Siamo lieti di inviarle le notizie diffuse nell'ultima settimana da "Vaccari news".
Se desidera conoscerle in tempo reale, in qualsiasi momento può visitare la pagina www.vaccarinews.it, dove può trovare gratuitamente anche:

  • i programmi aggiornati di Italia, San Marino, Vaticano e Smom;
  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Lug 11 2014 - 00:54

Notizie da Vaccari

Ancora sconti, ma solo sui libri storici

L’iniziativa riguarda migliaia di titoli firmati da oltre cento editori grandi, piccoli e specializzati. Prezzi tagliati fino all’80%

L’attenzione si posa sulla “Libreria storica” della società Vaccari, perché -e solo su questa- le offerte scontate proseguono. “Si tratta -anticipa dagli uffici Silvia Vaccari- di saldi ad esaurimento per la chiusura del catalogo. Da qui la conferma dei prezzi abbassati che, secondo i volumi e le disponibilità, possono raggiungere anche l’80% rispetto al prezzo di copertina”.

Sugli scaffali, firmati da oltre cento editori grandi, piccoli e specializzati, vi sono migliaia di titoli, spesso in copia unica o di difficile reperibilità nei negozi tradizionali. Riguardano soprattutto la storia dall’Ottocento, quindi dal Risorgimento, ad oggi, sia civile che militare. Particolari sezioni, ad esempio, sono dedicate ad Esercito, Marina ed Aviazione, al periodo coloniale ed al confine orientale. Senza tempo, invece, i capitoli concernenti le donne e le attività di spionaggio o comunque poco palesi. “Naturalmente, una vasta disponibilità riguarda il settore ormai tornato attuale, quello della Prima guerra mondiale, di cui il prossimo 28 luglio scoccherà il secolo. Anche se l’Italia non vi entrerà che il 24 maggio del 1915. Questa vetrina è particolarmente apprezzata non solo dagli storici, ma anche dai collezionisti filatelici, che possono così approfondire gli argomenti alla base della propria passione. Non è un caso se tra le nostre collane figurano «La storia attraverso i documenti» e «Appuntamento con la storia»”.


La “Libreria storica”
Le collane “La storia attraverso i documenti”...
...e “Appuntamento con la storia”
Sconti, sui prezzi di copertina, fino all’80%
Lug 10 2014 - 17:37

Vaticano

Si riparte il 28 agosto, con sei titoli

Tre quelli per ora svelati, uno dei quali a sorpresa: riguarda il Sinodo di Ayutthaya, tenutosi nel 1664. Sarà emesso in congiunta con la Thailandia

Il Vaticano è proiettato a dopo le vacanze estive: non a caso, dà appuntamento al 28 agosto con ben sei emissioni, tre delle quali rese note oggi. Due erano attese: riguardano il “Muro” di Berlino, che cadde venticinque anni fa (verrà ricordato attraverso un francobollo da 0,85 euro ed un foglietto da 3,60), nonché il compositore Richard Georg Strauss, nato nel 1864 (0,70). Nuova, invece, è la rimanente voce; concerne i trecentocinquanta anni trascorsi dal Sinodo di Ayutthaya (2,00).

Nel 1658, l’allora Congregazione propaganda fide, si orientò su François Pallu, Pierre Lambert de La Motte ed Ignance Cotolendi per dirigere l’evangelizzazione dell’Asia. Gli incaricati francesi -spiegano ora dall’Ufficio filatelico e numismatico- per sfuggire alle persecuzioni viaggiarono, spesso in incognito, per diversi anni fino a giungere ad Ayutthaya, nell’allora Regno del Siam, dove la tolleranza permetteva l’esistenza di una piccola comunità cristiana di circa duemila anime.

Nel 1664 i due vicari, Pallu e de La Motte, di concerto con altri religiosi e laici, pensarono di organizzare un’assemblea per discutere delle funzioni apostoliche da applicare nel particolare ambiente. Dettarono così i “Monita ad missionarios”, ovvero una serie di regole di condotta. Tre temi dominarono il testo: la santificazione del predicatore attraverso la salvezza dei cristiani, l’evangelizzazione e l’organizzazione delle chiese locali. Venne decisa anche la fondazione di un seminario per formare il clero indigeno. I giovani locali stupirono gli interlocutori per le loro doti intellettuali; i risultati furono superiori a quelli che si ottenevano in Europa da parte di coetanei.

Il francobollo raffigura sul lato sinistro i missionari che ricevono l’incarico dal pontefice; sul destro la chiesa di san Giuseppe di Ayutthaya, luogo del culto cattolico in Thailandia e da oltre tre secoli testimonianza viva dell’opera svolta. È prodotto in un massimo di centomila unità, mentre i fogli sono da dieci.

Il richiamo postale è in congiunta con la Thailandia, Paese di cui i collezionisti italiani ricordano ancora le difficoltà per ottenere l’emissione del 21 aprile 2004, dedicata alle città di Roma e Bangkok. In ogni caso, l’Ufn venderà l’esemplare singolo a 50 centesimi.


Congiunta con Bangkok: dieci anni fa l’esperienza italiana
Il Sinodo di Ayutthaya verrà ricordato, tre secoli e mezzo dopo, con una doppia emissione, da parte del Vaticano (nell’immagine) ma anche della Thailandia
Lug 10 2014 - 14:01

Libri e cataloghi

Le missive dei soldati, i luoghi in cui sono conservate

Il saggio, dovuto a Fabio Caffarena, s’intitola “Lettere dalla Grande guerra”. Edito da Unicopli, conta su 302 pagine

È il combattente a scrivere

Quali sono i sentimenti, le percezioni e gli atteggiamenti soggettivi dei soldati italiani che tra il 1915 ed il 1918 parteciparono al Primo conflitto mondiale? Quali le loro strategie di resistenza alla destabilizzante esperienza bellica? A questi interrogativi -spiega la casa editrice, Unicopli- è possibile tentare di rispondere rivolgendosi all’ampia tipologia di documenti autografi prodotti dai combattenti. Le corrispondenze dei soldati, insomma, raccolte in “Lettere dalla Grande guerra - Scritture del quotidiano, monumenti della memoria, fonti per la storia. Il caso italiano” (15,00 euro).

Lo studio, infatti, è basato su un esteso censimento di testimonianze (conta 302 pagine), condotto a livello nazionale in numerosi archivi pubblici e privati, senza trascurare indagini locali.

Le missive sono prese in esame seguendo un itinerario che ripercorre il “momento genetico” della vergatura sui campi di battaglia, il periodo di “monumentalizzazione” delle testimonianze e la fase, tuttora in corso, di utilizzo delle corrispondenze come fonte per la ricostruzione storica.

L’autore, il dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Genova, Fabio Caffarena, ha voluto fare di più: l’appendice metodologica ripercorre il dibattito storiografico e fornisce una mappa degli archivi, dei musei e dei centri di studio che conservano tracce epistolari dei militi.


Fabio Caffarena, le missive dei soldati, Genova
Lug 10 2014 - 10:15

Notizie dall'Italia

E il negozio diventa portineria personale

L’esperienza di Ioritiro, originata dal boom del commercio elettronico. Senza saperlo, riscopre consuetudini antiche

Servizio nuovo ma… antico

Un ritorno al passato, quando locali pubblici come i caffè (si veda l’articolo di David Donadeo, pubblicato da “Storie di posta” nell’ultimo numero, il nono) venivano impiegati quali riferimento per il recapito delle corrispondenze. Se allora si trattava di lettere d’affari, nell’Italia del 2014 sono protagonisti soprattutto i colli. Quelli provocati dal commercio elettronico e che non possono trovare un valido riferimento al domicilio del destinatario perché egli è al lavoro ed il custode non è contemplato.

In tale contesto, ecco la nascita di Ioritiro, formula ideata dal pavese Daniele Vismara. “Una rete di bar e negozi -così viene presentata- che nasce per offrire a chi è spesso fuori casa l’opportunità di gestire in comodità il ritiro o la consegna di pacchi e buste. Un servizio che trasforma gli esercizi commerciali della città nella portineria personale di chi abita o lavora vicino”.

Naturalmente, un sito dedicato indica le realtà affiliate, i dettagli ed i costi della prestazione. Però, l’obiettivo, almeno visto dagli operatori commerciali, è andare oltre il mero pagamento per il supporto: “incrementare la pedonalità del proprio punto vendita”, ossia indurre un maggior numero di persone a frequentarlo.

La procedura è semplice: al momento di un acquisto, si indica come luogo di recapito l’interlocutore scelto (ed avvisato); quando la spedizione arriva, questi avverte l’interessato via e-mail e sms affinché passi a prenderla. Costo: tra i 75 centesimi e gli 8,40 euro, in base alla tipologia degli oggetti, alla durata dello stoccaggio e al monte crediti acquistato.

Il sistema funziona pure al contrario: basta consegnare al negozio l’oggetto da inoltrare e comunicarlo al corriere, che verrà a ritirarlo (da 0,75 a 5,60 euro).

Tra gli altri sistemi definiti negli ultimi mesi per dare risposte a tale esigenza vi sono il rilancio del fermoposta (con “express box” di Poste italiane) ed i chioschi allestiti nelle aree pubbliche dagli stessi spedizionieri (fra cui Dhl e Tnt express).


“Storie di posta”, l’ultimo numero
L’ultima versione del fermoposta: “express box”
Per saperne di più su Ioritiro
Funziona sia per ricevere, sia per spedire oggetti
Lug 10 2014 - 00:24

Dall'estero

Pronti per l’Uit?

Il centocinquantesimo anniversario scoccherà il 17 maggio, e già si stanno preparando le celebrazioni. Che saranno anche postali

Il logo ed il motto dell’anniversario

Mentre l’attenzione si concentra sul centenario della Prima guerra mondiale, c’è chi guarda avanti. E, in particolare, alla centocinquantesima candelina dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni. Alla base, la Convenzione telegrafica internazionale, sottoscritta a Parigi da venti Paesi fra cui l’Italia; il documento diede origine all’Unione telegrafica internazionale. Era il 17 maggio 1865 (quindi, al giro di boa manca una manciata di mesi). Solo nel 1934 divenne l’attuale Uit e nel 1947 passò ad agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Adesso, il 17 maggio è la “Giornata mondiale delle telecomunicazioni e della società dell’informazione”.

Per tutto questo tempo, la struttura ha rappresentato un centro di sviluppo per le comunicazioni, cominciando appunto con gli apparecchi Baudot e Morse e poi concentrandosi sulle altre tecnologie, fino ai satelliti, alla telefonia mobile, ad internet. Una storia di cooperazione oltre le frontiere, capace di coinvolgere governi, aziende ed ulteriori centri d’interesse. Tesa ad individuare, ogni volta, le migliori pratiche e a diffonderle.

Per la festa, l’Unione, che ha sede a Ginevra, ha immaginato una serie di gadget, fra cui articoli da cancelleria, tazze, magliette, cappellini, bandiere, medaglie. E si sta dando da fare anche nel campo postale. Intuendo, come avvenne nel 1965, che diversi Paesi metteranno in cantiere francobolli, ha offerto la propria assistenza attraverso un bozzetto standard, sia pure adattabile alle esigenze specifiche.


Uit - Il sito di riferimento…
…e la sua storia (entrambi gli approfondimenti sono in inglese)
L’ipotesi per i francobolli
Lug 09 2014 - 19:11

Dall'estero

Il Mediterraneo protagonista di una congiunta

Ha debuttato oggi, per ricordare la prima convenzione internazionale, registrata il 9 luglio 2007 a Marsiglia. Unico il soggetto

I dati sono ancora frammentari, anche perché alcuni dei Paesi protagonisti hanno, decisamente, altre priorità. Però, oggi (così da ricordare la prima convenzione internazionale delle Poste mediterranee, firmata a Marsiglia nel 2007), ha debuttato un’emissione congiunta tra le realtà che si affacciano sul Mediterraneo. E, probabilmente, si ripeterà a cadenza periodica.

Per millenni -ricordano dagli sportelli- il bacino è stato un campo di battaglia per Imperi quali il romano ed il veneziano, dove la flotta ottomana -non l’unica, beninteso- ha subito una grave sconfitta a Lepanto nel 1571. Ma è anche una via commerciale, sin dall’epoca dei fenici.

Sostenuta in particolare da Francia ed Italia, il 15 marzo 2011 è nata Euromed postal, così da introdurre politiche comuni riguardanti il trasporto, la tecnologia ed i settori finanziari. Ora coinvolge -ma la lista è fluida- venti membri (Autorità Nazionale Palestinese, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Italia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Monaco, Portogallo, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia), dodici dei quali sarebbero protagonisti del progetto dentellato. L’immagine si basa su un progetto di Amany Ahmed Ali firmato dall’Egitto; è emersa da un concorso organizzato alla bisogna ed al quale hanno partecipato sei interlocutori.

Secondo le informazioni raccolta da “Vaccari news”, hanno emesso effettivamente un francobollo perlomeno Autorità Nazionale Palestinese (taglio da 500 fils), Cipro (0,60 euro), Egitto (4,00 sterline), Giordania (0,80 dinari), Grecia (3,00 euro, dentellato su quattro o su due lati), Libano (1.000 lire), Libia (500 dinari), Malta (1,85 euro), Marocco (8,40 dirham) e Slovenia (0,64 euro).

Testo aggiornato l’11 ed il 12 luglio 2014 nonché l’8 luglio 2015.


A Marsiglia, sette anni fa
L’accordo di Roma
L’appuntamento in Marocco
I primi sei francobolli individuati. Sono usciti tutti oggi ed impiegano il medesimo soggetto
Lug 09 2014 - 14:36

Appuntamenti

Convegno a Fano, mostra a Cornello

Il 12 luglio la manifestazione commerciale nel centro marchigiano; dal giorno successivo sarà raggiungibile l’allestimento allocato nel borgo della Bergamasca

A Fano con il “Giuseppe Castellani”

Appuntamento a Fano (Pesaro e Urbino) per il 12 luglio. Quando il Circolo culturale “Giuseppe Castellani” firmerà il “66° Convegno commerciale di filatelia e numismatica”, con una trentina di operatori che s’interessano anche alle cartoline. Verrà ospitato presso il chiostro di sant’Agostino, in via Vitruvio 9, e sarà aperto dalle ore 9 alle 19. L’ingresso è libero.

Senza spese pure la visita alla mostra che il Museo dei Tasso e della storia postale proporrà, dal 13 luglio al 30 settembre, alla sala Mercatorum di Cornello dei Tasso, l’antica frazione di Camerata Cornello (Bergamo). S’intitola “Le poste della Repubblica di Venezia” e proporrà una collezione firmata dal direttore della stessa struttura, Adriano Cattani. Fino al termine del XVII secolo -viene spiegato- “i corrieri postali che lavoravano nel territorio della Repubblica di Venezia potevano godere appieno dei guadagni della loro professione. A partire dai primi anni del Settecento questo privilegio fu messo in discussione dal Governo di Venezia che concepiva il servizio postale come un servizio pubblico. Anche lo Stato, perciò, doveva godere dei benefici”. Per tale motivo, a partire dal 1701, fu istituita una tassa statale sulle lettere trasportate; prese il nome di “dazio”. Inoltre, il Governo riorganizzò i percorsi, dandoli in appalto a diverse “correrie” indipendenti che dovevano trasportare i dispacci da Venezia, città in cui confluivano tutte le corrispondenze, alle altre destinazioni. La rassegna ripercorrerà i tragitti delle “correrie” e metterà in risalto le tariffe previste. Resterà aperta negli orari osservati dal vicinissimo Museo, ossia dal mercoledì alla domenica nelle fasce 10-12 e 14-18. Alle 16 dei giorni 13 e 27 luglio, 10 e 24 agosto saranno possibili le visite guidate al borgo medievale, alla chiesa dei santi Cornelio e Cipriano, allo stesso Museo.


Il Museo dei Tasso e della storia postale
Ultimi giorni per la rassegna di Romano Canavese (Torino)
C’è tempo dal 13 luglio al 30 settembre per visitare la mostra a Camerata Cornello (Bergamo)
Lug 09 2014 - 10:13

Dall'estero

Canale di Panama/2 Momotombo fuma

La serie di Managua col vulcano in attività, uscita nel 1900, indusse gli Stati Uniti a rivedere il loro appoggio al Nicaragua. Ma ieri…

Il canale di Panama, ormai centenario (news precedente), evoca una vecchia vicenda. Occorre tornare indietro, all’inizio del XX secolo, per raccontarla.

La società francese che seguiva il progetto di creare il varco per le navi -spiega per esempio Jean-Pierre Mangin in “Guide mondial des timbres erronés”- registrò delle difficoltà finanziarie e tentò di vendere la sua concessione agli Stati Uniti, affinché i lavori di scavo potessero essere ripresi.

I negoziati furono diretti dal giovane ingegnere Philippe-Jean Bunau-Varilla. Un compito difficile, perché gli interlocutori, per tagliare il continente tra il Pacifico e l’Atlantico, erano più favorevoli ad un’altra via, passante attraverso il Nicaragua. La loro sola esitazione riguardava il carattere vulcanico della regione, aspetto tenacemente negato dai rappresentanti del Paese in questione.

Il problema fu risolto dal delegato francese, quando scoprì la serie di francobolli emessa da Managua con l’1 gennaio 1900 (la prima tranche conta tredici nominali diversi, ma altri seguirono, anche sovrastampati). Unica l’immagine: il vulcano Momotombo con un pennacchio di fumo, inequivocabile dimostrazione della sua attività. Spedì un dossier con la carta valore ai novanta senatori degli Stati Uniti che avrebbero dovuto pronunciarsi sul faldone. I quali, impressionati dall’evidenza (in realtà, un mero vezzo del disegnatore), votarono a maggioranza per Panama. E così fu.

Dalla storia alla cronaca: ieri la Cina Popolare ha firmato l’accordo proprio con il Nicaragua per concretizzare effettivamente l’idea ipotizzata agli inizi del Novecento. Lungo 278 chilometri e più adatto alle attuali esigenze, farà concorrenza al percorso via Panama. Secondo la tabella di marcia, l’opera verrà completata entro il 2020. A prescindere da eventuali, ulteriori dentelli ad interesse geologico.


L’emissione belga per il centenario
La storia raccontata a Milano da Fabio Vaccarezza
Uno dei francobolli del Nicaragua col vulcano fumante
Lug 09 2014 - 00:49

Dall'estero

Canale di Panama/1 Tra passato e futuro

I primi ad ipotizzarlo -rivelano ora da Bruxelles- furono gli ingegneri fiamminghi. Era il 1524… Da qui la scelta di ricordare il secolo dalla sua effettiva concretizzazione

Tornato di recente in cronaca per via del contenzioso dovuto al suo allargamento (fra le aziende interessate, l’italiana Salini Impregilo), il canale di Panama festeggia il secolo di attività.

Lo ricorda il foglietto firmato dal Belgio ed inserito nel gruppo di emissioni lanciato il 7 luglio (la prevendita risale a due giorni prima). Ed il motivo c’è: rendere omaggio agli ingegneri fiamminghi che, già nel 1524, consigliarono all’imperatore Carlo V di costruire un percorso d’acqua e tagliare considerevolmente i tempi di navigazione per collegare la Spagna al Perù.

Le cose andarono diversamente e solo nel 1914 il progetto poté essere concretizzato. Dietro, un altro ingegnere, questo statunitense ma, guarda caso, di origini belghe: George Washington Goethals. Bruxelles ritorna protagonista ora, proprio per i nuovi cantieri che coinvolgono, tra l’altro, il gruppo Jan De Nul. Le commesse sono state spartite fra trentanove Paesi ed hanno come riferimento il 2015, nel momento in cui i primi, enormi, bastimenti potranno attraversare le nuove chiuse, realizzate a loro misura.

Il richiamo postale è costituito da un foglietto, con effetto tridimensionale, contenente due francobolli di classe “3” per il mondo (7,74 euro è il costo totale). Sullo sfondo vi campeggia una foto del primo transito, quindi registrato nel 1914. L’insieme rappresenta un lavoro del pittore francese (sic!) Thierry Mordant; l’esemplare di sinistra evoca la costruzione e l’apertura di cent’anni fa, mentre l’altro dà un’idea del contesto attuale. Quanto al futuro, si nasconde dietro le colline verdeggianti. Sperando che i problemi vengano superati…


Il progetto presentato dalla Salini Impregilo
Tra le emissioni belghe del 7 luglio, l’omaggio per Adolphe Sax
Il foglietto; si caratterizza per un non meglio specificato effetto tridimensionale
Lug 08 2014 - 21:08

Dall'estero

La Guyana Britannica concede il bis

Gli eredi di John du Pont hanno messo all’asta il resto della collezione, realizzando oltre 6 milioni di euro

L’esemplare del 1850-1851; ha totalizzato 228mila euro

Gli eredi sono tornati sul mercato per cedere quello che probabilmente è il resto della collezione di Guyana Britannica messa insieme da John du Pont nei decenni scorsi.

Se dalla vendita del mitico 1 centesimo magenta del 1856 (unico pezzo noto), attraverso la casa d’aste Sotheby’s, hanno incassato l’equivalente di quasi 7 milioni di euro, da Feldman ora ne hanno ottenuti altri 6 abbondanti, più che quintuplicando la stima di partenza. E questo per aver ceduto 131 lotti, tutti riferiti alla stessa, antica Colonia sudamericana.

A livello di esemplari sciolti, si è fatto notare, per esempio, il 2 centesimi nero su rosa pallido, risalente al 1850-1851. Realizzato in modo molto spartano e decisamente difficile da trovare, conta su valutazioni differenti secondo abbia i bordi tagliati in modo squadrato o seguendo il contorno. In quest’ultimo caso è sempre più economico; intanto, però, quello ceduto ha raggiunto i 228mila euro.

Il reperto più significativo dal punto di vista dell’importo è un altro pezzo unico, appartenente alla medesima serie del 1856 ma su busta. Si tratta del 4 centesimi nero su blu, sagomato a forma di ottagono. Ha cambiato proprietario contro 288mila euro.


La vendita dell’1 centesimo magenta
Il plico con il 4 centesimi del 1856, passato di mano a 288mila euro
Lug 08 2014 - 16:42

Giornali, riviste e siti

Quando a Milano giunsero le cassette a due scomparti

Da una parte la corrispondenza per la città, dall’altra quella destinata a tutte le restanti mete. Un sistema introdotto mezzo secolo fa ed ancora in uso

“Spesso viene fatto presente che le corrispondenze impostate nelle grandi città, dirette a destinatari abitanti della città di impostazione, sono recapitate con ritardo che il pubblico considera ingiustificato. Ciò perché si ritiene che esse, non dovendo subire il trasporto, possano subito pervenire nelle mani del portalettere ed essere distribuite con la prima gita successiva all’ora di levata indicata sulla casetta”.

Così scriveva, mezzo secolo fa, la rivista “Rassegna postelegrafonica”. L’obiettivo finale era annunciare che, dopo la fase sperimentale vissuta a Napoli e gli annunci ministeriali, anche a Milano sarebbero state introdotte le cassette speciali a due feritoie: una per gli invii destinati al contesto locale e l’altra per le restanti mete. Le prime collocazioni erano state destinate alle piazze Duomo e Cordusio, ossia all’area più centrale della metropoli.

All’interno, tali contenitori (sostanzialmente gli stessi in uso oggi) sono divisi in due reparti, corrispondenti alle due fessure. “La particolarità -spiegava allora il mensile per quella che i lettori percepivano come un’innovazione- sta poi nella vuotatura”. Viene effettuata contemporaneamente “con unico sacco anch’esso ripartito in due sezioni ben distinte fra loro onde in una si accumulerà esclusivamente la corrispondenza prelevata dalla sezione della cassetta con la feritoia per la città, e nell’altra la corrispondenza dell’altro reparto. Le due impostazioni vengono riversate nel furgone raccoglitore separatamente, e quindi le corrispondenze per la città sono portate direttamente all’ufficio di ripartizione ai portalettere, mentre soltanto le altre pervengono all’ufficio smistamento”.

Alla notizia, si aggiungeva l’ammonimento. “Perché il nuovo sistema, il cui impianto è costoso, dia i vantaggi sperati, occorrerà che il personale addetto alla vuotatura ponga attenzione nelle operazioni da compiere ed il pubblico collabori nel suo interesse imbucando le lettere nelle feritoie corrispondenti”. Cinquant’anni dopo, si può ritenere che l’idea sia stata promossa!


La decisione di estendere l’approccio. Era il 1961
Dopo mezzo secolo, ancora in uso: è la preselezione richiesta al mittente che spedisce dalle grandi città. Qui una cassetta dall’inconsueto colore, in uso all’aeroporto di Linate
Lug 08 2014 - 14:08

Notizie dall'Italia

Ed ora tocca a Prato

Per il progetto “Filatelia nelle carceri”, il Comune si è impegnato ad accantonare tutte le affrancature che arriveranno nei propri uffici

L’esperienza si è estesa a Prato

Nuovo passo in avanti del progetto “Filatelia nelle carceri”, questa volta a Prato, presso la casa circondariale La dogaia. Dove ieri si è tenuto l’incontro di presentazione. Partecipe, il pratese, già vicesindaco ed ora sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli. “La filatelia -ha detto- può rappresentare una straordinaria occasione per costruire reti di relazione sociale anche in situazioni difficili e questo progetto lo dimostra”.

All’incontro erano presenti la responsabile per la filatelia di Poste italiane, Marisa Giannini, ed il primo cittadino, Matteo Biffoni, accompagnati dagli assessori al sociale, Luigi Biancalani, ed al personale, Benedetta Squittieri. “Si tratta -è il commento giunto dall’Ente locale- di un’iniziativa importante che ci spinge a un impegno anche da parte dell’Amministrazione e dei suoi uffici, per quanto possibile”. Infatti, con una circolare interna, chiederà ai propri dipendenti di non gettare le affrancature, ma di conservarle: saranno impiegate per l’iniziativa.

Quest’ultima è nata nel febbraio del 2013 con un protocollo d’intesa tra ministeri della Giustizia e dello Sviluppo economico, Poste italiane, Federazione fra le società filateliche italiane ed Unione stampa filatelica italiana. Dopo l’esperienza pilota di Bollate (Milano), ha coinvolto -precisa una nota- quattordici realtà. Fra esse, quelle di Genova, Milano (San Vittore e Opera), Pescara, Roma (Rebibbia), Torino, Trieste e Venezia.


Il sottosegretario Antonello Giacomelli e la filatelia
La firma del protocollo
La mostra a Trieste quale esito del percorso giuliano
Lug 08 2014 - 09:29

Dall'estero

L’Aep si prepara per gennaio

Nel frattempo, ha insignito tre specialisti, autori di due lavori: Michèle Chauvet da una parte, Wolfgang Maassen e Vincent Schouberechts dall’altra

L’Aep ha definito le prossime attività

Appuntamento al 10 gennaio 2015 con l’Académie européenne de philatélie, ora presieduta da Bruno Crevato-Selvaggi. Quando, in collaborazione con l’Académie de philatélie, a Parigi organizzerà un incontro pubblico a tema libero. Sei i relatori previsti.

Nel frattempo, il sodalizio ha valorizzato -attraverso il “Prix Aep de la littérature philatélique européenne”, considerato il più importante riconoscimento per la letteratura filatelica continentale- tre specialisti per due studi. La prima è Michèle Chauvet, che ha firmato “Les Colonies Françaises, tarifs et service postal 1848-1878”, opera organizzata in tre volumi dedicati rispettivamente alle presenze in America, Africa ed Asia. I restanti sono Wolfgang Maassen e Vincent Schouberechts, insigniti per “Les jalons de la littérature philatélique au XIXe siècle”.

Dal canto suo, per la pubblicazione annuale “Opus”, il sodalizio ha ricevuto il premio Binos, offerto dalla Federazione ellenica e consacrato al miglior lavoro specializzato sulla Grecia. Il prossimo numero del periodico, atteso per settembre ed articolato in 278 pagine di formato “A4”, si occuperà dell’Africa postale con articoli su diversi temi, fra cui un intervento dell’italiano Paolo Guglielminetti.


Il libro “Les jalons de la littérature philatélique au XIXe siècle”
Nel dicembre scorso il rinnovo della presidenza
Il sito di riferimento (in francese ed inglese)
Lug 08 2014 - 00:53

Dall'estero

L’omaggio dopo la visita

I duchi di Cambridge hanno percorso l’Australia dal 16 al 25 aprile, ed oggi debutta la serie celebrativa

La visita si è svolta dal 16 al 25 aprile, ed oggi arriva l’omaggio postale. In un Paese, l’Australia, dove la componente autonomista e repubblicana si fa sentire piuttosto spesso, commemorare il soggiorno del futuro re e della moglie appare importante.

Così, ecco i due francobolli fotografici, da 0,70 e 2,60 dollari locali, che riprendono gli attuali duchi di Cambridge. Ossia, William (alla sua terza visita nella sterminata isola, avendola già raggiunta nel 1983, quindi a pochi mesi d’età, e nel 2011) e Catherine; appaiono in atteggiamento sorridente ma formale davanti all’Harbour bridge di Sidney. E poi gli stessi, come qualsiasi mamma e papà, alle prese col figlio George ed un bilby (tipico marsupiale della zona), presso il Taronga zoo della medesima città. Immagine un po’ più ufficiale la prima; di vita quotidiana, come potrebbe essere quella di tanti, la seconda. Scattate, nell’ordine, da Samir Hussein per Wire image e da Chris Jackson per Getty images.

Al solito, la serie, nel caso specifico impaginata da Simone Sakinofsky, non si ferma ai banali fogli da cinquanta, sia pure muniti di “gutter pair”. Vi sono, ad esempio, il foglietto con la coppia di dentelli e, autoadesivi, il libretto da dieci del taglio più basso ed il blocco da cinque dell’altro.


Un anno fa l’omaggio, sempre dall’Australia, all’erede della coppia
La versione fogliettata della serie
Lug 07 2014 - 19:17

Emissioni Italia

Carabinieri tra Torino e Roma

Tre dei quattro richiami presenti nei francobolli del foglietto si trovano nelle due città. Ma sarà la capitale ad accogliere l’annullo per le buste del primo giorno

Un recente manuale in argomento

Ha le tinte bronzee che richiamano parte degli oggetti raffigurati. È il foglietto che dovrebbe uscire, dopo alcuni tentennamenti, il 16 luglio, così da festeggiare i due secoli compiuti dall’Arma dei carabinieri.

Essendo strutturato in quattro francobolli da 70 centesimi, permette di raccontare qualcosa che vada oltre il semplice logo ideato per il giro di boa, peraltro richiamato nel terzo esemplare. Accanto ad esso, figurano -ma già si sapeva- un particolare del monumento nazionale, progettato e realizzato dallo scultore Edoardo Rubino, inaugurato il 22 ottobre 1933 nei giardini Reali di Torino (figura nella prima carta valore); la facciata principale della caserma “Chiaffredo Bergia”, dovuta a Bernardo Antonio Vittone, risalente al 1737 e collocata sempre nel capoluogo piemontese (seconda); l’opera “Pattuglia di carabinieri nella tormenta”, firmata dallo scultore fiorentino Antonio Berti nel 1973 (nonostante risalga ad oltre quarant’anni fa, è tornata attuale perché la riproduzione è stata inaugurata il 22 maggio scorso a Roma nei giardini di Sant’Andrea al Quirinale; campeggia nel quarto dentello). Sul bordo, infine, è presente il dipinto “Carabinieri a cavallo” di Giovanni Brunori, che data 1872.

Quattro le mani che hanno lavorato all’insieme; sono quelle di Maria Carmela Perrini (per le immagini raffiguranti le sculture) e Luca Vangelli (per le restanti). Inserito nel percorso “Il senso civico”, il blocco conta una produzione pari ad un milione di unità.

L’emissione sarà valorizzata con un annullo allo spazio filatelia della capitale e con il bollettino illustrativo dovuto al comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli.

Aggiornamento del 12 gennaio 2015: la tiratura definitiva ammonta a 679.500 unità.


L’anticipazione ed i precedenti
L’ultima decisione sulla data di uscita del blocco
Il nuovo foglietto; contiene quattro esemplari
Lug 07 2014 - 16:36

Dall'estero

Belgio/2 Rinnovati i simboli di valore

Sono quelli che sostituiscono il valore nominale. La riforma riguarda i rapporti con l’estero

Si perfeziona il sistema a multipli del Belgio, introdotto a cominciare dal 2007 per sostituire i valori nominali, eliminando alla base il problema delle revisioni tariffarie. Ora ha ripensato le simbologie collegate.

Quando venne avviata la riforma (poi ripresa dai Paesi Bassi) vi era solo il numerino, sapendo che si riferiva al corriere interno. Più avanti si decise di estendere il sistema ai rapporti con l’estero, definendo due altri capitoli: uno per l’Europa, caratterizzato dalle stelline, e l’altro per il resto del mondo, sintetizzato con il pianeta.

Una scelta che, probabilmente, ha dato adito a confusione fra gli utenti, tanto è vero che quest’anno è stato rivisto, perlomeno nei traffici d’oltre confine. In luogo dei due disegnini sono comparse le più immediate parole “Europe” e “World”. Le indicazioni sono presenti di fianco alla cifra e nello stesso colore, mentre il fondo del cerchietto dove queste sono comprese deve avere una tinta unica. Un esempio è dato dal foglietto, uscito oggi, per Adolphe Sax (news precedente); accoglie due dentelli “3” per il Vecchio continente.

Nonostante nel tempo siano state emesse cartevalori con altri multipli, ora si impiegano di fatto l’“1” ed il “3” (nel regime nazionale vi è pure il “2”). Per tutte le altre esigenze, basta combinare quelle esistenti.


Il precedente sistema, introdotto nel 2007 e sviluppato più avanti
L’esperienza replicata nei Paesi Bassi
L’esempio: il foglietto che oggi Bruxelles ha dedicato ad Adolphe Sax
Rapporti con l’estero: le vecchie e le nuove indicazioni
Lug 07 2014 - 13:45

Dall'estero

Belgio 1/ Omaggio per Adolphe Sax

Classe 1814, è stato l’inventore, fra l’altro, dello strumento che ne tramanda il nome: il sassofono. Nonostante sia arrivata oggi, l’emissione è inserita nel giro PostEurop

Decisamente in ritardo, almeno rispetto a quanto fatto da quasi tutti gli altri membri. Non a caso, PostEurop dà come suggerimento di uscita il 9 maggio, “Festa dell’Europa”, e da quel giorno sono trascorsi già due mesi.

Ad ogni modo, non vi è nessun problema, anche perché l’interpretazione offerta dal Belgio al tema 2014 (gli strumenti) è interessante. Invece di fare come alcuni, che hanno scelto soggetti buoni per tutte le stagioni, Bruxelles ha voluto contestualizzare il tributo, espresso attraverso un foglietto. Utilizzando foto dello specialista Jacky Lepage, esso porta la firma di Elisabeth Drielsma ed è dedicato ad Adolphe Sax, di cui il prossimo 6 novembre scoccheranno i due secoli della nascita.

Il cognome dell’uomo dice tutto: è stato un inventore di apparecchi musicali, ma la sua opera più significativa è quella che lo ricorda ancora adesso: il sassofono. Il blocco è organizzato in due francobolli, entrambi di classe “3” per l’Europa (costo complessivo: 6,42 euro). In uno, l’oggetto è rappresentato da solo, dorato ed in rilievo; nell’altro è ripreso mentre viene impiegato. Da notare, sul bordo, il logo della ricorrenza.

L’emissione ha avuto la prevendita il 5 luglio, e da oggi è in distribuzione generale.


Tra le precedenti citazioni PostEurop: Slovenia…
…Austria, Bosnia ed Erzegovina, Croazia
Il concorso aperto sino al 31 agosto
Due francobolli fogliettati per ricordare Adolphe Sax
Lug 07 2014 - 10:12

Appuntamenti

L’uomo, più che il letterato

In mostra a Firenze una selezione del materiale posseduto e catalogato dalla Biblioteca riccardiana e riguardante Renato Fucini

Il protagonista a vent’anni

La mostra “vuole render partecipe il pubblico delle donazioni di lettere, documenti e volumi” che gli eredi hanno lasciato nel tempo alla Biblioteca riccardiana, dove negli ultimi anni della sua carriera aveva fatto “cose geniali”, come egli stesso affermava, sottraendosi ai noiosi e gravosi impegni che il lavoro di ispettore scolastico comportava. Il fondo intitolato a Renato Fucini (1843-1921), assai ricco e cospicuo, ormai è stato completamente catalogato ed è disponibile alla consultazione.

Così viene presentata la rassegna “Renato Fucini in Riccardiana. La vita e le carte di un toscano «vero»”, allestita nella sede di Firenze, sita in via Ginori 10. Resterà aperta, gratuitamente, fino al 30 settembre, da lunedì a venerdì tra le ore 9 e le 13, lunedì e giovedì anche fra le 15 e le 17.

L’esposizione è stata arricchita con prestiti grazie agli eredi, e in particolare alle famiglie Torrigiani e Martinez Fucini. Nelle teche, carteggi con personalità dell’epoca, foto, manoscritti, spartiti, piccoli disegni firmati da pittori amici. Reperti che, in un itinerario variegato e complesso, puntano non solo a delineare le poliedriche caratteristiche del personaggio, ma soprattutto il suo ambiente familiare e di relazioni. Insomma, l’uomo, più ed oltre che il letterato.


Per saperne di più sulla struttura ospite
Nel volume dedicato a Giuseppe Mazzini
Lug 07 2014 - 00:23

Dall'estero

Dal Canada Coca-cola e 7Up

Le due bevande richiamate attraverso una foto scattata nel 1960 da Fred Herzog. Ma la serie, dedicata ai maghi nazionali dell’obiettivo, si compone di sette soggetti differenti

Uno spot pubblicitario alla Coca-cola? Forse non ne ha bisogno, ma tant’è. Per la nuova serie (uscirà oggi) dedicata alla fotografia nazionale, il Canada ha scelto sette scatti da trasformare in altrettanti francobolli ed uno di questi porta ben in vista la pubblicità della famosa bevanda gassata ma anche, meno evidente, quella della concorrente 7Up. L’istantanea, famosa, è dovuta a Fred Herzog e risale al 1960.

Il dentello ha valore permanente per l’interno, e lo stesso servizio viene assicurato dalle immagini che portano le firme di altri colleghi: Louis-Prudent Vallée (il suo lavoro risale al 1894), C.D. Hoy (1912 circa), Michel Lambeth (1960) e Lynne Cohen (1970). Ulteriori due citazioni hanno nominali da 1,20 e 2,50 dollari; sono di William Notman (1885, vi compare anche Buffalo Bill) e di Edward Burtynsky (1985).

Piuttosto articolate le formule in cui le produzioni verranno commercializzate: i primi cinque, ripetuti per due volte ciascuno, sono raccolti in libretti da 8,50 dollari, mentre i restanti appaiono predisposti in carnet da sei uguali. La serie completa è disponibile pure distribuita su due foglietti (2,90 con tre soggetti e 5,05 con gli ultimi quattro), oppure in cartoline (le sette immagini: 15,00 dollari). All’insieme ha lavorato Stéphane Huot.


I sette soggetti nelle versioni a cartolina
Lug 06 2014 - 13:25

Appuntamenti

Ad Asiago vince la Polonia

Giunto da Varsavia il francobollo considerato più significativo fra quelli emessi lungo il 2013. Le altre cartevalori citate provengono da Islanda, Portogallo e Faeroer

I francobolli di Polonia ed Islanda…

La Polonia, tra le più assidue “frequentatrici” del Premio internazionale Asiago d’arte filatelica, si è fatta notare anche questa volta. Primeggiando, agli occhi della giuria (il creativo Franco Filanci, il regista Ermanno Olmi, l’ex presidente dell’Accademia olimpica di Vicenza Lorenzo Pellizzari, il giornalista Gian Antonio Stella ed il presidente del Circolo filatelico e numismatico “Sette comuni” Maurizio Stella), nello speciale vaglio riguardante le migliori cartevalori uscite lungo il 2013.

L’attenzione si è fissata sul francobollo da 4,60 zloty (ma esiste anche la cartolina da 2,35) del 18 ottobre, dovuto ad Agnieszka Sancewicz; è dedicato alla “Giornata mondiale della posta” e, in particolare, ai 455 anni delle Poste nazionali. Offre la sezione di una quercia, su cui sono segnati i secoli dal XVI al XXI. Tale pianta -ha ribadito il collegio di esperti- “è un albero regale, simbolo di forza, resistenza e longevità”. Come la struttura postale, fondata da re Sigismondo Augusto il 18 ottobre 1558 attraverso un regolare servizio tra Cracovia e Venezia via Vienna, servizio che poi si estese agli altri Paesi europei.

Il soggetto ecologico prediletto proviene dall’Islanda. Non ha valore esplicitato, ma è utile per affrancare lettere interne non prioritarie contenute nei cinquanta grammi; al suo debutto, è stato venduto a 103 corone. Data 24 gennaio, porta la firma di Borgar Hjörleifur Árnason ed è intitolato all’“Anno internazionale della cooperazione nel settore idrico”. Impiegando “una soluzione grafica elegante, chiara e inequivocabile, sono rappresentate braccia protese verso il cielo come preghiera perché accolga l’invocazione di sete di vita. Una nuova coscienza riguarda ciascuno di noi. Un nuovo impegno nei confronti di chi verrà dev’essere il primo dovere di tutti”.

Quale miglior dentello a contenuto turistico è stato scelto il foglietto da 2,00 euro del Portogallo. Emesso il 24 maggio, fa parte della serie che comprende anche due singoli da 0,36 ed 1,00, tutti firmati João Machado. Riguardano l’“Anno internazionale della statistica”. Per sua natura, quest’ultima si esprime attraverso numeri, diagrammi e formule matematiche. “Ciò che ad un primo sguardo superficiale può apparire arido e inespressivo, contiene anch’esso una sua anima segreta, che la poesia dell’artista saprà riscattare”. Così come accade in tale blocco, linee, diagrammi e cifre possono raccontare un paesaggio immaginario di cieli, alberi, fiori e frutti.

Infine, il capitolo culturale, che ha ottenuto il riconoscimento dell’Accademia olimpica. La scelta è caduta sul foglietto delle Faeroer, contenente nove pezzature diverse, tutte da 7,00 corone, lanciato il 25 febbraio. Opera di Edward Fuglø e Martin Mörck, è incentrato sulla barca della tradizione locale. “Fin da tempi remoti, presso popoli e genti che abitano la Terra, le mani dell’uomo hanno obbedito alla sua intelligenza e creatività dando forma e funzioni a tutto ciò di cui avevano bisogno per sopravvivere e progredire. Artigiani e contadini hanno dato origine a tutte le grandi civiltà”. “Oggi, dopo millenni di storia, artigiani e contadini sono ancora presenti nella quotidianità con la loro indispensabile funzione”.


Il servizio postale tra Cracovia e Venezia ricordato nel 2013
Il dentello islandese presentato da “Vaccari news”
L’edizione 2013 del Premio internazionale
…i foglietti di Portogallo e Faeroer: sono le quattro emissioni che hanno primeggiato oggi ad Asiago
Lug 06 2014 - 00:20

Libri e cataloghi

“Concisi, siamo la Stanley Gibbons”

Nonostante la volontà di fare sintesi, il catalogo del Regno Unito ha raggiunto le 480 pagine, coprendo tutte le emissioni dal 1840 al 25 marzo scorso

Dal “Penny black” in poi

Conta 480 pagine con illustrazioni a colori, ed in Italia viene commercializzato a 45,00 euro. È il “Great Britain concise stamp catalogue”, firmato dalla Stanley Gibbons e volto ad un pubblico intermedio: non principiante, ma nemmeno interessato ad approfondire troppo i dettagli tecnici.

Oltre a considerare tutti i francobolli dal 1840 in poi (arriva alla serie dei personaggi emessa il 25 marzo scorso), repertoria i capitoli correlati, a cominciare dalla mai finita serie “Machin”.

L’attenzione, tuttavia, si ferma su due ambiti che ora stanno attirando i filatelisti; sono relativamente recenti, ma già capaci di offrire qualcosa di strutturato e che è necessario spiegare per capire meglio, in particolare per quel che riguarda le codificazioni. Il primo è rappresentato dalle etichette “Post & go”, originato nel 2008; il secondo riguarda proprio l’ordinaria, dove il sistema di sicurezza è stato introdotto l’anno successivo.

Anche il passato ha subito implementazioni, aggiungendo diversi difetti di tavola e di cilindro mentre, fino al termine del Regno di Giorgio VI, sono elencati i piccoli fogli provenienti dai libretti.

Per ciò che riguarda le valutazioni economiche (espresse in sterline), sono state riviste all’insù voci come il “Penny black” usato ed il comparto dei commemorativi d’epoca decimale. In crescita pure l’ordinaria, le stesse produzioni da macchinetta ed i carnet, in quella che -commentano dall’azienda- probabilmente è la più estesa revisione ai prezzi registrata negli ultimi anni.


Stanley Gibbons - “Great Britain concise stamp catalogue” La scheda
Lug 05 2014 - 17:45

Notizie dall'Italia

La liberalizzazione vista dall’Antitrust

Il documento, inviato a Governo e Parlamento in vista della legge annuale, si sofferma anche sul comparto postale

Il documento è firmato dall’Antitrust

Occorre una separazione societaria delle attività bancarie-finanziarie ed una chiara definizione delle modalità di accesso da parte degli operatori concorrenti alla rete postale, in termini di condizioni economiche e regolamentari.

A indicarlo (e non è la prima volta) è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nell’ambito delle segnalazioni utili a Governo e Parlamento per predisporre il disegno di legge annuale riguardante appunto il mercato e la concorrenza.

Secondo l’Antitrust, va valutato positivamente il progetto di privatizzazione di Poste italiane, “da realizzare in un contesto di effettiva apertura del mercato e di piena liberalizzazione del settore”.

In materia di servizio universale, altro capitolo “caldo”, consiglia di limitarne il perimetro e ridefinirne le modalità di affidamento. Fra i suggerimenti, escludere da esso i supporti destinati ad una clientela commerciale che prevedono invii in grandi quantità; consentire che sia modulato in maniera flessibile, introducendo un obbligo di valutazione di efficienza e qualità in sede regolatoria; rendere maggiormente trasparenti i sistemi di finanziamento, con particolare riguardo alle norme relative alle tariffe inerenti i prodotti editoriali e le stampe promozionali e propagandistiche.

Quanto alla riserva postale (di fatto riguardante le diverse tipologie di notificazioni), vista dall’Agcm occorrerebbe eliminarla.

Per l’esenzione iva, essa non andrebbe applicata nel momento in cui vi sia una negoziazione individuale, vale a dire davanti a condizioni (prezzi, livelli di qualità o prestazioni diverse…) differenti rispetto a quelle regolate.

Il documento si sofferma su altri settori considerati rilevanti, come assicurazioni, banche, comunicazioni, energia, servizi pubblici locali. Sapendo che “sulla semplificazione della regolazione e sulla liberalizzazione dei mercati negli ultimi anni molto è già stato fatto ma molto resta ancora da fare”.


I suggerimenti espressi alla fine del 2012
Privatizzazione - Francesco Caio alla Camera
Lug 05 2014 - 10:35

Giornali, riviste e siti

I numeri dei filatelisti/2 Quel bluff del 1924

Collezionare francobolli è sempre più popolare ed un quotidiano, “L’ambrosiano”, che ospita una rubrica specializzata, lancia un censimento. Ma…

Ma quanti sono gli appassionati? La curiosità appariva attuale ancora sessant’anni dopo la testimonianza torinese, accolta dalla rivista belga “Le timbre-poste” (news precedente). Era il 1924 quando il quotidiano “L’ambrosiano” di Milano, che aveva una rubrica specializzata firmata da Giannino Grignola, progettò una verifica.

Bisognava compilare, usando una cartolina postale con risposta, un formulario, indicando cognome e nome, paternità, professione, età, domicilio, data e firma, nonché tipo di collezione (se generale o specializzata in qualche Stato) e numero approssimativo di francobolli posseduti. Per incentivare il coinvolgimento, vi era abbinato un concorso a premi: avrebbe vinto chi ipotizzava il numero di appassionati più vicino a quello che sarebbe emerso dall’indagine.

“In quanti siamo? Nessuno lo sa, e nessuno si è mai preso la briga di fare in modo di saperlo”, scrisse, era il 14 febbraio, il giornale. “La maggioranza crede che il numero dei filatelici in Italia sia esiguo… Contiamoci, dunque!”. Nelle presenze successive (in genere ospitate il giovedì), la testata continuò a promuovere l’iniziativa, denominata “Primo censimento filatelico italiano”, segnalando come data ultima il 30 giugno. Fino ad arrivare al 3 luglio, quando venne annunciato che la consultazione si sarebbe chiusa il 31 dicembre. Questo “poiché da diverse parti ci sono pervenute richieste di proroga”.

Però, è l’ultima traccia del piano: inutile leggere le puntate successive, dove non se ne fa più cenno. E inutile scorrere l’intera annata seguente: zero richiami, zero informazioni. Fino a quando, verso la metà del 1925, a sparire è lo stesso spazio dedicato ai filatelisti…


I numeri ipotizzati nel 1864
Il 3 luglio 1924 la conclusione dell’iniziativa venne prorogata a fine anno. Ma, di essa, si perse la traccia (immagine: Comune di Milano)
Lug 05 2014 - 00:29

Giornali, riviste e siti

I numeri dei filatelisti/1 Ma quanti sono in Italia?

Già, nell’ambiente, lo si chiedeva un secolo e mezzo fa, nel 1864. Allora, però, i valori erano davvero bassi…

Quanti sono i collezionisti in Italia? I numeri sono sempre stati ballerini e soggetti a rilievi ed interpretazioni differenti. L’allora (era il 2006) direttore della divisione filatelia di Poste italiane, Marisa Giannini, parlò di un milione di persone, mentre l’ex presidente dell’Associazione filatelisti italiani professionisti, Carlo Catelani, li stimava in 320mila. Altri ancora, per avere un metro di riferimento, risalgono al 1985, quando fu emesso il foglietto da 4.000 lire per “Italia ‘85”: era venduto solo su prenotazione e raggiunse quota 683.164. Facendo intendere che gli appassionati sarebbero stati meno.

Ma già un secolo e mezzo fa ci si interrogava sull’argomento. Lo rivela “Le timbre-poste”, periodico belga ritenuto essere il più antico in assoluto (nacque nel 1863). Secondo una corrispondenza spedita da Torino nel 1864, le stime appaiono davvero basse. Se ne contavano una dozzina nella città piemontese, altrettanti a Modena e qualcun altro a Genova, Verona, Milano, Livorno, Perugia, Napoli e Palermo. Non figura Roma, in quanto Pontificio. Il riferimento -viene puntualizzato, rivelando una delle difficoltà oggettive per la ricerca- è ai “veri collezionisti, quelli che hanno fini utili ed istruttivi, che uniscono il gusto alla passione”. Quindi, tralasciando coloro “che cercano di raccogliere qualcosa, soprattutto per imitazione o speculazione”. “Raccoglitori-scimmie”, come brutalmente venivano definiti. “Si riuniscono all’ufficio postale, che ha un vasto salone interno, coperto di vetro (e di conseguenza ripara dalle intemperie del tempo). Là si fanno tante vendite, scambi e mercati: è la nostra borsa”.


Le dichiarazioni del 2006
La ricca intestazione della rivista “Le timbre-poste”: secondo gli esperti, è la prima al mondo dedicata alla filatelia (immagine: Istituto di studi storici postali onlus, Prato)
Lug 04 2014 - 20:23

Notizie dall'Italia

Ed ora tocca al Molise

Dopo la Calabria, papa Francesco dedicherà una giornata, quella di domani, a Campobasso, Castelpetroso ed Isernia

Il manuale che saluterà la visita

Dopo la visita pastorale in Calabria, registrata il 21 giugno, quella in Molise. Attesa per domani, quando papa Francesco farà tappa a Campobasso, Castelpetroso e nel relativo capoluogo, Isernia, per un’altra giornata intensa.

Porterà -commentano entusiasti dall’Arcidiocesi di Campobasso Bojano- alla scrittura di una nuova pagina della storia locale “perché, per la terza volta in un trentennio, la regione accoglie un pontefice”. Giovanni Paolo II, infatti, la raggiunse due volte, nel 1983 e nel 1995. L’esperienza, comunque, s’innesta in un rapporto di antica data, visto che la prima notizia di un viaggio simile risale al 1053, quando il territorio fu toccato da Leone IX.

Tra gli ospiti illustri della Chiesa, non va dimenticato Celestino V, il noto Pietro del Morrone, “persona semplice e umile (come ciascun molisano) che ha vissuto l’esperienza di fede più importante per il suo percorso spirituale, noto alla cronaca per «il gran rifiuto»”. Eletto il 5 luglio 1294, venne incoronato all’Aquila il 29 agosto. Risulta essere il sesto, dopo san Clemente I, Ponziano, Silverio, Benedetto IX e Gregorio VI, ad aver abdicato.

Non mancherà, ritornando al momento attuale, la presenza marcofila. Il manuale sarà disponibile dalle 8 alle 13.30 presso l’ufficio postale Campobasso Centro, in via Pietrunto 4.


La giornata dedicata alla Calabria; era il 21 giugno
I dettagli dell’evento attuale
Lug 04 2014 - 16:15

Emissioni Italia

Sapore bizantino per Camillo de Lellis

Lo attribuisce l’icona impiegata per il francobollo italiano che renderà omaggio al santo, scomparso quattro secoli fa

Dalla Georgia all’Italia

Richiama la tradizione bizantina l’omaggio italiano all’abruzzese san Camillo de Lellis nel quarto centenario dalla scomparsa. Non vi è, insomma, l’effetto immaginetta avuto con la carta valore emessa, il 26 maggio per lo stesso scopo, dallo Smom. Si vedrà, al momento opportuno (ancora non si sa nulla, nemmeno la data di uscita), quanto farà il Vaticano.

In ogni caso, il 70 centesimi autoadesivo firmato dall’Italia è pronto ad uscire il 14 luglio, giorno in cui si ricorda il personaggio e che segnalerà la conclusione dell’anno giubilare. Richiama il patrono di ammalati, infermieri ed ospedali utilizzando l’icona “San Camillo nell’atto di confortare un infermo”, per l’occasione rielaborata dal centro filatelico che fa capo all’Istituto poligrafico e zecca dello stato. Oggi l’opera, dovuta al pittore Amiran Goglidze, è ubicata nel poliambulatorio “Redemptor hominis” di Tbilisi, in Georgia.

Nota da tempo è la tiratura, confermata: due milioni e settecentomila francobolli, allestiti in fogli da quarantacinque. Al bollettino illustrativo ha lavorato il vicario generale dell’Ordine dei ministri degli infermi, cioè la struttura che riunisce i camilliani; è padre Paolo Guarise.

L’annullo del primo giorno verrà impiegato allo spazio filatelia di Roma; un secondo, commissionato dall’Associazione giubilare intitolata al protagonista, sarà disponibile contemporaneamente nel paese in cui nacque il 25 maggio 1550: Bucchianico (Chieti).


L’anticipazione
L’emissione melitense
L’annuncio per quella vaticana
Lug 04 2014 - 13:41

Notizie dall'Italia

Dall’Isola al grattacielo della Regione

Ha cambiato sede l’ufficio di Milano che, collocato in via Sassetti 27, ospita anche lo sportello filatelico. È passato poco lontano, in via Algarotti 1

La sede è nel nuovo complesso della Regione

Sostanzialmente alla chetichella, il Milano Isola, nel 2010 in cronaca per i lavori esterni decisi dalla proprietà dell’immobile, si è spostato. Non è un ufficio postale qualsiasi, ma uno dei più importanti della città. Dettaglio interessante per i collezionisti, offre lo sportello filatelico e costituisce l’interlocutore dove presentare le commissioni marcofile di buona parte del territorio.

Dal 26 maggio è stato ricollocato poco lontano, in via Algarotti 1, nello stesso, enorme, grattacielo che accoglie la nuova sede della Regione (l’ingresso di servizio, infatti, dà su piazza Città di Lombardia). Ha cambiato pure nome; ora si chiama Milano Palazzo della Regione.

Undici gli sportelli presenti. Quattro sono destinati alle attività finanziarie, tre riservati in via preferenziale ai correntisti mentre i restanti trattano le procedure postali (uno di questi è condiviso con lo “sportello amico” ed uno appunto con gli interessati agli articoli collezionistici). Tre le salette rivolte alla consulenza per i prodotti finanziari ed assicurativi. È atteso, infine, il bancone che tratterà allo stesso tempo i cataloghi di Poste mobile e Poste shop. All’esterno vi sono due postamat, utili per i prelievi, le ricariche dei cellulari e delle carte “Postepay”. La sede osserva l’orario 8.20-19.05; il sabato chiude alle 12.35.

L’annullo figurato in dotazione allo sportello filatelico non è ancora stato sostituito; lo sarà da lunedì (domani è l’ultimo giorno di disponibilità del precedente). Intanto, l’appellativo aggiornato figura sia sui bolli ordinari, sia sul manuale impiegato il 15 giugno e dedicato al secolo e mezzo della Croce rossa.

Almeno per ora, l’immobile di via Sassetti 27 rimane il punto di riferimento per le inesitate ed il Posteimpresa. Ma anch’essi dovrebbero, in futuro, venire trasferiti: il cantiere che vi incombe all’ingresso fa capire tante cose…


I lavori di quattro anni fa
Undici gli sportelli presenti, fra cui uno per i collezionisti, caratterizzato con i pannelli impiegati dal 2013 per le manifestazioni filateliche
Lug 04 2014 - 09:47

Appuntamenti

Gérard Depardieu in corrispondenza

Spoleto - Domani sera l’attore interpreterà, insieme ad Anouk Aimée, l’opera “Love letters”. È l’unica tappa italiana dello spettacolo

Sarà l’unica tappa italiana del tour, inquadrata nell’ambito del “Festival dei due mondi”. È la proposta teatrale “Love letters”, in programma domani alle ore 21, in piazza Duomo a Spoleto (biglietti da 10,00 a 67,00 euro).

Lo spettacolo, in francese con sottotitoli nella lingua di Dante, vedrà in scena Gérard Depardieu e Anouk Aimée, mentre la regia è assicurata da Benoît Lavigne.

Dello statunitense Albert Ramsdell Gurney junior, la pièce si basa su due personaggi, Andrew Makepeace Ladd III e Melissa Gardner. Seduti ognuno al proprio tavolo, come accade in alcuni romanzi epistolari, si scrivono, per oltre mezzo secolo, biglietti, lettere e cartoline. Raccontano le speranze, le ambizioni, i sogni, le delusioni, le vittorie, le sconfitte di due vite trascorse separatamente. Andrew sarà eletto senatore, mentre Melissa non riuscirà mai a diventare un’artista e, alla fine, si toglierà la vita.

È un’opera scritta alla fine degli anni Ottanta e tradotta in una trentina di lingue, annotano dalla produzione, Les visiteurs du soir. Qualche mese fa era stata interpretata pure da Paolo Ferrari e Valeria Valeri.


I dettagli presentati dal “Festival di Spoleto”
La stessa opera proposta da Paolo Ferrari e Valeria Valeri
Il francobollo del 2007 dedicato alla manifestazione
I due attori in scena (foto: © Christophe Brachet)
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