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26 Mag 2019
Mag 26 2019
01:11

Libri e cataloghi

Lombardo-Veneto tra regolamento e tariffe

Realizzato nel 2005, il supporto costituisce la ristampa di quanto pubblicato nel 1857, a sua volta evoluzione delle guide postali settecentesche


Del 1857

In 108 pagine il riferimento per capire norme, porti e non solo. È il volume, oramai un classico, visto che la ristampa di Vaccari nella collana “Ritrovati” risale al 2005, di “Regno Lombardo-Veneto” (da notare la lineetta che separa, e al tempo stesso collega, due realtà differenti!). Riguarda -lo specifica il sottotitolo- “Regolamento postale e tariffe per tutte le destinazioni”. La base è un documento pubblicato nel 1857 a Milano da “Utile giornale”, a sua volta evoluzione delle guide postali settecentesche.

Propone -per chi operava a distanza o doveva spostarsi- gli orari di arrivo e partenza degli addetti dalla imperialregia direzione delle Poste verso tutte le destinazioni, cui si aggiungono normative e costi. Poi si sofferma su “corrieri, malleposte, furgoni, navigazione, barche corrieri, strade ferrate, agenzie private, velociferi”, concludendo con il cambio delle monete.

Se il testo era di aiuto ai viaggiatori del tempo -commenta lo specialista Lorenzo Carra nella presentazione dell’opera- “lo può essere altrettanto ora, in modi diversi, per gli appassionati e curiosi non solo del Regno Lombardo-Veneto”.

Il lavoro ha un prezzo di copertina pari a 16,00 euro; ora è in promozione a 12,80.



25 Mag 2019
Mag 25 2019
10:25

Notizie dall'Italia

Roserio/2 Da qui il 10% del traffico nazionale

Oggi l’ex Cmp lavora ogni giorno 1,1 milioni di pezzi coinvolgendo un migliaio di persone. Unico (per ora) in tutto il Paese, accoglie una macchina costata 8 milioni di euro


La scannerizzazione dei pacchi

Dopo la storia (sintetizzata nella notizia precedente), l’attualità. Oggi, fra corrispondenza (perché viene trattata anche questa) e colli, l’ex centro meccanizzato postale (ora centro di smistamento complesso) di Milano Roserio ogni giorno lavora 1,1 milioni di invii, equivalenti al 10% di tutto il volume nazionale. Un migliaio gli addetti, organizzati per turni che senza interruzione operano dal lunedì al venerdì (il sabato solo al mattino e la domenica dalle 10.30 alle 24). Conta due impianti di smistamento per le lettere di formato standard, uno per le voluminose e per i pacchi, quattro per gli articoli registrati.

Si aggiunge il Multisorting packing system (Mpks). Costato 8 milioni di euro, è attivo dal luglio scorso (per ora è l’unico in azienda, ma entro il 2020 ne verranno installati altri tre); si sviluppa per 243 metri, occupando 3.500 metri quadrati. A pieno regime arriva a coinvolgere settanta persone: gestisce le spedizioni voluminose (plichi e colli, tracciati e non), risulta integrato con il sistema di tracciatura internazionale e con le macchine radiogene della Gilardoni, suddivide il corriere per 400 destinazioni nel Paese. Il suo ritmo è di 15mila pezzi all’ora grazie al sistema di riconoscimento automatico dell’indirizzo e all’eventuale supporto di videocodifica nel caso la lettura a macchina non sia possibile. Con i pacchi, la procedura che non richiede l’intervento umano funziona per il 90% dei casi: nel percorso lungo i nastri trasportatori, ogni oggetto arriva allo scanner che, velocissimo, ne legge tutti i lati per individuare e registrare i dati necessari.

La sede raccoglie e distribuisce i flussi riguardanti parte della Lombardia, ossia le province di Bergamo, Como, Lecco, Sondrio, Varese, nonché quelle di Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Parte dei quali sono accolti al “posta service”, dove cioè giungono i plichi portati in quantità dai mittenti o ritirati dal portalettere. Nel pomeriggio il centro riceve gli articoli consegnati all’operatore affinché vengano separati per destinazione e poi immessi nella rete (sette i collegamenti aerei notturni da Montichiari, l’aeroporto del Bresciano che funge da fulcro per tutta la società). L’obiettivo è che l’incaricato, alle 9 del mattino seguente, cominci la consegna ai destinatari della sua zona.

Naturalmente, non ci sono solo i dispacci nazionali. A Roserio spettano le spedizioni da e per le aree extra Unione Europea, in particolare le registrate (fra cui -dettaglio importante- quelle provenienti dalla Cina Popolare); da qui la presenza della Dogana. Il personale di Poste individua quanto passibile di diritti o sospetto, che poi segnala agli agenti per le verifiche. I pacchi veri e propri, invece, vengono gestiti vicino a Malpensa, per la precisione nella struttura di Lonate Pozzolo (Varese), ed i non registrati finiscono accanto all’aeroporto “Enrico Forlanini”, cioè a Peschiera Borromeo (Milano). A quest’ultima sede competono pure i materiali da e per l’Ue (fine).



25 Mag 2019
Mag 25 2019
00:38

Notizie dall'Italia

Roserio/1 L’inaugurazione nella campagna

L’ex centro meccanizzato postale (ora centro di smistamento complesso) di Milano è all’avanguardia soprattutto nel gestire i pacchi. Venne presentato ufficialmente il 18 aprile 1988


Come si presenta oggi la sede

È da qui che passa il flusso principale di pacchi in transito nel Paese. Non tutte le tipologie, certo. Ma quelle contenute nei cinque chili, che rappresentano il grosso della massa generata dal commercio elettronico. A cominciare dai “promopacco”, confezioni con precise caratteristiche di ingombro, peso e tempistica, che la società ora guidata da Matteo Del Fante ha creato pensando ad Amazon e magari a qualche altra azienda impegnata nel settore. E senza dimenticare la linea “crono”.

Benvenuti nel centro meccanizzato postale di Roserio, pardon ora si chiama centro di smistamento complesso, 41mila metri quadrati in via Cristina Belgioioso 165, nell’estrema periferia Nord-Ovest di Milano, tra la nuova sede della Fiera e l’area di quanto rimane dell’Expo. Inaugurato in mezzo alla campagna il 18 aprile 1988, allora poteva lavorare fino a seicentomila lettere al giorno, contro le ottocentomila del “fratello maggiore” di Peschiera Borromeo, collocato ad Est della metropoli. Nel corso del tempo ha visto mutare il proprio ruolo, puntando soprattutto alle stampe.

Pensare che alla cerimonia di apertura, cui partecipò il ministro delle Poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì, le cose non andarono come ci si attendeva. Egli -annotò il giorno seguente il quotidiano “La notte”- “ha dovuto visitare l’impianto fermo, a causa di un blackout elettrico”. “È un’opera di cui possiamo essere orgogliosi -disse il rappresentante governativo secondo quanto riportato contemporaneamente dal «Corriere della sera»- perché riduce i tempi di smistamento della corrispondenza. Purtroppo la distribuzione dei portalettere è ancora sperequata e alcune regioni come la Lombardia soffrono di carenza d’organico”. “I sacchi -proseguì la testata nel servizio di Edoardo Stucchi- saranno «acchiappati» da una monorotaia e la posta avviata alle macchine separatrici dei formati ed eventualmente all’apparecchiatura raddrizzatrice… Sarà poi timbrata e passerà attraverso il lettore ottico che imprimerà in codice l’indirizzo”. Salvo quanto, non potendo essere interpretato dagli apparati, giocoforza dovrà subire il trattamento manuale. Ad ogni modo, un macchinario era in grado, in un’ora, di fare il lavoro di venti persone.

La struttura venne completata più avanti, in particolare per il trattamento della posta elettronica, allora un supporto d’avanguardia, tanto da meritare un primo francobollo: è il 750 lire Europa Cept del 2 maggio 1988. Nello stesso anno della carta valore si chiude la graduale attivazione: secondo le relazioni ufficiali, il Milano Roserio e il Roma San Lorenzo “costituiscono i nodi più importanti della rete del movimento postale”. Nel 1992 arriva l’impianto per suddividere le stampe etichettate (continua).



24 Mag 2019
Mag 24 2019
16:28

Emissioni Italia

Se la pubblicità è gradevole

Oggi il tributo per Aurora, azienda torinese che da un secolo produce soprattutto penne. La sede propone inoltre l’Officina della scrittura

Si vede che l’immagine è esterna, ovvero non creata all’Istituto poligrafico e zecca dello stato. Pubblicitaria, se si vuole, ma ad ogni modo gradevole ed efficace; porta il nome di Vincenzo Pace.

Riguarda il francobollo inserito nel percorso “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico”, emesso oggi per il centenario di Aurora. Autoadesivo, è stato prodotto in due milioni e cinquecentomila esemplari con fogli da quarantacinque. Propone un’“Aurora 88”, creata nel 1947 ed ancora in produzione (ne sono stati venduti oltre sette milioni di pezzi), che traccia il segno tricolore; si aggiungono la frase “Nel cuore e nelle mani degli italiani” e il logo. Costa 1,10 euro essendo un “B”, pensato per le spedizioni ordinarie nei venti grammi di peso destinate all’interno dei confini nazionali. Gli interessati all’annullo del primo giorno debbono rivolgersi allo spazio filatelia di Torino, sito in via Alfieri 10.

Nata nel 1919, ora è “un’azienda leader nella produzione e nella commercializzazione di strumenti di scrittura, pelletteria, orologi e carta”, annota nel bollettino illustrativo il presidente ed amministratore delegato, Cesare Verona. La sua famiglia guida la società da quattro generazioni. Resta “l’unico marchio autenticamente italiano” nel settore, con un solo stabilimento nel capoluogo piemontese. Fin dall’inizio “ha guidato l’evoluzione degli strumenti di scrittura, creando oggetti esclusivi in perfetto equilibrio tra artigianalità e innovazione. Fasi produttive altamente tecnologiche si affiancano a lavorazioni tipiche della tradizione orafa in cui l’utilizzo di materiali e metalli pregiati trasforma ogni penna in un vero e proprio gioiello”.

La sede, in strada da Bertolla all’Abbadia di Stura 200, propone anche l’Officina della scrittura; è il luogo in cui viene raccontato, promosso e valorizzato tutto ciò che, in ogni ambito, è legato alla cultura della scrittura e, più in generale, al segno dell’uomo: dalle pitture rupestri fino alle forme della comunicazione contemporanea.



24 Mag 2019
Mag 24 2019
13:11

Notizie dall'Italia

Cento anni di trattori

Sono le macchine prodotte dalla Fiat con il 1919. L’azienda “erede” del marchio è la New Holland. Il 26 maggio a Modena sarà festa anche marcofila

“Vieni a scoprire i trattori che hanno fatto la storia”. È quanto si legge nella locandina realizzata per il centenario della produzione di tali macchine da parte della Fiat; l’invito individua tre appuntamenti, ma solo all’ultimo, quello previsto il 26 maggio a Modena, ci sarà anche l’annullo speciale (gli addetti di Poste italiane saranno in piazza Roma dalle ore 11.15 alle 16.45). Alla regia vi è New Holland, l’azienda che ha assorbito quanto rimaneva del vecchio marchio Fiat trattori e, nonostante il nome ed un passato statunitense, ora ha sede a Torino.

Per l’occasione cita “l’iconico modello Fiat 702”, il quale un secolo fa contribuì a meccanizzare l’agricoltura; l’attuale obiettivo è celebrare il giro di boa coinvolgendo, oltre a clienti, appassionati e partner commerciali, le loro famiglie. L’incontro emiliano vedrà proporre veicoli agricoli che dagli esordi arrivano alla contemporaneità, con momenti di svago per i bambini.



24 Mag 2019
Mag 24 2019
10:45

Vaticano

“Patrono di tutti gli educatori cattolici”

Così venne proclamato nel 1950 da Pio XII. È san Giovanni Battista de La Salle, morto tre secoli fa. Per il giro di boa il francobollo del Vaticano, che si aggiunge a quello melitense


A tre secoli dalla morte

Fu canonizzato nel 1900 da Leone XIII; cinquant’anni dopo Pio XII lo proclamò “patrono di tutti gli educatori cattolici”. Una lunga fase per il riconoscimento dei meriti cominciata alla morte, avvenuta tre secoli fa, il 7 aprile 1719. È san Giovanni Battista de La Salle, che il 31 maggio verrà ricordato dal Vaticano (oggi si è sommato l’analogo tributo dello Smom) con un francobollo.

“È stato uno dei maggiori promotori dell’educazione popolare, prima in Francia e poi nel mondo intero”, ricordano dall’Ufficio filatelico e numismatico. “Impressionato per l’abbandono dei figli degli artigiani e dei poveri, fondò una comunità laicale, che prese il nome di Fratelli delle scuole cristiane”. Dedicò così tutta la vita a creare strutture didattiche, formando inoltre i suoi religiosi e i maestri. Per loro e per gli alunni scrisse opere a carattere spirituale, catechistico e pedagogico.

La carta valore ha un costo di 1,15 euro. Prodotta in un massimo di cinquantamila unità con fogli da dieci, offre il lavoro di Chiara Principe: vede il protagonista insieme a due fanciulli.



24 Mag 2019
Mag 24 2019
00:53

Notizie dall'Italia

Tanti libri in più

Grazie al cinque per mille 2017, verrà implementato il database che fa capo al Sistema bibliotecario provinciale pratese. Mettendo il patrimonio Issp a disposizione di tutti

“Utilizzeremo la cifra, una volta che verrà accreditata, per catalogare altri libri della biblioteca e metterli così a disposizione degli interessati”, annuncia da Prato il direttore, Bruno Crevato-Selvaggi. È la promessa giunta dall’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” a proposito della cifra che il ministero dell’Economia e delle finanze ha riconosciuto alla onlus dopo i calcoli sulle dichiarazioni dei redditi 2017. Grazie alla scelta di cento contribuenti, arriveranno 6.437,46 euro.

Al contrario di numeri unici e cataloghi d’asta, i quali vengono lavorati gratis dai volontari, l’inserimento dei volumi deve essere svolto obbligatoriamente da professionisti, perché si agisce in database ufficiali, cioè il Catalogo del servizio bibliotecario nazionale ed il Catalogo nazionale dei periodici italiani. L’importo permetterà di aggiungere un migliaio di titoli alla lista già ora consultabile accedendo alla piattaforma digitale del Sistema bibliotecario provinciale pratese.

Naturalmente, resta l’invito a confermare il sostegno anche per l’attuale dichiarazione dei redditi, specificando nell’apposito riquadro il codice fiscale della onlus 01877640480 e la propria firma.



23 Mag 2019
Mag 23 2019
17:04

Emissioni Italia

Da Napoli a Firenze per la Soi

Due specialisti partenopei fondarono nel capoluogo toscano, allora capitale del Paese, la Società oftalmologica italiana; era il 1869. Oggi il francobollo

Nacque nell’allora capitale, Firenze, lungo il 1869, quindi centocinquant’anni fa. Furono due oculisti napoletani a prendere l’iniziativa di riunire tutti gli addetti italiani in un’associazione “col bello esempio di concordia e alieni da ogni sentimento di gelosia”. Era la prima società scientifica di medicina specialistica che sorgeva in Italia ed una delle prime in Europa. Ciò non deve stupire, perché il Paese vantava una lunga tradizione nel settore, che nei secoli precedenti aveva dettato legge.

È così che l’attuale presidente, Matteo Piovella, nel bollettino illustrativo collegato al francobollo emesso oggi introduce la Società oftalmologica italiana. Il suo impegno era concentrato nell’organizzare il congresso annuale, incontro di aggiornamento, confronto e comunicazione; ad esso seguivano gli atti. Oggi rappresenta tutti gli addetti. Ha contribuito alle riforme sanitarie che si sono avvicendate in campo assistenziale, didattico e di ricerca. Inoltre, continua a formare le persone ed a favorire la ricerca, specie tra le giovani generazioni, istituendo numerosi premi.

Quanto alla carta valore, è in vendita a 1,10 euro, essendo un “B” utile per gli invii ordinari domestici di primo porto. Autoadesiva, conta su due milioni e cinquecentomila esemplari in fogli da quarantacinque. Il bozzetto è dovuto a Fabio Abbati: propone il logo del sodalizio su un fondino che -con un po’ di fantasia- raffigura l’iride.

L’annullo fdc si trova all’ufficio postale Roma Eur, in viale Beethoven 36; un altro, uguale ma ovviamente senza l’indicazione del primo giorno, verrà impiegato domani, dalle 10.30 alle 15.30, nel vicino centro congressi “La nuvola”, in viale Asia 40.



23 Mag 2019
Mag 23 2019
13:25

Pubblicità redazionale

  Unificato a Veronafil - maggio 2019

Come sempre alcune nuove pubblicazioni per l’appuntamento filatelico di Verona


Il numero 19 di “Storie di Posta”

Saranno già disponibili a Veronafil - 24 e 25 maggio 2019 - i nuovi volumi n.6 (Cecoslovacchia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria - 424 pagine, € 37) e n.9 (Bulgaria e Romania - 312 pagine, € 37), che seguono a soli due mesi di distanza le recenti nuove edizioni dei cinque cataloghi dedicati ai Paesi dell’Europa occidentale.

Richiesto a viva voce dal mercato, con ben due ristampe negli ultimi otto mesi per l’edizione 2017-2018, il volume n.6 si conferma fra i nostri cataloghi più venduti. Per entrambe le nuove edizioni il lavoro di revisione si è concentrato sulle prime emissioni, sui dati relativi alle tirature, sulle quotazioni degli ultimi periodi, in genere ricercati e di non facile reperimento.

Sarà disponibile anche il nuovo numero di “Storie di Posta”, il n.19, un appuntamento come sempre da non perdere con articoli interessanti e nuovi spunti di riflessione per i collezionisti che amano approfondire le tematiche storico postali.



23 Mag 2019
Mag 23 2019
10:33

Libri e cataloghi

Vent’anni di novità

Il primo volume “Les timbres de l’année” riguarda il 1998; ora è disponibile quello del 2018: in 468 pagine repertoria quanto emesso nel mondo lungo dodici mesi


Il 2018 protagonista

Sono state necessarie ben 468 pagine di grande formato per documentare le emissioni di francobolli registrate sul pianeta all’incirca in un anno. Registrate nel senso di giunte in redazione (di certo con tempi variabili, anche di molto, da Paese a Paese), verificate e inserite nella lista.

È il nuovo mercuriale che la Yvert & Tellier intitola “Les timbres de l’année 2018”. Come gli ultimi tomi della stessa serie, serie nata vent’anni fa, l’organizzazione è su quattro colonne; tale scelta riduce l’ingombro del lavoro ma propone immagini (a colori) e testi (in francese) un po’ più piccoli rispetto al passato. Le valutazioni sono nella moneta comune, mentre il catalogo è in Italia trattato a 36,00 euro.

Questa guida delle novità -annota il presidente e direttore generale della casa editrice, Benoît Gervais- “darà una panoramica della ricchezza delle emissioni attraverso il mondo intero. Con essa si possono ritrovare i grandi avvenimenti che hanno caratterizzato l’anno 2018, naturalmente in versione dentellata”.



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