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  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Gen 15 2011 - 02:45

Notizie dall'Italia

Il Vasari dopo il Vasari

L’emissione prevista per il 30 luglio, a cinque secoli dalla morte, è uno degli aspetti celebrativi. Nel contesto si inserisce il giallo dell’archivio lasciato dall’artista

La casa di Giorgio Vasari ad Arezzo

Sarà ricordato il 30 luglio dall’Italia con un foglietto da 3,30 euro Giorgio Vasari nel cinquecentesimo anniversario della nascita. Ma il pittore, architetto e storico dell’arte sta facendo parlare di sé per un’altra, contorta vicenda in cui protagonista è l’archivio che ha lasciato.

Questo è conservato nella sua stessa casa, in via XX settembre 55 ad Arezzo. Composto -spiegano in Comune- “da vari documenti, molti autografati da Giorgio Vasari e dai più importanti personaggi coevi: dai famosissimi come Michelangelo, che non necessita di presentazioni, a quelli meno noti al grande pubblico ma che hanno, come suol dirsi, segnato un’epoca. Citiamo fra i tanti Annibal Caro, traduttore in endecasillabi sciolti dell’Eneide di Virgilio, della Poetica di Aristotele e delle Lettere a Lucilio di Seneca. Ma nell’archivio ci sono anche molte epistole tra Vasari e i papi del tempo (Paolo III, Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V) e tutta una serie di carteggi che danno degli spaccati su aspetti molto interessanti come la società e l’economia”, visto che tra i documenti compaiono, ad esempio, bilanci e conti economici delle sue proprietà agricole.

L’insieme si trova in un armadio chiuso e non accessibile se non dal proprietario (fino al 2009, quando scomparve, Giovanni Festari) e dallo Stato. Una soluzione di compromesso, “dovuta all’incrociarsi di due diverse esigenze: quella del privato in capo al quale pertengono i diritti di proprietà e quella dello Stato (ministero dei Beni culturali) che ha deciso di apporre un vincolo pertinenziale sull’archivio stesso”, vincolo che impone alle carte di rimanere nella casa, senza possibilità alcuna di essere spostate.

Nonostante la situazione, qualche mese fa sarebbe andato alla russa Ross group se non fosse scattato l’intervento pubblico. Secondo le indiscrezioni di stampa, la cifra offerta sarebbe ammontata a 150 milioni di euro. La base d’asta -dove era stato posto a causa di un debito di circa 800mila euro degli eredi di Giovanni Festari con il Fisco- era pari a 2,6 milioni, cifra ritenuta dal Comune “sostanzialmente compatibile con il valore del bene”. Nel frattempo, l’insieme è stato sequestrato e poi dissequestrato.

“Spero” -ha detto il sindaco, Giuseppe Fanfani- “che il ministero trovi le risorse finanziarie necessarie per acquisirlo al patrimonio culturale del Paese. Sono stato io a sollevare, nei mesi scorsi, il tema del futuro dell’archivio. Dinanzi alla prospettiva delle cessione, non posso che confermare l’impossibilità del Comune di reperire i finanziamenti per l’acquisto. Farò di tutto non solo perché il vincolo pertinenziale rimanga ma anche perché l’archivio possa essere valorizzato e con esso l’immagine di Arezzo in Italia e nel mondo”.

È “da escludersi -aggiunge ora il ministero per i Beni e le attività culturali- che possa attuarsi a breve un trasferimento di qualsivoglia natura a terzi delle carte Vasari”. In passato, il dicastero aveva sottolineato “la non verosimiglianza dell’offerta di acquisto” milionaria. “Non solo per l’enormità della somma pattuita ma soprattutto -era stato ribadito- perché l’archivio Vasari, chiunque ne sia il proprietario, è soggetto ad un vincolo pertinenziale e pertanto non può essere spostato dal luogo in cui attualmente è collocato ad Arezzo”.


L'immobile ospita un percorso museale; così viene presentato dal Comune
L'archivio dell'artista è al centro di una complessa vicenda
Gen 14 2011 - 21:06

Notizie dall'Italia

Aosta - Il progetto “Otto-venti” richiede correzioni

I disservizi denunciati nei giorni scorsi attribuiti alla fase sperimentale del progetto che ha eliminato la consegna ordinaria del sabato. Ad aprile saranno assunti quindici part-time

“È possibile che nella fase di avviamento del progetto si siano verificati dei disguidi, di cui ci scusiamo”, disguidi che comunque “vengono costantemente monitorati per gli interventi correttivi”.

Così da Torino -dopo l’incontro di ieri sera tra Poste italiane e organizzazioni sindacali riguardante la situazione in Valle d’Aosta- rispondono alle lamentele sui disservizi. Attribuendo dunque al piano “Otto-venti”, che ha cancellato le consegne ordinarie del sabato portando il turno degli altri giorni dalle 6 ore quotidiane alle 7 e 12 minuti, la ridefinizione delle zone di recapito e il sorgere degli inconvenienti.

“Purtroppo, la particolare orografia del territorio sovente non ci aiuta per fronteggiare situazioni legate alla temporanea indisponibilità (brevi malattie e altre cause) dei portalettere con i normali strumenti di flessibilità organizzativa quali abbinamento e/o straordinario”.

Nel breve termine, le soluzioni individuate sono: l’inserimento di due nuove persone a tempo determinato nelle zone considerate critiche, l’ottimizzazione dei processi di lavorazione e l’assegnazione da febbraio di un numero non definito di altri precari “tale da assicurare sia la regolarità del servizio sia eventuali situazioni emergenziali per malattie stagionali”. Arrivando ad aprile, quando verranno aggiunti altri quindici incaricati, questi però a tempo indeterminato con contratto a part-time verticale.


La denuncia del problema
Le caratteristiche principali del progetto “Otto-venti”
Non solo la rinuncia del sabato nelle consegne ordinarie: la fase sperimentale sta registrando altri tipi di inconvenienti
Gen 14 2011 - 17:10

Dall'estero

Filatelia, la promozione si fa così

Da domani i nuovi carnet francesi per il grande pubblico; pubblicizzeranno il “Carré d’encre”, negozio di Parigi dove riscoprire la scrittura e tutto quanto vi ruota intorno, collezionismo incluso

Una parte del carnet che promuove il “Carré d'encre”

Mentre non si sa ancora nulla dello spazio filatelia che dovrebbe aprire a Torino (i lavori per riadattare il vecchio sportello filatelico di via Alfieri sono in corso dall’estate scorsa), la Francia promuove i propri punti di riferimento utilizzando le cartevalori postali. Non esattamente i francobolli, ma le copertine dei libretti a largo consumo che li contengono.

Domani, ad esempio, saranno rinnovate quelle -prodotte, come viene specificato, con uno sguardo alla protezione dell’ambiente- che contengono il taglio più impiegato, il 58 centesimi prioritario per l’interno della “Marianna” realizzata da Yves Beaujard. La confezione da dodici pezzi autoadesivi, quindi in vendita a 6,96 euro, è dedicata al “Carré d’encre”.

Aperto il 2 dicembre 2009, si trova al 13bis di rue des Mathurins a Parigi. Unico nel suo genere, è sviluppato in trecento metri quadrati di superficie, pensato “come un negozio di scoperte, condivisione e piacere nel cuore del quartiere dell’Opéra per ritrovare in modo diverso il gusto di scrivere. Che sia per dire «ti penso», «ti amo» o «grazie per tutto quello che hai fatto», comunicare per iscritto le proprie esperienze e le proprie emozioni non sarà mai stato così semplice e intuitivo”. Qui si trova il necessario (e persino il superfluo) per trasformare sul posto e in pochi minuti un banale invio in un vero regalo. Quindi, francobolli normali e personalizzabili, e poi accessori per scrivere e la corrispondenza.

L’obiettivo è trasformare la struttura in un riferimento che punti all’emotività e si rivolga ad appassionati e non. Per questo vengono promessi oltre cinquanta avvenimenti l’anno, attraverso i quali il negozio intende diventare “il testimone vivente dell’attualità storica, culturale e sportiva che ritma la nostra vita, rivelandola a partire dal francobollo: prevendite, conferenze, dediche, laboratori tematici” incentrati, ad esempio, su calligrafia, origami, mail-art.


Il sito della struttura (in francese)
Come si presenta il negozio, situato al quartiere dell'Opéra di Parigi
Gen 14 2011 - 11:18

Giornali, riviste e siti

Uno orizzontale, la passione per i francobolli

“La settimana enigmistica” del 15 gennaio apre la sequenza di quesiti cominciando con la filatelia

Nove lettere, la passione per i francobolli. Così esordisce il numero che riporta la data del 15 gennaio della “Settimana enigmistica”, periodico -come recita il sottotitolo- “di parole crociate, rebus, enigmi, passatempi, varietà, umorismo, ecc.”, che “vanta innumerevoli tentativi d’imitazione”.

A dirla tutta, spesso il settimanale fa riferimento, nei giochi, nei quesiti o addirittura nelle vignette, al mondo della filatelia e della posta. Per esempio, a pagina 38 della medesima pubblicazione: in “Aguzzate la vista” figura una scena dove è presente una cassetta per imbucare le lettere, sia pure con indicazione della levata d’antan, cioè alle ore 16.

Questa volta, però, affida al collezionismo di cartevalori la prima definizione della pagina di apertura.


Parte della copertina del nuovo numero della “Settimana enigmistica”: la prima definizione (evidenziata dalla freccia) è dedicata alla filatelia
Gen 14 2011 - 01:10

Notizie dall'Italia

Milano: in stazione Centrale atteso il nuovo ufficio

In base agli accordi, il completamento dovrebbe essere prossimo. Ottant’anni fa l’inaugurazione dell’allora impianto d’avanguardia in via Aporti

Tra i servizi, quello postale (ma l'indicazione sulla mappa della prossima apertura, presente nel rettangolo grigio, è solo in inglese)

Stando alla data contrattuale, i lavori dovrebbero essere completati entro il 4 febbraio, ma al solito è meglio essere prudenti. Non a caso, il cartello informativo riguardante il cantiere è da qualche giorno scomparso... Comunque, riaprirà l’ufficio postale della stazione Centrale di Milano. Quello che da mesi, sulle mappe appese nei corridoi del rinnovato impianto ferroviario, è annunciato (chissà perché, solo in inglese) come prossimo. Guardando la facciata, avrà sede praticamente all’estremo angolo di destra dell’ingresso, quasi prossimo al parcheggio dei taxi in piazza Luigi di Savoia. Quindi, sul lato opposto rispetto a dove si trovava negli ultimi decenni.

La riapertura coincide con un anniversario: nel 1931, esattamente l’1 luglio, contemporaneamente alla stessa stazione venne aperta la struttura di lavorazione postale collegata e che aveva sede presso l’attiguo immobile di via Aporti. “Un immane giuoco meccanico”: così, all’epoca, il cronista del “Corriere della sera” definiva le apparecchiature di smistamento. “I suoi agili ordigni in perpetuo movimento, la rete fitta dei nastri mobili che si rincorrono, si intersecano, si accavallano; il carosello di cassette e di carrelli che ora attingono la vetta, di un castello di ferro e di legno, ora si inabissano con andamento da otto volante: salgono e discendono, scompaiono nel buio di una voragine, o appaiono alla luce col tenue carico di buste e di plichi o sostano docili ad un comando invisibile e silenzioso, sono veramente capaci di fare andare in visibilio la profana curiosità dei fanciulli di tutte le età”.

Lo stesso immobile, dal 2002 abbandonato l’impiego postale (anche se a livello architettonico ne sopravvivono i richiami) è stato ristrutturato e pochi giorni fa liberato dalle coperture esterne che lo nascondevano alla vista. Organizzato su nove livelli, due dei quali sotto terra, ospiterà uffici, parcheggi e spazi pubblici, pensati anche per i viaggiatori.


I lavori al complesso di via Aporti
Nella stessa strada, un'altra testimonianza
Il punto della stazione in cui stanno facendo i lavori e che accoglierà gli sportelli di Poste italiane. Sotto: l'immobile di via Aporti, liberato dalle impalcature, visto dal lato che si affaccia su piazza Luigi di Savoia
Gen 13 2011 - 20:27

Dall'estero

Londra davanti alla privatizzazione

L’Esecutivo punta a collocare sul mercato Royal mail. E nel dibattito politico emerge l’esigenza di trasformare la consuetudine in obbligo: mantenere il profilo della regina sulle cartevalori

Mentre l’Italia attende ancora che il decreto venga definitivamente approvato (ora è sottoposto all’esame di cinque commissioni del Senato), il dibattito sul futuro del servizio postale si sviluppa anche oltre i confini. Per esempio nel Regno Unito, dove la linea è favorire la privatizzazione dell’operatore nazionale: pare che i migliori interlocutori siano la tedesca Deutsche post e la neerlandese Tnt.

La riforma riguarderebbe Royal mail ma anche Post office, ossia la rete degli uffici. Riferendosi ad entrambe le realtà, il ministro agli Affari postali, Edward Davey, ha detto che due pietre miliari della vita britannica “sono al bivio, la nostra politica è allontanarci dagli anni del declino e portare avanti i piani con i quali garantire loro un futuro migliore… L’era digitale sta richiedendo alla società una serie di cambiamenti, e solo con idee fresche, modernizzazione e maggiori investimenti Royal mail potrà realmente adattarsi e fiorire in questo nuovo mercato”. Occorre che l’azienda vada più avanti e più veloce nell’innovazione, modernizzandosi e adattandosi meglio, obiettivo che richiede risorse sostanziali. Il Governo crede che queste ultime debbano arrivare dal settore privato; Royal mail ha bisogno di un approccio commerciale per diventare un interlocutore di livello mondiale e liberarsi dallo spettro dell’intervento governativo nelle decisioni manageriali. Tra le idee allo studio, la possibilità che almeno il 10% delle quote di Royal mail sia dato ai dipendenti, un esempio che per i numeri non ha riscontri nel passato.

Negli ultimi giorni l’attenzione dei media aveva puntato ad un dettaglio simbolico: la permanenza del profilo di Elisabetta II anche sulle future cartevalori. Problema risolto. “Nella legge di riforma -garantiscono da Londra- verrà introdotta un’ulteriore clausola di salvaguardia affinché la testa della regina rimanga nei francobolli, indipendentemente di chi sarà il proprietario della società”. Oggi -precisa lo stesso ministro- non vi sono imposizioni legali, “poiché Royal mail l’ha sempre aggiunta volontariamente, nella convinzione che l’azienda fosse estremamente fiera del collegamento con la casata. Non vedo un qualsiasi motivo perché la futura proprietà voglia cambiare quella che costituisce una tradizione di valore e prestigio. Il nostro emendamento rappresenta una precauzione e sarei stupito se dovessimo impiegarlo”. Aggiunta un’ulteriore cautela, “in modo da assicurare che la sovrana continui ad approvare i disegni di qualsiasi francobollo che porti la sua immagine”.


Italia: il decreto approvato dal Governo in via preliminare
Europa: il confronto oltre i confini
Regno Unito: l'emissione di due giorni fa
Mentre i tagli ordinari britannici hanno il profilo del regnante in primo piano, quelli commemorativi mostrano l'inconfondibile silhouette. Qui il foglietto annunciato per l'1 febbraio dedicato ad un tema ricorrente oltre la Manica, quello ferroviario
Gen 13 2011 - 16:30

Dall'estero

“Una pietra miliare nell’aerofilatelia”

Così viene definito il catalogo di Fiorenzo Longhi dedicato agli Zeppelin. All’autore il premio del gruppo internazionale specializzato nel settore

Lo studio che ha ottenuto il riconoscimento

Un avvenimento “che giustamente mi riempie di orgoglio”. Così Fiorenzo Longhi commenta l’attribuzione dello “Zeppelin study group achievenent award” per il “Catalogo storico descrittivo degli aerogrammi Zeppelin di Italia, Colonie Italiane, San Marino, Vaticano 1929-1939”, edito da Vaccari srl.

Il successo è stato decretato dal gruppo internazionale specializzato nel settore. “Il suo nome -ammette dal sodalizio Dieter Leder- è stato menzionato molte volte dai nostri soci nel momento in cui si è trattato di avanzare proposte per il nuovo premio… Per citare un esperto in questa area specialistica, la pubblicazione è considerata «una pietra miliare nell’aerofilatelia». Oltre alla professionalità del libro, i lettori sono attratti dalle illustrazioni a colori di rare e inusuali buste”. “Può fornire informazioni utili agli esperti e, allo stesso tempo, servire come strumento di ingresso per i nuovi collezionisti”.

Lo stesso riconoscimento, che non è annuale e viene consegnato solamente in caso ci siano i presupposti, è andato a David Lu, il quale nel 2009 a Pechino ha organizzato la manifestazione internazionale “Aeropex”.


“Catalogo storico descrittivo degli aerogrammi Zeppelin” Le pubblicazioni specializzate Il volume presentato da “Vaccari news”
La scheda con l'indice e i riconoscimenti ottenuti

Gen 13 2011 - 11:53

Libri e cataloghi

Venezia e Bisanzio, oltre un millennio di rapporti

Il saggio di Maria Pia Pedani svela numerosi aspetti di una lunga relazione. E non mancano quelli postali...

Venezia in Oriente, tra affari e battaglie

Come corrispondevano, nei secoli d’oro, la Serenissima e Bisanzio? A spiegarlo è la docente di Storia dell’Impero ottomano Maria Pia Pedani nel saggio “Venezia porta d’Oriente” (352 pagine, 26,00 euro, Il mulino). Saggio che per questo specifico aspetto cita quanto scritto da Luciano De Zanche -i due avevano collaborato all’Archivio di stato nella città lagunare- sul periodico dell’Istituto di studi storici postali.

Al di là di trattative commerciali, crociate e pellegrinaggi, è una storia di strutture che per comunicare si avvalevano di professionisti o di mezzi occasionali, come mercanti e marinai. Di solito, i messaggeri agivano in coppia, ma “quando i pericoli della strada si facevano più gravi, il numero dei corrieri che viaggiavano assieme fu superiore. Il viaggio avveniva sempre a piedi e mai a cavallo”, percorrendo tra i venti ed i quaranta chilometri al giorno, spesso su strade di montagna. Una organizzazione consolidata, tanto che pure gli stranieri la utilizzavano. Solo nel 1740 gli Asburgo istituirono a Costantinopoli un vero e proprio ufficio postale aperto al pubblico e presto diventato il migliore. Sino ad allora, i veneziani “erano vettori affidabili, anche se vi fu sempre il pericolo che qualcuno approfittasse dell’occasione per leggere di nascosto la corrispondenza”. Naturalmente, c’erano i sistemi di cifratura: dalle pagine ritagliate a buchi e consegnate ai funzionari in partenza, “che venivano appoggiate sul messaggio da leggere, fino alle ruote, sempre fatte di carta, che fornivano a chi le possedeva la giusta corrispondenza tra segni e lettere”. E si ricorda ancora uno spartito musicale, in realtà griglia discreta per una comunicazione delicata. D’altronde -ed ecco l’utilità dei manuali- “era importante poter riconoscere come autentica una lettera scritta da un capo di Stato a un altro; per questo le cancellerie, tra loro in contatto, elaborarono sistemi di controllo incrociato basato sulle formule e sulle frasi utilizzate. Ricevere una missiva che non rispettava il protocollo convenuto voleva dire poter avanzare il fondato sospetto che si trattasse di un falso”.

Il saggio -che affronta per temi i rapporti tra le parti cominciando dall’VIII secolo ed arrivando al Trattato di Campoformio, quindi all’epilogo del 1797- offre ulteriori richiami. Magari partendo dai racconti di viaggio dei pellegrini, “spesso ripetitivi e monotoni per il lettore”: rispecchiano la buona funzionalità veneziana che si ripeteva sempre uguale, anno dopo anno. Proponendo casi gustosi, come quando, era il 1389, il doge, non sapendo quale dei due principi ottomani avesse primeggiato dopo la battaglia di Kosovo Polje, decise di spedire i rallegramenti, opportunamente variati nell’intestazione, sia a Bayezid sia a Yakub. Oppure nel momento in cui furono sottratte alcune lettere compromettenti che -un Wikileaks d’antan, visto che siamo nel 1494- “con grande scandalo, resero pubblica l’intesa tra il papa e il sultano”.

Il richiamo epistolare figura persino in letteratura; è il caso dell’opera di Pietro Busenello, risalente alla metà del Settecento: è intitolata “Lettere informative delle cose de’ turchi riguardo alla religione ed al governo civile, economico, militare e politico” e stimola nuove riflessioni.

C’è spazio, infine, per le molte torri di avvistamento costruite nel XVI secolo sulle coste italiane così da controllare chi arrivava via mare e, se necessario, dare l’allarme: la base ideale, se non addirittura materiale, per i successivi sistemi telegrafici.


Sei anni fa la scomparsa di Luciano De Zanche
Gen 13 2011 - 01:32

Notizie dall'Italia

Di speciale rimane lo statuto, non il servizio

Inconvenienti anche in Valle d’Aosta, dove gli utenti -dice la Federconsumatori- sono costretti a recarsi agli sportelli per avere quanto loro destinato

Abitare in una Regione a statuto speciale può dare vantaggi, e le rinnovate domande di referendum per le modifiche territoriali (l’ultima, del Bellunese verso il Trentino-Alto Adige) ne sono una prova. Vantaggi che però non si estendono al servizio postale. Dopo il Friuli-Venezia Giulia, pure la Valle d’Aosta segnala difficoltà.

Da diversi giorni -denuncia la Federconsumatori- gli abitanti di alcuni comuni “hanno cominciato a lamentarsi del notevole ritardo che, dalla metà del mese di dicembre 2010, subisce la distribuzione della corrispondenza”. In alcuni centri, “addirittura, gli utenti devono recarsi di persona presso gli uffici postali per ritirare la loro posta, creando notevoli disagi soprattutto al personale di sportello che viene distolto dalle sue normali mansioni. Questa situazione è ormai diventata insostenibile per gli utenti che non possono continuare a subire le ricadute negative che i processi di riorganizzazione di Poste italiane stanno generando”.

Secondo Federconsumatori, “i processi di riorganizzazione di una azienda devono portare beneficio non solo alle casse aziendali ma soprattutto alla clientela che si vuole servire che, a oggi, ad anno appena iniziato, ha visto crescere solo disagi e disservizi”.

L’Unità d’Italia è anche in questi ultimi: immancabilmente, dopo brindisi e cenoni, sulla stampa locale fioccano un po’ dappertutto le lamentele per i ritardi nelle consegne.

Oggi -viene replicato da Poste- ci sarà un incontro tra azienda e organizzazioni sindacali, “ed in quella sede si forniranno le risposte del caso”.


Le recenti lamentele in Friuli-Venezia Giulia
Recapito, le cassette modulari introdotte in Sardegna
Gli uffici valdostani hanno le indicazioni bilingui, ma pare che il servizio non sia migliore rispetto alle altre aree italiane
Gen 12 2011 - 21:12

Vaticano

“Raccomandata1” - Ora c’è la… targa

“Città del Vaticano”: è quanto si legge sotto al riquadro che sostituisce l’affrancatura, mentre la data di partenza viene aggiunta a mano. Permangono difficoltà all’accettazione

Davvero un parto difficile quello che ha caratterizzato la “raccomandata1” in Vaticano. Ad oltre una settimana dall’avvio, alla succursale presente ai Musei vaticani non è ancora stato risolto il problema riscontrato sin dal giorno iniziale, così la richiesta di poter spedire plichi veloci viene declinata, consigliando l’utente di impiegare una delle altre quattro sedi presenti nel piccolo Stato.

Sedi diventate tre: rispetto al 3 gennaio, c’è stata un’altra… vittima: almeno temporaneamente, l’apparecchiatura all’arco delle Campane ha deciso di gettare la spugna.

Regolari, invece, i restanti punti, ossia sede centrale, ufficio mobile e Guardia svizzera, dove gli invii vengono accettati, spediti e consegnati -almeno stando alle campionature seguite da “Vaccari news”- nei tempi promessi.

L’impronta ora sfoggia un’ulteriore indicazione, “Città del Vaticano”, stampigliata in negativo a circoscrivere l’area che sostituisce l’affrancatura; appare un doppione rispetto al “Poste vaticane” situato alla sinistra della stessa. Manca ancora la data di partenza: come era stato spiegato dalle stesse Poste locali il 5 gennaio, si era deciso -in attesa di poterla applicare automaticamente- di aggiungerla a mano impiegando l’annullo in dotazione.


L'avvio del servizio
Le altre novità recenti: l'ufficio mobile in piazza San Pietro e il casellario…
…le obliterazioni turistiche
Impronte a confronto: la prima spedita il 3 gennaio (ed arrivata il 4), la seconda l'11 (e giunta oggi). Quest'ultima presenta l'indicazione in negativo, oltre al bollo di partenza applicato a mano
Gen 12 2011 - 16:54

San Marino

Cinque francobolli per una mostra

La serie promuove l’allestimento omonimo, “Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia”, ospitato sul monte Titano fino al 27 marzo

All’Azienda autonoma di stato filatelica e numismatica piacciono le mostre d’arte e credono nella loro promozione dentellata. Così, dopo “Capolavori che ritornano”, uscita il 26 febbraio 2008, nel pacchetto di emissioni attese per l’8 febbraio giunge la serie “Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia”, dedicata all’omonimo allestimento, questa volta organizzato in casa: potrà essere visitato fino al 27 marzo a palazzo Sums, che si trova in via Belluzzi 1 a San Marino.

La mostra -viene precisato dall’Aasfn- “si compone di opere che raccontano pagine significative della storia dell’arte in quegli anni meravigliosi che fecero di Parigi e della Francia il riferimento di un mondo. Nel centro storico della Repubblica di San Marino compaiono così quadri scelti di grandi maestri”.

Il 10 centesimi è dedicato all’“Autoritratto con berretto” di Paul Cézanne. È l’ultimo dei venticinque dipinti che si è fatto: indossa il basco, usato tutti i giorni mentre lavorava. La tela “Corsa di cavalli a Longchamp” di Hilaire-Germain-Edgar Degas è riprodotta sul francobollo da 50 eurocent. Raffigura i momenti di calma sospesa che precedono la gara per studiare e combinare in maniera sempre diversa cavalli e fantini. Il valore da 85 offre la “Veduta dalla finestra dell’artista, Eragny” di Camille Pissarro. Dipinse diversi panorami dei campi osservandoli dall’interno della sua casa e ciò gli permise di ottenere molteplici prospettive. La scena emana una sensazione di quiete. L’1,00 euro raffigura la “Riva fiorita a Vétheuil” di Claude Monet. La fitta concentrazione dei fiori viene resa con una successione e sovrapposizione di brevi pennellate stese in forma di ricci e virgole che, nella visione d’insieme, esaltano la variegata fioritura. La straordinaria intimità del ritratto “Jacques Bergeret da bambino” di Pierre-Auguste Renoir compare sul 2,50 unità. Il pittore sottolinea l’estrema naturalezza e la genuina spontaneità del fanciullo.

La tiratura dell’emissione ammonta a 70mila serie, predisposte in fogli da venti.


I dettagli sulla mostra
Le altre emissioni previste per l'8 febbraio
Nel 2008, “Capolavori che ritornano”
I cinque esemplari che compongono la serie
Gen 12 2011 - 11:08

Appuntamenti

Friuli, Venezia Giulia e Slovenia nella storia postale

Apre domani a Trieste la nuova manifestazione collettiva proposta al Museo della Mitteleuropa

Dalle missive spedite in periodo bellico alle classificazioni marcofile, dalle tassate alle reindirizzate. Si apre domani, con l’inaugurazione alle ore 10.30, l’ottava rassegna collettiva organizzata dall’Associazione di storia postale del Friuli e della Venezia Giulia. Ancora una volta, il punto di riferimento è il Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa di Trieste, che la ospiterà fino al 21 febbraio nella propria sede situata in piazza Vittorio Veneto 1 (aperta dal lunedì al sabato tra le ore 9 e le 13, ingresso libero).

Il percorso -è l’anticipazione- si compone di una decina di collezioni assemblate da altrettanti appassionati della regione e anche della vicina Slovenia.

Il locale Michele Amorosi presenta un’indagine sui servizi, le tassazioni e la posta militare per il periodo che va dal giugno 1850 al 1880. Giovanni Delera affronta una fase particolarmente tragica per la storia italiana, quella successiva alla firma dell’armistizio con gli alleati, l’8 settembre 1943, durante la Seconda guerra mondiale. Smarrimenti, incertezze, paure e indecisioni di quel frangente vengono colti da brevi scritti, cartoline, messaggi presentati attraverso lo studio. Pierpaolo Rupena è autore di un excursus sulla posta a Trieste durante il quindicennio 1850-1864; si tratta di una selezione di particolarità inerenti il capoluogo, come le missive che non hanno raggiunto il destinatario, e che pertanto sono state tassate e rispedite a un nuovo, possibile indirizzo. Tra gli altri materiali in esposizione, da segnalare la raccolta dello sloveno Branko Morencic, dedicata agli uffici ambulanti nel Litorale, i diversi esempi di invii prioritari provenienti da tutto il mondo e proposti da Edoardo Sgobero, i timbri della provincia di Pordenone dalle origini al giugno 1946, presentati da Pierantonio Viotto. E ancora la storia postale del Friuli dal 1500 al 1850, attraverso la quale Luigi De Paulis sintetizza l’evolversi del servizio ai confini orientali della Penisola.


La precedente mostra ospitata al Museo

Una missiva del 1529 appartenente alla collezione di Luigi De Paulis
Gen 12 2011 - 01:19

Dall'estero

Tre i centenari, quattro le ruote

Mitico 1911: oggi Monaco ricorda il pilota Juan Manuel Fangio e le manifestazioni di Indianapolis e Montecarlo

Il francobollo Usa per Indianapolis, atteso per fine maggio

Corposa emissione automobilistica, oggi, da Monaco. Che in tre francobolli, nominali da 0,95, 1,35 e 1,40 euro, celebra un pilota nato nel 1911 e due manifestazioni sportive create nello stesso anno.

Il conduttore è l’argentino Juan Manuel Fangio, entrato nel mondo dei motori come apprendista meccanico, appena sedicenne. Solo in seguito ha cominciato la carriera nella quale ha ottenuto per cinque volte (nel 1951, 1954, 1955, 1956, 1957) il titolo di campione del mondo, passando alla storia come uno fra i più grandi artefici della “Formula 1”.

Il secondo taglio è dedicato alla “500 Miglia” di Indianapolis, prova di vertice per il mondo sportivo statunitense. Non a caso, Washington ha messo in calendario per fine maggio, quando il rito si ripeterà, un taglio “Forever”. In entrambi i dentelli figura il bolide del primo vincitore, Ray Harroun, che trionfò alla guida della gialla e nera Marmon “Wasp”.

E poi c’è il Rallye di Montecarlo, anch’esso pronto a celebrare il giro di boa. Il 79° appuntamento è fissato dal 19 al 22 gennaio nei luoghi che hanno contribuito a creare la leggenda. In base alle attese, per l’evento saranno circa settanta i Paesi coperti dal punto di vista mediatico.


Fangio nei dentelli: fra i tributi, quelli di Austria…
…e San Marino
Il programma statunitense per il 2011 e la scelta dei “Forever”
La serie monegasca, in uscita oggi
Gen 11 2011 - 20:10

Notizie dall'Italia

Cassette modulari per evitare di andare agli sportelli

La soluzione introdotta anche a Sorso (Sassari), in favore di 830 famiglie che vivono nelle zone rurali

Impianti condivisi lungo la strada invece del passaggio obbligato all’ufficio postale per vedere se è arrivato qualcosa. Le abitudini ottocentesche si archiviano soltanto adesso, perlomeno in alcune aree rurali. A dare una risposta più comoda per gli utenti è il Comune (nel caso specifico Sorso, in provincia di Sassari), in accordo con la società diretta da Massimo Sarmi.

Entro pochi giorni -i lavori si stanno completando ora- 830 famiglie che abitano in campagna potranno ricevere più comodamente le missive nella propria cassetta modulare. Ad assicurarlo è l’Ente locale, che si è occupato delle installazioni; il fine è “garantire la consegna della corrispondenza anche ai cittadini che abitano in zone distanti dal centro abitato, prive di toponomastica e quindi carenti delle indicazioni minime per individuare il destinatario, o in zone difficilmente accessibili ai portalettere o che non permettono di eseguire il servizio in sicurezza”. “L’Amministrazione -precisa il vicesindaco Marivanna Pulino- sta già provvedendo per dare i nomi alle vie e la numerazione civica alle abitazioni dell’agro, così da accelerare i tempi e poter agevolare i servizi ai nostri cittadini”.

Le cassette, che sono concesse a titolo gratuito anche se restano di proprietà di Poste italiane, vengono collocate -in numero variabile in base alle esigenze- presso alcuni punti baricentrici del territorio. A ciascuna può accedere esclusivamente il cliente assegnatario; qui trova gli oggetti ordinari a lui diretti e gli avvisi di giacenza per quelli registrati; in quest’ultimo caso, naturalmente, deve poi ritirarli agli sportelli.


Le cassette modulari per agevolare l'utenza ed abbattere i costi del recapito
Sorso, foto ricordo davanti alle agognate cassette, ancora scintillanti: da sinistra, l'assessore all'agro Gian Paolo Sanna, il vicesindaco Marivanna Pulino e, in rappresentanza della società, l'ex responsabile per i servizi postali della Sardegna Peppino Meloni
Gen 11 2011 - 16:27

Appuntamenti

Montecitorio dal 29 marzo al 5 aprile

Fissata definitivamente la data, subito dopo “Milanofil”. L’allestimento, pur concentrandosi sul periodo 1859-1861, allarga l’esame dal 1796 ad oggi

Tornano le manifestazioni filateliche alla Camera dei deputati

Ha una data ufficiale la mostra proposta a Roma e intitolata “Quel magnifico biennio 1859-1861”. Circolava, peraltro, da un po’ ma non aveva ancora ottenuto il via libera formale, ora rilasciato. Si svolgerà dal 29 marzo al 5 aprile a Montecitorio: aprirà, dunque, due giorni dopo la chiusura di “Milanofil”.

Anche questa volta, l’allestimento -già ipotizzato per l’anno scorso e poi rinviato poiché gli ambienti, ossia la sala della Lupa, non erano disponibili- è organizzato dalla Federazione fra le società filateliche italiane con il Gruppo parlamentari amici della filatelia e Poste italiane.

Racconta la storia della formazione dell’Unità nazionale dal 1859 al 1861, con un prologo dedicato alle vicende italiane tra il 1796 e il 1858 ed un epilogo che si sofferma sulle successive variazioni territoriali del 1866, 1870, 1918 e 1947, fino ad arrivare ad oggi. Affrontandola -garantiscono i promotori- “dal punto di vista inusuale ma non certo marginale della storia della posta e della filatelia”. Visitabile gratuitamente nel probabile orario 10-18, offrirà “una grande messe di documenti d’eccellenza, concessi da generosi prestatori privati e da istituti pubblici”.

Previsti un catalogo illustrato a colori e il libretto contenente ben dieci francobolli, per il quale Poste dovrà ora comunicare la data di emissione precisa.

L’iniziativa sarà inserita nell’elenco ufficiale delle celebrazioni per il 150° dell’Unità, fregiandosi del relativo marchio, nonché di quello specifico che la Camera dei deputati riserva alle proprie manifestazioni. Curatore scientifico ed organizzativo, nonché autore del volume, è Bruno Crevato-Selvaggi.

Domenica 3 aprile si aggiungerà l’iniziativa “Montecitorio porte aperte”: un ulteriore possibilità per promuovere il settore anche nei confronti di chi non lo conosce.

È la quarta esperienza del genere realizzata in Parlamento. Dal 22 al 26 ottobre 1999 è stato organizzato il percorso “Dagli Antichi Stati all’Unità d’Italia”, seguito, tra il 16 e il 23 gennaio 2003, da “La Repubblica italiana” e tra il 9 e il 16 febbraio 2006 da “Il Regno d’Italia”.


L’anno scorso il rinvio
L'ipotesi (ora confermata) di fine marzo
Il quadro delle manifestazioni 2011 tracciato tre settimane fa
L’ultima mostra si è tenuta nel 2006; era dedicata al Regno d’Italia
Gen 11 2011 - 14:06

Giornali, riviste e siti

Quando si parlava di tariffe uniche

Mezzo secolo fa la richiesta di estendere il regime interno a tutti gli allora Paesi Mec


Dal francobollo “Europa” all’estensione delle tariffe interne a tutti i Paesi Mec

Cose dell’altro mondo, o perlomeno di mezzo secolo fa. Quando la moneta unica era solo un’idea vagheggiata da qualche lungimirante, si riteneva un punto di arrivo condividere almeno la tariffa postale. Sapendo magari che il francobollo comune, progetto ipotizzato in quegli anni (è citato, ad esempio, da Giovanni Scanga in “Poste e telecomunicazioni” nel luglio 1959), e che ancora nell’aprile 1967 induceva l’allora direttore generale delle Poste Aurelio Ponsiglione (1906-1985) a parlarne (l’intervento è riportato in “Europa 50 - Una storia dentellata”), mai si sarebbe concretizzato.

A pochi giorni dal nuovo e corposo aumento che ha colpito gli invii ordinari per l’estero (ma non quelli raccomandati), balza all’occhio la proposta che il democristiano Mario Pedini (1918-2003) presentò nel 1960 a Strasburgo. Chiese l’unificazione dei costi per gli invii all’interno del Mec, allora costituito da Belgio, Francia, Germania Federale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. L’interpellante -si legge in “Rassegna postelegrafonica” nel numero del dicembre 1960- rammenta che i Sei “si sono già accordati per emettere ogni anno, simultaneamente, una serie di francobolli «Europa» e che certi Stati, come l’Italia e la Francia, hanno già da un certo tempo unificato le loro tariffe in base ad accordi bilaterali”.


L’aumento tariffario del 30 dicembre
“Europa 50 - Una storia dentellata”
Gen 11 2011 - 09:46

Appuntamenti

Sotto i riflettori, il collezionismo

Oggi la nuova presenza su Rai 3 di Marco Occhipinti; vi parteciperà anche il direttore del Museo storico pt Renzo Romoli. Venerdì la conferenza sul collezionismo del giornalista Renzo Rossotti

Mentre oggi, dalle 18 alle 18.10, su Rai 3 si rinnova l’incontro con la filatelia nell’ambito di “Geo & geo”, un’altra iniziativa divulgativa si annuncia, per venerdì 14, a San Mauro Torinese (Torino).

La quinta partecipazione di Marco Occhipinti all’interno del programma condotto da Sveva Sagramola vedrà come protagonisti Giuseppe Garibaldi e la spedizione dei Mille. “Lo faremo -annuncia lo stesso collezionista- con l’ausilio di documenti dell’epoca (alcuni davvero strepitosi -una lettera di un carteggio amoroso tra Garibaldi e la Raimondi, sua futura seconda moglie, che potrò mostrare grazie alla cortesia dell’Archivio di stato di Mantova che me l’ha gentilmente messa a disposizione) e dei francobolli celebrativi che sono stati emessi in periodo Regno e Repubblica”. Con una sorpresa: dal Museo storico pt il direttore, Renzo Romoli, porterà il bozzetto originale impiegato per il 5,00+1,00 lire del 6 aprile 1932.

Un appuntamento diverso figura in agenda per il centro piemontese. L’associazione “Europa 2000”, nell’ambito degli incontri del venerdì presso la propria sede (via Speranza 41 ter, ore 21.15, ingresso libero), propone “Collezionismo: vecchi e nuovi temi”. Il relatore dell’incontro sarà il giornalista Renzo Rossotti, che ad esempio sul supplemento settimanale della “Stampa” cura una rubrica specializzata. “Si collezionano, come un tempo, monete, francobolli, cartoline o c’è dell’altro?” è una delle domande che si sono posti i promotori. “Quali sono le novità? Per quali tematiche uomini e donne irreprensibili si trasformano in «detectives» domenicali nei mercatini delle pulci e del piccolo antiquariato o trascorrono notti insonni sui siti del più sofisticato internet?”.


Per vedere la trasmissione di Rai 3 in diretta dal pc
Marco Occhipinti e Renzo Rossotti
Gen 11 2011 - 00:59

Dall'estero

In dentello le marionette di Gerry Anderson

A cinquant’anni dal primo successo, Londra riprende alcune delle sue serie televisive, fra cui “Thunderbirds”. Il foglietto impiega la tecnica lenticolare

Dopo Wallace e Gromit, citati in occasione delle feste natalizie, il Regno Unito torna a celebrare i divi dello schermo, puntando oggi sulle serie televisive animate da marionette e ideate da Gerry Anderson (classe 1929). Vennero diffuse a partire dal 1961, mezzo secolo fa cominciando con “Supercar”, e poi hanno superato i confini nazionali, giungendo qualche volta anche in Italia.

L’emissione si articola in sei francobolli organizzati in due tagli (prima classe, ora 41 pence, e 0,97 sterline), dedicati ad altrettanti fra i più storici programmi: “Captain Scarlet”, “Joe 90”, “Thunderbirds”, “Fireball Xl5”, “Stingray” e appunto “Supercar”. I soggetti scelti -è il commento che giunge da Londra- sono in grado di valorizzare gli ingegnosi personaggi e gli incredibili veicoli creati dal regista, sceneggiatore e produttore.

L’iniziativa dentellata si completa con un foglietto, interamente dedicato alla saga più nota, ossia a “Thunderbirds”. Contiene altri quattro dentelli, da 41, 60, 88 e 97 centesimi, che ripropongono i cinque mezzi (l’ultimo è presente sui bordi) in movimento utilizzando, per la prima volta oltre la Manica, la tecnica di stampa lenticolare.

Tra i grandi titoli associati a Gerry Anderson figurano le serie “Spazio 1999” e “Ufo”. Essendo interpretate da persone effettive, si è probabilmente scelto di non citarle per evitare di rappresentare attori viventi.


Gli auguri di Wallace e Gromit
I beniamini del grande pubblico: l’annuncio della serie statunitense per la Pixar
Tecnica lenticolare: l’esempio dei Paesi Bassi
La serie, articolata in sei francobolli ed un foglietto contenente altri quattro esemplari
Gen 10 2011 - 17:53

Notizie dall'Italia

Piazza Verdi addio

L’Ipzs ha ormai abbandonato lo storico edificio dei Parioli per trasferirsi principalmente sulla Salaria

L'entrata, ora: nei cartelli, l'avviso per la libreria

Al logo nuovo -introdotto ormai da qualche settimana- si aggiungono sito e soprattutto sede. Perché l’edificio di piazza Verdi (è presente, ad esempio, nel francobollo da 170 lire del 6 gennaio 1979), diventato operativo nel 1929 dopo essere stato pensato per la Corte dei conti, è ormai vuoto. Davanti all’ingresso compare soltanto l’avviso per quanti debbono consegnare inserzioni o fare acquisti alla libreria, punto provvisoriamente collocato in via Principe Umberto 4.

Il lungo e complesso trasferimento dell’Istituto poligrafico e zecca dello stato negli altri impianti, soprattutto quelli sulla via Salaria, di fatto è terminato durante la pausa natalizia, quando anche le ultime lavorazioni l’hanno abbandonato. Così, al maestoso immobile si apre una nuova strada. Quale possa essere, è difficile da dire, visto che le voci che circolano sono numerose, fra cui albergo di lusso o negozi.

Creato nel 1928, mezzo secolo dopo, nel 1978, l’Istituto ha acquisito la Zecca, assumendo la forma di Ipzs spa nel 2002; il capitale è interamente controllato dal ministero dell’Economia e delle finanze. Al gruppo oggi fanno parte Editalia (editoria di pregio), Bimospa (modulistica e cartotecnica) e Verrès (produzione di semiprodotti per monetazione e fusioni artistiche).

Quattro le principali aree produttive: lo stabilimento “Salario” (dove si stampano la “Gazzetta ufficiale”, prodotti e collane editoriali, d’arte e giuridiche, moduli per il settore pubblico e privato, periodici per la Pubblica amministrazione, opere monografiche, artistiche e letterarie), l’Officina cartevalori (ora trasferita nel nuovo centro situato dall’altro lato della strada consolare rispetto al “Salario”; si concentra sulle produzioni più delicate, come appunto i francobolli, le stampe artistiche o le realizzazioni ad alto contenuto tecnologico), la sede di Foggia (stampa la carta normale, filigranata per gli usi di legge e di sicurezza, ma anche le targhe di circolazione e i sigilli per le attività di dogana, i contatori dell’energia elettrica e dell’acqua), la Zecca (collocata a Roma in via Capponi, produce moneta circolante e per fini collezionistici di Italia, San Marino e Vaticano e poi medaglie, distintivi, timbri e sigilli).

L’immobile dei Parioli è stato ricordato nel libro fotografico “Il lavoro e la memoria”, presentato come “ultima opera editoriale realizzata e concepita nello storico stabilimento di piazza Verdi” (112 pagine in quadricromia, 40,00 euro).


Il cambio del logo
I lavori sulla Salaria
Il nuovo sito dell'Ipzs
Della targa, fino a poco tempo fa collocata a fianco degli ingressi, sono rimasti soltanto i ganci
Gen 10 2011 - 12:27

Notizie dall'Italia

Ricomposto l’archivio di Riccardo Ricciardi

Al nucleo principale, conservato dal 2003 presso l’Apice di Milano, ora si è aggiunto un ulteriore insieme, con numerosi documenti postali

Fu editore vissuto tra il 1879 ed il 1973 e la sua attività lo mise in contatto con numerosi letterati, critici ed altre figure significative del tempo. Lo dimostrano le carte recentemente riunite, grazie ad un’acquisizione in asta Gonnelli effettuata da Apice, struttura che fa capo all’Università agli studi di Milano e si occupa di conservare la parola, l’immagine e la comunicazione editoriale.

Si tratta di ventidue lotti passati di mano insieme, contro un assegno di settemila euro, e costituiti soprattutto da lettere e cartoline firmate, spesso -ma non solo- a carattere letterario e comunque professionale. Tra i nomi citati figurano Sibilla Aleramo, Francesco Cilea, Napoleone Colajanni, Benedetto Croce, Edmondo De Amicis, Enrico De Nicola, Luigi Einaudi, Giovanni Gentile, Giuseppe Giacosa, Ernesto Murolo, Ugo Ojetti, Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Renato Serra e Umberto II di Savoia.

Le carte -confermano dalla struttura scientifica- “vanno ad integrare l’archivio Riccardo Ricciardi conservato presso il centro”. Quest’ultimo è stato donato nel 2003. Attraverso di esso è possibile riscoprire l’impegno del fondatore che, su consiglio e con l’aiuto proprio di Benedetto Croce, nel 1907 avviò l’azienda, prima puntando a produzioni letterarie, poetiche, di testi rari e di opere su Napoli, poi aprendo alle culture di altri Paesi, come testimonia l’importante attività di traduzione. Nel 1938, dopo l’acquisto della proprietà da parte di Raffaele Mattioli, la ditta si trasferì nel capoluogo lombardo. Oggi Apice custodisce sia i carteggi con autori e curatori dei volumi pubblicati e non (circa 1.500 corrispondenti), sia con le tipografie (per le varie fasi di lavorazione dei volumi) nonché i materiali preparatori alle pubblicazioni (manoscritti originali, bozze di stampa con correzioni, listini di carte, tele e legature...), documenti amministrativi, contabili e statistici, recensioni, cataloghi, depliant pubblicitari.


Il centro Apice…
…e l'archivio di Riccardo Ricciardi
Tra il materiale ricondotto all'insieme originale, una serie di documenti scritti dal filosofo Giovanni Gentile
Gen 10 2011 - 00:45

Giornali, riviste e siti

La Francia tra innovazione e vecchie usanze (abbandonate)

Mentre Phil@poste intende esternalizzare parte della produzione e promette di seguire meglio i collezionisti, da una vicenda di cronaca emerge una prassi sospesa soltanto a metà degli anni Novanta

La Francia postale sotto la lente dei media

La Francia si rinnova, operando in più direzioni. Secondo alcune testate giornalistiche, Phil@poste, la stamperia del gruppo La poste che si occupa delle fasi produttive delle cartevalori, ha deciso di affidare all’esterno una parte delle proprie attività, in particolare la tranciatura dei francobolli e il loro confezionamento. Il contratto è valutato poco più di un milione di euro l’anno. Secondo quanto riportato da “Challenges.fr”, l’operatore considera tale attività poco interessante ed assicura che, in ogni caso, non è prevista alcuna soppressione nei posti di lavoro.

Intanto, pensa di promuovere la filatelia migliorando la presenza su internet. Dopo avere, qualche mese fa, ripensato il sito di commercio elettronico, ora punta a “Timbrothèque”, portale dedicato a tutti i dentelli nazionali, fino alle novità. Ad annunciarlo per il secondo trimestre di quest’anno è la responsabile della comunicazione della stessa Phil@poste, Joëlle Amalfitano, intervistata da “Timbres magazine”. Promessi, fra l’altro, una maggiore informazione, valorizzando aspetti come gli artisti, gli argomenti, i colori e così via, nonché un dizionario specializzato e uno spazio modificabile dai visitatori sul concetto di “wiki”. Realizzato anche in inglese, non trascura, attraverso i link, le risorse attive nel web.

Joëlle Amalfitano ha toccato un altro punto di cronaca: nel 2012 saranno dieci anni che l’euro è nelle tasche dei consumatori e qualcuno potrebbe domandarsi che fine faranno i precedenti francobolli in moneta locale. Per quel che riguarda la Francia, ha escluso che tale argomento sia all’ordine del giorno. E questo nonostante i noti… giochini volti a confondere, nelle affrancature d’oltralpe, i nominali espressi in franchi con quelli in moneta unica.

A proposito di collezionismo, un’altra notizia è stata riportata da “Libération”. Secondo l’accusa tratta dal libro “Pour en finir avec les conflits d’intérêts” di Martin Hirsch, un politico (pare -perché non lo nomina espressamente- Gérard Longuet, ministro delle Poste e delle telecomunicazioni tra il 1986 ed il 1988 ed attuale presidente dei senatori dell’Union pour un mouvement populaire), avrebbe rivenduto prove filateliche di lusso (come per altre importanti figure dello Stato, da lui ricevute in virtù del suo incarico di allora) aiutandosi ad acquistare una casa. Il diretto interessato ha smentito. La prassi delle regalie, definita “uno dei segreti meglio mantenuti della Repubblica”, è stata bloccata a metà degli anni Novanta.


Gen 09 2011 - 01:22

Libri e cataloghi

Tariffe e valutazioni anche per il materiale volato

Rinnovato l’ultimo volume della trilogia di storia postale dovuta all’Unificato. Rispetto alla precedente edizione, offre un capitolo dedicato alle sovrattasse per il trasporto aereo

Rinnovato il repertorio che presenta la storia postale repubblicana

È il capitolo di posta aerea -con tariffe e quelle che, data la complessità del settore, vengono definite “valutazioni minime”- la novità più evidente del terzo volume, targato 2011-2013 e dedicato al servizio corrispondenze della Repubblica sino all’introduzione dell’euro. Il catalogo dell’Unificato di storia postale porta ancora l’impronta di Benito Carobene, la cui collaborazione -ammette l’editore- “è stata determinante specie nella «rielaborazione» degli ultimi due volumi. Lo ricorderemo sempre e ci mancheranno” il suo rigore tecnico, la competenza, la determinazione e il tratto signorile.

Organizzato in 280 pagine in bianco e nero (29,00 euro) è stato reimpostato, così come è accaduto un anno fa con il secondo tomo dedicato a Regno, Rsi, Luogotenenza, Occupazioni alleate di Napoli e Sicilia: le vecchie parti I (oggetti postali e servizi accessori) e II (valutazione dei documenti) sono state accorpate, in modo da “rendere più agevole la consultazione dell’opera”. Le restanti sezioni rinumerate, cioè le attuali II, III e IV, si occupano rispettivamente di corrispondenze particolari, servizi minori, Venezia Giulia e Trieste “A” (Amg-Vg e Amg-Ftt).

Nel suo complesso, l’opera è coordinata da Emanuele Gabbini, mentre per i prezzi il riferimento è rappresentato da Roberto Colla.


Unificato “Storia postale” - terzo volume La scheda con l'indice
Le altre parti della trilogia: la prima…
…e la seconda
Gen 08 2011 - 12:30

Dall'estero

La Francia ha ancora… cuore

Due esemplari da colorare o incidere: l’idea che permette di far interagire l’utente è dello stilista Maurizio Galante

Il francobollo che si può incidere…

Tornano i cuori dentellati della Francia (l’emissione, lanciata ieri a Parigi, sarà in vendita generale da lunedì 10), e questa volta protagonista è Maurizio Galante, nato a Latina nel 1963 e che si è fatto apprezzare soprattutto all’estero. Come stilista, ma anche designer, architetto d’interni, scenografo, paesaggista.

Due i francobolli, nominali da 58 e 95 centesimi a doppia versione gommata e autoadesiva, che invitano gli utenti ad interagire.

Per il primo, presentato attraverso lo slogan “colorie-moi”, viene suggerito di colorarlo come meglio si crede, dando il via libera alla propria creatività.

Con il secondo l’invito è “grave tes initiales d’amour”. Rivestito, tramite doratura a caldo, di una pellicola rossa, punta a perpetuare il più classico -anche se poco corretto- dei comportamenti: incidervi un messaggio o delle iniziali, come se si trattasse della corteccia di un albero o la superficie di un muro.

Il taglio più basso è proposto anche nella sgargiantissima versione fogliettata da cinque pezzi. Sul lato destro, la spiegazione di come intervenire sugli esemplari: senza parole, bastano pochi disegnini.

L’idea di personalizzare con il proprio estro (e pennarelli, matite o biro) cartevalori postali non è nuova. Tra i francobolli vanno citati, ad esempio, le produzioni di Hong Kong (autoadesivi da 1,30, 2,50, 3,10 e 5,00 dollari anche in foglietto del 18 novembre 2001 intitolati “Francobolli per bambini”), Nuova Zelanda (quattro autoadesivi da 1,50 dollari del 16 marzo 2004 “Disegna il tuo francobollo”), Paesi Bassi (tre esemplari da 39 centesimi in foglietto dell’1 settembre 2005 “Saluti”), Regno Unito (sei unità di prima classe anche con chiudilettera, allora equivalenti a 27 pence, del 4 febbraio 2003, “Occasions”), Svizzera (20+10, 70+30 e 90+30 centesimi del 9 settembre 1999; due da 20+10, uno da 70+35 e da 90+45 del 10 maggio 2000: entrambe le serie sono in foglietto e volte a promuovere la mostra filatelica “Naba 2000”). Generalmente, però, si prestano di più gli interi, perché offrono una superficie maggiore. Così hanno fatto Eire (quattro cartoline per l’interno da 15 pence del 31 agosto 1987 “Kiddy colour card”) e la stessa Francia (cartolina prioritaria per il mondo intero venduta a 7,00 franchi del 30 giugno 1997 “Ingénio”).


Il sito dello stilista (in inglese)
L'anno scorso il turno di Jeanne Lanvin
…il foglietto con cinque esemplari colorabili le istruzioni sono raffigurate sul lato destro dell'insieme
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