Vaccari News

www.vaccarinews.it


Filatelia
Editoria






Tutta la filatelia in una App

Vaccari Shop

Cerca in Vaccari News

Compilare uno o più campi per effettuare la ricerca e premere su "cerca"

22 Lug 2019
Lug 22 2019
10:06

Appuntamenti

Mezzo secolo abbondante di Cecoslovacchia

A Parma la mostra “La forma dell’ideologia. Praga 1948-1989”. Propone soprattutto dipinti e sculture; un peccato che non si sia pensato ai francobolli


Fino al 28 luglio

Viaggio nella Cecoslovacchia d’antan quello proposto al palazzo del Governatore di Parma fino al 28 luglio sotto al nome “La forma dell’ideologia. Praga 1948-1989”. Da scoprire vi sono oltre duecento oggetti, soprattutto dipinti (curiosamente, molto spesso senza un titolo) e sculture, ma non mancano suppellettili, manifesti, foto (si concentrano sulle Spartakiadi e sulla “Primavera” del 1968), film e persino una moto. Raccontano come si viveva, a cominciare dagli anni Venti e Trenta, epoca che rivela una società già tecnologicamente avanzata. Allestita su due piani, la rassegna punta al lavoro, privilegiando miniere (c’è pure il ritratto di un’addetta) e fonderie, ma non mancano i mestieri agricoli (però in Uzbekistan), la tessitura, i richiami alla guerra, ai partigiani, a Lidice, alle imprese spaziali. Pochi i momenti di svago.

Il percorso -viene spiegato- approfondisce l’atmosfera culturale, “altamente influenzata dalle vicende storico-politiche, che portò a una particolarissima produzione artistica, parte della quale trovò espressione nella pittura realista di artisti di primo piano come Josef Štolovský (1879-1936), Josef Brož (1904-1980), Adolf Žábranský (1909-1981), Jaromír Schoř (1912-1987), Sauro Ballardini (1925-2010) ed Alena Čermáková (1926-2009)”.

“Nei primi anni Novanta eravamo in pochi, ad acquistare e in qualche modo a preservare dalla distruzione le opere” di quel periodo. “Ognuno di noi era alla ricerca di un bel quadro o di una scultura. I più ci vedevano con sospetto. Ho cercato di rendere giustizia a quegli artisti condannati alla damnatio memoriae al seguito della caduta del sistema socialista promuovendo, attraverso la fondazione Eleutheria, mostre e studi sul quel periodo”, annota il presidente della stessa, Francesco Augusto Razetto. È tra i curatori dell’iniziativa, insieme a Gloria Bianchino ed Ottaviano Maria Razetto.

Ancora una volta, si può notare come le potenzialità del francobollo (magari riprodotto con forte ingrandimento per permetterne un esame dettagliato) avrebbero potuto offrire ulteriori stimoli, sempre ufficiali, di approfondimento; è un peccato che i promotori non abbiano considerato tale possibilità. Ricordando -lo scrisse Federico Zeri- che la carta valore postale rappresenta “il mezzo figurativo più stringato e concentrato di propaganda, quasi un manifesto murale ridotto ai minimi termini, dal quale il substrato sociale e politico si rivela con estrema chiarezza e pregnanza”.



22 Lug 2019
Lug 22 2019
01:00

Dall'estero

Salvaguardare la pluralità

Così la Tunisia ha interpretato l’“Anno internazionale delle lingue indigene”. Quattro i francobolli proposti

“Ha per obiettivo contribuire a facilitare l’accesso agli idiomi autoctoni e a promuoverne l’impiego, pensando alla salvaguardia della pluralità culturale”.

Così dalla Tunisia presentano la serie, datante 18 luglio, riguardante l’“Anno internazionale delle lingue indigene”, indetto dall’Unesco. I quattro esemplari, tutti da 0,25 dinari, sono stati concepiti da un gruppo di studenti rappresentanti le differenti discipline scientifiche nel quadro di “Hackathon” (citata nella bandella che completa la striscia), iniziativa organizzata per la prima volta dall’operatore postale nazionale sotto il tema “Reiventate il francobollo tunisino”.



21 Lug 2019
Lug 21 2019
15:38

Emissioni Italia

Il record spaziale italiano

Secondo gli esperti, il francobollo da 25 lire del 22 settembre 1956 è il primo a rappresentare un satellite artificiale. Ma c’è anche la sorpresa politica…

Mentre tutto il mondo ha seguito le iniziative per il cinquantesimo anniversario trascorso dalla missione dell’“Apollo 11”, gli esperti ricordano un record italiano.

Il primo francobollo noto che mostri un satellite artificiale è tricolore e risale al 22 settembre 1956. Da 25 lire, intendeva sottolineare il Congresso astronautico internazionale, in essere a Roma dal 17 al 22 di quel mese. Accanto alla Terra, e questa sarebbe la novità, vi compare un satellite artificiale.

La vignetta venne disegnata da Corrado Mancioli. Offre una seconda sorpresa, meno nota e visibile solo con un forte ingrandimento o, ancora meglio, osservando il bozzetto conservato al Museo storico della comunicazione: lo Stivale è evidenziato in un colore più scuro e comprende anche l’Istria. Vista l’epoca e rammentato l’analogo precedente (la serie per la televisione del 25 febbraio 1954), non può essere ritenuta una svista.



21 Lug 2019
Lug 21 2019
01:18

Libri e cataloghi

I Tasso, ma di Milano

È stato Marco Gerosa ad approfondire il ramo meneghino della famiglia “postale”, concentrandosi sull’epoca spagnola, dal 1556 al 1650


Il volume...

Praticamente senza più segreti un altro ramo della stirpe originaria di Camerata Cornello (Bergamo). Grazie a Marco Gerosa, che ha firmato “La famiglia Tasso e le Poste nello Stato di Milano in età spagnola (1556-1650)”. A darlo alle stampe, il Museo dei Tasso e della storia postale.

In 216 pagine “A4” con immagini in bianco e nero (25,00 euro) ha raccontato quasi un secolo di storia, “tanto importante quanto negletta”, annota dall’Università degli studi di Pavia Matteo Di Tullio, cui si deve la prefazione. Vi “si affronta un aspetto logistico di vitale importanza per le istituzioni, la società e l’economia di ogni epoca, che tuttavia è spesso rimasto solo sullo sfondo della produzione storiografica”.

Se si tralascia il capostipite Simone -non ha difficoltà ad ammettere l’autore- la letteratura specifica “è alquanto scarsa e presenta pochi spunti innovativi, molte riproposizioni e alcune imprecisioni”. Da qui la scelta di puntare ad archivi lombardi, italiani ed europei per riscoprire in particolare le sorti registrate dalla filiale cittadina dell’azienda postale, che si intrecciano “con le esigenze politiche, istituzionali e sociali” del Ducato meneghino e della Corona spagnola. Senza trascurare le vicende del figlio primogenito Ruggero, della moglie Lucina Cattaneo (che per diciannove anni gestisce tale impresa prettamente maschile), degli altri familiari. Come pure i luoghi, le residenze, il patrimonio, i diritti giurisdizionali.



20 Lug 2019
Lug 20 2019
11:28

Notizie dall'Italia

Burattini postali/2 L’esposizione

“È prima di tutto uno studio, ma di fatto è anche una mostra itinerante, presentata più di trenta volte nel mondo”. Ora si pensa a Corea del Sud e Belgio


Da Pinocchio…

È collezionista? “Più che altro mi interessa la storia, quella con la «S» grande e con la «s» piccola; da qui la necessità di reperire ciò che permette di documentare e capire un settore o un altro”, risponde in quest’ultima parte dell’intervista con “Vaccari news” il burattinaio e ricercatore Albert Bagno. “La prima collezione è quella dei libri (il contenitore storico del sapere). Essendo nato nel centro di Parigi, fin da bambino mi sono trovato nel cuore della memoria e delle più belle e grandi biblioteche: un paradiso in Terra. Naturalmente, da piccolo ho avuto una raccolta di francobolli ed in particolare una tematica sulla Croce rossa, ora di proprietà del Museo della Croce rossa a Castiglione delle Stiviere. Col tempo tutti i miei interessi si sono riversati su quanto riguarda i burattini ed il teatro di figura. Non dimentichiamo che esistono più di centocinquanta tecniche d’animazione oggetti nel mondo”.

Quello che propone è un allestimento fisso o itinerante? “«Burattini postali» è prima di tutto uno studio, ma di fatto è anche una mostra itinerante, presentata più di trenta volte nel mondo”. “È stata premiata, pure dal settore collezionistico. Viene suggerito un percorso sempre diverso, secondo i temi scelti da chi l’accoglie. Di recente è stata portata ai due maggiori festival di settore, a Ravenna e Roma”.

Cosa si vede? “È divisa in diciotto settori tecnici, per nazioni e per affinità. L’ambito cartofilo è organizzato in base al tema e agli interessi specifici. Si possono aggiungere conferenze e laboratori ludici per i bambini. Ovviamente, ha un costo di noleggio, allestimento e presentazione”. La prossima tappa? “Per il momento si parla di condurla nel 2020 in Corea del Sud (sarebbe la terza volta) e in Belgio. In generale, viene proposta gratuitamente da parte di coloro che mi hanno invitato”.

Quali sono i suoi interlocutori privilegiati, bambini o adulti? “Il francobollo e la cartolina si rivolgono principalmente agli adulti, però da sempre non mi indirizzo all’uno o all’altro, ma a chi vuole scoprire, attraverso i materiali postali, un mondo, e sovente finisce per scoprire il mondo della posta e della filatelia. Ho lavorato spesso nel comparto della scuola e dell’educazione: portare i francobolli in aula o nei centri estivi ha un che di magico. La filatelia non è solo un francobollo, ma qualche cosa di molto più importante: è il collegamento tra i popoli, la diffusione della cultura attraverso la posta, la democrazia che si esprime utilizzando dei valori materiali ed immateriali. Questi valori sono ben espressi nel film statunitense del 1997 «The postman» (in Italia «L’uomo del giorno dopo»), diretto ed interpretato da Kevin Costner: la vita riprende e la democrazia anche, quando funziona il servizio postale e dunque la filatelia” (fine).



20 Lug 2019
Lug 20 2019
00:52

Notizie dall'Italia

Burattini postali/1 Oltre la tematica

Intervista ad Albert Bagno, che impiega francobolli ed altro materiale postale per far conoscere un’arte capace d’incantare grandi e piccini


I pupi siciliani visti dal Giappone

Oltre la semplice collezione tematica per Albert Bagno. Sua è l’idea dei “Burattini postali”, che spiega in questa intervista a “Vaccari news”. “Sono nato a Parigi nel 1953 e vivo in Italia da quarantacinque anni. Faccio il burattinaio e il ricercatore, specialista del teatro di figura. Nel 1976 ero al Festival mondiale dei teatri di marionette di Charleville-Mézières, in Francia; stavo iniziando a diventare burattinaio, spinto da mia moglie. Dopo avere fatto uno spettacolo che ha avuto uno straordinario successo, ho incontrato un’etnoantropologa franco-polacca, Olenka Darkowska-Nidgorska, professoressa all’École des hautes études en sciences sociales, che mi ha detto: «Attenzione i burattini non sono solo dello spettacolo». A quest’affermazione mi sono posto la domanda: dove sono i burattini? Così, lei mi ha fatto da professoressa in etnologia e antropologia (senza diplomi o medaglie) e ho iniziato lo studio «Burattini altrimenti: presenza dei burattini e del teatro di figura quando non riguarda il mondo dello spettacolo». Oggi questo studio è costituito da quindici campi di ricerca e cinquanta sottocampi. Circa diecimila i documenti su carta raccolti: pubblicità, caricature, francobolli e materiali postali, libri… «Burattini postali» è uno dei settori di indagine iniziato nel 1978; ha avuto la sua prima presentazione a Milano presso la Galleria del buratto (zona Isola) nel 1982”.

Come mai questa idea? “«Burattini postali» non vuole essere una mostra filatelica in quanto tale, e di fatto non rispetta le regole del settore”, precisa. “Si tratta di una ricerca dove ci si chiede (tra le altre domande) perché uno Stato ha bisogno di mettere i burattini e le marionette su un francobollo; poi ci sono i quesiti relativi agli annulli postali e su tutto quello che può viaggiare per posta. Adesso la raccolta è di circa mille francobolli di quaranta Paesi, cui si aggiungono ottomila cartoline. Ma è composta anche da oggetti unici e rari, come i telegrammi pubblicitari degli anni Cinquanta. Attraverso quanto raccolto, si può fare un viaggio multiplo, sia nel mondo dei burattini che dell’arte, ma più ancora nelle culture”.

“Un interrogativo viene in mente quando si constata che il Giappone e l’Italia hanno più o meno lo stesso numero, elevato, di tradizioni nel teatro di figura ma Tokyo emette serie con una certa frequenza e Roma neanche una. A quando francobolli sui pupi siciliani (che sono Patrimonio immateriale dell’Unesco), a quando una serie per Gianduja, Gioppino, Dottor Balanzone, Pulcinella? Sono parte integrante della storia nazionale. Cosa si deve dire sapendo che l’unico pupo siciliano noto in filatelia è in una carta valore giapponese da 60 yen emessa il 27 luglio 1988?” (continua).



19 Lug 2019
Lug 19 2019
17:12

Notizie dall'Italia

Morire di… pubblicità

L’idea di Innovatio online per promuovere i propri servizi, raggiungibili da un qualsiasi computer, quindi senza la necessità di andare allo sportello

Curiosa pubblicità quella firmata da Innovatio online, azienda con base nel Regno Unito che opera da qualche anno in Italia attraverso il marchio Lettera senza busta.

È il loro primo spot e lo definiscono “accattivante, irriverente, divertente e senza peli sulla lingua”. Dal titolo “Riposare in fila? Meglio di no!”, risulta prodotto da Youcrea coinvolgendo Diego Busatto; a sceneggiatura e regia figura Pietro Parolin, per la fotografia Luca Coassin. In scena, Diletta Fagni e Michelle Corrà, con Lucia Boschin, Marisa Fava, Nicolò Ronchin, Stefano Stevanato e… uno scheletro.

L’obiettivo è far notare quanto tempo si passa all’ufficio postale attendendo il proprio turno. Finale con una bambina che tira la giacca al padre chiedendogli perché, invece di andare allo sportello, non impiega l’applicazione promossa, la quale consente di spedire da un qualsiasi pc “raccomandate, telegrammi, disdette, fax gratis e apporre data certa ad atti e contratti”.

“Siamo consapevoli del fatto che risulta molto facile scherzare e ironizzare su quello che non funziona nel Bel Paese”, commentano dalla sede. “Più difficile è provare a migliorare l’attuale situazione offrendo soluzioni innovative, che possano diventare una vera e valida alternativa a quello che oramai nel 2019 è considerato inconcepibile”.



19 Lug 2019
Lug 19 2019
14:44

Dall'estero

La bandiera e l’impronta

Sono i due soggetti presenti nel francobollo e nell’annullo fdc che la Francia ha dedicato alla missione dell’“Apollo 11”

Fra le non poche emissioni che in questi giorni stanno ricordando il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna dell’“Apollo 11”, ecco quella della Francia, agli sportelli scelti per la prevendita da oggi e con il 22 nel resto dei punti distributivi.

Costo 1,30 euro, ha coinvolto dal punto di vista grafico Alice Bigot, la quale si è avvalsa di una foto messa a disposizione dalla Nasa. Mostra l’astronauta statunitense Buzz Aldrin mentre saluta la bandiera del proprio Paese apposta poco prima sul satellite, immagine che viene considerata fra le più rappresentative del XX secolo. L’altro simbolo iconico, l’impronta nel terreno lasciata dal piede del collega Neil Armstrong, figura nell’annullo impiegato per le buste del primo giorno, disponibile a Parigi ed a Tolosa.



19 Lug 2019
Lug 19 2019
10:29

Notizie dall'Italia

Annullo istituzionale per Boris Giuliano

Il poliziotto verrà ricordato dopodomani a quarant’anni dall’uccisione. Da notare la nuova grafica del manuale, con l’Italia turrita


L’annullo per Boris Giuliano...

Dopodomani un annullo commemorerà Giorgio Boris Giuliano, ucciso a Palermo da Cosa nostra il 21 luglio 1979. L’iniziativa è della Questura di Enna, che dà appuntamento nel municipio (atrio Fundrò 1) del centro dove -era il 22 ottobre 1930- il poliziotto nacque: Piazza Armerina.

Le spiccate doti investigative -spiegano dal ministero all’Interno- gli permisero “di condurre una serie significativa di inchieste volte a disarticolare la criminalità organizzata di stampo mafioso”. In particolare, sperimentò un nuovo metodo, basato sulle indagini bancarie allo scopo di tracciare i capitali illeciti ed i relativi traffici. Nel 1980 gli venne conferita, alla memoria, la medaglia d’oro al valor civile.

L’impronta, in uso dalle ore 17.10 alle 19.50, si fa notare dal punto di vista marcofilo per una diversa impostazione grafica che -con l’Italia turrita- le conferisce un taglio istituzionale (anche se di fatto riduce lo spazio disponibile). È una scelta di Poste italiane, già introdotta in perlomeno due casi recenti, annotati dal collezionista Massimo Mancini: a Pozzallo (Ragusa) il 12 giugno per il centonovantesimo anniversario di autonomia del Comune e il 20 a Roma per sottolineare la “Festa dell’Arma delle trasmissioni”.



19 Lug 2019
Lug 19 2019
00:57

Dall'estero

La Luna, mezzo secolo fa

Oggi dagli Stati Uniti due francobolli “Forever” che commemorano lo sbarco sul satellite di Neil Armstrong e Buzz Aldrin

Il 20 luglio 1969 gli astronauti dell’“Apollo 11” Neil Armstrong e Buzz Aldrin realizzarono qualcosa che era stato a lungo limitato al regno della fantascienza: sbarcarono da un’astronave chiamata “Eagle on the Moon”. Un pubblico mondiale ha guardato e ascoltato quando lo stesso Armstrong è sceso sulla superficie della Luna, commentando: “È un piccolo passo per un uomo, un salto da gigante per l’umanità”.

Così negli Stati Uniti viene introdotta la serie che oggi commemorerà il mezzo secolo trascorso dalla concretizzazione del progetto. Si tratta di due francobolli uniti, entrambi dei “Forever”, ora dal costo di 55 centesimi l’uno. Vi ha lavorato Antonio Alcalá.

Uno presenta la famosa fotografia realizzata da Aldrin: raffigura il collega nella sua tuta spaziale. L’altro offre uno scatto del satellite risalente al 2010; è di uno specialista, Gregory Revera, che ha “catturato” la scena dalla sua casa a Madison, in Alabama. Il punto giallo mostra il luogo in cui avvenne la discesa, nel mare della Tranquillità.



Per continuare a leggere "Vaccari news" cliccare sul pulsante "archivio notizie".



VaccariNews


Copyright © 2003 Vaccari srl
tutti i diritti riservati
realizzato a partire dal mese di marzo 2003

registrazione Tribunale di Modena
n.1854 del 4 dicembre 2007

direttore responsabile Fabio Bonacina
responsabile editoriale Valeria Vaccari
redazione e ufficio stampa Claudia Zanetti

Il programma per la gestione di Vaccari news è stato appositamente creato e reso funzionante da internet images & fabioferrero.it.

Tutto il contenuto di questo sito, incluse le pagine html e le immagini, è protetto da copyright.
In caso di pubblicazione e/o riferimenti si prega di citare sempre la fonte e di avvisare la redazione: info@vaccari.it

Vaccari srl non si ritiene responsabile di eventuali errori di collegamento nei link proposti, che vengono verificati solo all'atto dell'inserimento.
Sarà gradita la comunicazione di eventuali cambiamenti per poter aggiornare i dati.


Vaccari srl - Via M. Buonarroti, 46 - 41058 Vignola (MO) - Italy
Tel (+39) 059.77.12.51 - (+39) 059.76.41.06 - Fax (+39) 059.760157
Cap.Soc. euro 100.000 i.v. - Registro delle Imprese di Modena n. 01917080366 - P.IVA IT-1917080366