Siamo lieti di inviarle le notizie diffuse nell'ultima settimana da "Vaccari news".
Se desidera conoscerle in tempo reale, in qualsiasi momento può visitare la pagina www.vaccarinews.it, dove può trovare gratuitamente anche:

  • i programmi aggiornati di Italia, San Marino, Vaticano e Smom;
  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Gen 02 2009 - 00:56

Notizie dall'Italia

Dopo le feste, la... dieta

Nel primo semestre di quest’anno Poste italiane eliminerà nove filiali. Già annunciato l’accorpamento per altre sedici

La tabella di marcia è chiara: in questo semestre il provvedimento riguarderà nove filiali; nel secondo sette ed altre nove nella prima parte del 2010. È, in estrema sintesi, il provvedimento di razionalizzazione geografica delle filiali, secondo l’ultima versione diffusa, che ha portato da ventiquattro a venticinque le situazioni da rivedere. Confermate tutte le aree individuate in precedenza; a cambiare è solo il processo riguardante Empoli e Firenze, che verrà sviluppato in due fasi: prima Empoli con Firenze 2, poi Firenze 2 con Firenze 1.

Al gruppo di avvio appartengono le attuali filiali di Bassano del Grappa e Vicenza, che confluiranno nell’ingrandita Vicenza. Così come Tolmezzo sarà accorpata ad Udine, Ivrea a Chivasso (l’unico caso in cui la riorganizzazione non si allinea ai confini provinciali), San Remo ad Imperia, Empoli a Firenze 2, Viareggio a Lucca, Fermo ad Ascoli Piceno, Foligno a Perugia, Locri a Reggio Calabria.

Il secondo passo coinvolgerà Alessandria 1 e 2, che torneranno ad essere, come una volta, Alessandria. È la stessa situazione che attende le due filiali ora esistenti a Bergamo e a Catania. Alba, inoltre, sarà sottoposta a Cuneo, Busto Arsizio a Varese, Legnago a Verona, Castrovillari a Cosenza.

L’anno prossimo toccherà a Genova 2 e Genova 1, unificate in Genova, come Brescia, Bologna, Caserta, Messina e Palermo. Firenze 2, dopo aver guadagnato Empoli nel 2009, si fonderà appunto con Firenze 1. Inoltre, Pinerolo sarà unita a Torino e Sala Consilina a Salerno.

È possibile che il riassestamento, destinato a tagliare posti ed incarichi soprattutto di alto livello, non finisca qui.


L'annuncio del progetto
Una provincia, una struttura di vertice: dopo la parcellizzazione sul territorio, Poste italiane adotta la strada opposta
Gen 01 2009 - 18:12

Libri e cataloghi

Come nel tempo si misurava il tempo

Non solo calendari: diari, agende, almanacchi, orologi ed altri oggetti selezionati con l’occhio del collezionista

La ricerca punta agli oggetti destinati a registrare il tempo, dai calendari agli strumenti scientifici

Esattamente come negli anni... d’oro, cioè quando il sostegno pubblicitario era più consistente, per il nuovo anno il mensile “Cronaca filatelica” ha regalato un calendario-concorso sponsorizzato da Filagenzia De Rosa srl. Ormai un classico, per rimanere sull’argomento, sono le illustratissime pubblicazioni di ogni formato, magari arricchite da tariffari e indicazioni utili, che i portalettere un secolo fa consegnavano agli utenti per invogliarli a lasciare una mancia.

Testimoni della propria epoca, come lo sono gli oggetti richiamati dal libro “Tempo del tempo”. Curato da Alberto Persico, in 228 pagine a colori (25,00 euro, Persico edizioni) offre un saggio su quanto l’uomo ha ideato per registrare ed annotare lo scorrere di ore, giorni, mesi, anni: calendari, ma anche almanacchi, quadri, diari, agende, datari, orologi, strumenti scientifici. Il lavoro -scrive l’esperto- “vuole tracciare, in misura contenuta e nei limiti dei materiali disponibili, il percorso evolutivo dell’uso del calendario quale strumento originario per misurare ed organizzare «il tempo», senza trascurarne i contenuti culturali e gli aspetti grafici e tecnologici”.

Il volume, buona parte del quale è dedicato all’apparato iconografico, si completa con una serie di approfondimenti a varia firma.


L'iniziativa promozionale di Filagenzia De Rosa srl
I vecchi calendari postali
Gen 01 2009 - 12:58

Giornali, riviste e siti

Più eleganti i bigliettini postali

Il politologo Ilvo Diamanti interviene oggi sul fenomeno degli auguri spediti via cellulare o e-mail. Confrontandoli con quelli cartacei della tradizione

Ancora alle prese con le e-mail o i “messaggini” augurali (magari quello con la frase “smontata” perché, vista la crisi economica, comperata all’Ikea), con ogni probabilità... riciclati sostituendo semplicemente la firma? Un fenomeno sempre più ampio, tanto da giustificare un intervento proposto oggi da Ilvo Diamanti nella versione on-line di “Repubblica”.

“Ho trascorso -racconta- le feste impegnato a rispondere agli auguri. Via sms. Alcuni, lo ammetto, li ho inviati anch’io. Anzi: molti. E, ovviamente, non è ancora finita. L’opera continuerà per qualche giorno ancora. Dicono, i gestori della telefonia mobile, che in questi giorni l’aumento del traffico degli sms sia aumentato in modo spropositato... È il prezzo della tecnologia. Basso, dirà qualcuno. Anzi, più che un prezzo, un risparmio, perché inviare gli auguri per posta -una cartolina, un biglietto, una lettera- costava molto di più”.

Gli auguri tradizionali via posta, fino a qualche anno fa, rappresentavano una consuetudine. Tanto che era prevista persino una tariffa agevolata. Presupponevano, però, maggior impegno ed attenzione. Occorreva, insomma, selezionare. “Scegliere -prosegue il politologo- le persone per cui valesse la pena di «spendere» tempo. Per amicizia, riconoscenza, diplomazia, deferenza. Molti e diversi i motivi. In fondo, gli auguri sono un dono. Il cui fine non è solo altruista. Seguono... una logica di utilità, per quanto implicita. Servono a tener viva una relazione”.

Obiettivi che perdono di significato nel momento in cui si impiega, in dosi massicce, la tecnologia. “Il cellulare, per questo, ne riduce il valore e il significato. Li riduce a un rito elettronico, routinario e superficiale. Si fanno gli auguri in qualche nanosecondo. «Cari auguri...». E, pochi secondi dopo, tre tocchi e arriva la risposta. Oppure, a tua volta, senti il segnale del cellulare. Apri il messaggio e leggi: «Cari auguri...». Un secondo dopo hai già risposto: «... anche a te»”...


L'intero articolo
Quando per spedire gli auguri non bastava un nanosecondo ma occorreva pensarci per tempo, come suggerivano in posta
Gen 01 2009 - 00:01

Vaticano

Auguri e speranza!

Dal 2000 assenti, le Poste vaticane tornano a celebrare con un annullo la “Giornata mondiale della pace”, giunta alla sua 42ª tappa

Il ricordo marcofilo per la 42ª “Giornata mondiale della pace”

Il cenone e i brindisi di rito, ma senza dimenticare la cronaca. Che ancora parla di morte e distruzione, com’è il caso -più evidente, ma certo non l’unico- di Gaza. Notizie e fatti contrastanti con l’idea della “Giornata mondiale della pace”, voluta da Paolo VI nel 1967 e che si celebra ad ogni Capodanno.

Questa volta, con una novità. O, meglio, un ritorno: dopo alcuni anni di dimenticanza (l’ultimo impiego risale al 2000), le Poste vaticane sottolineano l’iniziativa con un’obliterazione. Disponibile fino al 2 febbraio, propone il titolo del messaggio di Benedetto XVI (“Combattere la povertà, costruire la pace”), la colomba con le ali dispiegate e le spighe di grano, ad indicare la lotta alla povertà.

I dati sul manuale saranno inseriti nella pagina web della stessa Amministrazione, che ora repertoria tutti gli annulli impiegati dal 2004 in poi.


Il messaggio odierno di Benedetto XVI
La pagina web delle Poste vaticane
Dic 31 2008 - 18:17

Dall'estero

Pronti per il veglione?

È quanto sembra dire uno dei francobolli francesi emessi per le feste

Gli auguri sono espressi in più caratteri e colori, accompagnati da cuori, stelle, sorrisi e fumetti. Una serie allegra, dovuta agli studenti della scuola d’arte d’Épinal, che la Francia ha emesso il 10 novembre per esprimere l’auspicio di buone feste.

Fra gli esemplari, però, uno è particolarmente adatto a questa sera, quando i veri protagonisti saranno gli amanti del ballo. L’immagine, cioè le estremità di due persone che danzano (una è a piedi nudi, forse a richiamare lontane latitudini), non richiede grandi spiegazioni; tutto è lasciato alla vignetta e al “Bonnes fêtes”. A firmarla è stata Anne-Emilie Philippe.

La serie, proposta in libretto, comprende quattordici diversi francobolli autoadesivi, validi per una lettera prioritaria fino a 20 grammi diretta all’interno della Francia. È in vendita complessivamente a 7,70 euro.


Alcune pezzature della serie e, in particolare, quella dedicata al ballo
Dic 31 2008 - 14:57

Notizie dall'Italia

“Carta acquisti”, c’è la proroga

I 120 euro relativi agli ultimi tre mesi del 2008 potranno essere richiesti agli sportelli postali fino al 28 febbraio. Ad anticipare la decisione è “Il sole 24 ore”

Le cronache di questi giorni sono piene di segnalazioni per file, equivoci, ritardi, mancati accreditamenti che vedrebbero protagonisti gli uffici postali, punti di riferimento dove richiedere la “Carta acquisti” (vietato parlare di “social card”, visto che la società guidata da Massimo Sarmi ha recentemente bandito le ridondanti definizioni in inglese, “business unit philately” compresa).

L’elemento più preoccupante era, tuttavia, un altro: oggi sarebbe stato l’ultimo giorno utile per ottenere il contributo stanziato dal Governo e relativo all’anno che si sta per chiudere. Ma così non è: la scadenza slitta al 28 febbraio. Ad anticiparlo è “Il sole 24 ore”. “Sarà infatti emanato a giorni -precisa il quotidiano economico- un decreto in preparazione al ministero dell’Economia che proroga di due mesi il termine... entro cui chiedere la social card per ricevere l’accredito dei 120 euro di arretrati del 2008 (cioè i 40 euro di ottobre, novembre e dicembre)”. Di fatto, i destinatari della carta (anziani con almeno 65 anni, e famiglie con bambini minori di tre anni, a reddito basso) che non hanno ancora presentato i moduli alle Poste potranno rimediare.

Finora -prosegue la nota- le domande inoltrate “non coprono neanche la metà della platea dei beneficiari individuata dal ministero dell’Economia”. Se la stima riguarda 1,3 milioni di persone, appena 520mila hanno avviato la pratica; l’Inps ne ha respinte già 130mila perché i firmatari superavano i limiti di reddito fissati.


L'avvio della procedura
Tutte le informazioni
Il punto di riferimento per la “Carta acquisti” è l'ufficio postale
Dic 31 2008 - 03:56

Libri e cataloghi

Buon anno dal portalettere

Un volume riscopre i vecchi calendari, con immagini che rispecchiano gusti, tariffe, suggerimenti e persino consigli per ottenere un bel seno

Il disegno di Michela Capizzi, che ha vinto il concorso “Poste aperte e l'amicizia”, è stato usato da Poste italiane per le feste di questi giorni

Oggi sono bilingui, e magari (com’è il caso del biglietto con il disegno di Michela Capizzi) provengono dal concorso “Poste aperte e l’amicizia”, iniziativa di politiche sociali rivolta ai figli dei dipendenti della società. Ma un tempo gli auguri consegnati dai postelegrafonici erano più articolati, proponendo un’immagine riguardante il lavoro e altre informazioni. E soprattutto presupponevano il ringraziamento, rappresentato da una piccola somma in denaro, da parte del beneficiato.

Usanze d’antan, che hanno lasciato veri e propri tesori d’arte grafica, una parte dei quali raccolta nel volume “La tradizione dei calendari postali”, edito da Poste italiane (112 pagine, non in vendita). Un passato “senza televisione e a lungo senza radio, in cui un libricino di poche pagine... poteva diventare un efficace veicolo di promozione per aziende e prodotti, ben prima dei moderni specialisti della persuasione”.

La raccolta studia i calendari realizzati tra 1865 e 1939. I primi sono molto semplici, addirittura privi di illustrazioni. Altri fanno riferimento ai temi del giorno (come quello che annuncia il 1871, nel quale è rappresentato il bersagliere, protagonista, pochi mesi prima, di porta Pia).

Altri ancora puntano all’immagine, ad esempio per l’ormai centenario almanacco del 1909. In questo caso, sul postino vigila la Sapienza. La figura allegorica tiene in mano, in luogo della torcia, l’asta con i due serpenti che evocano Mercurio o simboleggiano la prosperità e la pace; alle sue spalle c’è il mappamondo, “quasi ad indicare la dimensione globale delle comunicazioni”.

Poi vi sono quelli di gusto liberty. O che richiamano argomenti più impegnativi, come le mire italiane in Africa, le attese per il confine orientale durante la Grande guerra, il regime fascista con il nuovo stemma. Non mancano i riferimenti alla modernizzazione: a fine Ottocento con fumanti locomotive, tra anni Venti e Trenta con gli annulli meccanici che promuovono l’impiego del quartiere postale.

Quello per le feste del 1894 lo conoscono pure i collezionisti di francobolli italiani: con qualche modifica (in particolare, l’emblema sabaudo situato al centro della vignetta è stato sostituito con una carrozza) rappresenta la vignetta del 500 lire, uscito il 13 aprile 1996 per promuovere il Museo internazionale dell’immagine postale di Belvedere Ostrense (Ancona).

I calendari, oltre al prospetto con i mesi, possono comprendere altre informazioni, come le fasi delle Luna, le feste mobili e un, magari dettagliato, tariffario con le principali regole da seguire. Altri spazi interessano telefoni, vaglia, titoli di credito e soprattutto la promozione del risparmio postale, adesso, dopo gli ultimi disastri finanziari, tornata di attualità.

Non mancano i consigli per gli acquisti: citano, ad esempio, quell’acqua “che impedisce immediatamente la caduta dei capelli e della barba”, oppure le speciali pillole indispensabili per ottenere un bel seno. A crederci...


Il Museo internazionale dell'immagine postale di Belvedere Ostrense
Il rilancio del risparmio postale in chiave marcofila
Il calendario realizzato un secolo fa per il 1909, con la Sapienza che vigila sul portalettere
Dic 30 2008 - 23:53

Notizie dall'Italia

Ultimo saluto all’esperto di fiscali

Fortunato Marchetto, uno dei massimi specialisti del settore, è scomparso questo pomeriggio

Aveva persino creato un neologismo, “fiscalfilia”, appropriato -diceva- “a raccogliere sotto un’unica parola tutte le nuove ricerche sulla storia fiscale riguardante gli usi della carta bollata e delle marche da bollo”. È scomparso questo pomeriggio uno dei massimi esperti del settore, Fortunato Marchetto.

Il mondo del collezionismo lo ricorda per la passione e la competenza, che lo hanno portato, in alcuni decenni, a lasciare diversi lavori di riferimento, come il volume “Marche da bollo d’Italia 1863-1957 e delle Colonie italiane d’Africa 1911-1943”. Realizzato con l’obiettivo che potesse “servire a stimolare ulteriormente l’interesse dei collezionisti di marche da bollo e l’attenzione di tutti coloro che apprezzano la lettura dei documenti postali e fiscali, quale testimonianza preziosa ed inoppugnabile di fatti ed avvenimenti succedutisi giorno per giorno in questa nostra Italia”.

Il funerale si terrà venerdì 2 gennaio alle 14.45 presso il Duomo di Castelgomberto (Vicenza).


Fortunato Marchetto con la moglie Olivangela
Dic 30 2008 - 15:16

Notizie dall'Italia

A Genova vince la tartaruga

Contro la chiusura dell’ufficio postale, gli abitanti si mettono diligentemente in fila per chiedere informazioni e fare operazioni lunghe

Pensare che alcuni decenni fa la lenta e grinzosa tartaruga era stata presa a simbolo, da parte dell’allora Amministrazione di origine ministeriale, di vecchiume e scarsa resa. Ma nell’Italia del 2008, il riflessivo animale si è preso la rivincita. Proprio contro Poste italiane.

È successo al Cep (acronimo per centro di edilizia popolare) di Genova. L’ufficio postale del quartiere, quello che si trova in via II Dicembre 1944 28, è chiuso dal 12 dicembre per una rapina, accaduta il giorno precedente. Nel frattempo si è sparsa la voce che la sede non avrebbe più aperto. Probabilmente una delle tante considerate poco remunerative e finite sotto la scure della società per azioni.

“Tale chiusura -ha detto il presidente del Municipio VII Ponente, Mauro Avvenente- viene, del tutto comprensibilmente, letta dagli abitanti come un depauperamento dei servizi al quartiere che rischia di ingenerare un volano negativo e rischioso, che paventa il ritorno alla logica del quartiere-dormitorio, dalla quale, con grande fatica dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni locali si sta cercando di uscire”.

Gli abitanti, però, hanno protestato rivolgendosi all’ufficio più vicino (quasi cinque chilometri), in via Airaghi 43r. Qui non hanno esibito cartelli o inscenato iniziative rumorose, ma hanno avviato l’operazione “Tartaruga”. Verso l’ora di pranzo si sono messi con pazienza in coda facendo domande, inventando esigenze, richiedendo operazioni lunghe o simboliche, come il versamento di 1,00 euro ad associazioni di volontariato. Con l’obiettivo di resistere il più possibile e ritardare l’abbassarsi delle saracinesche. Facendo così capire l’importanza di avere un riferimento vicino a casa.

Poi, è arrivata da Poste italiane la conferma: la sede riaprirà dopo i lavori di messa in sicurezza. Il 12 gennaio.


Il recente decreto antichiusure del ministero allo Sviluppo economico

Una delle pubblicità postali (questa risale al 1980) con la tartaruga
Dic 30 2008 - 01:02

Dall'estero

Dieci anni di euro. Con, in più, la Slovacchia

La moneta unica cominciò la sua vita l’1 gennaio 1999 e da Capodanno verrà adottata anche nel Paese centroeuropeo. Intanto, Praga si prepara alla presidenza di turno Ue

Repubblica Ceca: il francobollo per il semestre alla guida dell'Ue

A giocare d’anticipo, il 27 novembre, è stata la Slovenia, ma altri Paesi si aggiungeranno ai festeggiamenti: il Belgio si è prenotato per il 19 gennaio ed il giorno successivo toccherà probabilmente al Portogallo. La lista dovrebbe allungarsi, visto che l’evento è di portata continentale: i primi dieci anni di vita dell’euro.

L’1 gennaio 1999 entrò in vigore il tasso di cambio fisso tra le monete aderenti al sistema, varando una divisa virtuale utilizzata per i pagamenti non in contanti e a fini contabili (1936,27: in quanti lo ricordano, con i decimali? Era il rapporto lire-euro). Solo tre anni dopo banconote e monetine hanno cominciato a circolare fisicamente.

Intanto, da giovedì 1 gennaio anche la Slovacchia abbandonerà la valuta nazionale, sedicesimo Paese e primo dell’ex blocco orientale a farlo. L’evento sarà sottolineato con un taglio commemorativo da 1,00 euro disponibile in minifogli da sei pezzi a Capodanno, seguito il giorno successivo dalla rinnovata ordinaria, dedicata al patrimonio culturale. Rispetto all’anticipazione data da “Vaccari news” il 25 agosto, c’è qualche aggiornamento: i tagli sono sempre dodici, ma nei nominali da 1, 2, 5, 10, 20, 33, 50, 66, 83 centesimi nonché 1,00, 1,33 (questo in foglietto) e 2,00 euro.

Se a Bratislava inorgogliscono per aver raggiunto l’obiettivo prima dei “fratelli” di Praga, quest’ultima capitale celebra l’accesso nella… stanza dei bottoni Ue: l’euroscettica Repubblica, infatti, sarà presidente di turno per il primo semestre del 2009. Il passaggio delle consegne con la Francia è stato sottolineato postalmente il 25 novembre, attraverso un francobollo da 17 corone; nella bandella figura il logo scelto per caratterizzare il periodo.


Slovenia: il commemorativo dedicato ai dieci anni di euro
I preparativi di Bratislava per l'adozione della moneta unica
Il sito della Presidenza di turno ceca (anche in francese ed inglese)
Slovacchia: il taglio della nuova ordinaria disponibile in foglietto
Dic 29 2008 - 13:58

Libri e cataloghi

Dall’Aicpm non solo l’annuario

Accanto alle notizie riguardanti passato e presente dell’associazione, la seconda parte del lavoro sulle tariffe postali e il catalogo dei bolli impiegati durante la Prima guerra mondiale

La copertina del lavoro firmato Aicpm

Tutto quello che si potrebbe sapere sull’Associazione italiana collezionisti posta militare e non solo. È l’“Annuario Aicpm 2008” (376 pagine, 40,00 euro), dedicato principalmente al passato e al presente del sodalizio. Elenca, infatti, informazioni dal 1974 ad oggi riguardanti soci fondatori, composizione degli organi direttivi, assemblee, mostre, pubblicazioni (fra cui l’indice bibliografico, per autore ed argomento, della rivista “Posta militare”). E poi offre un’ampia area dedicata agli attuali iscritti, quasi settecento, con indirizzi, suddivisioni geografiche ed interessi.

Di più ampio impiego è il resto del volume. Ospita, in particolare, il lavoro di Benito Carobene “Tariffe postali dei Paesi italiani”, che integra e sviluppa quanto pubblicato tre anni fa. Fra le aggiunte, le tabelle per la corrispondenza in periodo filatelico degli Stati ottocenteschi nonché per le emissioni locali originate durante la Seconda guerra mondiale (come quelle dei Comuni di Dizzasco e Dogliani o della società Coralit), gli invii interni per San Marino e interni al Vaticano o nei suoi rapporti con l’Italia. L’esame prosegue nei territori ad un certo momento occupati, come Dalmazia, Albania, Grecia, Uffici all’estero, Colonie, Somalia Afis... Un obiettivo particolarmente complesso in quanto, sovente, mancano documenti ufficiali cui fare riferimento. Da qui la precisazione dell’autore: ritenere la raccolta “un primo tentativo”.

L’ultima sezione vede protagonista Beniamino Cadioli “con la collaborazione dei soci Aicpm”. Comprende la seconda edizione del catalogo-inventario dei bolli di posta militare impiegati all’epoca della Grande guerra. Le impronte sono valutate a punti, con una scala a quindici livelli, da 2,00 ad oltre 1.500,00 euro. Un elenco che serve “per avere un quadro del materiale posseduto da ognuno, per compilare eventuali mancoliste di quanto può interessare, per listini e cataloghi di vendita e scambio e per disporre di una guida pratica e maneggevole”.


L'intervista al presidente del sodalizio, Piero Macrelli
La prima parte del lavoro di Benito Carobene
La scheda del nuovo volume, con dettagli e indice
Dic 29 2008 - 01:08

Notizie dall'Italia

Esportazioni di valuta, queste le novità

Il provvedimento, in vigore dall’1 gennaio, riguarda anche trasferimenti effettuati per plico postale o equivalente

Varcare i confini con forti importi di denaro: aggiornata la normativa

Chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante (intendendo ora con questo termine le banconote e le monete metalliche aventi corso legale, ma anche tutti gli strumenti di pagamento negoziabili al portatore) di importo pari o superiore a 10mila euro deve dichiarare la somma all’Agenzia delle dogane. È il decreto legislativo n°195 del 19 novembre, intitolato “Modifiche ed integrazioni alla normativa in materia valutaria in attuazione del regolamento (Ce) n°1.889/2005”. Composto da sedici articoli, entrerà in vigore l’1 gennaio.

L’obiettivo -precisa l’Agenzia delle dogane- è “prevenire e contrastare le attività illecite di riciclaggio, unitamente a quelle finalizzate al finanziamento del terrorismo, ed istituire un adeguato livello di sorveglianza sui movimenti transfrontalieri di denaro”, sia nei rapporti intracomunitari che extracomunitari.

La dichiarazione può essere redatta al passaggio del confine o inviata per via telematica prima dell’attraversamento. Si applica pure -precisa l’articolo 3- a tutti i trasferimenti di denaro contante “effettuati mediante plico postale o equivalente”. In questo caso, la dichiarazione va consegnata, dietro ricevuta, a Poste italiane o ai fornitori di servizi postali all’atto della spedizione o nelle 48 ore successive al ricevimento, festivi esclusi.

Le disposizioni non si applicano ai trasferimenti di vaglia postali o cambiari, di assegni postali, bancari o circolari, tratti su o emessi da banche o da Poste italiane che rechino l’indicazione del nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

La violazione è punita, salvo casi specifici, con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 40% dell’importo eccedente la soglia trasferito, o che si tenta di trasferire, con un minimo di 300 euro.


Per saperne di più
Assegni e vaglia, le regole di sei mesi fa
Il nuovo modello da impiegare
Dic 28 2008 - 13:34

Libri e cataloghi

Se la prefilatelia è... Fedele

La quarta guida postale della Marini è firmata da Clemente Fedele. Nell’album ad anelli, ritrae la società in cui comunicare a distanza voleva dire soprattutto scrivere

L'autore della guida, Clemente Fedele

L’Italia, il Vaticano e ora San Marino (notizia precedente). Ma le guide postali realizzate dalla Marini con l’Accademia italiana di filatelia e storia postale proseguono, questa volta chiamando lo studioso Clemente Fedele per parlare dei tempi passati. È “La lunga strada postale che conduce al francobollo”, organizzata in 25 pagine, di cui 2 per “suggerimenti bibliografici”, pari a 13 fogli per raccoglitore ad anelli (16,50 euro).

Non vuole essere -precisa l’editore- “la solita trattazione sui bolli e i segni presenti su antiche corrispondenze ma è innanzi tutto un quadro d’insieme sul mondo della comunicazione epistolare, indispensabile proprio per comprendere a fondo quei segni e quei bolli, così come gli stessi messaggi e gli indirizzi e il modo di sigillare le lettere in un tempo in cui non esistevano altre forme di contatto a distanza”. Allo stesso tempo, aiuta a capire i vari servizi della posta, dal trasporto delle lettere a quello di merci e viaggiatori (quest’ultimo è ancora operativo in Svizzera, la cui rete controllata dalla Posta ha servito, nel 2007, 290mila persone).

Si parla così delle missive di Marco Tullio Cicerone, di prestazioni in antico regime a Londra e Parigi, del libro “Storia di due amanti” (firmato da Enea Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II, calca sul ruolo delle serve che recapitano i messaggi delle rispettive padrone). Ma si analizzano anche i corrieri, la posta-cavalli e la postalettere, il contrabbando e naturalmente le tracce, come bolli, sigilli e annotazioni, lasciate sugli oggetti. Facendo balenare -aggiunge l’autore- pure i segni di lettera, vale a dire gli elementi formali grazie ai quali un semplice foglio di carta si trasforma in missiva: “sono i molti modi, alcuni personali e altri tipizzati, di scrivere il testo, l’indirizzo, di scegliere la carta più adatta, di usare la busta o la nizza, di adottare come modalità di chiusura il sigillo di cera, la ceralacca o l’ostia colorata”.

Il risultato -prosegue Clemente Fedele- “delinea una storia postale non più incentrata solo su servizio postale e monopolio ma suddivisa nelle tre grandi aree tematiche da cui tale realtà in effetti era formata”: il mondo delle occasioni (cioè l’invio di missive attraverso vettori non organizzati, come il semplice viaggiatore), i corrieri (i “professionisti del viaggio”, fra cui cavallanti e vetturini) e la struttura postale (il termine “posta” è una parola tecnica che fa la sua comparsa nel Trecento, in periodo visconteo e in area padana). “Solo oggi questi ambiti si presentano al nostro cospetto con i caratteri della pari dignità”.

Per scoprire i modi di intendere dei nostri progenitori, “la metodologia più feconda che la storiografia suggerisce è lo studio seriale delle loro lettere, che vuol dire, tra l’altro, adottare un sistema di lavoro più rigoroso rispetto ai metodi tradizionali del cultore di storia postale, indotto dal mercato (a differenza dei collezionisti di francobolli, e questo è ben curioso) a privilegiare non la serie ma il singolo «pezzo». Postalmente occorre invece scoprire il valore della serie, vale a dire considerare le missive ricollocate in successione cronologica, con le relative risposte, e dunque il carteggio, ma anche la serie dei carteggi, e dunque l’archivio”.


Uscito in contemporanea, il lavoro dedicato a San Marino
Ancora oggi, in Svizzera, la Posta si occupa di trasporto pubblico. Sotto, alcune pagine dello studio
Dic 28 2008 - 01:41

Libri e cataloghi

San Marino vista da Genova

La terza guida della ligure Marini è dedicata alla posta e alla filatelia dell’antica Repubblica. Che non appare solo un piccolo Stato basato sulla vendita dei francobolli...

Dopo l’approfondimento riguardante l’Italia e quello per il Pontificio-Vaticano, ora tocca a San Marino. È la nuova guida postale che Marini e l’Accademia italiana di filatelia e storia postale dedicano a chi non si accontenta di infilare i francobolli nelle taschine e vuole approfondire. Ancora una volta, il saggio (19 fogli per album ad anelli, pari a 37 pagine, costo 16,50 euro) è firmato da Franco Filanci. Si intitola “Da San Marino una lunga storia di posta, primati e francobolli”.

Costituisce -precisa l’azienda- “un approfondito racconto cronologico degli avvenimenti postali sammarinesi, dalla famosa istituzione del postiglione nel 1607 fino alle più recenti problematiche dovute alla trasformazione delle poste in senso privatistico. Una storia largamente ignorata dai cataloghi e persino da gran parte delle pubblicazioni più specialistiche, a causa di antichi pregiudizi filatelici che vedono in San Marino solo un piccolo Stato che «vive di francobolli»; il che -come risulta evidente da questa guida- non è assolutamente vero, persino sul piano del bilancio statale, ma nasce da un’antiquata e deformata lettura delle emissioni sammarinesi, spesso più interessanti e intriganti di quanto appaia a prima vista”.

Una delle riletture concerne le cartoline tappezzate di francobolli, spedite dai turisti negli anni Sessanta del secolo scorso: fanno inorridire molti collezionisti ma, in realtà -dice Franco Filanci- “sono uno splendido esempio di storia postale applicata”.

Tra le informazioni offerte, il ruolo di Otto Bickel, “un dinamico commerciante che ebbe il merito di far conoscere San Marino ai collezionisti di tutto il mondo”. Oppure le performance filateliche (ad esempio, la prima emissione di beneficenza al mondo o l’abbinamento francobolli-compilation in cd), postali (il servizio interno e le “false” affrancature meccaniche) e collezionistiche (i comunicati-stampa del 1894 e l’Ufficio filatelico creato nel 1945 per evitare speculazioni).

Completano il lavoro notizie inedite e curiosità riguardanti i dieci uffici postali locali e i loro bolli, i servizi offerti, le cartevalori e le relative caratteristiche tecnico-produttive, il collezionismo e la letteratura. Letteratura non estesissima, ma che ha “saputo evidenziare i molti spunti d’interesse nonché l’importanza e il fascino che i francobolli, i bolli e la storia postale di San Marino hanno in sé e possono offrire al collezionista”.


La prima guida, dedicata all'Italia
La seconda, per Pontificio e Vaticano
L'editore Giorgio Marini, l'esperto Franco Filanci e, per San Marino, il direttore generale dell'Azienda autonoma di stato filatelica e numismatica, Gioia Giardi. Sotto, alcune pagine del lavoro
Dic 27 2008 - 18:27

Notizie dall'Italia

Referti medici col portalettere: Toscana soddisfatta

Un protocollo d’intesa estende fino al 2010 la consegna a domicilio. Nel frattempo, si sviluppano gli aspetti di comunicazione sociale

Poste e salute, due realtà più vicine di quanto si pensi. E il rapporto funziona, visto che ora viene rinnovato. Accade in Toscana: la Regione ha sottoscritto un nuovo protocollo d’intesa fino al 2010 con Poste italiane, riguardante la consegna dei referti medici. Confermando così il servizio “Sanità vicina”, nato sei anni fa.

A firmare l’accordo sono stati il presidente dell’Ente, Claudio Martini, e l’amministratore delegato della società di recapito, Massimo Sarmi. “In Toscana -afferma Claudio Martini- parliamo della sanità come diritto. Per promuoverlo a tutti i livelli, con quelle caratteristiche di capillarità, tempestività, costanza e qualità necessarie abbiamo bisogno di «compagni di viaggio»... in sintonia con i nostri progetti. In questi anni le Poste hanno dimostrato di essere un partner prezioso”.

Gli obiettivi sono potenziare la spedizione gratuita dei referti diagnostici a domicilio attraverso invii ordinari e raccomandati, nonché sviluppare nuove modalità di comunicazione sociale per favorire l’accesso dei cittadini alle notizie relative alla salute.

Saranno utilizzati sia il supporto “Spm” (“short postal message”), che prevede l’inserimento di messaggi pubblicitari a carattere sociale e sanitario sulle buste inviate ai cittadini, sia la rete degli sportelli. Poi, verrà accresciuto il ricorso alla posta ibrida, che prevede la stampa e l’invio di materiale divulgativo e riguardante iniziative di sensibilizzazione. “Ne è un ottimo esempio -precisano dalla Regione- la campagna di comunicazione sullo screening oncologico effettuata dalle Asl di Grosseto, Siena e Arezzo”.

Dati alla mano, nel 2002, attraverso Poste italiane, sono stati spediti 431mila referti; l’anno scorso è stato superato il milione (esattamente 1.007.312).


La proposta di Massimo Sarmi ai piccoli Comuni
Medicine a domicilio, il caso di Beverino (La Spezia)
I programmi di Perugia
In Toscana il postino bussa anche per portare le analisi mediche
Dic 27 2008 - 10:03

Dall'estero

Ancora commemorazioni per Benazir Bhutto

Ad un anno dall’omicidio, il Pakistan l’ha ricordata in più occasioni

La nuova carta valore per l'anniversario

Le tensioni di questi giorni fra India e Pakistan, ritornate alle stelle dopo gli attacchi terroristici a Mumbai, non fanno dimenticare un altro episodio drammatico: l’uccisione, avvenuta esattamente un anno fa, della candidata premier pachistana Benazir Bhutto. Il fatto è stato ricordato oggi con un francobollo da 4 rupie ed un foglietto da 20.

Negli ultimi mesi, la figlia dello storico leader Zulfikar Ali Bhutto è stata più volte ripresa tra i dentelli nazionali. Che si aggiungono al 5 rupie dell’1 agosto 1995, emesso per la Prima conferenza delle parlamentari dei Paesi musulmani, esemplare che dopo la morte schizzò in una speculazione.

La leader è stata citata il 4 aprile scorso in un francobollo da 4 e in un foglietto da 20 rupie, approfittando dei ventinove anni trascorsi dalla morte del padre.

Nelle tre emissioni successive divulgate da Islamabad vi compare altre due volte: il 21 giugno in occasione del 55° compleanno (tagli da 4 e 5 rupie) e il 10 dicembre per il premio sui diritti umani, attribuito postumo dall’Onu alla donna.


Un anno fa l'uccisione
La speculazione sulla carta valore con la sua immagine
L'emissione commemorativa del 4 aprile
I tre francobolli emessi il 21 giugno e il 10 dicembre 2008 dal Pakistan
Dic 27 2008 - 01:13

Libri e cataloghi

Lettere di bambini ad altri bambini

Dall’esperienza di una onlus italiana in Palestina, l’idea di raccontare il quotidiano scrivendo messaggi a carattere epistolare

La forma epistolare per descrivere l'attualità

Gli aspetti formali, per una volta, sono stati evitati. Non vi sono buste, carta da lettera, né tanto meno francobolli o timbri. Persino l’indirizzo è indefinito, perché “Lettere al di là del muro” raccoglie missive immaginarie “di bambini che scrivono ad altri bambini. Piccoli nati dalla parte sbagliata e povera del Muro (e del mondo) che raccontano ai loro coetanei israeliani e europei come vivono, quali speranze hanno e che futuro immaginano per loro”. Le risposte potranno far sorridere, stupire, riflettere o rattristare, perché “i bambini sono tutti uguali, vogliono vivere e crescere in pace, giocare, divertirsi”.

Firmata da Stefano Apuzzo, Serena Baldini e Barbara Archetti, la raccolta (168 pagine, 12,00 euro, edizioni Stampa alternativa - Nuovi equilibri) nasce dall’esperienza degli operatori della onlus Vento di terra, impegnati in Palestina a supporto di due campi profughi di Shu’fat (Gerusalemme Est) e Kalandia (Ramallah). Sotto la forma della testimonianza epistolare, intende “dare voce alle vittime inconsapevoli del conflitto che da troppo tempo affligge il Medio Oriente”.

“Gli autori -precisa Serena Baldini- di fatto sono i bambini, noi abbiamo curato il libro”. La quarantina di missive scelte racconta del sogno, della vita quotidiana nei centri, della paura. “L’idea è che si sta scrivendo a qualcuno... Abbiamo dato la possibilità di mettere delle parole da indirizzare in senso generico, così il messaggio passa con più facilità”. I piccoli autori -aggiunge Stefano Apuzzo- “raccontano direttamente cosa fanno, come vivono, cosa vorrebbero fare, senza coloriture politiche. Il desiderio è di tradurre il libro in ebraico ed arabo e portarlo là”, affinché le lettere “arrivino anche ai bambini di Israele”.


Il sito della onlus Vento di terra
Due degli autori, Stefano Apuzzo e Serena Baldini
Dic 26 2008 - 19:54

Notizie dall'Italia

Ricariche “Postepay” anche alle ricevitorie Sisal

Il costo dell’operazione, però, è doppio (2,00 euro contro 1,00) rispetto a quanto richiesto ad un normale ufficio postale

Non solo per tentare la fortuna: ora agli sportelli Sisal abilitati è possibile ricaricare la carta prepagata “Postepay”, gettonatissima soprattutto per acquisti in internet.

Le condizioni e gli oneri sono tuttavia diversi da quelli riscontrabili all’ufficio postale: si può versare una cifra a scelta compresa tra 1,00 e 1.000,00 euro (il limite massimo in posta è 1.000,00 o 3.000,00 euro, secondo il tipo di carta) ed il conseguente costo è pari a 2,00 euro, cioè al doppio rispetto a Poste. Resta tuttavia la comodità di una ulteriore rete capillare, con 22mila punti e degli orari al pubblico diversi.

Introdotta nel 2003, finora la carta è stata scelta da 4,3 milioni di persone.


Per individuare le ricevitorie abilitate
I dettagli della carta “Postepay”
Anche presso la rete Sisal è possibile ricaricare la “Postepay”
Dic 26 2008 - 12:56

Notizie dall'Italia

“Class action”, si cambia (e si aspetta)

Il ministero, che ha presentato alcune modifiche al testo ora all’esame del Senato, parla di “equilibrio” tra la tutela dei consumatori e la garanzia per le imprese

Sarebbe dovuta entrare in vigore l’1 luglio scorso, poi era stata rinviata all’1 gennaio 2009. Ma -come ormai è chiaro- la “class action” subirà un ulteriore slittamento, perlomeno di sei mesi. E le associazioni dei consumatori non hanno mancato di esprimere un forte sconcerto.

Il Governo, nel frattempo, ha depositato un emendamento al disegno di legge attualmente in discussione al Senato. “L’intervento -precisa il ministero allo Sviluppo economico- rappresenta un adeguato punto di equilibrio tra l’esigenza di efficace tutela dei consumatori e quella di garanzia per le imprese”.

Il provvedimento estende la legittimazione ad agire a tutti i cittadini, sia direttamente sia mediante un’associazione alla quale si dà mandato. Inoltre, offre la possibilità di utilizzare lo strumento per tutelare le situazioni di danno seriale, causato da pratiche commerciali scorrette o comportamenti non concorrenziali. Previsti un più semplice procedimento giudiziario, “anche in riferimento alla fase di liquidazione del danno”, e il rafforzamento delle forme di pubblicità.

Stando ai cambiamenti proposti, l’azione potrà essere esercitata “solo con riguardo agli illeciti compiuti successivamente al 30 giugno 2008, data di entrata in vigore della prima versione della normativa predisposta nella precedente legislatura”. Tale termine, fra l’altro, consente agli uffici giudiziari di attuare le misure organizzative necessarie per gestire i contenziosi.

La parola è ora alle Camere.


L’ipotesi dell’1 luglio 2008...
...e quella dell’1 gennaio 2009
La “class action”, quando entrerà in vigore, potrà interessare anche i servizi postali
Se ricevete questa mail è perché vi siete iscritti a Vaccari news
Per ISCRIVERSI, CANCELLARSI o MODIFICARE l'indirizzo email basta collegarsi qui http://www.vaccari.it/_ISCRIVITIVNEWS

Copyright © 2019 - 2003 Vaccari srl - tutti i diritti riservati
registrazione Tribunale di Modena n. 1854 del 4 dicembre 2007
direttore responsabile Fabio Bonacina
Tutto il contenuto di questa newsletter, incluse le pagine html e le immagini, è protetto da copyright.
In caso di pubblicazione e/o riferimenti si prega di citare sempre la fonte e di avvisare la redazione: info@vaccari.it

Vaccari srl non si ritiene responsabile di eventuali errori di collegamento nei link proposti, che vengono verificati solo all'atto dell'inserimento.
Sarà gradita la comunicazione di eventuali cambiamenti per poter aggiornare i dati. Redazione: info@vaccari.it

VACCARI srl - Via M. Buonarroti, 46 - 41058 Vignola (MO) - Italy
Tel. (+39) 059.77.12.51 - (+39) 059.76.41.06 - Fax (+39) 059.760157