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  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
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Lo staff di "Vaccari news"

Set 11 2009 - 03:32

Dall'estero

Vent’anni fa “sdoganati” i tedeschi della Ddr

Con gli interventi di Austria ed Ungheria, completata la congiunta che coinvolge anche la Germania

La versione ungherese della congiunta

Era il 10 settembre 1989 quando il Governo ungherese annunciò la decisione di permettere, dal giorno successivo, il libero transito dei tedeschi orientali che volevano abbandonare il proprio Paese e ormai affluivano a centinaia dal confine. Tappa fondamentale di un percorso che già il 2 maggio precedente aveva visto lo smantellamento della “Cortina di ferro”, la barriera eretta nel dopoguerra anche tra Ungheria ed Austria.

A vent’anni di distanza, si è completata la congiunta a tre. Al 70 centesimi lanciato da Berlino il 3 settembre, ieri si sono aggiunti il taglio da 65 eurocent proveniente da Vienna e il contestuale 210 fiorini varato da Budapest. Tutti impiegano il bozzetto ideato dall’artista magiaro Imre Benedek.


L'interpretazione tedesca…
…e quella austriaca
Set 10 2009 - 23:46

Appuntamenti

Mercuriali: in futuro saranno telematici?

Il tema sollevato oggi in margine alla presentazione dei cataloghi 2010. Ecco cosa pensano i rappresentanti di Unificato, Sassone e Bolaffi

Ha cominciato Paolo Deambrosi, confermando che l’Unificato dedicato alla Cecoslovacchia (Paese scelto perché tra i più collezionati a livello di novità) e la seconda parte della trilogia di storia postale sono in dirittura d’arrivo. Ma poi, si è inevitabilmente passati a parlare di produzioni virtuali. È successo oggi, a Milano, durante la presentazione dei cataloghi targati 2010. “Abbiamo rivisto il nostro sito, predisponendolo perché si possano mettere cataloghi on-line, magari a pagamento”. È un’idea che guarda al futuro e che, abbattendo i costi, permetterebbe di proporre nuovi titoli, magari meno richiesti sul mercato.

Il ragionamento è stato ripreso, come Sassone, da Giacomo Avanzo. “Stiamo studiando la possibilità -sono le sue parole- di realizzare cataloghi on-line”, ma è un’idea “allo stato embrionale, che va bene soprattutto per i giovani”. In ogni caso, “prima o dopo bisognerà sicuramente prenderla in considerazione”.

Il tema è stato recepito pure da Alberto Bolaffi. “Anche noi ci pensiamo; ora si stanno facendo cataloghi sempre vecchi, anche se sono nuovi”. Se bisogna scegliere, adesso è meglio “ripensare allo sviluppo del collezionismo”. Fermo restando -ha aggiunto Lorenzo Dellavalle- “che il collezionismo non è virtuale; lo stampato deve rimanere. Siamo apertissimi, stiamo studiando da un paio d’anni un catalogo telematico, ma sarà per specialisti, non serve a fare proselitismo”.

A fari spenti, il primo commento sull’incontro espresso da Sebastiano Cilio. Che, in qualità di presidente della Borsa filatelica nazionale, ha organizzato per il secondo anno l’appuntamento. “Una forte presenza di pubblico, più giornalisti... Forse, però, bisognerebbe rivedere i tempi, così da lasciare maggiore spazio alle domande”.


Gli interventi sui cataloghi 2010
Una panoramica del pubblico presente in sala
Set 10 2009 - 22:19

Appuntamenti

A Milano i cataloghi 2010

Presentati oggi, davanti a giornalisti ed operatori professionali, i volumi della nuova stagione

Si è svolta oggi a Milano la presentazione dei cataloghi 2010

Milano -la città anche dei cataloghi, come l’ha definita il presidente dell’Unione stampa filatelica italiana, Danilo Bogoni, salito sul palco in qualità di moderatore- è tornata oggi ad ospitare la presentazione delle nuove edizioni, grazie al supporto della Borsa filatelica nazionale e del suo presidente, Sebastiano Cilio. Con novità che riguardano non solo i prezzi, ma pure i contenuti.

“La filatelia -ha detto il direttore responsabile della casa editrice torinese, Alberto Bolaffi- è cambiata e sta cambiando, ma più ancora a cambiare è il francobollo, che sempre più ha perso il suo primo impiego. È cambiato come utilizzo, ma non come contenuto”. Diventerà certamente “un oggetto antiquariale, perché ha un suo fascino intrinseco e si collega alla scrittura, alla comunicazione”. Il francobollo “sta perdendo le sue tradizioni, con uno Stato che si fa concorrente dei produttori di etichette”. Offre una “credibilità ludica che sta sempre calando”, ma “credo in un futuro più fertile e più radioso per il collezionismo”. L’azienda è giunta sul mercato con il “Flash” e il “Forum II”. Per il primo -ha aggiunto l’amministratore delegato della ditta, Lorenzo Dellavalle- “non vi sono novità. Resta un catalogo popolare, che cerca di fare nuovi collezionisti”; offre “parecchie revisioni nelle valutazioni”.

A nome della Sassone -realtà che ha positivamente debuttato nella comunicazione ai giornalisti- ha parlato il direttore editoriale, Giacomo Avanzo. Come aveva anticipato a “Vaccari news” prima delle vacanze, ha spiegato le ragioni -continuo aumento delle pagine e conseguentemente dei costi- che hanno indotto a riorganizzare i volumi, i due dello “Specializzato” (il primo arriva fino alla Seconda guerra mondiale, il secondo al 2001) ed il “Blu” (che sintetizza il periodo dal 1850 al 2009). La modifica editoriale vuole dare, inoltre, un messaggio: “portare i collezionisti ad occuparsi dei francobolli buoni, perché in proiezione futura possano anche dare soddisfazioni. La cosa importante è che il collezionista sappia, quando acquista un bene, se questo ha un futuro oppure no”. Avanzo, poi, ha parlato di francobolli ben centrati, che sono stati ulteriormente valorizzati dal punto di vista economico, creando una sensibile differenza con gli altri. Lo scopo -ha sottolineato- “è vendere anche quelli non ben centrati”, che oggi compongono la disponibilità standard degli operatori. L’offerta della Sassone si completa con i due lavori sul periodo classico che va al 1900, dedicati rispettivamente ai francobolli e agli annullamenti.

Diverso è l’approccio dell’Unificato. “Il nostro obiettivo -ha detto il direttore responsabile, Paolo Deambrosi- è il lettore, cercando di dare risposte a tutte le esigenze”. Garantendo, così, un catalogo valido sia per gli specializzati, sia per i principianti. Grazie al supporto dell’Accademia italiana di filatelia e storia postale, si è puntato non solo ai prezzi ma ai contenuti, cui vanno aggiunti i riepiloghi, utili in particolare per le tematiche. “Oggi -ha proseguito- il «Super» è l’unico catalogo che contiene tutto”, dagli Antichi Stati allo Smom, con saggi, prove e poi le produzioni Cept-PostEurop. Lo “Junior” offre in più gli approfondimenti. Mentre l’“Unicd-rom” ha “una sua nicchia”, e permette di fare ricerche e mancoliste. Lo stesso Cilio, per il comitato di redazione e prezzi dell’azienda, si è concentrato sulle valutazioni: gli aumenti premiano in particolare i ben centrati. Aggiornate pure le valutazioni delle buste, mentre il Vaticano resta fermo, tra l’altro per la scelta di mettere fuori corso il periodo in lire. San Marino, dal canto suo, registra aumenti “abbastanza interessanti” sui foglietti.


Le principali anticipazioni di “Vaccari news” per Bolaffi…
…Sassone…
…e Unificato
Il tavolo dei relatori: da sinistra la delegazione Unificato con Sebastiano Cilio e Paolo Deambrosi, il presidente dell'Usfi, Danilo Bogoni, intervenuto come moderatore, la rappresentanza della Sassone, Giacomo Avanzo e Ambretta Mondolfo Mazzantini, e quella della Bolaffi, Alberto Bolaffi e Lorenzo Dellavalle
Set 10 2009 - 13:17

Notizie dall'Italia

Anche Poste sente la... campanella

Formulati con Deutsche bank, i prestiti sono rivolti alle famiglie che hanno figli frequentanti scuole o università. Sono disponibili fino al 30 novembre

Mentre il mondo della scuola si confronta sulle novità dell’anno didattico e sul problema dell’influenza “A(H1N1)”, anche Poste italiane pensa alla campanella che ha ripreso a suonare.

Proprio in questi giorni sta promuovendo “Prestito bancoposta scuola e università”, presentato come “un aiuto alle famiglie per lo studio dei propri figli”.

Si tratta di un finanziamento a condizioni più vantaggiose rispetto al tradizionale “Prestito bancoposta”, con un tasso di interesse annuo del 7,00% (“taeg” massimo del 7,25%). Inoltre, non prevede spese di istruttoria, per l’incasso delle rate e per l’invio annuale delle comunicazioni.

Si può ottenerlo -viene precisato- in pochi giorni; la quota arriva a mille euro per ogni figlio iscritto alla elementare o alla media inferiore, cifra che sale a duemila euro se frequenta le superiori e a tremila per chi va all’università, a corsi professionali o di specializzazione. L’importo massimo richiedibile è di cinquemila euro per famiglia, rimborsabile in 12 o 24 rate mensili, addebitate direttamente sul conto, ovviamente Bancoposta.

Offerto in collaborazione con Deutsche bank è disponibile in oltre novemila uffici postali fino al 30 novembre.


I dettagli su “Prestito bancoposta scuola e università”
Le novità del mondo scolastico
Nuova influenza e servizi postali
Il quadro finanziario della proposta
Set 10 2009 - 06:28

Dall'estero

Quando a Cipro si parlava veneziano

Negli otto nuovi francobolli sulle fasi storiche dell’isola, citato il periodo in cui a dominare era la Serenissima

Ancora oggi, le mura veneziane di Nicosia servono per dividere…

In attesa che arrivi il momento -serio e definitivo- per rivedere i rapporti con i fratelli-nemici del Nord, Nicosia continua a ripensare al proprio passato con la serie “Cipro attraverso i tempi”.

La nuova tappa, disponibile da oggi, parla un po’ veneziano. Gli otto francobolli da 43 centesimi cadauno richiamano, infatti, pure i secoli d’oro della Serenissima, quando quest’ultima dominava incontrastata su buona parte del Mediterraneo.

Il riferimento è nei due tagli in cui si citano da una parte il passaggio, avvenuto nel 1489 con Caterina Cornaro, dell’isola sotto il dominio della Repubblica (in cambio la regina ottenne la signoria su Asolo), e dall’altro le mura difensive ideate per la stessa Nicosia dall’architetto militare Giulio Savorgnan. Ormai, però, è il 1570; l’antica Candia viene conquistata dagli ottomani (fatto ripreso da un’ulteriore carta valore), che la terranno anche dopo la battaglia di Lepanto dell’anno successivo.


L'uscita del 2008
Il foglietto con gli otto esemplari; i due “veneziani” sono il quinto ed il sesto
Set 09 2009 - 23:56

Notizie dall'Italia

L’Anconetano, dove l’arte postale spopola

Una mostra temporanea, un fondo e due allestimenti fissi, tutti dedicati alla mail art e dislocati a pochi chilometri di distanza fra loro

Il manifesto di Guglielmo Achille Cavellini, presentato a Senigallia

Marchigiani appassionati di mail art? È la domanda che si pone chi percorre la zona compresa tra Arcevia e Senigallia, centri distanti fra loro appena una quarantina di chilometri. Se la prima località (news precedente) ospita fino al 19 settembre la mostra “A volte ritornano”, la seconda conserva, presso il Museo comunale d’arte moderna dell’informazione e della fotografia “Mario Giacomelli” (via Pisacane 84, orari da martedì a venerdì 8.30-12.30 e 15.45-18.30, sabato solo mattino, ingresso libero), un archivio storico specializzato, oggi consultabile unicamente via web. Le sale, infatti, sono dedicate alle istantanee d’autore -oltre a Giacomelli, Alfredo Camisa, Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e altri- e l’unico richiamo è dato da un manifesto riguardante Guglielmo Achille Cavellini.

Sulla strada tra Arcevia e Senigallia, però, si aggiungono due allestimenti fissi. Il primo è al Museo internazionale dell’immagine postale di Belvedere Ostrense (via Vannini 7), proprio quello ricordato con il francobollo da 500 lire del 13 aprile 1996. Un progetto che risale al 1989 e oggi meriterebbe di essere ripensato. Al suo interno offre una sala dedicata all’arte postale: le missive esposte sono alcune delle partecipazioni ai concorsi organizzati negli anni passati e conclusisi nel 2001. L’entrata è gratuita, ma occorre concordare la visita telefonando in Comune allo 0731.617.003, che mette a disposizione volontari come guide.

E poi c’è il Museo comunale della mail art di Montecarotto, nato nel 1984 e ora affidato alla Pro loco. Anche in tale frangente, il materiale proviene da concorsi -questa volta tematici, come vino, pace, Resistenza- promossi nel tempo. Sotto le teche, nella sede di via Circonvallazione, figurano circa duecento dei duemila plichi ricevuti. È aperto da Pasqua a Capodanno tutte le domeniche tra le 10.30 e le 12.30 nonché tra le 15.30 e le 18.30, mentre in luglio e agosto opera il venerdì, il sabato e la domenica dalle 17 alle 20. È possibile concordare altri appuntamenti chiamando lo 0731.89.713 o il 393.99.10.244. Il biglietto costa 2,00 euro.


La mostra di Arcevia
La sezione proposta dal Museo d’arte moderna di Senigallia
La scheda sul Museo internazionale dell'immagine postale di Belvedere Ostrense
Allestimenti… concorrenti: Belvedere Ostrense e, sotto, Montecarotto
Set 09 2009 - 20:35

Appuntamenti

Ad Arcevia è mail art

Il percorso ospita i lavori di circa centocinquanta autori, ma sull’argomento è difficile rivolgersi al grande pubblico...

Una delle partecipazioni presentate, con un richiamo ai francobolli

“A volte ritornano”: è con questo titolo che all’interno di “Artcevia”, festival dell’arte promosso in questi mesi ad Arcevia (Ancona), fino al 19 settembre viene proposto un percorso di mail art. È allestito ai magazzini di palazzo Pianetti, in via Ramazzini (orari: da martedì a giovedì 16-19.30, da venerdì a domenica anche 10-12.30, ingresso libero).

In un ambiente antico e attraverso un’installazione originale dovuta a Sandrina Ottaviani, accoglie i circa settecento lavori di centocinquanta artisti, che hanno interpretato a modo loro quella che gli organizzatori ritengono essere una “fra le forme artistiche più sottovalutate e in parte ignorate al di fuori della cerchia di intenditori”.

“La mail art negli anni è cambiata, ed ora abbiamo artisti specializzati in tanti settori, dalla poesia visiva, a chi si esprime con francobolli falsi, fotografie” ed altro, dice per i promotori Massimo Nicotra. Il vantaggio “è che non si commercia e costa poco, quindi arrivano opere da tutto il mondo; per molti Paesi è unico mezzo di scambio. Il francobollo stesso e l’indirizzo vengono usati con scopi artistici; alcuni fanno un’accurata scelta, altri uniscono a francobolli veri bolli falsi e vari adesivi, in un giuoco creativo e culturale, spesso provocatorio”. “Si mettono in relazione artisti da tutto il mondo che altrimenti non avrebbero mai avuto contatti”. In questa esposizione le singole partecipazioni “si fondono fino a diventare un’opera unica”. Tra le curiosità, una mail art sonora di Daniela De Paulis, il viaggio di una lettera dall’accettazione alla consegna effettuato da Londra ad Arcevia. “Altra caratteristica è che si espone senza selezione, essendo per definizione libera”.

Peccato che quanti visitano la mostra senza conoscere il settore, o almeno senza avere queste informazioni, possano comprendere poco. Non basta, infatti, mettere un pannello piuttosto tecnico in un angolo della prima sala per spiegare cosa tale espressione artistica vuole (o vorrebbe) fare. Anche la mail art necessita di spiegazioni semplici ed esaurienti, soprattutto quando ci si apre ai non addetti ai lavori. Come le tre signore che ieri pomeriggio giustamente non capivano di cosa si trattasse. Cartoline? Fotografie? Francobolli? Mah! E questo qui non è Schumi?


Il sito di “Artcevia” con le opere in mostra
Il pieghevole (file pdf)
Il particolare allestimento proposto a palazzo Pianetti
Set 09 2009 - 15:16

San Marino

Salvo sorprese, si chiude il 21 ottobre

Il quadro aggiornato delle tre emissioni in uscita e le prime indiscrezioni riguardanti il 2010

Archiviata “San Marino 2009”, dal monte Titano guardano al futuro. Il prossimo appuntamento con il calendario delle emissioni è confermato al 21 ottobre, giorno d’inaugurazione al “Festival internazionale della filatelia”. Quando arriveranno il contributo da 60 centesimi alla congiunta concordata con Italia e Vaticano sulla lingua e Dante, nonché gli auguri dentellati per Natale (1,50 e 2,00 euro in foglietto, dedicato al “Riposo durante la fuga in Egitto” del Caravaggio).

E poi, naturalmente, giungerà il frutto del concorso fotografico ideato alcuni mesi fa: la serie “Animali domestici”, sottoposta ad un’ulteriore revisione nei nominali. Quelli oggi dati per certi sono sei tutti diversi, organizzati in normali fogli e non più in libretto. A lavorarci, partendo dalle opere selezionate, è stata la B&ar communication.

Il 36 centesimi propone lo scatto di Natascia Stefanelli “A me gli occhi”; il 60 è dovuto a Tina Woodcock con “Alcune persone dicono che somiglio a Rod Stewart”; il 65 ha l’immagine firmata da Ettore Zonzini “L’animale non è una cosa «dovuta»: ha sentimenti e prova amicizia”; il 75 presenta l’istantanea di Anna Rosa Francioni “Sinfonia d’amore”; per l’85 partecipa Maria Eleonora Vaglio con “Il piccolo New” e per l’1,20 euro Lorenzo Zamagni con “Spensieratezza”.

Salvo sorprese, si dovrebbe chiudere, così, il 2009. Intanto, si lavora alla stagione successiva, che vedrà probabilmente due congiunte, ma niente sorprese del tipo “Anno europeo della creatività e dell'innovazione”. In base alle indiscrezioni, ci saranno diverse citazioni per artisti e, in particolare, musicisti. Oltre all’omaggio per l’Associazione volontari sammarinesi del sangue e degli organi.


“San Marino 2009” - la cronaca
Lo stendardo con i sei francobolli della serie “Animali domestici”
Set 09 2009 - 02:27

Notizie dall'Italia

Province anomale, ma c’è la spiegazione

L’elenco di Poste italiane, però, non prevede ancora Barletta-Andria-Trani, Fermo, Monza e Brianza

La Provincia di Fermo nella documentazione raccolta da “Vaccari news”

Fiume, Pola e Zara province italiane? Non più, e da tanti anni. Anche se figurano in alcuni database standardizzati, come quello impiegato da Poste italiane per quanti richiedono servizi on-line.

A segnalarlo a “Vaccari news” è il fermano Salvatore Maesano, stupito per due motivi. da una parte per tale presenza, dall’altra perché lo stesso elenco non è ancora aggiornato con le ultime tre Province nate ed ormai, dopo le elezioni avvenute il 6 e il 7 giugno scorsi, insediate formalmente: Barletta-Andria-Trani, Fermo, Monza e Brianza.

“La presenza negli elenchi di Fiume, Pola e Zara -spiega l’esperto Bruno Crevato-Selvaggi- è la risposta alle richieste presentate dagli esuli dopo la guerra, che non volevano essere qualificati come nati in Jugoslavia o, successivamente, in Slovenia, Croazia e addirittura Serbia-Montenegro. Fu una lunga battaglia, portata avanti soprattutto dall’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Solo una ventina d’anni fa una legge -la n°54 del 1989- ha chiarito la questione, imponendo agli uffici pubblici di indicare sulle carte di identità e sugli altri documenti, per i Comuni ormai persi, il nome in italiano e senza Stato di attuale appartenenza. Il problema era emerso, in particolare, con i primi codici fiscali e, più di recente, con gli elenchi elettronici, che non danno possibilità di scelta. Ancora più difficile è stato introdurre la norma nel settore privato ma ora, almeno le grandi aziende fornitrici di servizi pubblici, fra cui appunto Poste italiane, hanno adeguato i propri elenchi”.

Senza risposta è, invece, il secondo rilievo. Anche come strumentazione ordinaria di sportello, dai bolli alle “tp label”, l’adeguamento -in base ai precedenti- richiederà tempo. Persino la più semplice gestione degli annulli speciali si è dimostrata incoerente: pronto adeguamento da parte di Monza e Brianza (come dimostra il manuale impiegato il 12 luglio a Velate Milanese), cambio in corsa per Barletta-Andria-Trani (le obliterazioni per Trani del 30 luglio e Barletta del 2 agosto sono state aggiornate all’ultimo momento), nessuna modifica per Fermo (è il caso registrato a Montappone il 25 luglio e ad Amandola il 23 agosto, lasciate ancora sotto Ascoli Piceno).


Il modulo on-line per registrarsi a Poste.it
La legge n°54 del 1989 nel sito curato dalla Corte di cassazione
Gli ultimi annulli speciali usati nel Fermano
L’elenco on-line di Poste italiane riguardante le Province comprende le opzioni per Fiume, Pola e Zara, ma non ancora le ultime nate nel giugno scorso
Set 08 2009 - 23:14

Notizie dall'Italia

E ora spunta il “francobollo” per Mike

Ha fatto viaggiare una cartolina burla, spedita nel 1988 da Cagliari a Venezia. Al posto della regolare affrancatura, la foto dentellata con il “re del quiz”

Facile ricordare Mike Bongiorno, morto oggi all’età di 85 anni (era nato il 26 maggio 1924 a New York), anche per i quesiti filatelici che nel corso della lunghissima carriera ha proposto ai suoi concorrenti e, di riflesso, al pubblico italiano. Il giornalista e collezionista Giovanni Micheli, tra i collaboratori del semestrale “Vaccari magazine”, aveva, ad esempio, partecipato a “Rischiatutto”, portando proprio la filatelia come argomento.

Ma dalla storia del presentatore televisivo emerge anche un particolare “francobollo”, tratto dalla collezione di Carlo Sopracordevole. Falso, naturalmente, frutto di uno scherzo compiuto da un anonimo e spedito ad un’amica. Ritagliando una fotografia con il “re del quiz” ed aggiungendo Paese, valore nominale e dentellatura. Venne utilizzata per spedire da Cagliari a Venezia, il 26 aprile 1988, una cartolina che, al posto della tradizionale veduta, offre l’immagine di una busta aperta contenente dollari.

Che sia una cosciente burla è chiaro dal testo, dove si legge, fra l’altro, la frase: “E la mia postalina (al posto di cartolina, ndr), ti piace? Magari tutti quei dollaroni ti parevano anke veri, vero? E invece no! Sono fasulli, come è fasullo il Mike’o bollo! Approposito, se lo timbrano e non fanno pagare la tassa a te, quando rientro, porta questa postalina che la vorrò proprio vedere”.

Segni di tassazione non sono visibili. Nulla si può dire, però, se il mittente poi ha potuto visionare l’esito della sua trovata.


Giovanni Micheli, che portò la filatelia a ”Rischiatutto”
I due lati della cartolina con, al posto del francobollo, l'immagine di Mike Bongiorno. Spedita il 26 aprile 1988 da Cagliari a Venezia, non mostra segni di tassa
Set 08 2009 - 17:17

Appuntamenti

Giovedì i cataloghi

Già in vendita da alcuni giorni, avranno il suggello formale a Milano in un incontro pubblico

Bolaffi, Sassone e Unificato ancora a confronto. Succederà giovedì 10 settembre a Milano, presso “La posteria”, situato in via Sacchi 5/7, nel pieno centro della città (metropolitana 1 fermata “Cairoli”, oppure 2 a “Lanza”). Lo stesso luogo, insomma, già impiegato l’anno scorso dalla Borsa filatelica nazionale, che anche quest’anno -attraverso il suo presidente, Sebastiano Cilio- organizza ed apre l’incontro.

“L’invito -ricorda- è stato spedito ai giornalisti specializzati nonché agli iscritti di Borsa ed Associazione filatelisti italiani professionisti. I commercianti e gli inserzionisti dei cataloghi, se non aderenti, possono partecipare pure se non l’hanno ricevuto”.

La presentazione comincerà alle ore 12; interverranno Alberto Bolaffi e Lorenzo Dellavalle per la casa editrice torinese, Ambretta Mondolfo Mazzantini e Giacomo Avanzo per quella romana, Paolo Deambrosi e lo stesso Sebastiano Cilio per la milanese. A moderare gli interventi è stato chiamato il presidente dell’Unione stampa filatelica italiana, Danilo Bogoni.

Intanto, si parla della stagione ormai aperta. “Ritengo -prosegue Cilio- che possa partire all’insegna dell’ottimismo. I prezzi netti (non di catalogo) delle transazioni odierne sono molto bassi e pertanto suscettibili, penso, di soli aumenti e non più diminuzioni. Anche il momento favorevole e il termine annunciato per la pesante crisi passata, almeno a livello psicologico, potrebbero incrementare gli acquisti. L’aumento (in alcuni casi quasi del 50%) delle azioni registrato negli ultimi mesi, inoltre, dovrebbe favorire lo storno degli utili verso gli acquisti di francobolli, oltre che di altre azioni per fare media”.


I dettagli sulle principali produzioni di Bolaffi…
…Sassone…
…e Unificato
I cataloghi che saranno tenuti a battesimo giovedì
Set 08 2009 - 13:38

Notizie dall'Italia

I bagni per il pubblico devono esserci

Lo ha ribadito il Tar della Campania, nel corso di un procedimento che ha visto Poste opporsi al Comune di Forio d’Ischia

Gli uffici postali devono avere servizi igienici a disposizione del pubblico. Lo ha precisato di recente il Tar della Campania nel corso di un’udienza che ha visto confrontarsi Poste italiane e il Comune di Forio d’Ischia (Napoli).

La vicenda è sorta un anno e mezzo fa, in seguito ad un esposto di alcuni cittadini e ad un sopralluogo dell’Asl nell’ufficio postale cittadino di via Verde 6. Gli ispettori, dopo aver accertato la presenza di inconvenienti igienico-sanitari, hanno chiesto al sindaco un’ordinanza, poi emessa il 12 gennaio 2008, per richiedere servizi igienici al supporto “dei cittadini presenti in attesa del disbrigo pratiche”, nonché per “implementare il numero di sedie nella zona di attesa, stante la presenza di numerosi anziani e donne con bimbi al seguito”. Poste, però, non ha accolto favorevolmente l’atto, impugnandolo. E inducendo il Comune a costituirsi in giudizio.

Il Tribunale amministrativo ha considerato le richieste dell’Ente locale “l’inevitabile conseguenza degli obblighi di servizio pubblico che il diritto comunitario ed il diritto interno impongono ai gestori nelle ipotesi in cui occorre soddisfare determinati criteri di continuità, regolarità e capacità, consentendo di individuare altresì i correlativi diritti dei cittadini alle prestazioni che ne costituiscono oggetto”.

Lo stesso problema è stato segnalato in altre località; di recente, all’ufficio situato in via De Gasperi 8 a Sciacca (Agrigento).



Anche gli sportelli postali devono mettere a disposizione del pubblico dei bagni. A dirlo, è il Tar della Campania
Set 08 2009 - 01:07

Appuntamenti

Lettere in biblioteca

Sono in mostra a Milano, presso palazzo Sormani, fino al 19 ottobre. Purtroppo, però, la maggior parte è proposta soltanto a video

Il messaggio in bottiglia

Trascurato dall’Italia (ma non dal Vaticano, che gli ha dedicato un francobollo da 1,40 euro), il 75° Congresso ed assemblea generale dell’International federation of library associations and institutions, accolto da Milano, ha lasciato una piccola traccia postale. Non il solito annullo di circostanza -peraltro non predisposto- ma l’allestimento “This is my letter to the world”, ospitato fino al 19 ottobre alla biblioteca Sormani, in corso di Porta Vittoria 6 (orario 9-19, ingresso libero).

Si tratta di una selezione di documenti epistolari con le firme più diverse, ognuno caratterizzato da lingue, alfabeti, latitudini ed abbellimenti variegati. La maggior parte delle centinaia di reperti, purtroppo, è presente soltanto attraverso un video che scorre veloce. Sotto le teche rimangono pochi documenti, scelti soprattutto per il loro appeal artistico; fra questi non manca il messaggio inserito nella classica bottiglia lanciata in un mare immaginario.

Il nome dell’iniziativa, che tradotto recita “Questa è la mia lettera al mondo”, richiama la poetessa statunitense Emily Dickinson. Reclusa volontaria -precisa Alessandra Cenni, con Luisella Carretta curatrice del percorso- inviò alcune delle più belle lettere mai scritte a destinatari prediletti, “ma anche e soprattutto al mondo. Dopo di lei, l’arte della lettera, dal calligrafismo alla scrittura creativa fino all’arte concettuale, conferma la sua vitalità inesauribile, documentata in questa mostra”. La lettera, inviata da persone famose o da gente comune, “è da sempre veicolo principale di espressione dei sentimenti e dei desideri non effimeri, che hanno determinato le grandi svolte dell’espressione letteraria, appunto, ma anche della vita dei singoli e delle collettività”. Come potrebbe essere dimenticata “la sospensione emozionale che precede la lettura di una agognata missiva, talvolta ultimo messaggio prima del buio? Secoli di arte, teatro e capolavori del cinema sono stati dedicati al turbamento romantico per un profumo ancora impresso, l’apertura di una ceralacca, l’attesa talvolta spasmodica di un messaggio da un lontano assente: una serie di irripetibili sensazioni, un rituale privato intorno alla «fisicità» di una lettera, dono prezioso e delicato -chiuso nel suo scrigno di carta con relativo, storico francobollo- rivolto alla propria esclusiva attenzione, ad aprire una breccia sulla lontananza, in grado di far sgorgare emozioni sincere: una lacrima, un sorriso, difficilmente sostituibile con lo schermo di un computer”.

Tra i partner del progetto, oltre alla biblioteca civica Berio di Genova, figura il “Festival delle lettere”, che da quest’anno (la tappa 2009 si svolgerà l’11 ottobre) affiderà poi il materiale ricevuto alla stessa Sormani, così da renderlo fruibile.


Il “Festival delle lettere”

La maggior parte dei documenti non è proposta in bacheche (nella foto) ma soltanto attraverso un video
Set 07 2009 - 19:57

Dall'estero

Tante cartoline, siamo britannici

Royal mail conferma il livello record registrato negli ultimi anni: 135 milioni di cartoline in dodici mesi

Vacanzieri ormai pressoché tornati e cassette della posta svuotate. Ma quante cartoline da amici e parenti sono state ricevute? Sicuramente meno rispetto ad un tempo, perché è scomparso quello che rappresentava uno degli obblighi morali di chi andava ai mari o ai monti: spedire i propri saluti, magari sottolineando, con una spedizione inoltrata da San Marino, che si trovava all’estero.

Se l’Italia, anche sotto questo aspetto, è decisamente cambiata, ad altre latitudini le cose vanno diversamente, e non c’è tecnologia che tenga. Royal mail, ad esempio, ha confermato ancora una volta il giro che ruota intorno ai pensieri spediti a destinatari britannici attraverso tale semplice mezzo: 135 milioni di pezzi in dodici mesi, la medesima grandezza registrata negli ultimi quattro anni. Una crescita di 30 milioni rispetto soltanto alla prima metà del decennio in corso.


La situazione in Italia secondo l’esperto Enrico Sturani
Le cartoline stanno vivendo un nuovo boom, ma oltre la Manica
Set 07 2009 - 14:45

Appuntamenti

Pisa riscopre Marconi

La frazione di Coltano, dove nel 1911 lo scienziato mise in collegamento l’America del Nord con l’Africa, dal 9 al 13 settembre ospiterà una mostra


Guglielmo Marconi è stato celebrato dall’Italia con diversi francobolli ed annulli; qui l’impronta impiegata due giorni fa a Montichiari (Brescia) proprio per il centenario del Nobel

L’ennesimo francobollo, sia pure presentato a suo tempo in Consulta, Guglielmo Marconi non lo avrà. Ma, ad un secolo dal conferimento del Nobel, altre iniziative stanno giungendo. Una arriva da Pisa e si svolgerà dal 9 al 13 settembre.

Da tempo la biblioteca comunale sta raccogliendo documentazione sull’attività dello scienziato nella zona e in particolare sulla stazione radiotelegrafica di Coltano. Ecco perché alla villa Medicea della frazione (via Palazzi, orario 18.30-23, ingresso libero) verrà allestita la mostra “Coltano e la stazione radiotelegrafica «Guglielmo Marconi» - Un racconto attraverso immagini e documenti”. Ricorderà lo studioso e, al tempo stesso, richiamerà l’attenzione sul luogo da cui il 21 novembre 1911 congiunse l’America del Nord e l’Africa per mezzo di collegamenti senza filo, facendo della località un punto focale per lo sviluppo delle comunicazioni mondiali.

L’allestimento si associa ad altre attività sulla storia economica e sociale del territorio; verrà poi ripresentato in dicembre presso la stessa biblioteca comunale, dove saranno organizzati incontri pubblici e percorsi per gli studenti delle scuole e delle facoltà universitarie. Sempre per fine anno è prevista la pubblicazione di un catalogo con la documentazione raccolta.

“Desideriamo -sottolineano gli organizzatori- che la nostra proposta non si limiti ad un momento di celebrazione del grande scienziato, ma che rappresenti da una parte un’occasione di conoscenza immediata e dall’altra la base per realizzare un archivio nella nostra biblioteca di documenti preziosi, ma ad oggi dispersi e non consultabili dal pubblico. Non solo, speriamo anche che il programma di iniziative contribuisca a riprendere in considerazione lo stato di degrado della palazzina Marconi e i progetti di ristrutturazione che nel tempo sono stati promossi”.


Per saperne di più
La stazione radiotelegrafica di Coltano in una foto d’epoca
Set 07 2009 - 02:17

Dall'estero

Anche nel Liechtenstein gli adesivi

Si tratta di francobolli dentellati, prodotti completamente nel Principato. Nessun problema -viene assicurato- nella fase di lavaggio

È presentata come una novità, ma questo naturalmente vale in Liechtenstein, che per la prima volta arriva sul mercato (l’emissione è di oggi) con francobolli adesivi e al tempo stesso dentellati, così da facilitare la loro separazione.

Secondo il Principato, la scelta agevola gli utenti che evitano il passaggio di umidificazione, garantendo al tempo stesso i necessari standard di sicurezza contro i falsi. Contrariamente agli auspici, saranno meno soddisfatti i filatelisti, preoccupati per lavare gli usati -ma viene garantito che basta l’acqua- e soprattutto per la conservazione nel tempo delle cartevalori.

A produrle, altro elemento che Vaduz sottolinea, è una ditta locale, la Gutenberg ag, dopo due anni e mezzo di prove. Risultato di cui va fiera, tanto che, in questo momento, promuove nella sua “home page” la notizia. È una delle poche stamperie planetarie -aggiungono agli sportelli postali- che possiede l’equipaggiamento tecnico per raggiungere tali risultati, valorizzando gli otto decenni di storia aziendale.

E i francobolli? Già, sono quattro ed assomigliano -è l’anticipazione- a quelli prodotti nella tradizionale carta. Offrono altrettante farfalle e valgono 0,85, 1,00, 1,30 e 2,00 franchi. Se incontreranno il favore del pubblico -viene aggiunto- in futuro gli ordinari potranno essere tutti autoadesivi, lasciando la vecchia gomma ai soli commemorativi.


Il sito dell'azienda produttrice (in tedesco)
I quattro esemplari e la dimostrazione del loro uso
Set 06 2009 - 21:25

Appuntamenti

Le lettere? Un grimaldello per capire il tempo

Il caso delle missive amorose, tratte da un manuale per professionisti risalente al XII secolo, presentato questo pomeriggio nel Perugino

Tanti saluti (o baci) quanti pesci sono nel mare, o quante foglie sono sugli alberi. Frasi di circostanza che gli “esperti” suggerivano a chi voleva imparare il mestiere. Ma già una quarantina d’anni dopo apparivano iperboli ormai troppo sfruttate, che gli stessi specialisti invitavano a mettere da parte. Ciò che importa, comunque, è che, secondo gli studiosi di oggi, risultino abbastanza codificate e trovino le proprie origini addirittura nella società romana, quando le missive erano articolate in cinque parti: “salutatio”, “exordium”, “narratio”, “petitio” e “conclusio”.

Si è discusso di lettere e soprattutto di missive sentimentali del Medioevo a Monte del Lago, frazione di Magione (Perugia), questo pomeriggio, grazie al Comune e alla Associazione villa Aganoor-Pompilj. E grazie ad una scoperta dovuta al professore di Letteratura latina medievale e umanista Francesco Stella e alla ricercatrice Elisabetta Bartoli, entrambi dell’Università di Siena.

“Quello che abbiamo trovato a Verona -ha precisato il docente- non è in assoluto il primo manuale di epistolografia, ma è il primo che contiene anche lettere d’amore”. Dovuto a Maestro Guido, è intitolato “Modi dictaminum” e risale alla seconda metà del XII secolo. I manuali di lettere sono tipici del Medioevo, perché prima non si usava insegnare tali tecniche; ad un certo punto, però, diventano necessarie ai professionisti (“dictatores”) che scrivono per conto terzi, soprattutto per le strutture pubbliche. Non sono intrattenimenti per eruditi, ma hanno una valenza pratica. Per il periodo -ha aggiunto Elisabetta Bartoli- “le epistole sono documenti fondamentali di comunicazione”, sia quelle di natura pubblica che le private. Uomini e donne (altra leggenda scardinata) scrivevano -o facevano scrivere- senza differenziarsi nei contenuti, sfoderando, quando necessario, un linguaggio diretto.

Al valore del ritrovamento si aggiunge l’importanza attuale conferita dallo storico: se missive originali sono ben rare, quelle impiegate come modelli per gli allievi si sono salvate. Aprono così “uno spaccato di vita quotidiana, sono una miniera di informazioni”. Le missive amorose, poi, rappresentano “un grimaldello per entrare in un Medioevo che sembrava ingessato su Chiesa, Impero” e altri grandi temi.

In base alle programmazioni, il volume con le casistiche ritrovate dovrebbe essere dato alle stampe l’anno prossimo.


L'iniziativa e il suo contesto

I due relatori, Francesco Stella ed Elisabetta Bartoli, questo pomeriggio
Set 06 2009 - 02:27

Libri e cataloghi

La Shoah e le ultime parole

Una raccolta di messaggi sopravvissuti all’Olocausto ora tradotti in italiano grazie all’editore Laterza

La raccolta è curata da Zwi Bacharach

“Non sono una testimonianza verificata, chiarita e analizzata da uno studioso, ma piuttosto quella personale, provata sulla propria pelle, degli stessi testimoni che l’hanno vissuta nei luoghi dove si consumavano quelle atrocità”. È, quindi, “la storia dell’Olocausto da una prospettiva personale”.

Così Zwi Bacharach presenta il gruppo di scritti che ha scelto per la raccolta intitolata, in lingua italiana, “Le mie ultime parole - Lettere dalla Shoah” (336 pagine, 16,00 euro, Laterza).

Sono 117 deposizioni che, redatte e sopravvissute agli eventi, restano a documentare quanto le parole fanno fatica a documentare. Anche se qualcuno, nel momento in cui è coinvolto nella tragedia, si sforza coscientemente di lasciare tracce, registrando “ogni avvenimento importante e quello che ci ha impressionato. A mio avviso il materiale che ho raccolto è di importanza storica. Per questo motivo, ho voluto assicurarmi che non vada perduto. L’ho nascosto in un posto sicuro, in modo da proteggerlo per le future generazioni”.

In diversi casi comprendono indicazioni postali, come negli scritti lanciati dai treni dei deportati, che cominciano con la supplica per chi li raccoglie di infilarli nella buca più vicina, oppure nascosti nella terra (o lasciati su un muro), con la speranza che possano in seguito essere trovati e recapitati.

Altri certificano la prassi (i tedeschi nei campi di concentramento consentivano alle vittime di scrivere ai familiari prima di essere uccisi), i mezzi (fra cui la Posta ebraica o la Croce rossa), le tempistiche (una missiva del 17 maggio 1940 conferma il ricevimento di una cartolina del 25 dicembre, mentre in diversi episodi i destinatari o i loro parenti avrebbero potuto leggere le comunicazioni soltanto a guerra conclusa), i tentativi, alcuni riusciti altri no, per far avere soldi e oggetti (“Non riceviamo più nessun pacco”; “I 100 zloty che lei mi aveva inviato due settimane fa, non li ho ricevuti”; “Non abbiamo il diritto di ricevere lettere, pacchi con viveri e vestiti”). O la consapevolezza della fine: “Quando riceverai questa lettera, non sarò più in vita”.

La raccolta è introdotta da un saggio del curatore che sintetizza emozioni, temi ricorrenti, pratiche e scelte, raccolte leggendo i messaggi. Accenna anche all’impiego del linguaggio cifrato: “non era un metodo tecnico di scrittura, ma... uno stile di camuffamento usato per descrivere la situazione reale e per fornire informazioni o accurate indicazioni sugli sviluppi della situazione, ingannando la censura”.


La scheda
Set 05 2009 - 23:35

Notizie dall'Italia

Benedetto XVI nella “città dei papi”

Domani la doppia tappa, a Viterbo e Bagnoregio. Due le obliterazioni annunciate

Due località e due annulli, uno a Viterbo e l’altro nella vicina Bagnoregio. Ultime ore di attesa prima che i centri laziali accolgano, domani, Benedetto XVI. Nel capoluogo provinciale il pontefice visiterà, fra l’altro, il monumento più noto, ossia il palazzo dei Papi. Un dettaglio della costruzione gotica è presente nel primo manuale, associata al busto dello stesso ospite e alla frase di Gesù “Conferma i tuoi fratelli”, che dà il titolo alla giornata.

La tappa successiva punta, in particolare, alla cattedrale di san Nicola, che conserva la Bibbia ed il “santo braccio” di san Bonaventura. Nato nel paese come Giovanni Fidanza, è stato uno dei massimi filosofi e teologi cristiani. Non a caso, l’obliterazione, praticamente identica alla precedente, richiama sullo sfondo lo stesso Bonaventura, tratto da un dipinto di Madonna in trono con i santi di Luca Signorelli.

Sarà -anticipa il vescovo Lorenzo Chiarinelli- “un giorno di straordinario profilo ecclesiale e di esperienza unica di comunione per Viterbo con le sue complesse vicende storico-culturali di ieri e di oggi, compresa la unificazione delle Diocesi, facendo memoria dei papi eletti nei suoi Conclavi, con il cammino di santità a cominciare da santa Rosa e il suo straordinario culto fino al nuovo millennio; con l’impegno della testimonianza cristiana e la animazione del variegato tessuto territoriale e sociale; e per Bagnoregio intorno alla suggestiva attualità della figura e dell’opera di san Bonaventura, da sempre cara, come studioso e teologo, al santo padre Benedetto XVI”.


La giornata di Benedetto XVI
Il sito realizzato per la visita
I due annulli (a sinistra) richiamano altrettanti particolari citati nel manifesto realizzato per la visita
Set 05 2009 - 20:37

Appuntamenti

Fila a San Marino, ma per le monete

La manifestazione ospitata nell’antica Repubblica chiuderà domani alle ore 14

Il direttore generale dell'Azienda, Gioia Giardi, e uno degli autori, Franco Filanci, alla presentazione del catalogo

Gente abbastanza, ma forse è meglio ripensare questo genere di appuntamenti, organizzati uno dopo l’altro (Riccione si è svolto il fine settimana scorso), per giunta a pochi chilometri di distanza. Anche a San Marino prevale la numismatica, e la maggior parte delle persone che si è recata al “Multieventi sport domus” pare l’abbia fatto per prendere la moneta a distribuzione contingentata (una a testa con registrazione del documento d’identità; così, c’è chi ha atteso in colonna per due ore e cinquanta minuti). Tra gli stand, quelli delle Poste di Italia, Gibilterra, Monaco e Vaticano. Oltre, beninteso, ai padroni di casa, cioè l’Azienda autonoma di stato filatelica e numismatica. All’appello mancava la Svizzera: pure annunciata da comunicazioni ufficiali, secondo quanto risulta da “Vaccari news” l’accordo per la partecipazione non sarebbe mai stato concluso.

Accanto alla mostra riguardante i bozzetti dei francobolli realizzati da artisti sammarinesi (i visitatori avrebbero gradito vedere anche la carta valore definitiva e qualche scheda sugli autori), osservabile già oggi, domani si aggiungerà quella sulle istantanee vincenti del concorso “Fotografa il tuo animale domestico”. Alle ore 10, infatti, si svolgerà la cerimonia di premiazione

Oggi pomeriggio ha avuto il suo battesimo anche il catalogo “Quattro secoli di posta, francobolli e interi”. Dovuto a Franco Filanci, Maria Antonietta Bonelli e Carlo Sopracordevole, è commercializzato direttamente dall’Azienda (l’Unificato ha partecipato soltanto con il proprio archivio) a 8,00 euro. In 192 pagine a colori figura tutta la produzione postale aggiornata all’ultima emissione, con -ha sottolineato il direttore generale della stessa Aasfn, Gioia Giardi- diversi approfondimenti storici, curiosità ed altri dettagli (come i minifogli, riprodotti però in piccolo formato), così da differenziarlo dai normali mercuriali e da altri lavori, primo fra tutti il monumentale “Una montagna di francobolli” della stessa Bonelli. La filatelia -ha detto Franco Filanci- deve essere rivista, perché offre aspetti culturali che possono essere valorizzati; il volume propone tante notizie, messe insieme per stimolare ad approfondire.

La manifestazione, ad ingresso libero, chiuderà domani alle ore 14.


L'annuncio e i dettagli
La fila per ritirare la moneta e una panoramica dei saloni
Set 05 2009 - 09:53

Appuntamenti

Dal “Piccolo principe” in poi

Aperta a Mantova la mostra dedicata ad Antoine de Saint-Exupéry, lo scrittore che fu anche pilota di aerei postali e raccontò il suo lavoro nei libri

Il presidente della Provincia di Mantova, Maurizio Fontanili, lui stesso filatelista

Un numero insospettabile; sono i francobolli recenti dedicati ad Antoine de Saint-Exupéry. Oltre alla ovvia Francia, lo hanno ricordato, ad esempio, Argentina, Bulgaria, Croazia, Israele, Nuova Caledonia, Polonia, Slovacchia… Ma non compaiono alla mostra che Mantova gli dedica fino al 14 settembre (sono però presenti nel catalogo, altra sorpresa, curato da Valeria Menichini: 176 pagine a colori, 16,00 euro). Una scelta, perché i promotori -Circolo filatelico numismatico banino e Centro studi internazionale di storia postale- hanno voluto privilegiare il materiale d’epoca. Dal quale emerge -ha sottolineato per gli organizzatori Ercolano Gandini- la figura eclettica di un uomo che vuole librarsi nell’aria e, nel momento in cui vola, descrive le sue impressioni.

Ecco, quindi, che l’allestimento “Sulle orme del piccolo principe: Saint-Exupéry un pioniere della posta aerea” propone le foto e le vicende della sua avventurosa vita, i libri che ha scritto (anche se poco noto in Italia, è stato tradotto in numerosi Paesi) e che ha contribuito a trasformare in film. E poi, c’è la storia delle società che, nei primi decenni del XX secolo, si combattevano fra loro per trasportare la posta nei luoghi più impervi del pianeta ma frequentati dalle aziende dedite ad estrarre materie prime o vendere merci. Ecco perché buona parte del percorso gira intorno alla collezione di buste (viaggiate, pubblicitarie e magari incidentate) di Flavio Riccitelli riguardanti la compagnia Aeropostale, che poi confluirà, insieme a tante altre concorrenti, in Air France.

La mostra -altro elemento- si inserisce in un contesto più ampio, come ha ricordato il presidente della Provincia di Mantova, Maurizio Fontanili, lui stesso filatelista (preferisce, però, le collettorie). Apre in una città che attende, dal 9 al 13 settembre, “Festivaletteratura”, fra gli eventi più importanti del settore.


L'anticipazione di “Vaccari news” con i dettagli
La mostra si rivolge ad un pubblico eterogeneo: collezionisti, ma anche appassionati di letteratura
Set 05 2009 - 02:12

Smom

Pappagalli su via Condotti

È del pittore fiammingo Frans Snyders il dipinto citato nella serie “Natura e arte”

Il variopinto gruppo di volatili sta per raggiungere via Condotti, dove si trova una delle due sedi romane dello Smom. Arriva dal Musée de Grenoble, che conserva l’originale. È il dipinto “Pappagalli e altri uccelli”, diventato protagonista in una delle emissioni programmate dall’Ordine per il 23 settembre.

Organizzata in quattro francobolli da 1,40 euro l’uno riuniti in blocco, la serie è tirata in dodicimila unità e confezionata in fogli contenenti sedici esemplari. Appartiene al percorso “Natura e arte”, lo stesso che l’anno passato ha permesso di ricordare Giuseppe Arcimboldi.

L’attuale tributo saluta il pittore fiammingo Frans Snyders (1579-1657). Collaboratore di Pieter Paul Rubens, si era specializzato nel ritrarre frutta, verdura, selvaggina e figure di genere.


Dedicata all'Arcimboldi la precedente tappa della serie “Natura e arte”
Il Musée de Grenoble (in francese)
Le emissioni del 23 settembre
I quattro francobolli sono organizzati a blocco, così da ricomporre il dipinto
Set 04 2009 - 20:06

Appuntamenti

Pomeriggio con lettere amorose. Medievali

L’appuntamento è a Magione (Perugia) domenica 6 settembre alle ore 17. L’iniziativa nell’ambito del premio di letteratura dedicato alla poetessa Vittoria Aganoor Pompilj

Vittoria Aganoor Pompilj

Possono le missive sentimentali d’antan rappresentare un riferimento per i posteri? A Magione (Perugia) credono di sì e ci proveranno domenica 6 settembre alle ore 17. Quando verrà proposta la conferenza “Lettere d’amore del Medioevo: un patrimonio sommerso”. L’appuntamento è a villa Aganoor Pompilj, situata a Monte del Lago, piccolo borgo affacciato sul Trasimeno.

A parlarne saranno il professore di Letteratura latina medievale alla facoltà di Arezzo (Università di Siena) Francesco Stella e la ricercatrice Elisabetta Bartoli. Illustreranno il più antico manoscritto italiano del settore noto. Il documento, in latino e su pergamena, risale alla metà del XII secolo; l’autore è un certo Guido, chierico forse del Casentino, zona al confine tra la Toscana e l’Emilia. È stato trovato nella Biblioteca capitolare di Verona. Per i due studiosi si tratta del primo manuale di scrittura epistolare con riferimenti al repertorio affettivo. Tra i consigli, come si saluta via lettera l’amata e come ci si congeda.

L’incontro verrà chiuso dal concerto del duo di chitarra e violino Sara Cittadini e Lorenz Cucchiara.

L’iniziativa si inserisce nel programma del premio letterario intitolato a Vittoria Aganoor Pompilj, giunto alla decima edizione. È promosso dall’Amministrazione comunale per ricordare la figura della poetessa padovana (1855-1910), maritata al deputato perugino Guido Pompilj ed autrice del canzoniere d’amore che Benedetto Croce ha definito “il più bello che sia mai stato composto da donna italiana”.


Set 04 2009 - 11:14

Notizie dall'Italia

Domande filateliche ai futuri universitari

Quesiti che richiamano la posta e soprattutto il mondo del collezionismo nei test per i corsi ad accesso programmato

Se del protocollo con le ex Comunicazioni e Poste italiane, dopo la sottolineatura formale e l’entusiasmo, dal ministero ad Istruzione, università e ricerca non si è saputo più nulla, neanche come bilancio annuale, pare proprio che lo stesso dicastero abbia fatto tesoro del patrimonio che il collezionismo specializzato offre.

Lo dimostrano le prove nazionali di ammissione ai corsi ad accesso programmato per l’anno accademico 2009-2010. I diplomati che desiderano iscriversi ad alcune facoltà debbono, infatti, sottoporsi ad un test da ottanta quesiti, parte dei quali di logica e cultura generale e i restanti specialistici.

Per dare loro un primo orientamento, è stato organizzato un sito che simula le prove -i test reali sono in calendario proprio in questi giorni- e, fra le domande proposte per chi desidera frequentare Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, Medicina veterinaria o i corsi finalizzati alla formazione di architetto, ve ne sono a carattere postale (chi ha scritto la commedia “L’osteria della posta”?), se non addirittura filatelico.

Sui francobolli, in particolare, si domanda se il valore facciale rappresenta il prezzo convenzionale unico, il costo effettivo del servizio postale, il prezzo di acquisto del francobollo, il costo di produzione del francobollo o il costo del trasporto. Occorre sapere, poi, cos’è un’emissione speciale (ha validità limitata, vale solo per certi territori, è fatta per scopi commemorativi o celebrativi, serve per corrispondenze particolari o ha finalità filateliche) e cosa rappresenta la lettura del francobollo sotto l’aspetto estetico (costituisce una lettura parziale, ignora il valore simbolico, è completamente fuorviante, ne mette in risalto il valore funzionale, serve per stabilirne l’origine).

Un altro quesito ha come protagonista un “francobollo di aspetto rozzo e con indicazioni estremamente concise”. Tale situazione suggerisce la provenienza dal Terzo Mondo, il suo minor pregio, la sua antichità, una crisi sociale o politica, la sua rarità.

Più difficile è rispondere cosa indica la “posizione storica” dello stesso francobollo. Occorre scegliere fra l’anno di emissione, il territorio per cui è valido, la durata della sua validità, l’ente emittente, i suoi elementi figurativi e culturali.


L'accordo del 2006 fa tra i due ministeri e Poste italiane
Il sito con i quesiti
Anche la filatelia impiegata come filtro per valutare la cultura degli aspiranti universitari
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