da 2,00 euro, sapendo che il foglio da dodici presenta una bandella a sinistra. Firmata da Matteo Sammarini, conta su 70.008 esemplari.



16 Set 2019
Set 16 2019
10:23

Appuntamenti

Addio ai “Grands prix” europei?

L’annuncio degli organizzatori a causa della scarsa attenzione dimostrata dalle Amministrazioni postali. La cerimonia del 21 settembre dovrebbe essere l’ultima


Da Repubblica Ceca…

Colpa delle Amministrazioni postali europee, che sempre più difficilmente partecipano al concorso e poi alle premiazioni. Da qui la scelta degli organizzatori, che fanno capo a Guy Coutant, di chiudere. Salvo sorprese, il prossimo 21 settembre sarà l’ultima cerimonia, inerente alle produzioni 2018. Sono i “Grands prix de l’art philatélique” che, come nelle precedenti edizioni, hanno quale riferimento conclusivo il municipio di Bruxelles.

Tre, al solito, le categorie. La prima, quella dedicata al miglior francobollo inciso, vede -tra i settantasei finalisti- primeggiare la Polonia con il foglietto da 14,50 zloty riguardante il centenario della stampa di sicurezza e raffigurante il pianista e politico Ignacy Jan Paderewski. Doveva essere emesso a fine anno, ma il debutto è slittato al 25 gennaio 2019; curiosamente, è stato considerato lo stesso. Si aggiungono, al secondo e al terzo posto, la Slovacchia (ancora un blocco ma da 1,80 euro uscito il 21 agosto ed intitolato al fotografo Ladislav Bielik) e la Repubblica Ceca (41 corone del 14 novembre proponente il dipinto di Paulus Pontius, inserito in una serie di tre incentrata sulle opere d’arte). Gli artefici al bulino sono, nell’ordine, Premysław Krajewski, Rudolf Cigánik e Martin Srb.

La gara per la miglior carta valore rivolta alla gioventù ha visto confrontarsi sessantacinque proposte. Sono emerse quelle di Belgio (cinque francobolli di classe “1”, organizzati in fogli da due serie, giunti il 29 gennaio in onore dei puffi), Germania (70 e 90 eurocentesimi anche a foglietto dell’1 marzo intitolati ai Peanuts) e la parte in striscia del Regno Unito (complessivamente sono quindici esemplari di prima classe al debutto il 16 ottobre sulla saga di Harry Potter).

Infine, ecco il riconoscimento riservato al Belgio, l’unico percorso che dovrebbe rimanere anche in futuro. A conquistare la palma, tanto per cambiare, risultano tre foglietti: richiamano la città di Namur (il titolo offre cinque dentelli di categoria “1” emessi il 27 agosto), il giro PostEurop (due da “3” per il Vecchio continente dell’11 giugno) e le libellule (cinque da “2”, ancora del 27 agosto). I primi sono firmati dalla coppia Myriam Voz e Guillaume Broux; l’ultimo da André Buzin, Kris Maes e Caitlin Hazelquist.



16 Set 2019
Set 16 2019
01:07

Dall'estero

Aria d’autunno: la evocano i Paesi Bassi

Nuova tappa del percorso intitolato “Esperienza natura”. Questa volta, i dieci francobolli in foglietto si concentrano su alberi e foglie

Aria d’autunno. Almeno a giudicare la serie in foglietto pronta ad arrivare oggi negli uffici postali dei Paesi Bassi. I dieci francobolli di classe “1” nazionale (ora 87 centesimi) che contiene, dovuti a Frank Janse, sono fotografici e si caratterizzano per i caldi colori tipici del periodo. Sotto al titolo “Esperienza natura”, propongono una selezione di alberi e foglie del territorio.

L’emissione è la quarta in argomento uscita nel 2019; le precedenti hanno riguardato i mammiferi (ha debuttato il 2 gennaio), le piante (25 febbraio), le farfalle e le falene (11 giugno). Si sono aggiunte alle quattro arrivate l’anno scorso.

I soggetti della nuova tappa propongono in primo piano (ma altri elementi possono essere individuati) la foresta di faggi nebbiosa, un insieme di tigli, la foglia autunnale in decomposizione, foglie di pioppo comune, un frassino, il frutto e le foglie di un nespolo, foglie d’autunno che ricoprono il terreno, un tiglio solitario, la faggeta umida e la corteccia della betulla d’argento.



15 Set 2019
Set 15 2019
20:39

Emissioni Italia

Di gara in gara

Cento anni fa la nascita di Fausto Coppi; oggi anche il francobollo che lo ricorda. È un “B” firmato da Tiziana Trinca


Il francobollo

Nasce a Castellania (oggi Castellania Coppi), un piccolo paese sulle colline tortonesi in provincia di Alessandria, il 15 settembre 1919. Da qui il francobollo odierno per il centenario, appoggiato per l’annullo fdc, nell’ufficio postale della vicina Carezzano, presso l’ufficio postale di via Cinque Martiri 10 (una seconda obliterazione è stata impiegata al Museo casa Coppi, ad iniziativa del Consorzio turistico terre di Fausto Coppi).

È Fausto Coppi; disputa la sua prima corsa a Novi Ligure, nella categoria degli allievi, lungo il 1933, ricorda nel bollettino illustrativo il presidente dell’Associazione “Fausto e Serse Coppi”, Claudio Pesci. Ottiene la prima vittoria nel 1937; è un crescendo. Sotto la guida di Biagio Cavanna, già allenatore di Costante Girardengo, si confronta con i professionisti al “Giro di Toscana” arrivando terzo. Primeggia Gino Bartali, capitano della Legnano; tale squadra lo ingaggia, come gregario, nel 1940. Nello stesso anno, a sorpresa, conquista la maglia rosa al “Giro d’Italia”. Seguono numerose affermazioni, sia su strada che su pista. Nel 1942 a Milano registra il record mondiale dell’ora; quattro anni dopo viene ingaggiato dalla Bianchi, maglia che indossa fino al 1955 trionfando in molte delle competizioni alle quali partecipa. È il 1949 quando nello stesso anno riesce ad ottenere -nessuno c’era mai riuscito- il “Giro d’Italia” e il “Tour de France”, cosa che ripete nel 1952. Nel 1953, a Lugano, si laurea campione del mondo professionisti, l’unico titolo che mancava al suo albo d’oro. Nel 1959 si ammala di malaria, contratta durante una battuta di caccia grossa in Africa; la diagnosi è tardiva: si spegne all’ospedale di Tortona il 2 gennaio 1960.

Per ciò che concerne gli aspetti tecnici, il dentello è in vendita a 1,10 euro poiché siglato “B”, simbolo del porto base (ovvero compreso nei venti grammi) ordinario nazionale. Autoadesivo, conta su una tiratura di ottocentomila esemplari in fogli da quarantacinque. Appartiene alla serie “Lo sport” ed ha coinvolto nell’approntamento Tiziana Trinca: propone il festeggiato durante una gara; si aggiungono la sagoma di un concorrente e la ruota da bicicletta.



15 Set 2019
Set 15 2019
01:30

Libri e cataloghi

Dal passato emergono altri manuali

Il “Catalogo degli annulli speciali italiani 1871-1946” è arrivato al secondo aggiornamento. Ed ancora vi sono sorprese


È il secondo aggiornamento

“Sono emerse diverse nuove segnalazioni dall’ultimo aggiornamento pubblicato come fascicolo separato nel 2012”. Alcune delle quali risultano “davvero importanti, altre addirittura eccezionali”, commenta l’autore, Paolo Guglielminetti.

Tali considerazioni introducono il “Secondo aggiornamento al catalogo degli annulli speciali italiani 1871-1946”, edito dall’Associazione nazionale collezionisti annullamenti italiani (via Asinari di Bernezzo 34, 10146 Torino).

La pubblicazione conta 20 pagine di formato “A4” con immagini a colori (richiede 13,00 euro, spese postali comprese). Quattro le impronte finora sconosciute; riguardano l’“Esposizione zootecnica ed agricola abruzzese” (L’Aquila, 1903), il “Nobile festino” al teatro Argentina (Roma, 1905), il “IV Circuito automobilistico «Principe di Piemonte»” (Avellino, 1931), il “III Congresso internazionale del Rotary” (Venezia, 1935).

Si aggiungono le integrazioni (sempre valutate attraverso una scala di rarità a sei livelli) a quanto già noto. Sapendo -visti i ritrovamenti più o meno casuali- che il lavoro potrebbe non essere finito. “La ricerca su questo affascinante capitolo della marcofilia italiana può quindi riservare ancora belle sorprese”.



14 Set 2019
Set 14 2019
13:46

Notizie dall'Italia

Cassette tecnologiche/3 Così in Valle d’Aosta

Curiosa svista ad Étroubles: le scritte sul contenitore sono in italiano, inglese, tedesco e sloveno. Manca però il francese, tutelato per legge


La cassetta di Étroubles (Valle d’Aosta)

Se nelle due notizie precedenti si è parlato di tecnologia applicata alle cassette postali, questa volta protagonista è la disattenzione umana. Disattenzione umana che ha generato una curiosità.

Per scoprirla occorre andare ad Étroubles, cinquecento abitanti nella valle del Gran San Bernardo, non troppo lontano da Aosta. Dove si parla, accanto all’idioma di Dante, quello di Victor Hugo, tutelato per legge.

Qui si fa notare uno dei contenitori posizionati da Poste italiane per spedire lettere e cartoline; è collocato sulla Statale 27, all’angolo con via Deffeyes. I testi presenti per giustificare le tempistiche di svuotamento (a giorni lavorativi alterni secondo lo schema lunedì-mercoledì-venerdì-martedì-giovedì) sono multilingua, ovvero in italiano, inglese, tedesco e persino sloveno. Manca però il francese. Forse, tale cassetta, sostituita di recente, aveva un’altra… destinazione (fine)!



14 Set 2019
Set 14 2019
10:21

Notizie dall'Italia

Cassette tecnologiche/2 Questione di codici

I contenitori di Poste italiane già hanno sistemi informatici per registrare il passaggio dell’addetto incaricato di svuotarli


Oggi rara: la cassetta italiana di colore blu per il corriere estero

Le attuali cassette rosse di Poste italiane che continuano a caratterizzare l’arredo urbano datano 1961. In cronaca si ricorda la notte dell’8-9 aprile, quando a Napoli -prima città a sperimentarle- vennero sostituite le esistenti per installare quelle a doppia feritoia. Da allora, non sono cambiate, se non magari temporaneamente e in dettagli minimi, come i colori (blu per il corriere estero, giallo per le spedizioni augurali), le dimensioni (in base ai flussi attesi), il posizionamento (ad esempio alcune sono abbassate per consentire la spedizione dall’auto o dalla sedia a rotelle). Ma questo ad un primo sguardo.

In realtà, quasi tutte hanno avuto un qualche adattamento tecnologico. Per esempio, all’interno della botola è stato applicato un codice che l’addetto allo svuotamento dovrebbe rilevare con uno scan (o un altro lettore, tipo il palmare) per documentare il suo passaggio. Un supporto a fini statistici per l’azienda, che assolve in modo diverso e parziale al problema di monitorare gli arrivi.

Naturalmente, tale obiettivo è condiviso anche ad altre latitudini. Postnord, operatore attivo in Danimarca e Svezia, di recente ha etichettato i propri contenitori con un “Qr”, applicato ben visibile sul corpo del recipiente. Un sistema più comodo per l’incaricato al ritiro dei materiali (continua).



14 Set 2019
Set 14 2019
01:26

Notizie dall'Italia

Cassette tecnologiche/1 Il salto di qualità

L’ipotesi sarebbe contenuta nel nuovo contratto di programma che Poste italiane dovrà sottoscrivere con il ministero allo Sviluppo economico

La crisi di governo, di certo, non ha agevolato la definizione del nuovo contratto di programma, il quale dovrebbe scattare con il 2020. Contratto di programma che Poste italiane e ministero allo Sviluppo economico stanno elaborando e che, probabilmente, è a buon punto. Non a caso, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni già lavora in tale prospettiva.

A ulteriore dimostrazione, qualche “fuga” di notizie registrata nelle settimane scorse. Una concerne la scelta di ridurre ulteriormente le cassette dove imbucare gli invii (su quante ora ne esistono, è calato il silenzio). Comunque, verrebbero sostituite da altre, dotate di sensori in grado di registrare il giorno e l’ora in cui l’oggetto è stato inserito. Bizzarro che la medesima azienda -la decisione è stata annunciata dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante, il 26 novembre scorso all’incontro con i sindaci dei piccoli paesi- abbia voluto cambiare i contenitori più vecchi e malandati con altri, però sempre tradizionali. Cosa che sta facendo in questi mesi attraverso il progetto “Decoro urbano”.

Pare stabilita anche l’estensione dei locker negli uffici postali, ovvero degli armadietti metallici utili per ritirare corrispondenza e pacchi. Da quello che si capisce, parrebbe quasi una nuova versione delle vecchie caselle postali, ora particolarmente costose e comunque inadeguate, perché troppo piccole, a contenere le attuali tipologie di materiali spediti (continua).



13 Set 2019
Set 13 2019
18:36

Dall'estero

La ragazza di Vermeer non era sola

La parete di fondo del dipinto “Donna che legge una lettera davanti alla finestra aperta” nasconde un Cupido nudo. In base alle ultime analisi, la copertura non è dovuta al maestro

Figura in alcuni francobolli, fra cui quelli di Alto Volta (è il 50 franchi aereo del 7 giugno 1973), Burundi (26 franchi aereo del 30 settembre 1968), Germania Democratica (40 pfennig del 15 dicembre 1955), Maldive (20 rufiyaa in foglietto del 15 marzo 2018). È il celebre quadro realizzato, all’incirca tra il 1657 ed il 1659, da Johannes Vermeer (1632-1675) e conosciuto con il titolo “Donna che legge una lettera davanti alla finestra aperta”.

È giunto in cronaca perché ha avuto necessità di un restauro. Non tanto per affrontare problemi di decadimento dei materiali impiegati, ma soprattutto per gestire una revisione ora non più considerata dell’artista. Grazie ad esami radiografici realizzati nel 1979, era emerso che la parete di fondo nascondeva l’immagine di un Cupido nudo. Controlli di laboratorio molto più recenti hanno dato un’analisi parzialmente diversa: la copertura non è attribuibile al maestro, ma aggiunta diversi decenni dopo, quando lui già era morto.

Su questa base, la Gemäldegalerie alte meister di Dresda, che conserva il lavoro, ha deciso di rimuovere il colore (sono necessari forte ingrandimento e bisturi, così da non intaccare lo strato originario), al tempo stesso operando laddove ritocchi successivi hanno compromesso l’effetto delle tinte. Il progetto è stato avviato nel 2018 ma richiederà -secondo le stime- un altro anno.

Il dipinto fu acquistato a Parigi nel 1742 per conto dell’elettore sassone Federico Augusto II.



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