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Se desidera conoscerle in tempo reale, in qualsiasi momento può visitare la pagina www.vaccarinews.it, dove può trovare gratuitamente anche:

  • i programmi aggiornati di Italia, San Marino, Vaticano e Smom;
  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Gen 24 2014 - 00:55

Giornali, riviste e siti

Il ricordo di Nino Aquila

È uno degli argomenti toccati dall’ultimo numero di “Sicil-post magazine”, edito dall’Asps

Tra storia ed attualità

Il ricordo, a più mani, per Nino Aquila, scomparso il 17 settembre scorso. “Eponimo -si legge nell’editoriale- senza eguali della disciplina filatelica e storicopostale dell’isola, ed uomo dalla personalità culturale, artistica ed umana di spessore immenso”. È uno degli argomenti affrontati dall’ultimo numero, il 28, di “Sicil-post- magazine”.

Il semestrale dell’Associazione nazionale di storia postale siciliana apre, però, con la corrispondenza spedita via mare all’indomani dello sbarco dei Mille, articolo dovuto a Vincenzo Fardella de Quernfort. Si tratta -anticipa l’autore a “Vaccari news”- di uno stralcio del catalogo postale marittimo per le missive inoltrate fra il 1384 ed il 1862 dalla e per la Sicilia, attraverso i porti del Tirreno e del Mediterraneo. Un lavoro di ricerca “che ho iniziato una decina di anni addietro, ma che sto per completare”. Lo scopo è fornire ai collezionisti ed agli studiosi la possibilità sia di individuare con quale natante abbiano viaggiato le lettere delle proprie collezioni, sia il nome del comandante.

Tra gli altri temi del periodico, il rapporto che collega Messina all’Aeronautica (è firmato da Vincenzo Caruso e Giulio Santoro) ed il servizio postale sotto Federico di Svevia (ancora Fardella). Lungo le 56 pagine con illustrazioni a colori (25,00 euro), non vi sono soltanto soggetti classici. Ecco ad esempio l’approfondimento sulla mail-art del palermitano Maurizio De Simone nonché un’ampia sezione dedicata alle iniziative locali.


“Sicil-post” n°28 La scheda con l’indice
La scomparsa di Nino Aquila
Gen 23 2014 - 16:19

Dall'estero

Ma quanti sono i cremlini?

Intesi come fortezza, caratterizzano diverse città russe. Per domani, Mosca ne ha selezionati dieci, cui sono dedicati altrettanti francobolli. I collezionisti già li conoscono…

Uno dei francobolli usciti nel 2009

Piccolo viaggio tra i tanti cremlini della Russia. Se quello per antonomasia si trova nella capitale, il termine indica i generici castelli costruiti nello sterminato Paese e presenti nelle città di epoca medievale.

Alcuni di questi sono stati ripresi nei dieci francobolli autoadesivi ordinari che usciranno domani. Portano la firma di Alexander Kernosov e Khaniya Betredinova, sviluppandosi nei nominali da 1,00, 1,50, 2,00, 2,50, 3,00, 4,00, 5,00, 6,00, 10,00 e 25,00 rubli. Nelle immagini, le fortezze presenti ad Astrachan’, Zarajsk, Kazàn’, Kolomna, Rostov, Nižnij Novgorod, Novgorod, Pskov, Mosca e Rjazan’. Curiosa la sagomatura, che rammenta, naturalmente semplificandola e idealizzandola, l’essenza delle costruzioni citate.

Ripetono la serie uscita l’1 ottobre 2009, allora articolata in dodici tagli. Almeno per adesso mancano il 50,00 ed il 100,00 unità, richiamanti le sedi di Tobol’sk e Tula.

La differenza fra le due tirature -anticipano dagli sportelli- è data principalmente dalla forma del supporto su cui giace il singolo esemplare: la vecchia versione presenta gli angoli retti, la nuova (che riporta ancora il precedente millesimo) è sul lato esterno arrotondata. Inoltre, riferendosi al foglio con la serie completa, in un caso è da dodici e nell’altro da dieci.


Quattro dei dieci attesi per domani. Riportano ancora il vecchio millesimo, ma il supporto del singolo esemplare presenta parte dei bordi arrotondati
Gen 23 2014 - 14:24

Notizie dall'Italia

Tematici verso Vasto. Guardando oltre

Il Cift vuole tornare ai 500 soci: messa a punto una serie di iniziative in grado di rilanciare il sodalizio

Sarà “Vastophil”, in calendario dal 9 all’11 maggio, il primo banco di prova per i tematici che aspirano a competere durante “Italia 2015”. Intanto, anche l’associazione di riferimento, ossia il cinquantunenne Centro italiano filatelia tematica, affila… le armi.

L’intento è recuperare soci, tornando a quota 500; ora sono 390. “Per raggiungere l’obiettivo -annuncia l’attuale presidente, Paolo Guglielminetti- abbiamo individuato alcuni incentivi”. Ad esempio, dimezzare la quota, oggi di 40,00 euro, sia a vantaggio di chi aderisce per la prima volta (riceverà inoltre una serie di omaggi, come pubblicazioni e materiale per le sue raccolte), sia al socio che eventualmente lo presentasse. Poi, ecco nuove formule espositive, che abbinano l’impostazione tradizionale, ossia fisica, ad una virtuale. Si aggiungeranno dei seminari di specializzazione.

Confermati i progetti collettivi, in grado di coinvolgere più persone su un’unica collezione. “L’esperienza sulla «Divina commedia», e poi quella dedicata alla Costituzione, hanno tracciato una strada particolarmente apprezzata, dai partecipanti e dal pubblico. Ora si sta lavorando al tema della sostenibilità, che contiamo di far debuttare in autunno a Roma. Un altro, diverso nei contenuti ma altrettanto stimolante, lo avvieremo molto presto: concerne la Grande guerra, di cui nel 2014 scocca il centenario”.

Ulteriori impegni, capaci di coinvolgere singoli iscritti, riguardano l’aggiornamento dell’annuario, la scansione da mettere sul sito della pubblicazione interna (il “Notiziario tematico”), una maggiore presenza alle mostre, il supporto per chi è ancora ai primi passi, il premio intitolato alla memoria di Michele Picardi, una serie di quaderni annuali volti ad illustrare gli aspetti filatelici e gli usi tematici di alcune tipologie di materiale.


La manifestazione di Vasto nel contesto dei preparativi per “Italia 2015”…
…ed il bando specifico, valido sino al 6 marzo
Cift - Il passaggio di consegne tra Luciano Calenda e Paolo Guglielminetti
Il Centro vuole rilanciarsi
Gen 23 2014 - 10:04

Dall'estero

Un corso per realizzare “valentine”

È quanto ideato negli Stati Uniti in occasione della tradizionale emissione per gli innamorati

Cuori e vortici

È rosso di passione il nuovo francobollo “Love” che gli Stati Uniti hanno varato, il 21 gennaio, in vista della tradizionale ricorrenza dedicata a san Valentino. Con 46 centesimi (dal 26 ne occorreranno 49), si può portare a casa il “Forever” ed utilizzarlo per gli auspici di rito.

Madrina del varo è stata l’attrice Bella Thorne, ma l’attenzione si è concentrata anche sulle modalità per confezionare una lettera che non passi inosservata. Per questo è stato organizzato un approfondimento, così da scoprire come crearsi delle “valentine” fatte a mano.

Coerentemente, l’immagine dentellata si ispira alla tradizione popolare di intaglio della carta. Il cuore bianco centrale ne include uno rosa più piccolo e seghettato sul lato sinistro. Attorno, richiami vorticanti ed ulteriori cuoricini, incorniciati da un motivo che rammenta il taglio con le cesoie. Il bozzetto è stato messo a punto dall’art director Antonio Alcalá, partendo da un’illustrazione dovuta al grafico che si firma Q.Cassetti, la cui presenza web, in questo momento apre sull’esemplare.


Le “valentine” spiegate da Giannarosa Righetti Mazza
Q.Cassetti (in inglese)
Usa - Confermati gli aumenti tariffari; entreranno in vigore il 26 gennaio
Gen 23 2014 - 00:37

Notizie dall'Italia

A Brebbia la raccolta firme, a Roma l’interrogazione

Oggetto, i disservizi riscontrati nel Varesotto. A presentare il documento alla Camera è stato Angelo Senaldi (Pd)

La lente sul Varesotto (nella foto, l’ufficio di Gallarate)

Brebbia (Varese) - Le firme per protestare contro i disservizi postali si raccolgono in biblioteca, martedì (dalle ore 14.30 alle 19), mercoledì (10-12), giovedì (14.30-19), sabato (9-12, oltre al gazebo in piazza del Municipio, attivo lo stesso giorno tra le 9 e le 12.30). Ricordando che per aderire è necessario mostrare il proprio documento di identità.

È una delle conseguenze dell’incontro tenutosi il 18 gennaio, al quale hanno aderito trentatré delegazioni di altrettanti Comuni della zona.

Intanto, il deputato del Partito democratico Angelo Senaldi si è mosso con un’interrogazione parlamentare. È stata sottoscritta -annuncia- anche da colleghi di altre aree, poi indirizzata al ministero per lo Sviluppo economico. “Tanti sindaci di piccoli e medi centri sparsi per tutto il territorio nazionale hanno denunciato come il disservizio si sia aggravato a seguito di riorganizzazioni” in cui l’unica logica seguita da Poste è stata economica, del contenimento dei costi tramite la diminuzione del personale, “senza tenere conto dei gravi effetti sulla qualità”: più lunghi tempi di attesa allo sportello, corrispondenza non recapitata o recapitata con molto ritardo soprattutto nelle comunità minuscole o nelle frazioni.

“Sempre più numerosi i cittadini che denunciano il ricevimento di ingiunzioni di pagamento o le ordinarie bollette delle utenze oltre le date di scadenza, trovandosi quindi senza colpa in situazioni di morosità con l’aggravio dei costi delle penalità di mora, per non parlare dell`ultimo caso apparso sulla stampa nazionale di un malato che ha ricevuto comunicazione della diagnosi dopo un mese dall`invio per posta del referto dell`esame medico”.

Adesso, con l’operatore ancora in mani pubbliche, “è il momento per ripensare l`organizzazione del servizio ed eliminare disfunzioni che non solo costituiscono un danno agli utenti ma che non fanno onore alle Poste e al sistema Paese”.


Brebbia, le decisioni scaturite dall’incontro
Il caso del referto medico ritardato
Privatizzazione: l’altro ieri il viceministro Antonio Catricalà alla Camera
Gen 22 2014 - 18:02

Notizie dall'Italia

Stati generali - Un comitato operativo presto al lavoro

Approfondirà alcune delle tante proposte emerse ieri a Roma. Positivo il giudizio degli organizzatori, riuniti nell’Afip

Ieri a Roma il primo appuntamento

Alla fine, il viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà, non ha presenziato agli Stati generali della filatelia, perché (news precedente) nelle stesse ore era impegnato alla Camera dei deputati con il faldone dedicato alla privatizzazione di Poste. In ogni caso, i partecipanti all’appuntamento vissuto ieri a Roma hanno registrato un clima di collaborazione, che fa ben sperare. Si può ritenere -ha commentato per i promotori il presidente dell’Associazione filatelisti italiani professionisti, Andrea Mulinacci- “un buon punto di partenza. Ciò che è apparso immediatamente evidente è la grande volontà di fare. Sono state individuate delle azioni di breve e lungo periodo, per le quali il pool valuterà l’effettiva realizzazione”.

Al tavolo, i delegati del medesimo Mise, di tutte le quattro amministrazioni postali dell’area (Italia, San Marino, Vaticano e Smom), dei commercianti (Afip, Borsa filatelica nazionale e Bolaffi), degli esperti (Associazione periti filatelici italiani professionisti), dei circoli (Federazione fra le società filateliche italiane) e dei giornalisti (Unione stampa filatelica italiana).

Obiettivo “è far crescere il numero degli appassionati, per uno degli hobby ancora oggi fra i più gettonati al mondo, interrogandosi sul perché collezionare francobolli”. “È la prima volta che ci siamo confrontati in questo modo”, ha dichiarato la responsabile filatelia di Poste italiane, Marisa Giannini. Nel passato (a Riccione nel 2006 e in Vaticano due anni dopo) si sono svolti appuntamenti paragonabili, ma che non prevedevano sviluppi ulteriori dal semplice intervento di conferenzieri.

Tra le idee emerse, una pubblicazione destinata agli insegnanti, la produzione di trasmissioni televisive di diverso tipo (come ad esempio il quiz), un portale internet, una società di scopo per acquistare i francobolli che sono in eccedenza sul mercato, la partecipazione a fiere di altri settori, un regalo coordinato per chi scrive la letterina a Babbo Natale, l’emissione con sovrapprezzo, una “app” dedicata, e soprattutto una maggiore comunicazione.

I rappresentanti di Afip, Bolaffi e Poste si troveranno in un comitato ristretto che, in base al budget disponibile, proporrà alcune iniziative. A ruota, si terrà un secondo incontro degli Stati generali.


Camera - La giornata di Antonio Catricalà
I precedenti incontri di Riccione…
…e Vaticano
Vi hanno partecipato i delegati di tutte le principali categorie attive, a vario titolo, nel settore
Gen 22 2014 - 15:09

Notizie dall'Italia

Due mesi per avere il decreto in “Gazzetta”

È la stima che il viceministro Antonio Catricalà ha formulato per il provvedimento di privatizzazione riguardante Poste. E poi…

Antonio Catricalà durante il suo intervento

Privatizzazione di Poste italiane protagonista, ieri, alla commissione che presso la Camera dei deputati si occupa del settore. A dare il quadro attuale è stato il viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà.

Dietro, un gigante che ogni giorno tratta 50 milioni di operazioni, 220mila pacchi ed oltre 14 milioni di lettere, cui si aggiungono, ad esempio, 26.400 postini telematici, 400 miliardi di risparmio gestito e 2,8 milioni di clienti per Poste mobile.

I termini esatti della transizione verso il mercato -ha detto il rappresentante del Governo- saranno definiti dal Consiglio dei ministri. L’Esecutivo lavorerà su una bozza di decreto preparata dal ministero dell’Economia e delle finanze in concerto con lo stesso Mise; poi il documento andrà alle commissioni parlamentari. Tornerà a palazzo Chigi per l’approvazione definitiva e la pubblicazione in “Gazzetta ufficiale”. Tempo previsto: due mesi. Più lunga -si parla di cinque o sei mesi- la fase destinata alla messa a punto per la presentazione alla Consob e alla Borsa.

Tra gli aspetti che in ogni caso sono da completare, figurano il rinnovo del contratto di programma (che deve mettere in correlazione costi e ricavi) nonché della convenzione con Cassa depositi e prestiti, scaduta nel 2013.

Confermata la decisione di mantenere l’unitarietà del gruppo, conservando sia il controllo, sia la maggioranza del capitale. Ed altrettanto confermata la scelta di garantire la presenza dei lavoratori, com’è accaduto già in Austria, Belgio, Germania, Portogallo e Regno Unito (non nei Paesi Bassi, dove l’intero pacchetto azionario è stato immesso sul mercato). I soldi che si ricaveranno dall’operazione serviranno al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

La privatizzazione -ha aggiunto- è “una brutta parola”, se messa in relazione ad altri episodi del passato, in particolare a Telecom. In questo caso, ci si aspetta servizi migliori ed un’offerta più ampia.

Tra gli onorevoli presenti non sono mancate le lamentele, perché il quadro offerto è ancora troppo generico.


Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta
Il via al confronto
Quota ai lavoratori: il rilancio della Cisl
Gen 22 2014 - 10:04

Dall'estero

Al via i negoziati Serbia-Ue. E scatta la celebrazione dentellata

Belgrado - Emesso ieri il simbolico francobollo che testimonia il nuovo passo in avanti della politica estera nazionale

La nuova carta valore

Guardando il calendario, è trascorso appena un quindicennio da quando Belgrado (era il 27 marzo, il 7 ed il 9 aprile 1999) emise i francobolli “target” per protestare contro i bombardamenti occidentali sul suo territorio. Sembra, però, che il tempo passato sia di secoli, e ieri la Serbia ha sottolineato con una nuova carta valore l’ulteriore passo in avanti della sua politica estera. Celebrando, attraverso un 22,00 dinari, l’apertura della tanto auspicata fase negoziale con l’Unione Europea. Obiettivo: entrare nel consesso.

L’immagine, su cui ha operato Jakša Vlahović, è ovviamente simbolica: le bandiere dell’Ue e della Serbia sono ancora lontane, ma unite da un anello; sullo sfondo, ecco la cartina del Vecchio continente.

Alla seduta del Consiglio europeo tenutasi il 28 giugno 2013 fu deciso -ricordano dalla città balcanica- di avviare il confronto entro questo gennaio, e così è stato: la conferenza intergovernativa si è aperta il 21 a Bruxelles. Rappresentando il segnale per intensificare i preparativi e permettere l’ingresso nell’Ue in un futuro vicino. Al tempo stesso, innescando tutta una serie di allineamenti in campo giuridico, economico e sociale. Una chance unica “per diventare un moderno Stato europeo”.


Quindici anni fa i “target” dentellati
Gen 22 2014 - 00:21

Libri e cataloghi

Destinatario, Mussolini

Alberto Vacca ha selezionato alcune fra le lettere, i telegrammi e le cartoline che gli italiani scrissero al dittatore

Gli italiani al duce

Milioni furono le lettere, i telegrammi e le cartoline spediti dagli italiani, durante il Ventennio, a Benito Mussolini. Tutti -spiega lo storico Mario Avagliano nella prefazione del libro “Duce! Tu sei un dio!”- confluivano alla sua segreteria particolare, in una serie di fascicoli che lo stesso dittatore denominò “Sentimenti per il duce”. Qui, venivano smistati affinché ai mittenti fossero destinate risposte benevoli.

Oggi, quei materiali sono custoditi presso l’Archivio centrale dello stato, in un fondo che “stranamente è stato poco o per nulla esplorato” dagli specialisti. Eppure, considerando il carattere disinteressato e la spontaneità, “sono lo specchio più fedele di quanto sia stato pervasivo il mito e il culto”.

Il volume, edito da Baldini & Castoldi (16,90 euro), è curato dallo studioso del periodo Alberto Vacca. Nelle corrispondenze selezionate lungo le 304 pagine si trova di tutto: l’ammiratore che mette a disposizione il suo naso qualora ne avesse avuto bisogno dopo un fallito attentato; i parroci che salutano in lui l’alfiere della guerra “contro i «senza Dio»” e gli consigliano di mettere la croce sulle armi come fece a suo tempo Costantino contro Massenzio; i piccoli balilla che lo ricordano nelle loro preghiere; i genitori che offrono il figlio appena nato come futuro braccio al servizio dell’Impero.

I testi sono trascritti; i documenti originali non vengono riprodotti.


Una busta indirizzata a Benito Mussolini, partita da Milano per Roma il 2 novembre 1929 (archivio Vaccari)
Gen 21 2014 - 19:18

Notizie dall'Italia

Lo sbarco per raggiungere Roma

Settant’anni domani l’operazione “Shingle”, che avrebbe portato gli alleati ad attaccare Anzio e Nettuno. Annunciati due manuali

Sarebbe scattata il 22 gennaio 1944 l’operazione “Shingle”, con cui gli alleati, principalmente Regno Unito e Usa, decisero di aggirare la linea difensiva tedesca “Gustav”, estesa tra la foce del Garigliano sul mar Tirreno ed Ortona sull’Adriatico. In questo modo, si pensava che Roma sarebbe stata raggiunta presto. Invece, la liberazione della capitale avvenne solo il 4 giugno seguente.

Comunque, nella zona di Anzio e Nettuno si aprì un nuovo fronte, che presto verrà ricordato anche con due annulli. Uno proprio ad Anzio domani, richiesto dal Centro di ricerca e documentazione sullo sbarco e la battaglia (sarà impiegato dalle ore 11 alle 18 nello spazio allestito in via di Villa Adele 1, nel contesto del locale Museo).

Il secondo sarà disponibile a Latina l’1 febbraio dalle 15 alle 19, presso il Museo Piana delle Orme a Borgo Faiti (via Migliara 43,5). Quest’ultimo cita pure la battaglia vissuta tra il 29 ed il 30 gennaio nella zona di Isolabella e mirata a conquistare Cisterna.


Il Museo dello sbarco di Anzio
Il Museo di Piana delle Orme - La visita di “Vaccari news”
Tra i recenti annulli in tema, il ricordo dei fratelli Cervi
I due annulli, riguardanti le operazioni belliche vissute settant’anni fa tra Anzio e Nettuno
Gen 21 2014 - 15:47

Notizie dall'Italia

Privacy - Il Garante “bacchetta” Poste

I controlli sulla clientela -dice- debbono “essere proporzionati al profilo di rischio del cliente e alle caratteristiche dell’operazione da effettuare”

Il Garante interviene su un controllo ritenuto eccessivo

“I controlli antiriciclaggio effettuati da banche e intermediari finanziari devono rispettare le garanzie previste dalla normativa sulla riservatezza ed essere proporzionati al profilo di rischio del cliente e alle caratteristiche dell’operazione da effettuare”.

È quanto stabilito dal Garante per la protezione dei dati personali, che ha ordinato a Poste italiane di modificare in questo senso la propria rete informatica e di istruire adeguatamente il personale. Ora il sistema dell’operatore prevede un blocco automatico allo sportello per tutte le operazioni superiori ad un certo importo e verifiche non solo sugli effettivi titolari dei rapporti ma anche sui semplici esecutori di un’operazione.

Il caso è stato portato all’attenzione dell’Autorità da un dipendente pubblico che si era recato all’ufficio postale per effettuare un versamento di poche migliaia di euro per conto del Comune presso il quale lavora (un acquisto di buoni lavoro da assegnare ad alcuni pensionati).

In tale occasione, l’addetto, anziché limitarsi a “identificarlo” come semplice esecutore di una commissione intestata all’Ente, ha aperto una verifica nei suoi confronti e analizzato i suoi rapporti personali con Poste (il conto corrente cointestato con il padre ed una tessera prepagata). Il dipendente si è allora rivolto al Garante per la privacy, lamentando una “palese intromissione” nella sfera di riservatezza per aver subìto controlli ingiustificati. Per completare l’operazione, gli era stato richiesto, inoltre, di aggiornare i dati personali relativi al suo conto corrente.

Nell’accogliere i rilievi sollevati dall’interessato, l’Autorità ha considerato “illecito il comportamento di Poste e ha prescritto alla società di adottare opportune misure formative e tecnico organizzative in grado di prevenire trattamenti di dati personali che esulino dal criterio dell’«approccio basato sul rischio» fissato dalla normativa antiriciclaggio”. Secondo il Garante, infatti, i controlli alla clientela, cui sono tenuti gli intermediari finanziari in base alle norme antiriciclaggio, oltre a rispettare le garanzie stabilite dalla normativa in materia di protezione dei dati personali, devono anche risultare “proporzionati” al rischio di riciclaggio, rapportato al tipo di cliente e all’operazione che intende effettuare. Criterio disatteso nel caso in esame.


Gen 21 2014 - 08:32

Appuntamenti

Non solo Trieste. Pure Piacenza e Nova Milanese

Accanto alle due esposizioni allocate nella città giuliana, il convegno commerciale in Emilia-Romagna e la mostra storica nel centro lombardo

Trieste particolarmente impegnata con le mostre filateliche. In questo momento, ne propone ben due, nello stesso edificio a qualche metro di distanza l’una dall’altra. Fino al 28 febbraio il Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa accoglie ancora “San Dorligo della Valle-Dolina - 140 Anni di storia postale”, mentre ha aperto il giorno 17, e resterà raggiungibile sino al 31 gennaio presso lo spazio filatelia, l’allestimento collegato al progetto “Filatelia nelle carceri”.

Di natura differente è l’offerta di Piacenza expo. Che, nella propria sede sulla strada Statale 10 (frazione Le mose), dal 24 al 25 di questo mese firmerà la “32ª Fiera piacentina di filatelia, numismatica e cartolinafilia”. Il convegno commerciale, con un’ottantina di operatori, sarà raggiungibile venerdì tra le ore 11 e le 18, sabato tra le 9 e le 17. Le iniziative associate prevedono ad esempio la mostra per i quarant’anni di Lupo Alberto (il giorno 24 Silver, al secolo Guido Silvestri, sarà presente per firmare autografi) ed un’altra con ottocento cartoline dedicate a Diabolik.

Storico -pensando al “Giorno della Memoria” previsto per il 27 gennaio ed al “Giorno del Ricordo” in calendario per il 10 febbraio- è invece il percorso voluto dal Centro italiano filatelia resistenza a Nova Milanese (Monza e Brianza). S’intitola “Shoa, foibe… e poi calò la notte. La filatelia racconta” e verrà ospitato, dal 25 al 15 febbraio, presso il centro di cultura Villa Brivio, in piazzetta Vertua Prinetti 4. Qui, Stefano Domenighini, Egidio Errani e Giuseppe Bruno Intra metteranno a disposizione dei visitatori bandi e proclami, quotidiani, francobolli, interi postali, affrancature meccaniche e cartoline del periodo storico che riguarda la Seconda guerra mondiale. La struttura è disponibile da martedì a sabato nella fascia 9-18.

Tutte le iniziative segnalate non prevedono un biglietto d’ingresso.

Aggiornamento del 28 febbraio 2014: la mostra di Trieste resterà aperta fino al 20 marzo.


Trieste, la mostra di storia postale…
...e quella afferente il progetto “Filatelia nelle carceri”
Silver ed i “suoi” francobolli
Nel fine settimana, anche Piacenza; tra le iniziative collegate, il quarantesimo anniversario di Lupo Alberto
Gen 21 2014 - 01:08

Notizie dall'Italia

Il marketing elettronico riscopre i francobolli

Poste italiane suggerisce di miscelare strategie e strumenti fisici e virtuali. Intanto, “gioca” con le cartevalori

Marketing - Il “francobollo” fisico…

È bizzarro come Poste italiane, da un punto di vista meramente operativo senza torto, cerchi di limitare l’uso dei francobolli, ma al tempo stesso titilli l’immaginario collettivo richiamandoli quando serve alla medesima società.

L’ennesima dimostrazione è nella scelta comunicativa per il “Target day”, momento di confronto con le aziende volto a presentare i servizi più nuovi ai potenziali clienti.

Già gli inviti arrivati col portalettere, anche se misurano 15x21x1 centimetri, citano senza ombra di dubbio le cartevalori postali. La tradizione con la tecnologia: vi è un codice “Qr” che, fotografandolo, porta al sito dedicato. Il quale, a sua volta, nella “home page” mostra altri esemplari dentellati, fra cui uno da impiegare per inserire la propria foto.

Gran parte delle strategie di comunicazione -viene spiegato- oggi sono basate “su un utilizzo creativo delle nuove tecnologie digitali che consentono interazioni rapide, stimolanti e «paritetiche» con il consumatore finale”. Fenomeno che, però, non è privo di controindicazioni: “espone le aziende ed i brand-owners a rischi talvolta non adeguatamente considerati. Attacco alla reputazione, virtualità e fragilità di una relazione per sua natura poco tangibile, sono elementi di riflessione per chiunque debba trovare un proprio spazio ben radicato nella mente dei consumatori”. Il suggerimento dell’operatore è miscelare strategie e strumenti di direct marketing fisici e virtuali.


Il divieto di impiegare, per alcuni supporti, le cartevalori
L’uso delle macchine affrancatrici, sperando di aumentare i flussi di corrispondenza
…e quelli virtuali. Tali richiami sottintendono un’antica tradizione
Gen 20 2014 - 20:12

Notizie dall'Italia

Diagnosi medica giunta in ritardo

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “È una vicenda su cui bisogna fare immediatamente chiarezza”. A ruota, le scuse di Poste italiane

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

“È una vicenda su cui bisogna fare immediatamente chiarezza e chi ha sbagliato deve assumersi tutte le sue responsabilità. Si tratta di un episodio vergognoso che in Veneto non deve più accadere. Voglio essere chiaro: non accetterò che nulla e nessuno si frapponga all’efficacia e all’efficienza della sanità veneta”.

Così il presidente della Regione, Luca Zaia, ha commentato il caso di una consegna postale giunta in ritardo. Ritardo di un mese per un incartamento con la diagnosi di tumore ad una trevigiana. “Questa donna -ha proseguito- ha ritardato la propria terapia senza motivo. Non si può giocare con la salute dei cittadini in questo modo” e lasciare che gli esiti di un esame finiscano in una pila di corrispondenza dimenticata.

A ruota, è giunta la replica della società presieduta da Giovanni Ialongo. Che si definisce “profondamente rammaricata per l’episodio di Mareno di Piave e porge le sue scuse più sincere alla signora per l’accaduto”. “Il ritardo -viene spiegato- scaturisce da una serie di circostanze concomitanti, originate da un picco di lavorazioni per via delle festività natalizie e dalla improvvisa assenza di numerosi portalettere. A causa di questo, il plico -affrancato il 31 dicembre scorso- è rimasto depositato nell’ufficio postale in attesa di consegna”.


L’accordo con Poste per il settore sanitario
Gen 20 2014 - 18:24

Dall'estero

Finlandia col sorriso sulle labbra

Fra le serie uscite oggi, si fanno notare il francobollo con i pupazzi di neve e quelli caratterizzati dagli orsacchiotti

Janne Harju...

Nevica, in Finlandia. Perlomeno a giudicare dal francobollo autoadesivo uscito oggi e raccolto in libretti pieghevoli da dieci pezzi ed altrettante etichette per le spedizioni prioritarie. Dovuto all’illustratore Janne Harju, propone due allegri pupazzi di neve ed è utile per inviare lettere (serve infatti con la prima classe, ora 1,00 euro) in questi giorni d’inverno.

Tra le emissioni odierne, si fa notare pure quella realizzata in vista della festa riguardante san Valentino. La serie è composta da sei cartevalori, sempre per lo stesso servizio, ancora autoadesive e raccolte in foglietto su cui ha operato Markku Kyröläinen. Per una volta, niente cuoricini, ma dei teneri orsacchiotti che suonano, danzano e, soprattutto, corrispondono attraverso carta, penna e regolare affrancatura. Sono firmati Henna Takkinen, una specialista nel tratteggiare questi animali, capaci -spiegano da Helsinki- di richiamare pace, amore, amicizia e ricordare il prossimo. La confezione si completa con quattro autoadesivi destinati magari a caratterizzare le buste.


I recentissimi cuori dentellati francesi
...ed Henna Takkinen: sono loro ad aver caratterizzato le due nuove emissioni finlandesi
Gen 20 2014 - 14:39

Dall'estero

Praga augura buona fortuna

Un cane che mangia il quadrifoglio. È l’inconsueta immagine per un inconsueto tema

Ci sono francobolli ideati per annunciare le nascite, appuntare i matrimoni o formulare le condoglianze. Altri si rivolgono agli innamorati. Tanti, invece, si concentrano sulle ricorrenze, quelle di fine anno in testa. Nel quadro, si fa notare la Repubblica Ceca.

Oggi ha emesso un francobollo che rappresenta un cane ritratto mentre mangia un gigantesco quadrifoglio, modo sottile per augurare la buona fortuna.

Il foglio contiene nove esemplari e dodici etichette; queste ultime mostrano in nove casi un altro quadrupede intento alla… lettura, oppure uno o tre quadrifogli. La stessa bandella è fornita anche in bianco per il servizio dei personalizzati.

Completa l’immagine della carta valore, dovuta a Jiří Slíva, la lettera “A”, sintetica indicazione per la tariffa richiesta con una lettera ordinaria entro i cinquanta grammi, destinata nel Paese. Ora il costo del relativo servizio equivale a 13,00 corone.


Auguri per tutti i casi: l’“Anno del cavallo”…
…il Natale…
…gli innamorati
L’esemplare ed i tre tipi di vignetta
Gen 20 2014 - 10:03

Appuntamenti

Pure a Napoli richiami postali particolari

Museo minimo - In essere sino al 14 febbraio la mostra “Collezione/archivio del francobollo e della cartolina d’artista”

Uno dei lavori in mostra

Francobolli d’artista protagonisti in Campania. Se lo spazio Ophen virtual art gallery di Salerno propone “I messaggeri di Mauro Molinari” (fino al 30 marzo), il Museo minino di Napoli offre “Collezione/archivio del francobollo e della cartolina d’artista” (fino al 14 febbraio).

Curata da Giancarlo Da Lio e Roberto Sanchez, vede coinvolti per la categoria… dentellata Tiziana Baracchi, Marcello Diotallevi, Gama Foga e Roberto Sanchez (Italia); Helmut King (Austria); Dale Roberts e Ed Varney (Canada); Peter Küstermann, Angela Pähler, Tic Tac e Petra Weimer (Germania); Ko De Jonge ed Ever Arts (Paesi Bassi); Yuri Gik (Russia); Reed Altemus, Ginny Lloyd e Zoe Elizabeth Zois (Stati Uniti).

Quanto alla parte cartofila, ecco Tiziana Baracchi, Mariano Bellarosa, Enzo Bergamene, Mirta Caccaro, Franco Canale, Tonia Copertino, Adriana De Manes, Fabio Donato, Francesco Esposito, Luciano Ferrara, Selvaggia Filippini, Maurizio Follin, Gabriella Gallo, Lucia Gangari, Oreste Lanzetta, Lucio Luongo, Riccardo Marassi, Walter Pennacchi, Paola Rivabene, Claudio Romeo, Roberto Sanchez, Vauro, Carla Viparelli ed Oreste Zevola (Italia); Luc Fierens (Belgio); Paul Tiilila (Finlandia); Yolaine Carlier, Michel Della Vedova e Rémy Pénard (Francia); Karl-Friedrich Hacker, Henning Mittendorf e Tic Tac (Germania); Stephanie Turnbull (Regno Unito).

Dietro, una situazione da “antica memoria fiabesca”, come la definisce lo stesso Giancarlo Da Lio. “Un infinito libro dell’arte che può essere sfogliato con rispetto, amore, dedizione da parte di chi ama conservare per far conoscere sempre nuovi messaggi artistici”, commenta riferendosi alla prima categoria. Le cartoline, invece, “sembrano resistere solo nelle città d’arte e tra gli artisti visivi desiderosi di pubblicizzare e immortalare le proprie opere. Cartoline che finiscono per essere usate nei modi più diversi, oppure gettate via senza alcun rispetto”.

La struttura ospite si trova a Fuorigrotta, in via detta San Vincenzo 3 angolo via Leopardi 47. È aperta gratuitamente lunedì e mercoledì tra le ore 15 e 18, martedì, giovedì e venerdì tra le 9 e le 12.


La mostra “I messaggeri di Mauro Molinari”
Fino al 14 febbraio, a Napoli. È Collezione/archivio del francobollo e della cartolina d’artista”
Gen 20 2014 - 00:51

Dall'estero

Cricket: nuova vittoria e nuova serie

La storica gara tra Australia ed Inghilterra, gli Ashes, è stata conquistata ancora una volta dalla prima squadra. Ed oggi arriva l’omaggio dentellato

Nuova vittoria agli Ashes e nuova emissione celebrativa, che anche questa volta giunge dall’Australia.

Il 5 gennaio ha conquistato, superando tutti i test previsti, la storica sfida a due con l’Inghilterra, e per oggi è attesa la commemorazione. Si tratta di due tagli, da 0,60 e 2,60 dollari nazionali, raffiguranti la coppa originale e l’équipe di cricket con l’attuale trofeo. Tra i diversi articoli, il foglio da cinquanta uguali, il foglietto con una serie, il minifoglio da cinque del nominale più alto in versione autoadesiva.

“Come squadra -è il commento giunto dall’allenatore, Darren Lehmann- siamo orgogliosi che Australia post abbia scelto di riconoscere in questo modo il trionfo”. “Si aggiunge all’incredibile supporto del pubblico che abbiamo ricevuto lungo tutta l’estate e che senza dubbio ha contribuito al successo”.


La sfida a suon di cartevalori: il richiamo dell’Australia del 2007…
…e quello del Regno Unito uscito due anni prima
La coppa e la squadra: la serie, qui nella versione fogliettata, porta la data di oggi
Gen 19 2014 - 13:03

Notizie dall'Italia

Stati generali - Atteso il viceministro Antonio Catricalà

Anche il dicastero allo Sviluppo economico ha aderito all’iniziativa voluta dall’Afip

“Il confronto su idee ed esigenze delle diverse realtà operanti nel settore filatelico, punto di partenza per una auspicabile fattiva collaborazione”. È questo l’obiettivo degli Stati generali della filatelia, il cui momento di avvio si svolgerà a Roma il 21 gennaio.

L’ha annunciato il presidente dell’Associazione filatelisti italiani professionisti, Andrea Mulinacci. Perché sono stati i commercianti a proporre, e poi ad organizzare, l’inconsueta esperienza. Alla quale ha dato l’adesione il viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà. Ossia il delegato governativo che si occupa del comparto postale.

“Qualsiasi operazione che si riterrà necessario concretizzare per implementare il numero dei collezionisti -ha aggiunto l’incaricato dell’Afip- dovrà passare attraverso una collaborazione sinergica tra tutti i maggiori attori del nostro settore che abbiamo voluto invitare, perché solo le competenze specifiche di ognuno di noi, messe insieme, garantiranno il miglior successo”.

Nessuna delle parti coinvolte si è tirata indietro. La rappresentanza del dicastero si completerà con il presidente della Commissione per lo studio e l’elaborazione delle cartevalori postali Angelo di Stasi; per Poste italiane filatelia ci saranno la responsabile, Marisa Giannini, con Andrea Alfieri e Raffaella Dionisi; dall’Ufficio filatelico e numismatico di San Marino arriverà la responsabile ai servizi amministrativi Rosemarie Stacchini, mentre da quello del Vaticano il capo Mauro Olivieri, coadiuvato da Nicola Di Foggia e Fabrizio Guarniera. Le Poste magistrali contribuiranno con il direttore Marcello Baldini.

Per l’Associazione periti filatelici italiani professionisti sono stati annunciati il presidente Giorgio Colla ed il membro Manuela Sorani, per la Federazione fra le società filateliche italiane il presidente Piero Macrelli ed il vice Bruno Crevato-Selvaggi, per l’Unione stampa filatelica italiana il presidente Danilo Bogoni ed il consigliere Fabio Bonacina. Infine, il lato commerciale: vi saranno il presidente della Borsa filatelica nazionale Sebastiano Cilio, l’amministratore delegato della Bolaffi Giulio Filippo Bolaffi e naturalmente il “padrone di casa”, ossia lo stesso rappresentante Afip.


La convocazione...
...le prime adesioni
Appuntamento a Roma
Gen 19 2014 - 01:12

Libri e cataloghi

La Grande guerra vista da Tommaso Cascella

Sono trentasei le cartoline repertoriate, tutte riprodotte a grandezza naturale ed a colori, Vengono anticipate da due interventi critici

Omaggio all’artista

Trentasei reperti, riprodotti a colori ed a grandezza naturale. Sono compresi nel catalogo “Le cartoline della Grande guerra di Tommaso Cascella”, edito da Noubs (44 pagine, 15,00 euro).

I soggetti, che gli specialisti conoscono, vanno dai paesaggi alle manovre militari, dai feriti all’occupazione dell’Albania. Qui sono letti in un contesto unitario, volto a far emergere la figura del pittore. Dietro, la ricerca di Ennio Basilone, che poi ha donato il materiale al Museo “Basilio Cascella” di Pescara.

Esse -lo spiega nel suo intervento Gabriella Albertini- recano il logo della Croce rossa italiana, così da aiutarla nelle attività. Riproducono quadri autentici, che nel frattempo sono stati dispersi.

Disegnate o dipinte, in diretta dal fronte delle operazioni belliche -aggiunge Nicola Costanzo- “configurano un esercizio acuto e raffinato di frammenti del reale, nei quali speranze e timori si intrecciano mirabilmente, e vita e morte trionfano reciprocamente l’una sull’altra”. L’artista, “pur proiettato in una così dolorosa situazione, riesce a toccare quell’equilibrio lirico che, secondo la tesi crociana, è proprio della vera arte, la quale è sempre sintesi di un sentimento e di un’immagine”. Insomma, “ha saputo tradurre in immagini poetiche le diverse esperienze di quei tragici giorni”.


“Le cartoline della Grande guerra di Tommaso Cascella” La scheda
Gen 18 2014 - 23:37

Notizie dall'Italia

Trentatré i Comuni del Varesotto che chiedono un servizio migliore

Altrimenti valuteranno la possibilità di ricorrere alle vie legali contro Poste italiane e utilizzeranno, per le spedizioni massive, interlocutori privati

L’incontro si è svolto a Brebbia

Da Angera a Vergiate: trentatré rappresentanti di altrettanti Comuni del Varesotto insieme per cercare una soluzione ai disservizi di Poste italiane. Con la volontà, se necessario, di andare oltre alle proteste formali. È l’esito principale dell’incontro svoltosi oggi a Brebbia.

È stata rilevata -viene spiegato- “una situazione molto difficile e generalizzata, dove i servizi peggiorano progressivamente. La situazione è particolarmente grave per quanto riguarda la corrispondenza che non viene consegnata, perché negli uffici postali mancano portalettere e impiegati. È una emergenza che viene nascosta, taciuta, e addirittura negata dai responsabili aziendali. Ma le continue e reiterate denunce dei sindaci riportate dai giornali, le proteste che si allargano a macchia d’olio in tutta la provincia sono il segnale che il problema esiste e che la gente non tollera più questa situazione”. “Senza dubbio”, l’inconveniente “si è aggravato con la nuova riorganizzazione dello smistamento e del recapito imposta dalla direzione centrale”.

E poi, vi sono l’aumento delle code e dei tempi di attesa agli sportelli, dovuti “sia a carenze di personale che a procedure poco funzionali”. La scarsa qualità delle prestazioni, in particolare nei piccoli centri urbani e nelle frazioni, “ha raggiunto un livello di inaffidabilità mai riscontrato fino ad ora”.

Qualora il supporto non dovesse migliorare “in tempi ragionevolmente brevi”, i sindaci verificheranno la sussistenza di elementi sufficienti per aprire una vertenza legale, oltre a considerare proposte alternative, quantomeno per le spedizioni massive. Al via, infine, una raccolta firme per coinvolgere i cittadini.


L’annuncio
Gen 18 2014 - 18:31

Notizie dall'Italia

Malavita/2 In calo i furti

A sostenerlo, sempre l’indagine firmata dall’Abi: i casi che hanno visto entrare in azione i ladri sono stati 226, mentre i riusciti appena 60

Rimanendo alle statistiche, è difficile attaccare i postamat: su 55 eventi registrati nel 2012, appena 8 sono riusciti

Dopo le rapine (news precedente), il “Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria” dell’Associazione bancaria italiana riguardante il 2012 si sofferma sui furti.

Nei dodici mesi sotto la lente, per quel che concerne Poste ne sono stati registrati 226, ai danni dei vari tipi di locali o impianti di custodia valori degli uffici, pari ad un decremento del 5,4%. I furti riusciti sono stati solamente 60 (il 26,5%), ed hanno evidenziato una decisa riduzione, equivalente al 17%. In calo anche l’indice di rischio (1,65 furti ogni 100 sedi, contro un valore di 1,71 nel 2011) e l’ammontare totale sottratto (poco meno di due milioni di euro, ossia un -0,1%). Quanto al bottino medio per evento, è cresciuto, superando la soglia dei 32mila euro (+19,9%).

Il confronto con le banche, in questo comparto premia le poste: i dati riguardanti le prime (che registrano ammanchi più sostanziosi, statisticamente pari a 45mila euro) sono lievitati.

“Particolare preoccupazione” -dicono gli esperti- destano gli attacchi agli sportelli per il prelievo automatico, che hanno rappresentano l’80% dei furti totali ai danni delle banche ed il 24,3% di quelli delle poste. Per queste ultime, però, sono stati denunciati 55 assalti ai postamat (-5,2% rispetto al 2011), di cui solamente 8 riusciti. L’indice di rischio è sceso a 7,9 episodi ogni 1.000 macchine (-11,3%). Pure il ricavato medio ha subìto un decremento, per la precisione dell’11,3%, superando i 45mila euro. Da rilevare come, con riferimento alle modalità, il 38,2% sia stato condotto attraverso l’utilizzo di esplosivi ed il 34,5% avvalendosi dell’effrazione. I frangenti che hanno visto l’asportazione tramite ruspa o altri automezzi sono risultati il 27,3%.


I valori riguardanti le rapine
Furti dei mezzi: il controllo satellitare per disincentivarli
Gen 18 2014 - 06:26

Notizie dall'Italia

Malavita/1 Ogni cento uffici postali, 3,8 rapine

È uno dei dati riguardanti il 2012, messi in luce dal “Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria” dell’Associazione bancaria italiana

Nel 2012 le rapine ai danni degli uffici postali sono state 524

Nel 2012 le rapine ai danni degli uffici postali sono state 524, il 5,2% in più rispetto al precedente anno. Esordisce così, nel capitolo riguardante il comparto, il “Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria”, firmato dall’Associazione bancaria italiana.

Le rapine consumate, invece, sono risultate 401 (il 76,5% del totale), cifra pressoché stabile rispetto al 2011 (+0,5%). Con riferimento al numero di sedi presenti sul territorio, l’indice di rischio è stato pari a 3,8 ogni 100 (2,9 per gli attacchi andati a segno), contro un valore di 3,6 registrato nel 2011 (sempre 2,9 per gli effettuati).

Quanto al danno economico complessivo, è risultato pari a 4.724.768 euro (+0,5%), con un bottino medio per evento rimasto praticamente invariato: 11.782 euro.

Mentre per le banche è proseguito il trend decrescente, per le poste si è registrata un’inversione di tendenza; l’esito è che -riferendosi all’indice di rischio- entrambe le realtà si sono stabilizzate a 3,8. Le rapine in banca si continuano a caratterizzare per una redditività media più elevata (oltre 26mila euro), mentre continua a crescere in entrambi i casi la percentuale di attacchi falliti (pari a quasi un quarto).

A livello territoriale, la Sicilia è stata la regione maggiormente colpita: il 2012 ne ha contate 103, con un +119% rispetto al 2011. Seguono la Lombardia con 89 (+7,2%), la Campania con 64 (-1,5%), l’Emilia-Romagna con 50 (+35,1%) e la Toscana con 46 (+27,8%). La Sicilia è anche la regione con l’indice di rischio più elevato (12,5 rapine ogni 100 uffici postali), seguita da Campania (6,2), Emilia-Romagna (5,1), Lazio (5,0), Toscana (4,7) e Lombardia (4,5).

Scendendo a livello di provincia, “primeggia” Palermo con 47 episodi (+114%); si aggiungono Roma con 38 (-34,5%), Catania con 34 (+162%), Napoli con 30 (-17%) e Milano con 25 (-4%). Il Palermitano conta l’indice di rischio più alto: 28,5 rapine ogni 100 sedi. Scorrendo la lista, ecco poi Catania (24,8), Monza e Brianza (19,6), Bologna (13,5), Napoli (11,9) e Barletta-Andria-Trani (11,5).

Per quanto riguarda le modalità di esecuzione -prosegue il documento dell’Abi- è emerso che gli episodi sono avvenuti prevalentemente tra le ore 12 e le 14 (30,7% delle rapine) e tra le 7 e le 8 di mattina (14,5%).

La banda tipo è composta di due malviventi (50,8% dei casi) o uno (31,2%). Impiega armi da fuoco (59,2%) o da taglio (22,9%); più bassi (10,4%) i casi in cui si avvale solo di minacce.


I valori 2011 esaminati dalla Corte dei conti
La formazione del personale anche di fronte a questi eventi
Le telecamere in Sicilia
I dati del “Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria” si inseriscono in un contesto più ampio
Gen 17 2014 - 23:55

Appuntamenti

Verso “Italia 2015”

Il quadro degli appuntamenti definiti dalla Federazione fra le società filateliche italiane pensando alla manifestazione internazionale

Al lavoro per prepararsi al 2015

Federazione fra le società filateliche italiane in... fibrillazione, pensando ad “Italia 2015”. Tanto è vero che già ha messo a punto il calendario inerente i prossimi mesi. “Nel 2014 -viene spiegato- non si terrà una nuova edizione del Campionato cadetti per dare spazio alle esposizioni di qualificazione e nazionali”, utili per prepararsi all’appuntamento internazionale. In ogni caso, “è allo studio la realizzazione di un evento competitivo dedicato alla filatelia giovanile, aperto ai collezionisti esordienti, sia per partecipazioni individuali che collettive come quelle delle classi scolastiche”.

Gli allestimenti di qualificazione -già noti- si apriranno con Vasto (Chieti), dove dal 9 all’11 maggio verrà organizzata “Vastophil”, riservata agli studi di filatelia tradizionale (tutte le sottoclassi), tematica, astrofilatelia, interofilia e maximafilia. Seguirà, dal 23 al 25 dello stesso mese, “Aicpm-net”, ospitata a Verona nel contesto di “Veronafil” e riguardante la posta militare per qualsiasi specializzazione.

Due le nazionali. La prima -aggiunta ora- si svolgerà a Palermo dal 26 al 28 settembre e vedrà protagoniste storia postale classica e diacronica, tradizionale (tutte le sottoclassi) e maximafilia. Stando alla lista attuale, l’agenda si chiuderà dal 24 al 26 ottobre, con “Romafil”. Nel salone verranno ospitate le selezioni per storia postale moderna e contemporanea, tematica, astrofilatelia, interofilia e classe aperta. Entrambe accoglieranno sia lavori da sessanta-centoventi fogli, sia da un quadro; rappresenteranno le due ultime possibilità per approdare all’internazionale.

Il 22 marzo prossimo, infine, si svolgeranno, in occasione di “Milanofil”, i seminari rivolti a giurati e collezionisti, incentrati su astrofilatelia e interofilia.


Cadetti: a Milano la finale
I dettagli per Vasto...
...e Verona
Gen 17 2014 - 17:41

Notizie dall'Italia

Disservizi - Brebbia vuol fare sistema

Il centro del Varesotto ha invitato una trentina di sindaci della zona per affrontare insieme il problema del recapito. Domani l’incontro

Il sindaco, Domenico Gioia

Più di trenta sindaci della zona sono attesi domani a Brebbia (Varese). Lo scopo è “discutere dei problemi dovuti alle Poste ed individuare soluzioni condivise”.

L’obiettivo -aggiunge il sindaco, Domenico Gioia- è condividere con i colleghi un problema “che assilla, magari in modo e in forme diverse, tutte le nostre comunità. Mi riferisco alla scarsa qualità del servizio offerto”. Una faccenda che risale indietro nel tempo, visto che il primo cittadino si era già lamentato con Roma nell’agosto scorso, ma senza conseguire un reale miglioramento.

“Anzi -puntualizza- la situazione è ulteriormente peggiorata. Negli ultimi mesi il servizio di consegna della corrispondenza avviene molto saltuariamente e in modo assolutamente inadeguato… Ci sono intere zone e quartieri che non ricevono lettere o altre comunicazioni da ben prima delle vacanze natalizie”. E all’inconveniente si aggiungono le possibili sanzioni, dovute ai mancati o differiti pagamenti delle bollette e delle utenze.

“È una situazione insostenibile che, difficilmente, riusciremo a risolvere attraverso denunce individuali da parte di singole Amministrazioni”. Da qui l’idea di fare sistema, “vale a dire metterci insieme per concordare un’azione comune da portare avanti nei confronti di un gigante monopolista”.


La recente interrogazione parlamentare di Oreste Pastorelli
Recapito - I dati ufficiali
Gen 17 2014 - 14:26

Emissioni Italia

La fenice: cos’è successo, la situazione, le scelte

Davvero tanti i francobolli non dentellati presenti sul mercato. Il parere del presidente della Bfn, Sebastiano Cilio. Le decisioni delle aziende che fabbricano gli album

La curiosità, in particolare su internet, è alta, ma gli specialisti gettano... acqua sul fuoco. La notizia riguarda il francobollo dedicato al teatro La fenice.

I fatti: il 70 centesimi autoadesivo, inserito nella serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano” e riguardante i dieci anni trascorsi dalla riapertura della struttura veneziana, è uscito il 9 novembre scorso. Il decreto ministeriale, datato 30 agosto, precisa che la dentellatura è 11, “effettuata con fustellatura”.

Fin qui, la normalità. E, tutto sommato, il ritrovamento iniziale di una fornitura priva dei dentini non ha destato troppo interesse; è capitato nel passato e può capitare. Il problema è che adesso i non dentellati risultano parecchi, trovati in più parti d’Italia. Quindi, il fenomeno non sarebbe imputabile alla banale svista riguardante qualche foglio. Dall’Istituto poligrafico e zecca dello stato, che li ha prodotti, almeno per ora non giungono né dati, né spiegazioni concrete.

“I non dentellati -precisa il presidente della Borsa filatelica nazionale, Sebastiano Cilio, sentito da «Vaccari news»- sono stati trovati a Mantova, a Milano, in Sicilia, a Pisa, a Firenze, in Calabria, un po’ ovunque”. Com’è la situazione attuale? “Non ci sono più alle poste”. I prezzi? “Il dentellato si aggira sull’1,00 euro, l’altro sui 3,00 o 4,00”. Una differenza tutto sommato ridotta, e non è un caso se adesso ci si sta concentrando sulla versione con codice a barre, trattata attorno ai 40,00 euro.

Secondo lei, qual è il motivo di questa produzione anomala? “La mancanza di un passaggio di perforazione nella prima parte della tiratura; poi presumo se ne siano accorti e abbiano continuato con la fustellatura (che chiamiamo dentellatura). Tutte e due le versioni hanno la perforazione che divide un esemplare dall’altro, dunque quello senza la dentellatura è più largo”.

Conosce casi precedenti paragonabili? “Sicuramente lo 0,60 dei prioritari, dei quali ne esistono tantissimi non dentellati”. Produzioni minori riguardano quasi tutti gli altri tagli della stessa serie.

Vanno considerati due francobolli diversi o il secondo rappresenta una semplice varietà del primo? “Quasi tutti i collezionisti l’hanno trovato in posta e comunque sono proprio diversi, soprattutto se li si attacca su una busta!”.

Differente è la scelta dei produttori di album: considerano un solo esemplare. Però, Abafil dice che, volendo, c’è spazio anche per il secondo, mentre Master phil e Marini suggeriscono, a chi lo desidera, un foglio a parte, magari neutro. Dal canto suo, Bolaffi rinvia ogni decisione a fine febbraio.


I dettagli dell’emissione
Le due versioni del francobollo, con (evidenziata dalla freccia) e senza dentellatura. Naturalmente, entrambe hanno la tratteggiatura per agevolare la separazione di un esemplare dall’altro
Gen 17 2014 - 09:57

Notizie dall'Italia

E Raffaele Bonanni rilancia

Quota azionaria destinata ai dipendenti di Poste: non il 5%, ma il 10%, com’è accaduto nel Regno Unito

Non il 5%, ma il 10%

Le indiscrezioni che corrono negli uffici ministeriali parlano del 5% (su un totale che potrebbe raggiungere il 40%, anche se spetta al Tesoro determinarlo con precisione). È la quota che dovrebbe essere destinata ai dipendenti di Poste italiane nel momento in cui la società venisse in parte privatizzata. Ma il segretario generale della Cisl, ossia del sindacato più potente tra lettere e pacchi, raddoppia.

“Va nella direzione che auspichiamo”, ha sottolineato ieri in Rai Raffaele Bonanni. “Però, chiediamo anche che la quota riservata a titolo gratuito ai dipendenti sia più elevata”. Almeno come accaduto l’anno scorso nel Regno Unito, dove si è permesso ai lavoratori di Royal mail di avere il 10% delle azioni.

È necessario -ha aggiunto- che i dipendenti “possano gestire la loro quota azionaria in modo collettivo, così da avere un potere dei lavoratori più definito”. In ogni caso, un’operazione simile per l’intervistato rappresenterebbe “un avanzamento culturale, sindacale e politico molto forte per un’azienda che ha 130mila dipendenti circa e che ha ruolo strategico nei servizi e nell’economia” nazionali.

L’annuncio, da parte del Governo, dell’operazione ha avuto l’appoggio -sia pure con alcuni “se”- del presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella.


Il primo incontro ufficiale sul tema della privatizzazione
Le ipotesi
L’esempio di Royal mail
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