Siamo lieti di inviarle le notizie diffuse nell'ultima settimana da "Vaccari news".
Se desidera conoscerle in tempo reale, in qualsiasi momento può visitare la pagina www.vaccarinews.it, dove può trovare gratuitamente anche:

  • i programmi aggiornati di Italia, San Marino, Vaticano e Smom;
  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Set 04 2009 - 01:17

Notizie da Vaccari

È ristampa per il Micheli di posta aerea

In un volume autonomo, raccoglie i testi integrali delle fonti legislative e normative riguardanti il periodo che va dal 1926 al 2000

Il primo volume si concentra soltanto sulla posta aerea

L’aviazione? Vola alto. Nelle stesse settimane in cui Vaccari srl sta concludendo il libro “Pionieri dell’aviazione in Italia 1908-1914”, scritto nel 1943 da Mario Cobianchi ed ora aggiornato e integrato da Fiorenzo Longhi, la società ristampa un altro testo che si collega al settore. È il “Posta aerea 1926-2000”, primo volume del repertorio di fonti legislative e normative curato da Giovanni Micheli.

“Il punto di forza dell’intera raccolta -spiega la responsabile editoriale dell’azienda, Valeria Vaccari- è che, grazie ad un lavoro certosino, offre l’insieme delle norme riguardanti le tariffe postali dal 1862 al 2000. Il primo tomo, ormai esaurito e per il quale, appunto, abbiamo predisposto la ristampa, è di fatto autonomo, poiché si concentra sulle prestazioni aeree. Un argomento tra i più complessi, in quanto le voci si mostrarono particolarmente mutevoli nel tempo e in certe fasi dettagliate addirittura Paese per Paese. Da sempre ha riscosso un duplice interesse, sia da parte di chi colleziona storia postale, sia da chi si è specializzato sul servizio”.

Organizzato in 348 pagine di testi e tabelle, costa 40,00 euro. Inizia con il regio decreto del 9 luglio 1926 “Sovrattassa speciale per il trasporto degli oggetti postali sulle linee di navigazione aerea” e si chiude con l’ennesima revisione tariffaria, l’ultima. Venne introdotta il 7 gennaio 1992 e riguarda i rapporti con l’estero.

Confermata la promozione: questo libro è in omaggio a chi acquista a 210,65 euro (invece di 250,65) l’insieme dei cinque restanti, riguardanti le altre prestazioni postali.


La scheda
La serie intera
La scomparsa dell’autore; era il 10 dicembre 2003
Set 03 2009 - 18:47

Notizie dall'Italia

Abruzzo, resta il “Seguimi” gratuito

Poste italiane conferma il servizio fornito gratuitamente alle popolazioni sfollate dopo il terremoto

Il “Seguimi”, nelle settimane che hanno preceduto le ferie, è stato pubblicizzato con generosità, così da indurre gli utenti ad attivare il servizio -a pagamento- per deviare provvisoriamente la propria corrispondenza verso le località di vacanza.

Ma dagli inizi di aprile un supporto molto simile è stato fornito senza spese ai terremotati dell’Abruzzo. Supporto che, secondo quanto viene attribuito al Codacons, adesso sarebbe stato sospeso.

Poste italiane, dal canto suo, non conferma la notizia. “Dal giorno in cui -viene precisato a «Vaccari news»- il centro di recapito de L’Aquila si è trasferito presso i nuovi locali in locazione di via Giuseppe Saragat 7, è stato reso operativo uno sportello per la consegna della corrispondenza per le popolazioni che avevano perso l’abitazione e per quelle non più raggiungibili dal servizio postale di recapito tradizionale. L’iniziativa, a cui è stato dato il nome convenzionale di «Seguimi», ha coinvolto non solo i residenti e domiciliati nella zona rossa ma è stata estesa agli abitanti di tutte le zone non raggiungibili”. Gli interessati hanno compilato un modulo, per mezzo del quale è stato aggiornato il domicilio. “Moltissimi cittadini aquilani hanno provveduto, fino a tutto giugno, all’adesione del citato servizio, circostanza dimostrata dall’abbattimento delle giacenze”. “Nessun servizio -conclude la nota- è stato soppresso e... le richieste accettate allo sportello fino al 1° luglio 2009 sono attualmente vigenti e operative”.


Il servizio attivato all'indomani del terremoto
Il “Seguimi” a pagamento
L'Aquila - Persone al centro di via Saragat in attesa del proprio turno per ritirare la corrispondenza
Set 03 2009 - 11:59

Appuntamenti

In mostra i saggi “Mariani”

Dal 21 ottobre al 4 novembre, quindi sovrapponendosi a “Italia 2009”, il Museo filatelico e numismatico vaticano proporrà materiale riguardante il progetto del 1868 per una serie pontificia mai emessa

Uno dei saggi firmati da Cesare Mariani

“Saranno esposti per la prima volta eccezionali reperti filatelici relativi ad un francobollo dello Stato Pontificio del 1868 completamente realizzato e mai emesso”. Recita così l’invito che giunge dall’Ufficio filatelico e numismatico vaticano, formalizzato in vista di “Italia 2009”. Soltanto che il materiale non sarà, purtroppo, visibile alla sede della manifestazione, ma al Museo specializzato che si trova nel contesto dei Musei vaticani.

La documentazione riguarda i saggi con lo stemma e gli amorini, realizzati verso la fine del 1868 dall’architetto e pittore Cesare Mariani (1826-1901). L’artista -si legge nel volume “Vaccari 2008-2009 - Francobolli e storia postale - Trattato storico e catalogo con valutazioni”- presentò due bozzetti con lievi differenze alla Direzione generale delle proprietà camerali. Questa, il 5 gennaio 1869, li sottopose alla commissione artistica camerale che, nella seduta del 19 febbraio, espresse parere favorevole e incaricò il professore di predisporre delle prove di stampa. I soggetti vennero confezionati in foglietti da dieci, “utilizzando della carta spessa e sottile con la stampa in colori diversi ed un’altra carta colorata su una sola superficie con stampa in nero”. Malgrado il parere favorevole registrato anche a questo stadio, “l’esecuzione dei nuovi francobolli non ebbe corso”. Il successivo arrivo dei soldati italiani mise il progetto definitivamente in archivio.

La nostra iniziativa -è la sottolineatura che giunge ora da oltre Tevere- ha come obiettivo “avvicinare il pubblico alla filatelia vaticana in generale attraverso uno scorcio di storia”. Questo evento, naturalmente, si è potuto realizzare grazie al “Festival internazionale della filatelia”, “occasione che permetterà di raccogliere diversa gente in pochi giorni nella città di Roma”.

Il particolare allestimento sarà visitabile dal 21 ottobre al 4 novembre. Poi, verrà riproposto a “Monacophil”, in calendario nel Principato dal 4 al 6 dicembre.


Il Museo filatelico e numismatico vaticano
Il catalogo “Vaccari 2008-2009”
Le ultime notizie da “Italia 2009”
Dal 21 ottobre al 4 novembre il Museo filatelico e numismatico vaticano ospiterà reperti risalenti al 1868 e relativi ad un'ipotizzata nuova emissione
Set 03 2009 - 02:32

Dall'estero

Emissioni istituzionali per la Germania

A pochi giorni dal voto, Berlino vara quattro serie, certo non casuali. E inaugura una nuova serie ordinaria


Uno dei due esemplari per la riapertura del Parlamento giunti nel 1949

Il 27 settembre le elezioni politiche e, oggi, una manciata di giorni prima, Deutsche post adotta un taglio decisamente istituzionale.

Delle quattro emissioni in arrivo agli sportelli, ben tre offrono richiami diretti. La prima si intitola semplicemente “Deutschland” e, dal costo di 55 centesimi, offre un tripudio di braccia che impugnano la bandiera, stile vittoria sportiva. È il primo francobollo -precisano da Berlino- della nuova serie ordinaria che propone una immagine positiva sul modo in cui i tedeschi considerano il proprio Paese e i simboli nazionali.

Poi, c’è il foglietto che in due francobolli ricorda i sessant’anni della “Legge fondamentale” (ossia la Costituzione), citando il Bundestag (taglio da 0,55 euro) e il Bundesrat (0,90), i due organi cui è attribuito il potere legislativo. Se la Carta venne promulgata sulle macerie del conflitto il 23 maggio 1949, solo il 7 settembre successivo a Bonn si sarebbero riaperte le Camere, evento sottolineato quel giorno del dopoguerra da due dentelli da 10 e 20 pfennig. Lunedì prossimo i parlamentari torneranno nell’ex capitale per una seduta celebrativa.

Nell’infornata è inserito il 70 centesimi dedicato ai vent’anni dall’abbattimento della “Cortina di ferro”. Fa parte della congiunta concordata con Austria e Ungheria, ma i due partner arriveranno solo il 10 settembre. La scelta di Berlino di giocare in anticipo viene spiegata con la volontà di concentrare tutte le emissioni del mese in un’unica data.

L’ultima uscita è più... tranquilla: un ulteriore 55 centesimi, questa volta dedicato ai bambini, nella abituale serie “Fur uns kinder”.


Abbattimento della “Cortina di ferro”: l’anticipazione sulla congiunta
Il sito del Buntestag (in tedesco, inglese e francese)

I tre francobolli singoli e, sotto, il foglietto. Sono le cartevalori al debutto oggi
Set 02 2009 - 20:28

Dall'estero

C’è Ginevra dopo Solferino

A sessant’anni dalla revisione, un francobollo elvetico ricorda le Convenzioni sul trattamento di soldati e civili in periodo di guerra

L’esemplare

Archiviate le celebrazioni per il secolo e mezzo di Solferino, resta l’eredità nata dalla sanguinosa battaglia e portata avanti da Henry Dunant. Nel 1864 Ginevra, la città del futuro premio Nobel, tenne a battesimo le prime Convenzioni, volte ad alleviare il dolore dei militari vittime di conflitti armati e delle popolazioni civili. Per questo sono vietate alcune armi e l’impiego di determinati metodi.

Dopo le esperienze raccolte in due guerre mondiali, nel 1949 -sessant’anni fa- i testi vennero rivisti, ampliando il concetto di diritto umanitario ed estendendone la sua applicazione. Oggi, ancora una volta sviluppati attraverso protocolli aggiuntivi, sono riconosciuti nei 194 Paesi del mondo, anche se poi non tutte le parti in causa li rispettano effettivamente. Riguardano i feriti e gli ammalati nei conflitti terrestri (prima Convenzione), in quelli navali (seconda), i prigionieri di guerra (terza) e la popolazione civile (quarta).

Il giro di boa verrà ricordato domani dalla Svizzera, che ha messo a punto un francobollo da 1,00 franco. Omaggio allo stesso Paese emittente e al Comitato internazionale della Croce rossa, i quali -viene sottolineato agli sportelli postali- sull’argomento “hanno svolto in passato e svolgono ancora oggi un ruolo di primo piano”.


Il centocinquantesimo di Solferino
La mostra itinerante voluta dal Centro studi internazionale di storia postale
Domani in Svizzera: anche l’emissione per gli auguri
Set 02 2009 - 14:40

Appuntamenti

Pronti per “San Marino”?

Accanto al convegno commerciale, la mostra, un catalogo e la premiazione dei vincitori al concorso sugli animali domestici

Anche il Vaticano impiegherà un annullo

Nessuna emissione particolare, ma qualche annullo ricorderà “San Marino 2009”, la manifestazione filatelica biennale in calendario dal 5 al 6 settembre presso il “Multieventi sport domus” di via Rancaglia 30 a Serravalle.

Firmata dall’Azienda autonoma filatelica e numismatica, ha come sottotitolo “Tradizione e innovazione a San Marino”; sabato osserverà l’orario 9-18.30, domenica 8.30-14. L’ingresso è libero.

Oltre al convegno commerciale filatelico e numismatico con una quarantina di operatori (parteciperanno, inoltre, Poste italiane, Gibilterra, Monaco, Svizzera e Vaticano), l’impianto accoglierà l’esposizione dei bozzetti relativi alle emissioni create nel tempo da artisti locali e la mostra “Fotografa il tuo animale domestico”, esito del concorso per la serie attesa il 21 ottobre. Domenica alle 10 si terrà la cerimonia di premiazione per quanti hanno partecipato alla gara e vinto.

A livello editoriale debutterà il catalogo “Quattro secoli di posta, francobolli & interi”, proposto dall’Azienda e in vendita a 8,00 euro. Organizzato in 192 pagine a colori, è dovuto a Franco Filanci, Maria Antonietta Bonelli e Carlo Sopracordevole. Sarà presentato sabato alle ore 14.


L'annuncio della manifestazione
I vincitori del concorso “Fotografa il tuo animale domestico”…
Il ricordo dello “scampo” garibaldino
Set 02 2009 - 09:03

Notizie dall'Italia

Palermo ricorda Joe Petrosino

Il poliziotto, statunitense ma di origini italiane, venne ucciso nella città siciliana il 12 marzo 1909

Oggi l'omaggio marcofilo per Joe Petrosino, ucciso un secolo fa

All’anagrafe faceva Giuseppe, anche se è passato alla storia come Joe, Petrosino. Nato a Padula (Salerno) il 30 agosto 1860, emigrò negli Stati Uniti dove diventò poliziotto. Grazie alle sue doti e alla conoscenza della realtà locale, fu inviato a Palermo per indagini che mettessero in luce i rapporti tra le rispettive delinquenze, trovando la morte il 12 marzo 1909. Un secolo dopo, la Provincia della città siciliana gli rende omaggio con un annullo, impiegato oggi per il 148° anniversario dell’Ente. Sarà disponibile dalle ore 9 alle 15 nella sede istituzionale di palazzo Comitini, che si trova in via Maqueda 100.

Fino al 6 settembre, presso il loggiato San Bartolomeo (corso Vittorio Emanuele 25), sarà visitabile la mostra “Joe Petrosino documenta”, che si assocerà ad una monografia intitolata nello stesso modo ed articolata in oltre 300 pagine. Attraverso foto e documenti, l’esposizione -spiegano i promotori- “racconta luoghi e personaggi che fra Palermo e New York diedero vita ad una stagione, quella di inizio ‘900, nella quale nacque uno stretto legame fra la «Mano nera» e la criminalità organizzata siciliana, per il quale Petrosino fu mandato in Italia ad indagare”.

Una seconda e contestuale obliterazione saluta Michele Reina, presidente della stessa Provincia tra il 10 gennaio 1962 e il 6 luglio 1964. È stato il primo ad essere scelto da un Consiglio eletto direttamente dai cittadini.


I dettagli sulla mostra
Set 02 2009 - 01:45

Giornali, riviste e siti

Arrestato per peculato

Cronaca centenaria: così il “Corriere della sera” del 2 settembre 1909

Cronaca spicciola anche nei quotidiani d’antan

Era notissimo a Novara “per la vita brillante che conduceva”, giovane ventiquattrenne addetto al locale sportello riscossioni di vaglia e risparmi, e “aveva incontrato anche moltissime amicizie fra i giovani viveurs”.

Cronaca spicciola di un secolo fa, nel caso specifico proposta dal “Corriere della sera” del 2 settembre 1909 sotto il titolo “Impiegato postale arrestato per peculato”.

Già, perché il protagonista -racconta l’articolo- ad un certo punto abbandona l’attività per impiegarsi presso una ditta privata.

“Si seppe poi che era stato sospeso dall’ufficio per alcune irregolarità riscontrate nella contabilità del delicato servizio cui era addetto”. Fino ad essere arrestato sotto l’imputazione di peculato e falso. Le mancanze addebitate “consisterebbero nell’aver alterate le cifre in alcuni libretti di risparmio, rivolgendo a suo profitto alcune piccole somme per un importo complessivo, si dice, non superiore alle 200 lire”.


Set 01 2009 - 20:34

Smom

L’appuntamento è per il 23 settembre

Come si sapeva, sono cinque le emissioni dell’Ordine pronte ad uscire, fra cui la cartolina postale dedicata ad “Italia 2009”

Mentre è ancora silenzio sulle immagini che l’Italia ha scelto per sottolineare postalmente il “Festival internazionale della filatelia”, lo Smom -escluso dalla congiunta condivisa con gli altri Paesi dell’area- sta per varare la propria cartolina.

Debutterà il 23 settembre, giorno individuato dall’Ordine per uscire con tutte le cinque nuove voci del programma, secondo l’elenco che “Vaccari news” ha anticipato il 13 agosto.

L’intero, tirato in cinquemila pezzi, è molto semplice: l’impronta di affrancatura riprende lo stemma con la croce ottagona ed il valore nominale, pari a 60 centesimi. Sul lato di sinistra figura il nome della manifestazione, poi ripetuto in alto con la località e la data di svolgimento. In maniera anomala, manca il logo dell’appuntamento, peraltro già impiegato dalla Corea del Nord, pronta ad uscire con un foglietto promozionale a soggetto calcistico.


Cosa uscirà il 23 settembre
Il foglietto messo a punto dalla Corea del Nord per “Italia 2009”
La cartolina firmata dallo Smom
Set 01 2009 - 15:30

Dall'estero

Ricordata oggi la “Blitzkrieg”

Mentre in Polonia si tengono le celebrazioni ufficiali, Royal mail arriva con un annullo

Il manuale britannico con la data di oggi

Un attacco improvviso, senza la dichiarazione di guerra. Con la scusa di Danzica e del “corridoio”, la Germania oltrepassa il confine della Polonia ed apre il Secondo conflitto mondiale, che avrebbe causato 50 milioni di morti. Era l’1 settembre 1939; due giorni dopo sarebbero scesi in campo Francia e Regno Unito.

A settant’anni di distanza, i protagonisti di allora scelgono, almeno a livello postale, il basso profilo, rinunciando ad emettere francobolli specifici.

Fa eccezione Varsavia. In queste ore, il Paese sia ospitando le celebrazioni ufficiali, alle quali partecipa una ventina di delegazioni giunte dall’estero, fra cui quella italiana. Due i francobolli, proposti oggi. Uno costa 1,55 zloty e cita la battaglia di Westerplatte, teatro del primo attacco e di una eroica difesa, richiamata dal soldato che spara contro gli aggressori. Il secondo, da 2,40 unità, cita invece Wielun, quella che viene considerata la Guernica nazionale. Non a caso, l’inquadratura è proposta dalla cabina di uno Stuka, il terribile bombardiere tedesco.

Nulla, nemmeno un manuale, da Berlino. A livello marcofilo ci ha pensato Londra, con una obliterazione che riporta, fra l’altro, due piccole croci uncinate.


I due francobolli polacchi
Set 01 2009 - 11:24

Appuntamenti

Antoine de Saint-Exupéry atterra a... Mantova

Accanto al “Festivalletteratura”, una mostra di storia postale, documenti e disegni riguardanti l’autore del “Piccolo principe”, che fu tra i pionieri dell’aviazione specializzata francese

Antoine de Saint-Exupéry (a sinistra) mentre maneggia la posta. L’immagine è stata scattata ad Avord nel 1922

Così come Fabien, lo sfortunato protagonista del romanzo “Volo di notte”, Antoine de Saint-Exupéry (nato il 29 giugno 1900) ha condotto aerei postali nei cieli del primo Novecento. E, così come Fabien, ha trovato la morte in un mai del tutto accertato episodio avvenuto in piena guerra, il 31 luglio 1944.

Sarà protagonista della mostra “Sulle orme del piccolo principe: Saint-Exupéry un pioniere della posta aerea”, che Mantova ospiterà dal 1 al 14 settembre. Dunque, in perfetto collegamento con “Festivaletteratura”, annunciato dal 9 al 13. Anzi, come sottolineano i promotori (Circolo filatelico numismatico banino e Centro studi internazionale di storia postale), “un connubio da non perdere”.

Operò -ricordano ora- nell’aviazione postale francese negli anni Venti e Trenta, fu responsabile dell’apertura di rotte in Africa e Sud America, inventore di strumenti per il volo, autore di best seller, sceneggiatore di film e pilota di guerra. Una vita intensa, vissuta tra la Francia, gli Stati Uniti, l’Argentina e il Marocco.

Ad ingresso libero, il percorso sarà ospitato al convento di Sant’Orsola di via Bonomi, aperto negli orari 10-12.30 e 14.30-18.30. Sabato 5 settembre, alle ore 21, verranno letti suoi testi, grazie alla Compagnia teatrale Campogalliani e alla Scuola di teatro di Mantova.

Secondo le anticipazioni raccolte da “Vaccari news”, la mostra si concentra soprattutto sulla storia di Aeropostale e Aeroposta Argentina, sulle linee aeree e sul periodo pionieristico del servizio, offrendo pezzi inediti e documenti. Esamina, poi, la biografia ricca di avventure, amori, passioni e viaggi; le fotografie scattate da “Life” durante il soggiorno ad Alghero (le ultime sue istantanee); gli aerei che ha pilotato proponendone le schede tecniche e quattro modelli curati dall’Associazione modellisti pandinesi. Ci sarà anche un ritratto della moglie Consuelo, protagonista e musa della famosa rosa citata nel “Piccolo principe”, chiudendo con i film tratti dalle sue opere.

Editoriale Sometti firmerà un catalogo da 176 pagine, dal costo di copertina pari a 16,00 euro.

Dopo Mantova, l’allestimento verrà riproposto a “Veronafil” (11-13 dicembre), ma tra le tappe successive figurano pure Alghero e Fertilia.


Il sito di “Festivaletteratura”
In posa, nel 1923 a Barcellona, davanti all’aereo. Il letterato si intravede che esce da un’apertura superiore del velivolo
Set 01 2009 - 02:47

Libri e cataloghi

Un secolo e mezzo fa le Romagne

I francobolli debuttarono l’1 settembre 1859, annunciati, due giorni prima, da un decreto del governatore generale, Leonetto Cipriani

Ben 112 manifesti del 1859-1860 accompagnano lo studio di Paolo Bolognesi

“Considerando che pel buon andamento delle Poste e pel comodo del pubblico è necessario l’uso dei franco-bolli postali” e “considerando che non sono più ammissibili quelli collo stemma pontificio”, il governatore generale delle Romagne, Leonetto Cipriani, decreta che “si emetteranno col 1° settembre nuovi franco-bolli colla iscrizione nel contorno - franco bollo postale - Romagne - e nel mezzo il valore in baiocchi”.

Recita così il manifesto, datato 30 agosto 1859, che sanciva la nascita di un nuovo capitolo postale. Un secondo provvedimento, del 27 ottobre successivo, riguarda “il sistema uniforme di tasse per agevolare gli scambi delle corrispondenze postali”.

I due documenti sono riprodotti nel libro “Dalla Rivoluzione francese al Governo delle Romagne”. Paolo Bolognesi, l’autore, in 224 pagine (Edisai edizioni, 20,00 euro) effettua una breve panoramica del periodo che avrebbe portato alla ritirata degli austriaci, per concentrarsi sulla fase, tra il 12 giugno 1859 e il 12 marzo 1860, di preparazione al plebiscito, e quindi all’ingresso delle vecchie Legazioni pontificie nel Regno di Sardegna. In questi pochi mesi, “dal nulla si è costruito uno Stato con tutte le leggi, la struttura amministrativa, l’organizzazione militare”.

Come si evince dai 112 manifesti, quasi sempre ben leggibili, che fuori testo fanno da supporto al libro. Una collezione virtuale, perché, è lo studioso stesso ad ammetterlo, una parte proviene dal Museo civico del Risorgimento di Bologna. Il medesimo, guarda caso, che ospita la raccolta di filatelia e storia postale lasciata da Giorgio Tabarroni.

Accanto al testo e alla sezione iconografica (in bianco e nero), il volume propone due cronologie, una generale e la seconda specializzata nel territorio.


La scheda del libro
Romagne: a Riccione le celebrazioni filateliche
La collezione Tabarroni al Museo civico del Risorgimento di Bologna
Ago 31 2009 - 21:38

Vaticano

Il frate fa il bis. Ma anche l’artista

Il nuovo omaggio al cardinale Guglielmo Massaja richiama lo stile di Corrado Mezzana, il disegnatore che nel 1952, per conto dell’Italia, firmò il primo tributo

Nato nel 1809 a Piovà d’Asti (oggi Piova Massaia), è stato uno dei più importanti missionari del XIX secolo. Per questo, il 21 novembre 1952, l’Italia e Trieste “A” gli dedicarono -attraverso la mano di Corrado Mezzana- un francobollo da 25 lire, così da ricordare il secolo trascorso dalla sua attività tra i galla in Etiopia e sottolineare l’impegno italiano nell’Africa Orientale, in un periodo in cui, dopo la Seconda guerra mondiale, tutto era stato messo in discussione. È il frate minore cappuccino Guglielmo Massaja, che il 23 settembre sarà celebrato dal Vaticano per i due secoli dalla nascita.

Nel Continente nero per trentacinque anni -ricordano ora da oltre Tevere- ha combattuto malattie quali malaria, febbre gialla, sifilide, lebbra, ma soprattutto il vaiolo, cosa che gli valse l’appellativo di “Padre del fantatà” (padre del vaiolo). Nominato cardinale da Leone XIII nel 1884, morì un lustro dopo a San Giorgio a Cremano (Napoli). Oggi, per suo volere, riposa nella chiesa dei Cappuccini di Frascati (Roma).

Il francobollo costa 60 centesimi e richiama lo stile dello stesso Mezzana, che tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento ha firmato numerosi francobolli per le Poste del pontefice. Organizzato in fogli da dieci, ha una tiratura massima di 200mila esemplari.


Le altre emissioni del 23 settembre
I due francobolli a confronto
Ago 31 2009 - 15:22

Dall'estero

Harry Potter - Già dentellato il nuovo film

A promuoverlo, una confezione di personalizzati varata dall’Australia. Contro francobolli per un nominale da 5,50 dollari, è venduta a 15,95

Non solo ai botteghini cinematografici. Da oggi “Harry Potter e il principe mezzosangue” è disponibile anche agli sportelli postali, a condizione di rivolgersi a quelli australiani. Perché è lì che ha debuttato il foglio dedicato al sesto libro (e film) della fortunata saga ideata da Joanne Kathleen Rowling.

Come altri prodotti rivolti espressamente al grande pubblico, comprende dieci francobolli con il pianeta da 55 centesimi. La personalizzazione è presente sulle bandelle associate e sui bordi, dove figurano, per la gioia dei fan di tutto il mondo, il maghetto e i restanti protagonisti, tratti da immagini della pellicola.

Al pari delle precedenti confezioni di questo tipo, costa decisamente di più rispetto al valore nominale delle cartevalori presenti: 15,95 dollari.


La confezione (TM & © Warner bros. entertainment inc. Harry Potter publishing rights © Joanne Kathleen Rowling)
Ago 31 2009 - 11:31

Appuntamenti

Alla riscoperta degli scapigliati

Due mostre ospitate a Milano fino al 22 novembre. Fra le opere, il dipinto “L’edera” di Tranquillo Cremona, emesso in formato dentello nel 1978. E poi...

I collezionisti d’Italia lo conoscono perlomeno dal 12 luglio 1978. Quando venne emesso sotto forma di francobollo da 170 lire. È il dipinto “L’edera”, dovuto a Tranquillo Cremona e inserito nell’annuale serie dedicata all’arte nazionale.

L’originale, un olio su tela del 1878, normalmente è conservato a Torino, alla Galleria d’arte moderna. Ma, fino al 22 novembre, può essere ammirato a Milano, presso palazzo Reale, nell’ambito della mostra “Scapigliatura. Un «pandemonio» per cambiare l’arte”, della quale rappresenta uno degli elementi più significativi.

Più significativi della mostra ma anche della corrente artistica. Non a caso, fra i 250 oggetti proposti si trova un bronzo realizzato tra il 1893 ed il 1894 da Giuseppe Grandi che porta lo stesso titolo ed offre un’immagine simile. “Probabilmente -ipotizzano gli organizzatori- ne deriva”. Questo ed un paio di altre opere indicano “come l’artista avesse fatto sua quella ricerca pittorica per cui la forma non era più disegno riempito di colore ma colore che si modella in divenire, abolendo la massa. E per primo ne cerca un equivalente in scultura”.

Il percorso, dedicato “agli artisti ribelli e anticonformisti che turbarono gli animi dei benpensanti nell’Italia post-unitaria”, offre altri risvolti postali. Come il materiale preparatorio, e in particolare i gessi, del monumento che Milano dedicò alle “Cinque giornate” del 1848. Frutto di una doppia selezione, per realizzarlo, nel 1881, venne incaricato lo stesso Giuseppe Grandi, che impiegò molto più tempo del pattuito. Ma gli piaceva fare le cose per bene, tanto è vero che andò in Germania per acquistare un leone da impiegare come modello, mentre l’aquila reale proviene dall’Austria. L’artista morirà nel 1894, senza vedere il suggello di chiusura al suo lavoro. Venne inaugurato, infatti, soltanto il 18 marzo 1895, come testimoniano le foto di allora, raffiguranti una piazza gremita di folla. E come ricorda la contestuale cartolina di commissione privata. Contro un nominale di 10 centesimi -ricorda il catalogo “Interitalia”- fu venduta a 1,00 lira (prezzo in seguito elevato fino a 10,00 lire) a favore dell’Istituto pei figli della provvidenza. Un secolo dopo, esattamente il 25 marzo 1995, si aggiungerà un francobollo da 750 lire.

All’iniziativa espositiva si associa la Biblioteca di via Senato 14, che nello stesso periodo offre il percorso “La Scapigliatura e Angelo Sommaruga”, dove viene sviluppata soprattutto la parte letteraria del movimento. Propone, fra l’altro, diverse lettere (prive delle relative buste) indirizzate al vulcanico ed ormai dimenticato editore. Tra i suoi numerosi interlocutori figurano Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio, Edmondo De Amicis, i cui scritti sono presenti sotto le teche. Insieme ad una cartolina per il giubileo del “Guerin Meschino” e ad una recente ristampa, riguardante la raccolta del 1890-1892, de “La posta di Caprino”, “giornale epistolario di un vecchio romito”.


La mostra a palazzo Reale
“L'edera” di Tranquillo Cremona presentata dalla Gam di Torino
L'allestimento alla Biblioteca di via Senato
L'opera di Tranquillo Cremona a confronto con il francobollo. Sotto, la cartolina con il monumento alle “Cinque giornate”
Ago 31 2009 - 01:12

Dall'estero

Con Béjart si aprono le danze

Il Belgio, dove mezzo secolo fa è stato chiamato a lavorare, lo ricorda con un francobollo; costa 90 centesimi ed è inserito in un minifoglio

Nasce a Marsiglia l’1 gennaio 1927 e muore a Losanna il 22 novembre di ottant’anni dopo. In mezzo, c’è una vita dedicata alla danza, che scopre quattordicenne.

La scuola di ballo classica, frequentata a Londra e a Parigi, conferma la predisposizione e nel 1952 crea la sua prima coreografia. L’anno successivo fonda una compagnia propria e nel 1959, mezzo secolo fa, è chiamato a Bruxelles per dirigere i ballerini del teatro Royal de la monnaie.

Nasce così il “Ballet du XXe siècle”, perché Maurice Béjart (all’anagrafe Maurice-Jean Berger) rompe con il repertorio fino a quel momento abituale, sintetizzando un nuovo stile che si basa sulla musica moderna e sulle danze di tutto il mondo. Più avanti associa altre discipline, come il canto, il teatro e lo yoga. Portando in seguito la sua esperienza a Losanna e diventando una leggenda che ha permesso al pubblico di percepire tale forma espressiva al ritmo dell’immaginazione.

Dopo un fine settimana di prevendita, è da oggi in distribuzione generale il francobollo a lui dedicato. Arriva proprio dal Belgio e non ha un valore nominale esplicito. Adesso costa 90 centesimi, pari ad un invio di classe “1” per l’Europa. La confezione con cinque pezzi comprende un’altra immagine dell’artista.


Il Béjart ballet Lausanne (sito in francese e inglese)
Il minifoglio con cinque esemplari
Ago 30 2009 - 12:43

Appuntamenti

Riccione resta numismatico

Nonostante i miglioramenti organizzativi rispetto all’edizione 2008, il settore filatelico del convegno rimane minoritario. Celebrato, con annullo, mostra e incontro, il secolo e mezzo dei francobolli di Romagne

Lo stand sammarinese con la pubblicità della nuova emissione ma vuoto, perché non aveva francobolli da vendere

Cala il sipario, oggi alle 14, su “Riccione 2009”, il convegno proposto nel fine settimana dal Consorzio operatori commercio su aree pubbliche in collaborazione con Numismatica riminese. Anche se decisamente più organizzato rispetto al precedente (e con commenti positivi da parte degli operatori partecipanti), resta un incontro soprattutto numismatico. Ancora pochi i commercianti filatelici, e persino le amministrazioni postali sono ridotte al lumicino. Di fatto, ha partecipato solo l’Italia, visto che la sammarinese Azienda autonoma di stato filatelica e numismatica, che pure ha uno stand, ha garantito soltanto una presenza formale senza vendere nulla, nemmeno i francobolli usciti il giorno 25 e quindi attesi, invano, alla manifestazione.

Accanto alla sezione mercantile, una piccola mostra dedicata ai sessant’anni degli appuntamenti collezionistici cittadini e quella -in teche che si prestano agli oggetti tridimensionali- per il secolo e mezzo dei francobolli di Romagne, giro di boa ricordato pure dall’annullo. Questo anniversario ha motivato l’incontro con Guido Morolli, medico in Piemonte ed appassionato -romagnolo- di tali francobolli. In un’oretta ha sintetizzato le vicende storiche e postali di quei nove mesi, “pieni di fascino e di eventi”, in cui sono nati ed hanno avuto corso i tagli provvisori. Sottolineando, così, il passaggio del territorio dal Pontificio al Regno di Sardegna. Con i parmensi gli unici, fra tutti quelli emessi nel periodo da giunte locali, a non offrire un richiamo ai Savoia. La casata -secondo Morolli- non godeva di particolari simpatie nella zona, se non a Comacchio, dove per un brevissimo tempo si riscontra un timbro con un adattamento crociato, a richiamare lo stemma sabaudo. In attesa delle cartevalori, ci si arrangia come è possibile, impiegando i precedenti tagli papali, timbri o annotazioni manoscritte. Dall’1 settembre 1859 arrivano i primi esemplari; tranne il 20 baiocchi, destinato alla corrispondenza per la Francia, i nominali sono gli stessi già disponibili durante la fase precedente. Sono prodotti in fogli da centoventi, organizzati in due blocchi con sessanta pezzi ognuno. Non vengono riconosciuti dall’Austria, tanto è vero che le missive verso Mantova e il Veneto portano il 4 baiocchi, valido fino al confine, mentre la tratta successiva risulta a carico del destinatario. A livello di buste, è l’affrancatura con il 6 la più rara, mentre tra le curiosità si annoverano i frazionati ridotti addirittura in tre parti. Piuttosto frequenti i casi di frode da parte degli impiegati postali, che utilizzano pezzi già usati per arrotondare le proprie entrate.


L'annuncio della manifestazione
L'esito dell'anno scorso
Le uscite sammarinesi del 25 agosto
Una panoramica del convegno; sotto, Guido Morolli mentre illustra la propria relazione
Ago 30 2009 - 00:37

Libri e cataloghi

Quando il commercio non usava le e-mail

Dalla collezione di Robert Bell, un volume sulle cartoline ideate per essere scritte a macchina e poi, prima di essere spedite, piegate

Ogni aspetto della filatelia permette di essere specializzato, tante volte sorprendendo per quanto c’è da studiare e raccontare. Un esempio, caso mai fosse necessario, arriva da Robert Bell, che si è “inventato” un proprio settore: le cartoline da compilare con la macchina per scrivere e poi piegare e spedire.

Un supporto tipico soprattutto alla metà del Novecento, e che i filatelisti hanno spesso avuto fra le mani. Impegnati, tuttavia, ad osservare l’affrancatura o gli altri segni postali, magari hanno trascurato il supporto.

In “Folded typewriter postcards” l’autore si concentra principalmente su queste comunicazioni commerciali, pratiche ed economiche. Inquadrando tipologie, impieghi, rarità, ma anche sviluppo, crescita e declino.

Lo sguardo è mondiale e non dimentica l’Italia; fra le ditte specializzate nel produrre questi cartoncini figurano Cartolina progresso, Cartolina Torino Augusta, Moderna e Perfecta Bolzano. Qui vennero usate -almeno in base al materiale raccolto dall’autore- fra il 1934 ed il 1968, perfettamente nella media. La Germania pare sia stato il Paese con l’impiego più esteso nel tempo, sicuramente tra il 1912 e addirittura il 1997.

In 123 pagine di grande formato con illustrazioni a colori esamina tutti gli aspetti suggeriti dall’esperienza, non dimenticando quelli collezionistici. Ad esempio, l’impiego per servizi o situazioni particolari (come posta pneumatica, primi voli, iperinflazione, tassate, censura o prigionieri di guerra), il materiale riparato, la suddivisione tematica, la presenza di affrancature meccaniche o etichette.

Il libro è commercializzato direttamente dallo studioso, al costo di 35 dollari Usa più spese; informazioni alla mail rmsbell@esedona.net.


La copertina offre un documento tedesco, il Paese che ha più utilizzato questo supporto. Di fianco, la pubblicità di una ditta specializzata elvetica; promuove una cartolina che si poteva chiudere senza bisogno di acqua o colla
Ago 29 2009 - 10:11

Notizie dall'Italia

Dinastia di postali, scoperta grazie all’archivio

A disposizione per essere consultati dal pubblico gli antichi documenti conservati al Museo triestino della Mitteleuropa

Ritrovato: il faldone (qui l’intestazione) relativo al messaggere postale Karl Lozej

Postale il bisnonno, postale la zia, postale lui. Anche se la lingua di riferimento cambia dal tedesco all’italiano e si modifica leggermente persino il cognome, che lascia la “j” per la “i”, le tracce sono inconfutabili. Merito del lavoro di riordino eseguito nei mesi scorsi a Trieste: i decenni di faldoni, i più antichi risalenti all’Ottocento, sono ora esaminati, catalogati e conservati al Museo postale della Mitteleuropa.

“Solo per caso -ammette Maurizio Lozei, che per la società coordina la comunicazione nel Friuli-Venezia Giulia- ho potuto scoprire il passato della mia famiglia. Sapevo di non essere l’unico ad aver lavorato in posta, ma mi ha fatto un certo effetto scoprire i dati precisi riguardanti i miei parenti”.

Karl Lozej, il capostipite della... dinastia, entra come messaggere quando l’Amministrazione era ancora asburgica. Vissuto tra il 1875 ed il 1936, venne congedato nel 1931 per motivi di salute. “Consultando la sua cartella -spiega il pronipote- si scopre una persona seria e ligia al dovere; solo una volta ricevette una tirata d’orecchie perché aveva fumato una sigaretta in servizio”. Il passaggio sotto la bandiera italiana lo vede confermato al suo posto, ma la situazione economica è seria. Tanto che -altro dettaglio riemerso dalle carte- nel 1929 è costretto a chiedere un anticipo sullo stipendio per aiutare i suoi otto figli.

Due dei quali ricevono il testimone professionale. Olga, classe 1901, viene assunta come “aspirante postale” e fa carriera, fino a dirigere diversi uffici della zona, prima di essere congedata negli anni Sessanta. Più breve è il curriculum del fratello Norberto, di un anno minore. Il suo impegno principale è nel campo ferroviario (sarà capostazione a Postumia e Firenze) ma, nei tempi in cui i servizi dei treni e delle lettere erano guidati dallo stesso dicastero alle Comunicazioni, occasionalmente si deve confrontare con timbri e pacchi.

“Nonostante mio padre abbia fatto tutt’altro mestiere -conclude Maurizio Lozei- io sono entrato nel settore nel 1979, dopo aver fatto un concorso per gli allora «Ula», ossia gli uffici locali agenzie”. Nel 1990 passa come archivista al Centro compartimentale servizi bancoposta, poi trasformati in Cuas, cioè Centro unificato automazione servizi, e da dieci anni segue la comunicazione.

“Al di là dell’aspetto personale -conclude- occorre segnalare che questo materiale ora è a disposizione pubblica per ogni tipo di ricerca. Basta inviare una mail alla curatrice del Museo, Chiara Simon (simonchi@posteitaliane.it), per concordare i dettagli”.

La città giuliana attende sempre l’apertura dello spazio filatelia. In base alle attuali programmazioni, il progetto dovrebbe concretizzarsi verso la fine dell’anno.


L'archivio della sede triestina di Poste italiane
Il coordinatore per il Friuli-Venezia Giulia della comunicazione territoriale di Poste, Maurizio Lozei, con la curatrice del Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa, Chiara Simon
Ago 28 2009 - 23:17

Emissioni Italia

Emilio Alessandrini trent’anni dopo

All’annullo impiegato il 29 gennaio, il 26 settembre si aggiungerà il francobollo

L'annullo impiegato a gennaio

Il 29 gennaio, a trent’anni esatti dalla morte, era stato impiegato l’annullo. Richiesto dalla onlus che porta il suo nome ed utilizzato a Pescara, in provincia della quale nacque il 30 agosto 1942. Il giorno prima, però, la Consulta per l’emissione delle cartevalori postali e la filatelia aveva varato il francobollo, che giungerà il 26 settembre. Valorizzato attraverso un incontro pubblico promosso nello stesso centro abruzzese, il cui sportello filatelico verrà dotato di manuale fdc.

In vendita a 60 centesimi, l’emissione rende omaggio al magistrato Emilio Alessandrini, “che si occupò -dice la scheda del ministero allo Sviluppo economico- del fenomeno dell’eversione cercando di comprenderne le radici e le motivazioni, non solo dal punto di vista giudiziario, ma anche sociale”.

“L’immagine -spiega a «Vaccari news» il presidente del sodalizio, Ennio Di Francesco- è tratta da una foto che offre il suo radioso sorriso. Dobbiamo ringraziare il sottosegretario Gianni Letta per la preziosa attenzione che ha dimostrato, permettendo di completare un iter lungo diversi anni”.

Già ufficiale dei carabinieri e funzionario di pubblica sicurezza, Di Francesco è stato compagno di scuola di Alessandrini. “I nostri destini si sono incontrati poi in varie indagini e, quando venne ucciso, giurai che non sarebbe stato dimenticato. Per questo è nata l’associazione, costituita dagli amici di allora e dal figlio, Marco Alessandrini; all’epoca aveva otto anni ed ora è un brillante avvocato a Pescara. Il francobollo richiama la memoria, cioè il tempo della storia; rappresenta uno dei modi migliori per tenerla viva”.

Tirato in quattro milioni di copie, appartiene, almeno idealmente, alla triste ma doverosa serie che accoglie altri caduti negli ultimi decenni del Novecento. Come i suoi colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (richiamati con un 62 centesimi il 23 maggio 2002), il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa (41 del 3 settembre 2002), il politico Aldo Moro (62 del 9 maggio 2003), il commissario Luigi Calabresi (45 del 26 gennaio 2005), i cittadini comuni che si trovavano alla stazione ferroviaria di Bologna (60 del 2 agosto 2006). Un ulteriore esemplare, da 0,60 euro, il 16 settembre 2006 è stato emesso per onorare tutte le vittime del terrorismo.


La seduta della Consulta tenutasi il 28 gennaio
L'associazione culturale “Emilio Alessandrini”
Il sito firmato da Ennio Di Francesco
La foto dal quale è stato tratto il francobollo e la carta valore
Ago 28 2009 - 20:07

Dall'estero

Dalla Svizzera emozioni... psichedeliche

I soggetti augurali sono stati scelti attraverso una consultazione pubblica; registrate 16mila risposte

Gli autori della serie: Renato Tagli e Sabina Oberholzer

Niente simboli triti e ritriti, ed anche il cuoricino abbozzato in una delle vignette appare secondario. Perché a colpire è il carattere deciso di questi francobolli, dai richiami psichedelici.

Nascita, anniversario e matrimonio sono i tre soggetti della nuova serie augurale, dovuta ai grafici ticinesi Sabina Oberholzer e Renato Tagli e predisposta dalla Svizzera.

La scelta finale, certo un po’ fuori rispetto agli standard delle Poste elvetiche, è giunta dal pubblico. Chiamato, all’inizio dell’anno, a votare tra le proposte di quattro artisti o coppie. L’iniziativa, anche solleticata dall’abbinato concorso a premi, ha permesso di registrare 16mila risposte, giunte via tagliando, telefono, “sms” o internet. Una partecipazione -viene definita- “senza precedenti”.

I primi ad ammettere la particolarità delle immagini sono gli stessi autori. “I nostri francobolli -dice Sabina Oberholzer in un’intervista diffusa dall’azienda postale- sono un po’ sperimentali”, poiché non puntano ai simboli ma alle emozioni. “Abbiamo creato su quello che è probabilmente il medium più piccolo che ci sia - ma nel contempo anche quello che viaggia di più”.

I francobolli verranno messi in vendita dal 3 settembre al costo di 1,00 franco l’uno. Lo stesso giorno, gli autori saranno disponibili dalle ore 9 alle 11 presso l’ufficio filatelico di Lugano (via della Posta 7) per firmare buste e ricordi.


Nascita, anniversario e matrimonio secondo la Posta svizzera
Ago 28 2009 - 18:21

Emissioni Italia

Dopo Napoli, Milano

Se il 17 settembre verrà citata un’istituzione partenopea, quattro giorni dopo toccherà all’Ambrosiana. Entrambi gli esemplari appartengono alla serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano”

Il francobollo

Il 17 settembre toccherà al napoletano Museo del tesoro di san Gennaro (notizia precedente), ma quattro giorni dopo, il 21, l’iniziativa passerà al capoluogo lombardo.

Con un altro francobollo, infatti, verrà celebrata la Biblioteca pinacoteca dell’Accademia ambrosiana di Milano, aperta quattro secoli fa. Voluta dall’arcivescovo Federico Borromeo, che pensava di creare una grande struttura pubblica. “L’amore per i libri -dicono ora dall’istituzione- gli era stato instillato quando, in giovane età, aveva sperimentato a Roma l’importanza fondamentale della scienza e dell’arte, per una nuova evangelizzazione mediante il dialogo e lo studio della cultura moderna”.

In questo caso, il nominale è di 1,40 euro, porto equivalente ad una lettera ordinaria per l’interno pesante fino a 50 grammi. Prodotto in quattro milioni di pezzi, l’esemplare appartiene alla stessa serie, “Il patrimonio artistico e culturale italiano”, dell’omaggio partenopeo. Offre due soggetti: l’ingresso del palazzo, tratto da un’incisione, che dà su piazza San Sepolcro e un particolare del dipinto “Ritratto di dama”, firmato dal pittore e miniatore leonardesco Giovanni Ambrogio de Predis. Vissuto all’incirca tra il 1455 ed il 1508, si distinse soprattutto per rappresentare persone. Una scelta d’insieme -fanno sapere dalla stessa Ambrosiana- particolarmente apprezzata.

Il giorno del debutto la carta valore otterrà l’annullo speciale allo spazio filatelia cittadino.


Il sito dell'Ambrosiana
L'emissione per il Museo del tesoro di san Gennaro
I due soggetti impiegati per la carta valore
Ago 28 2009 - 13:36

Emissioni Italia

San Gennaro e il suo tesoro

Il dipinto di Francesco Solimena impiegato per promuovere il Museo di Napoli. Già sei anni fa l’opera venne ripresa dall’annullo utilizzato all’apertura del percorso

L'annullo del 2003

Inaugurato soltanto il 9 dicembre 2003 (come ricorda l’annullo speciale predisposto allora), il Museo del tesoro di san Gennaro -dice il direttore, Paolo Jorio, che ha firmato il bollettino illustrativo- “ha già al suo attivo un interesse internazionale ed un’affluenza record”.

È dedicato a lavori mai esposti prima ed alla sacrestia con le opere, tra le altre, di Luca Giordano, del Domenichino e di Massimo Stanzione. Offre “antichi documenti, oggetti preziosi, argenti, gioielli, dipinti di inestimabile valore” che, nel corso dei secoli, sovrani, papi, uomini illustri o persone comuni hanno donato per devozione.

A caratterizzare postalmente il percorso, la tela realizzata nel 1701 da Francesco Solimena (1657-1747), pittore ed architetto fra gli esponenti del barocco partenopeo. L’opera venne impiegata sei anni fa con il manuale e figurerà sul francobollo da 60 centesimi annunciato per il 17 settembre, con annullo fdc allo spazio filatelia di Napoli.

Pensando, probabilmente, ad un aumento della domanda collezionistica in vista di “Italia 2009”, anche questo dentello, inserito nella serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano”, ha una tiratura portata dagli abituali tre milioni e mezzo di esemplari a quattro.


L'anticipazione di “Vaccari news”
Il sito del Museo
Il dipinto di Francesco Solimena ed il nuovo francobollo
Ago 28 2009 - 09:29

Notizie dall'Italia

Colf e badanti: niente modelli in posta

L’intero incartamento va scaricato da internet. Prima di avviare la pratica occorre pagare, attraverso la speciale versione dell’“F24” (anch’essa disponibile in rete), le 500,00 euro in posta, banca o via web

L'avviso applicato all'ingresso di un ufficio postale

“Non è prevista da parte degli uffici postali la consegna dei nuovi stampati «F24 versamenti con elementi identificativi»”. Statisticamente sono poche le sedi di Poste che, già dall’ingresso, mostrano un avviso come questo, così da evitare alle persone che desiderano regolarizzare colf e badanti una fila inutile.

Anche perché -si legge ancora nella comunicazione- il modulo “deve essere scaricato esclusivamente dai siti internet” intestati ad Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.it), ministeri dell’Interno (www.interno.it) o del Lavoro (www.lavoro.gov.it), Istituto nazionale della previdenza sociale (www.inps.it).

La procedura è contemplata nella legge n°102 del 3 agosto, rivolta -precisa l’Inps- ai datori di lavoro che alla data del 30 giugno scorso “occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi i lavoratori (italiani/comunitari/extracomunitari) e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione”. Prevista la messa in regola anche di periodi antecedenti l’1 aprile.

La richiesta va presentata, secondo i casi, allo stesso Inps o allo Sportello unico per l’immigrazione dall’1 al 30 settembre, ma prima occorre pagare un contributo forfetario, per ciascun lavoratore, di 500,00 euro, “di cui una parte coprirà a fini previdenziali e assistenziali il periodo di lavoro aprile-giugno 2009”. Il versamento deve essere effettuato presso uffici postali, sportelli bancari o con modalità on-line. Utilizzando, appunto, la speciale versione del modello “F24”.


Per saperne di più: cosa dice l'Inps
Il ministero a Lavoro, salute e politiche sociali ha predisposto una guida
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