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25 Giu 2019
Giu 25 2019
00:49

Dall'estero

I suicidi dopo la “Primavera di Praga”

Domani la Repubblica Ceca ricorderà con un francobollo, a mezzo secolo dai fatti, gli studenti Jan Palach e Jan Zajíc


Annunciato per domani

Decisamente lugubre ma, visto l’argomento, rappresenta una scelta comprensibile. Domani la Repubblica Ceca ricorderà con un francobollo Jan Palach ed il meno noto Jan Zajíc, i cui visi sono strati tratteggiati da Kryštof Krejča in un francobollo “A” (serve per spedire una lettera ordinaria nazionale compresa nei cinquanta grammi), costo attuale 19,00 corone.

L’emissione porta al periodo successivo la “Primavera di Praga”, mezzo secolo fa. Il gesto del primo studente, autoimmolatosi il 16 gennaio 1969 per protestare contro l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei Paesi aderenti al Patto di Varsavia, avvenuta il 21 agosto precedente, fece eco in tutto il mondo. Dalla sua scelta trasse ispirazione il secondo, che si uccise un mese dopo, il 25 febbraio. “L’opinione pubblica fu scioccata profondamente da tali atti, però questi non ebbero un impatto permanente sulla situazione politica”, annota l’operatore postale. Sarebbe stato necessario attendere vent’anni…



24 Giu 2019
Giu 24 2019
17:18

Notizie dall'Italia

Uffizi/2 Le nuove sale

Dedicate principalmente ai maestri veneti e fiorentini, valorizzano centocinque dipinti. Fra essi, “Flora” e “Ritratto di Lucrezia Panciatichi”, utilizzati per le cartevalori postali italiane

Mentre i vertici degli Uffizi presentano il francobollo odierno (notizia precedente), i turisti possono raggiungere i riallestimenti, che permettono di scoprire alcuni richiami filatelici. Nel senso che l’area rifatta propone opere finite ad esempio nelle cartevalori postali italiane.

Si tratta di quattordici sale per i maestri veneti e fiorentini comprendenti centocinque dipinti, un terzo dei quali da tempo nei depositi. Fra essi, ecco “Flora” di Tiziano Vecellio, opera citata nel 150 lire del 15 settembre 1976. Oppure il “Ritratto di Lucrezia Panciatichi” firmato da Agnolo Bronzino, presente nelle cartoline postali “La donna nell’arte” da 800 lire dell’8 luglio 1998, da 800 lire o 0,41 eurocentesimi del 28 gennaio 1999, da 0,41 euro del 2 gennaio 2002, anche con l’iscrizione “Ipzs spa” (questa comparsa lungo il 2003).

I lavori, che hanno riguardato un’area di oltre 1.100 metri quadrati, sono andati avanti per circa un anno, spiegano dalla sede. I colori delle pareti risultano naturali e stesi secondo gli antichi metodi, che li rendono vibranti e vivi: verde per la pittura veneta -un verde ripreso dai tendaggi e dai rivestimenti dei muri che si notano in tanti dipinti del Rinascimento locale- mentre per gli spazi destinati alla scuola toscana è stato scelto un grigio scuro, che richiama la pietra serena dell’architettura del complesso edilizio ospite, ma con un timbro più caldo e vellutato. Le pareti della monumentale sala del Pilastro sono state lasciate chiare, così che l’ambiente evochi una chiesa a pianta centrale: qui sono esposte le grandi pale d’altare del periodo della Controriforma. Vi è infine la zona dedicata alle dinastie, dove i ritratti dei Medici realizzati dal Bronzino spiccano sul fondo grigio scuro.

La sistemazione è stata concepita per migliorare la visione e la comprensione delle opere da parte del pubblico. Ciò è reso possibile anche grazie alle panchine disseminate lungo il percorso, per consentire la sosta e il raccoglimento davanti ai dipinti. “È come se si fosse aperto un secondo, nuovo museo”, annota il direttore, Eike Schmidt. “L’operazione è di portata gigantesca… ma non è finita qui: nel giro di pochi mesi tutta l’ala del Cinquecento sarà riallestita” (fine).



24 Giu 2019
Giu 24 2019
13:53

Emissioni Italia

Uffizi/1 Alla fine, è un “B”

Emesso oggi il francobollo per i due secoli e mezzo trascorsi dall’apertura della struttura al pubblico, apertura voluta da Pietro Leopoldo di Lorena. Novità: Juventus rinviata al 5 luglio


Il francobollo

Alla fine, è un “B” (da 1,10 euro per il corriere interno di primo porto). Non -come sarebbe stato più logico- un “Bzona1” (da 1,15, per Europa e Mediterraneo), così da proporlo ai turisti stranieri che si affollano alle Gallerie degli uffizi e, all’uscita, transitano obbligatoriamente davanti al bancone di Poste italiane (qui è appoggiato l’annullo per le buste del primo giorno), dove potrebbero comprare il francobollo ed utilizzarlo per spedire cartoline (peraltro non in vendita allo sportello). Dal loro punto di vista, è decisamente più pratico fermarsi ad un qualsiasi negozio di ricordini ed acquistare contemporaneamente supporto per i saluti ed etichetta (non un francobollo, secondo Agcom) rilasciata da un operatore privato.

Autoadesivo, il dentello odierno conta su quattrocentomila esemplari in fogli da ventotto. La serie di riferimento è “Le eccellenze del sapere”. Il bozzetto per disegno ed incisione è di Maria Carmela Perrini; propone il cortile con il loggiato: di fatto, è l’altro lato dell’immobile rappresentato nel 90 lire del 21 dicembre 1974.

“La multiforme collezione artistica dei Medici, formatasi a partire dalla metà del Quattrocento e a lungo custodita nei palazzi di famiglia, dal 1581 trova progressiva sistemazione nella loggia”, annota nel bollettino illustrativo il direttore della struttura, Eike Schmidt. Qui affluiscono dipinti, disegni, sculture, copie moderne dall’antico e manufatti diversi e diversamente preziosi. Nel 1737 la dinastia si estingue: l’ultima erede, l’elettrice palatina Anna Maria Luisa, prima che il Granducato passi ai Lorena, lega alla città di Firenze le raccolte di famiglia, decretandone l’inalienabilità. L’apertura al pubblico è voluta da Pietro Leopoldo di Lorena e risale al 1769, duecentocinquanta anni fa (da qui il tributo). Facendone una sorta di “università museale” che intende fornire indicazioni didattiche e educare criticamente i visitatori.

A proposito di emissioni: domani quella per la Juventus non ci sarà, rinviata al 5 luglio. Peccato che ministero allo Sviluppo economico o Poste italiane non avvertano la stampa e quindi il pubblico… (continua).



24 Giu 2019
Giu 24 2019
10:36

Appuntamenti

Giorgio De Chirico a Genova

Fino al 7 luglio, palazzo Ducale gli dedica una mostra. L’opera chiave scelta per caratterizzare l’appuntamento evoca apparentemente il francobollo sammarinese del 1979

A Genova, fino al 7 luglio. È la mostra “Giorgio De Chirico - Il volto della Metafisica”, accolta a palazzo Ducale. Mostra che per farsi riconoscere ha scelto il dipinto “Muse inquietanti”, noto ai filatelisti per via del 40 lire di San Marino del 6 dicembre 1979, che ne riprende una versione parzialmente diversa. Primo taglio di una serie da tre, intendeva ricordare il pittore a dodici mesi trascorsi dalla morte.

Il percorso presenta un centinaio di opere; desidera proporre -spiegano dalla sede- una revisione critica della complessa attività dell’artista, ad un secolo dalla sua decisione (1919) di prendere una direzione diversa dalla pittura metafisica (1910-1918), in favore di stili e tecniche ispirati al Classicismo e ai grandi artefici del passato. “Evidenzia non un distacco, ma un’evoluzione sempre più sofisticata”, perché l’intero corpus “-nonostante le variazioni di stile, tecnica, soggetto, composizione e tonalità di colore- è da considerarsi metafisico”, annota la curatrice, Victoria Noel-Johnson. Influenzate dalla filosofia del tardo Ottocento, le opere esplorano il capovolgimento del tempo e dello spazio, con prospettive ed ombre illogiche, giustapposizioni senza senso di oggetti comuni in ambienti inaspettati: scelte che vogliono far spaesare l’osservatore. “È un mondo enigmatico che trasforma la nostra quotidianità e la banalità delle cose in rivelazione”. Scrivendo a Guillaume Apollinaire nel 1916, egli racconta come l’antico greco Eraclito “ci insegna che il tempo non esiste e sulla grande curva dell’eternità il passato è uguale all’avvenire”. L’obiettivo dell’allestimento “è portare avanti tale concetto, avvalendosi di una struttura divisa per temi”. Quindi, ecco affrontati il viaggio e il ritorno, gli esterni e gli interni metafisici, le figure, la natura metafisica, l’incontro con la tradizione.

Lo stesso maestro è protagonista di un’altra esposizione, aperta fino al 30 giugno alla Fondazione Magnani Rocca, quindi a Mamiano di Traversetolo (Parma); s’intitola “De Chirico e Savinio - Una mitologia moderna”.



24 Giu 2019
Giu 24 2019
00:42

Dall'estero

Il tema Sepac visto dal Principato

Anche Monaco ha partecipato al giro 2019 della Small european postal administration cooperations. Il tema è rappresentato dalle vecchie case residenziali


Case antiche

Tra le diverse emissioni di Monaco giunte il 20 giugno scorso, accanto ad esempio al già segnalato richiamo per la manifestazione “Monacophil”, ecco il contributo riguardante il giro 2019 intitolato alla Small european postal administration cooperations.

Questa volta, la Sepac ha indicato, come filo conduttore da impiegare per le sottolineature postali, le vecchie case residenziali e qualche esempio, ad essere precisi le interpretazioni offerte da Aland e Lussemburgo, è stato annotato da “Vaccari news” il 14 maggio.

Minimo -peraltro come al solito- lo sforzo del locale Office des timbres che fa capo alla famiglia dei Grimaldi per valorizzare un po’ la carta valore. Si sa solo che la foto impiegata si riferisce ad un edificio del quartiere storico di Monaco-Ville. Il dentello, in vendita ad 86 centesimi, porta il nome di Inna Felker; ha utilizzato una foto di Dreamstime.



23 Giu 2019
Giu 23 2019
01:09

Libri e cataloghi

Ci sono anche Bulgaria e Romania

È la terza edizione del catalogo che l’Unificato, a periodicità biennale, dedica ai due Paesi balcanici. Il prezzo di vendita è pari a 37,00 euro


Alla terza edizione

Bulgaria e Romania? Secondo certe “vulgate”, sembrerebbero due Paesi poco collezionati in Italia, ma forse il luogo comune è da rivedere. Non si spiegherebbe, altrimenti, la continuità biennale che l’Unificato garantisce al proprio catalogo di riferimento, adesso giunto alla terza edizione.

Uscito di recente con i millesimi 2019/2020, in 312 pagine aggiorna i filatelisti interessati su tutte le produzioni, dagli albori (risalenti rispettivamente al 1879 e al 1858) e fino al 2018. Naturalmente, sono compresi i territori correlati, come Rumelia Orientale e Transilvania.

Anche in questo caso -precisano dalla sede della casa editrice- “il lavoro di revisione si è concentrato sulle prime emissioni, sui dati relativi alle tirature, sulle quotazioni degli ultimi periodi, in genere ricercati e di non facile reperimento”. Quanto alle valutazioni economiche, espresse nella moneta comune, per le produzioni di Sofia vi sono poche variazioni di rilievo, ovvero alcuni aumenti per tasse ed occupazioni, così come per le novità. Più articolato è il discorso inerente a Bucarest. Risulta “sicuramente positivo l’andamento dei primi periodi fino al 1920”, così come quello di certi servizi. “Molto bene” gli ultimi anni: si segnalano aumenti consistenti per determinate serie e per parecchi tra i foglietti più recenti, dovuti alle tirature assai contenute.

Come il resto della linea, il mercuriale è scritto in italiano ed offre immagini a colori. Il prezzo di copertina ammonta a 37,00 euro.



22 Giu 2019
Giu 22 2019
16:15

Dall'estero

“Sesamo apriti” ha mezzo secolo

Il programma debuttò nella tv statunitense il 10 novembre 1969. Oggi da Washington l’omaggio, organizzato in sedici francobolli per altrettanti personaggi dei Muppet


Bibo nel 1999

Mentre l’Italia pensa allo sbarco di Anzio durante la Seconda guerra mondiale (notizia precedente), gli Stati Uniti, sempre oggi, puntano ad un argomento decisamente più leggero, con una maxi serie dedicata al mezzo secolo (il debutto risale al 10 novembre 1969) della saga “Sesame street”, che nello Stivale è nota come “Sesamo apriti”.

Si tratta di sedici “Forever”, dal costo attuale di 0,55 dollari, lavorati da Derry Noyes e riguardanti altrettanti personaggi dei Muppet, ideati da Jim Henson (all’anagrafe James Maury Henson, 1936-1990). Hanno caratterizzato il programma televisivo destinato ai bambini in età prescolare ma senza deludere genitori e critici. Trovando molti appassionati anche in altri contesti, all’interno e all’esterno dei confini nazionali.

Lo dimostrano, tra l’altro, i francobolli esistenti. Gli stessi Usa hanno inserito Bibo nel percorso dedicato al Ventesimo secolo, in particolare nel foglietto per gli anni Settanta, datato 18 novembre 1999 e caratterizzato da quindici esemplari con soggetti differenti e nominali da 33 centesimi. Cui si aggiunge l’omaggio allo stesso artefice del 28 settembre 2005 per il quindicesimo anniversario trascorso dalla sua morte, organizzato in undici dentelli da 37.



22 Giu 2019
Giu 22 2019
14:05

Emissioni Italia

Echi della Seconda guerra mondiale

Emesso oggi il francobollo “Bzona2” dedicato allo sbarco alleato di Anzio (Roma); avvenne il 22 gennaio 1944, settantacinque anni fa


Il francobollo...

Alle prime ore del 22 gennaio 1944 un convoglio di 230 navi con due divisioni di fanteria, una degli Stati Uniti ed una del Regno Unito, complessivamente 36.034 uomini e 3.069 veicoli, approda nel tratto di costa su cui gravita Anzio (Roma). Si dà così il via all’operazione “Shingle”, voluta strenuamente da Winston Churchill ed approvata durante la Conferenza di Marrakech svoltasi il 7 e l’8 del mese. Lo ricordano nel bollettino illustrativo del francobollo odierno, dedicato ai settantacinque anni dall’episodio riguardante la Seconda guerra mondiale, il presidente del Centro di ricerca e documentazione sullo sbarco e la battaglia di Anzio - Museo dello sbarco Patrizio Colantuono e il sindaco Candido De Angelis. Si scrive ancora molto e si disserta sul perché tali forze non abbiano occupato subito Roma, considerato che nella zona non vi erano truppe tedesche, benché una loro divisione corazzata avesse stazionato nel paese fino a due giorni prima per poi finire a Cassino. L’ipotesi è che il contingente non sarebbe bastato.

Quanto ai dettagli tecnici del dentello, già sono stati anticipati. Ad ogni modo, si tratta di un “Bzona2”: costa 2,40 e permette di inviare una lettera ordinaria compresa nei venti grammi in Africa, America ed Asia, Mediterraneo (dove basta il “Bzona1” da 1,15) escluso. Si presenta con supporto autoadesivo, stampato in trecentomila pezzi allestiti in fogli da ventotto. Propone una mappa geografica che sintetizza le attività belliche di allora; è conservata presso la struttura storica coinvolta. L’annullo per le fdc si trova all’ufficio postale cittadino, sito in piazzale Orazio 1.



22 Giu 2019
Giu 22 2019
10:42

Notizie dall'Italia

Cornello/2 Confermata la linea

“Ovviamente -annota il neoeletto sindaco, Andrea Locatelli, riferendosi al Museo dei Tasso e della storia postale- cercando di portare anche qualche nuova idea e nuovo progetto”


Nella Bergamasca

Nella notizia precedente la persona del neoeletto sindaco di Camerata Cornello (Bergamo), Andrea Locatelli, e il territorio. Ma quale sarà il futuro del Museo dei Tasso e della storia postale? “La nuova Amministrazione comunale -risponde il primo cittadino in quest’ultima parte dell’intervista con «Vaccari news»- ha a cuore il borgo e il Museo, quindi sicuramente l’impegno sarà di continuare a supportare il secondo e tutto ciò che ruota attorno ad esso tra ricerche, laboratori, visite guidate e, più in generale, le collaborazioni per le iniziative culturali. Ovviamente cercando di portare anche qualche nuova idea e nuovo progetto”.

Quali sono, secondo lei, le priorità per migliorarlo e farlo conoscere di più? “Abbiamo intavolato già dei discorsi con chi vive il Museo quotidianamente e abbiamo pianificato molti altri incontri con chi sta collaborando alla ricerca, per capire qual è lo stato di fatto, al fine di stilare un elenco di punti su cui lavorare e darci così delle tempistiche e delle priorità”.

La struttura richiederebbe alcuni interventi, ad esempio un riallestimento, la sistemazione degli spazi più adatti alla conservazione, la definizione di un catalogo: sono obiettivi fattibili? Se sì, in che tempi? “Sì, sicuramente ci sono delle problematiche strutturali su cui lavorare per migliorare la conservazione dei documenti e la fruibilità del Museo stesso, per dare anche maggior valore a ciò che esso conserva. In questa fase, che ancora mi piace definire di transizione perché dall’oggi al domani non è facile avere un quadro chiaro su tutto, stiamo raccogliendo informazioni utili e stilando un elenco di punti da affrontare. Certamente gli obiettivi possono essere raggiungibili, ma prima serve capire quali sono le priorità e come muoversi. Una volta che avremo una fotografia chiara della situazione, allora potremo anche darci delle tempistiche. Sicuro è che ho fissato una serie di riunioni per velocizzare la redazione di questo elenco di priorità e direttive”.

Come vede il confronto con le altre realtà del territorio e con gli altri musei postali? “Siamo convinti che la collaborazione sia alla base del raggiungimento degli obiettivi: un sano scambio di idee e una condivisione di strumenti non può che giovare a tutti. Come Comune siamo già parte di alcune realtà territoriali vallari e nazionali, quali «I borghi più belli d’Italia», l’Associazione nazionale piccoli musei, il polo culturale «Mercatorum e Priula», giusto per citarne alcune. Senza elencare i preziosissimi contatti che negli anni sono stati raccolti per le numerose ricerche legate al casato dei Tasso. Da qui vogliamo partire per consolidare la figura del Museo dei Tasso e della storia postale come istituzione e per continuare a far conoscere Cornello dei Tasso e la sua storia. Perché, come abbiamo detto in campagna elettorale, accontentarci non basta; possiamo e vogliamo fare di più” (fine).



22 Giu 2019
Giu 22 2019
00:58

Notizie dall'Italia

Cornello/1 Parla il nuovo sindaco

Ogni qualvolta visita il borgo -dice Andrea Locatelli- “il mio «occhio» da geometra si perde nell’osservare l’architettura, il susseguirsi di archi e la giusta posizione delle pietre che lo caratterizzano”


Il nuovo sindaco, Andrea Locatelli

“Sono Andrea Locatelli, nato a San Giovanni Bianco il 14 marzo del 1990 e residente a Camerata Cornello. Ho studiato da geometra diplomandomi nel 2009 presso l’istituto «David Maria Turoldo» di Zogno. Nell’autunno del 2011 ho superato con successo l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione, iscrivendomi così al Collegio. Nell’ottobre 2014 ho aperto il mio studio tecnico, sempre sul territorio di Camerata Cornello”. Così si presenta ai lettori di “Vaccari news” il nuovo primo cittadino del paese che, nella Bergamasca, conserva e diffonde -attraverso soprattutto il Museo dei Tasso e della storia postale- l’eredità di tale storica famiglia, originaria del borgo.

“In questi anni di studio e praticantato -prosegue il sindaco- ho seguito sempre con molta attenzione il mio territorio, ho di fatto dedicato la tesina alla chiesa di san Ludovico al Bretto e ho collaborato con diverse imprese e addetti ai lavori che operavano/operano sul nostro territorio”.

Già da tali risposte si evidenzia un particolare attaccamento all’area. Qual è il suo rapporto con la frazione di Cornello? “È profondo: mio padre è nato a Cornello e io ho trascorso l’infanzia presso questo piccolo borgo, soprattutto d’estate quando, con la famiglia, si andava a trovare i nonni paterni. L’amore per tale luogo è rimasto negli anni, oltre che per i legami, anche per il fascino: non posso che stupirmi di continuo della struttura architettonica unica e antica di questo gioiellino brembano. Ogni qualvolta lo visito, il mio «occhio» da geometra si perde nell’osservare l’architettura, il susseguirsi di archi e la giusta posizione delle pietre che lo caratterizzano” (continua).



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