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  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Dic 14 2018 - 00:15

Giornali, riviste e siti

“L’italianità di Trieste”

S’intitola così l’editoriale che, il 15 dicembre 1918, aprì il “Bollettino filatelico”. Anche in questo frangente, è possibile intuire il clima del tempo e dare un significato a certi francobolli

Uno degli esemplari citati: è il più alto di nominale

S’intitola “L’italianità di Trieste” l’editoriale pubblicato sul “Bollettino filatelico”, il periodico allora diretto da Roberto Palmieri. È datato 15 dicembre 1918, cento anni fa domani.

“In una rivista qual è la nostra, che si vanta d’essere innanzi tutto italiana, i francobolli di cui riproduciamo qui i cliché non possono andare inclusi e confusi nelle «novità filateliche del mese»”, vi si legge. “Questi francobolli, per il fatto storico che sono destinati a ricordare, e più ancora perché in essi -piccoli di dimensioni ma grandissimi di significato politico- si ha un documento tangibile dell’autodecisione di un popolo, questi francobolli hanno diritto al posto d’onore”.

Dopo aver citato le cartevalori che gli austroungarici avevano sovrastampato pensando di utilizzarle nelle province del Veneto invase e per altre che si ripromettevano di occupare e magari annettersi, l’autore segnala l’emissione di Trieste.

La città, “appena si sentì libera dal secolare giogo straniero, deliberava -tra i suoi primi atti solenni- che quei medesimi francobolli dell’Austria fossero invece soprastampati «Regno d’Italia - Venezia Giulia - 3 XI 18”. “Non la sovrastampa ordinaria, ma una formula plebiscitaria che recava a conoscenza del mondo intero la proclamata annessione alla madre patria”.

Cataloghi attuali alla mano, si tratta di diciassette tagli che riciclano quelli con la corona asburgica o il ritratto di Carlo I. Arrivarono agli sportelli nello stesso novembre. Analogamente avvenne in Trentino; di quest’ultima tiratura si conosce la data precisa: 11 del mese.


Dalla stessa fonte, la fine del conflitto
Quando vennero arruolati i piccioni (in due parti)
Campo Ligure, tra storia locale e posta
Dic 13 2018 - 18:49

Appuntamenti

Le lettere dietro al percorso terapeutico

Persone con malattie neurodegenerative, familiari ed operatori del settore hanno affrontato il tema del sentimento attingendo alle epistole d’amore. Domani a Ferrara lo spettacolo

“Le lettere non sono solo ponti che legano le persone, ma soprattutto ponti aperti dentro noi stessi, varchi, raccoglimenti, che ci permettono di capire meglio, di soppesare le emozioni e le idee, di dare spessore alle cose... Oggi non abbiamo il tempo necessario per quel proficuo raccoglimento, di cui la lettera è lo strumento privilegiato. Ogni lettera, in fondo, come ogni libro, è un po’ una lettera d’amore”.

È in questo modo che viene introdotto lo spettacolo “Che cos’è l’amor (epistolari d’amore)”, previsto per le ore 21 di domani a Ferrara; si svolgerà in sala Estense, piazza Municipale 2 (ingresso ad offerta libera).

Rappresenta uno degli esiti del progetto “Il teatro e il benessere”, rivolto a persone con malattie neurodegenerative, familiari ed operatori del settore. Diretto dal regista e pedagogo Michalis Traitsis (Balamòs teatro), coinvolgerà numerosi interlocutori.

Lungo l’esperienza, i partecipanti si sono accostati al tema del sentimento; da qui la ricerca tra le corrispondenze che nella letteratura “hanno avuto e hanno ancora un peso, scegliendo quelle che creavano risonanze ed echi in ciascuno”. Non necessariamente, però, hanno a che fare con una relazione tra uomo e donna, ma anche con una figlia, con un’idea politica, con una canzonatura.


L’approfondimento sull’esperienza
Le lettere, nel caso specifico sentimentali, quale strumento per aiutare le persone con malattie neurodegenerative
Dic 13 2018 - 16:15

Vaticano

Ministoria fotografica dell’ex succursale

Tre scatti mostrano come, negli ultimi anni, sia mutato l’esterno dell’immobile che, alla Guardia svizzera, accoglieva la sportelleria postale

Le luci esterne sono spente, lasciando piuttosto in ombra un viottolo oscurato dal colonnato del Bernini. Ma quella che si fa notare di più è l’assenza del giallo, tradizionalmente colore del mondo postale. Colore che pure il Vaticano ha adottato per identificare la propria rete.

È la ministoria fotografica della succursale postale presente -fino al 30 settembre scorso- alla Guardia svizzera, quindi sul lato destro di piazza San Pietro.

I tre scatti identificano altrettante situazioni: il primo risale al 2012 e vede, oltre al cartello che segnala la presenza delle sportellerie, ben quattro cassette dove imbucare lettere e cartoline.

Il secondo, dell’anno scorso, testimonia lo spostamento di uno dei contenitori, così da permettere l’applicazione della targa “Segreteria di stato - Ufficio vidimazioni”. Ma, soprattutto, si evidenzia l’insegna, sovrastante l’ingresso e visibile da lontano.

L’ultima istantanea è di pochissimi giorni fa: le porte sono chiuse e tutti i riferimenti scomparsi. Resta soltanto il telefono in fondo a sinistra, ma quello è di un’altra… parrocchia. In base alle notizie raccolte, gli ambienti accoglieranno un dispensario.


La notizia pubblicata un mese fa
L’immobile che, fino a settembre, accoglieva una delle succursali delle Poste vaticane, ritratto nel 2012, nel 2017 e nel 2018 dopo la chiusura
Dic 13 2018 - 13:53

Notizie dall'Italia

La vecchia tonnara per il turismo

A centoventi anni dalla prima lattina serigrafata, la mostra, il convegno e l’annullo. Appuntamento nella frazione di San Giorgio a Gioiosa Marea (Messina)

Promozionale

Con questo annullo, la tonnara, anche se non è più in attività, ritorni ad essere motivo di argomento tra i compaesani ed oltre; diventi un’attrattiva turistica, un modo diverso di fare economia.

Idee chiare dall’associazione di promozione sociale “Cittadini residenti e non San Giorgio di Gioiosa Marea”. Il 15 dicembre nella località in provincia di Messina sarà utilizzato un manuale, così da promuovere la mostra dedicata appunto alla struttura, le cui testimonianze risalgono ad almeno centoventi anni fa grazie alle lattine serigrafate. L’esposizione sarà aperta domani e dopodomani dalle ore 9.30 alle 13; si aggiungerà, alle 16 del secondo giorno, un convegno.

Gli addetti di Poste italiane saranno disponibili, sempre sabato ma dalle 15 alle 20, nella medesima sede: il salone parrocchiale della chiesa dedicata al santo Spirito; si trova in piazza Quasimodo.


Il sito dei richiedenti
Dic 13 2018 - 10:22

Libri e cataloghi

Tre titoli, tre interlocutori diversi

Dalla Michel - Se lo “Junior” di Germania si rivolge ai principianti, lo “Svizzera specializzato” è per chi vuole approfondire. Con l’Africa Meridionale, invece…

Per i principianti di Germania

Al solito molto ampia l’offerta dei cataloghi targati Michel. Fra i titoli rinnovati negli ultimi tempi, eccone tre dal taglio completamente differente, a sottolineare la diversità di pubblico cui sono rivolti.

Uno, lo “Junior”, è il tascabile dedicato alla Germania per chi non nutre molte pretese, ad esempio i principianti. Conta 640 pagine che sintetizzano l’intero Paese dall’Ottocento ad oggi, comprendendo anche Colonie ed Occupazioni. In Italia è venduto a 13,50 euro.

Di tutt’altro genere è lo “Svizzera specializzato”, organizzato in 472 pagine e capace di analizzare il singolo francobollo nei dettagli più minuti, specie quando tirature successive hanno creato due (o più) cartevalori solo apparentemente uguali. Considera pure emissioni locali, posta militare, interi (particolarmente rivisti nelle illustrazioni), Campione d’Italia (73,00).

Per chi invece ama... spaziare, ecco l’ultimo uscito fra i volumi riguardanti l’oltremare. In 768 pagine tratta l’Africa Meridionale da Ascension a Tristan da Cunha, comprendendo al suo interno, per dire, Botswana, Lesotho, Malawi, Namibia, Sudafrica, Swaziland (94,00).

Naturalmente, i mercuriali citati sono scritti in tedesco ed hanno immagini quasi sempre a colori. Le stime economiche vengono espresse nella moneta comunitaria.


Tra le ultime segnalazioni, i Michel d’oltremare…
…ed europei
I restanti due cataloghi sono dedicati a chi colleziona Svizzera in modo approfondito e Africa
Dic 13 2018 - 00:40

Dall'estero

I bimbi svizzeri e le loro letterine

Circa ventimila le missive trattate ogni anno. Nel 2017 lo speciale gruppo di postini che aiuta Babbo Natale ha risposto al 96% delle corrispondenze, tutte quelle che mostravano l’indirizzo del mittente

Ma cosa si scrive nelle letterine? Un saggio aggiornato proviene dalla Posta svizzera, che sull’argomento sta lavorando a pieno ritmo. Lo fa da sei decenni.

Anche questa volta, “ci siamo: Babbo Natale e Gesù Bambino hanno di nuovo un sacco da fare”. Prima delle festività devono rispondere a migliaia di esse, spesso associate a dei disegni. È quanto annota, dall’azienda, Masha Foursova.

“So che non fa bene agli occhi ma vorrei tanto una console. E poi non ci giocherei due ore di fila”, promette un bambino nella sua testimonianza, scritta con una bella calligrafia colorata. Una piccola ha preparato una lista circostanziata, magari da rivedere dal punto di vista della grammatica: vorrebbe uno “scualo” gigante, un animale con gli occhioni, un unicorno, un grande animale di “pelusc”, Hello Kitty, venti “pennalelli”, dei “pleimobil” e una Barbie.

Per trattare le circa ventimila richieste attese, l’operatore impiega un gruppo speciale di stanza a Chiasso. Coinvolti fino a sei collaboratori, così da rispondere ai desideri cartacei; per ogni missiva spedita (nel 2017 è stata data risposta al 96% del totale, mancando nella quota restante un riferimento all’indirizzo del mittente), i giovanissimi ricevono l’omaggio: una storia e un oggetto preparato con grande impegno e amore da persone disabili.

Da circa otto anni Teresa Lovatti risulta tra gli aiutanti. È sempre intenerita dal modo in cui gli interlocutori descrivono con tanti dettagli dove abitano e che aspetto ha l’ingresso (“Viviamo al terzo piano, è la porta con zerbino giallo”), così da evitare errori. Ma ci sono anche situazioni tristi: ricorda la seienne che aveva da poco perso la mamma a causa di una malattia. Chiese a Gesù Bambino di abbracciarla in cielo. E di farla tornare, per il suo fratellino e per il suo papà.


La fiaba che viene spedita (anche in italiano)
Così il Babbo Natale di Poste italiane
Uno dei disegni trovati nelle letterine
Dic 12 2018 - 21:05

Notizie dall'Italia

Auguri pure con il ponte crollato

L’infrastruttura figura in uno degli annulli natalizi annunciati oggi. Il manuale è stato richiesto dal Comitato liberi cittadini di Certosa

“Il cuore riprende a battere!”

Nuovo gruppo di annulli per le feste, annunciato oggi e operativo già da domani, quando a Malpensa (il riferimento formale è il comune di Ferno, provincia di Varese) si formuleranno, in cinque lingue, i migliori auspici. “Promuove -viene spiegato- il valore magico della scrittura, rievocando il gusto e il piacere di inviare un augurio” che, associato ad una cartolina spedita dall’aeroporto, raggiungerà qualsiasi destinatario in tutto il mondo.

Si fa notare di più, tuttavia, il manuale in calendario a Genova per il 15 dicembre. Richiesto dal Comitato liberi cittadini di Certosa, raffigura il ponte “Riccardo Morandi”, crollato il 14 agosto scorso, con lo slogan “Il cuore riprende a battere!”. Insomma, le zone Certosa e Rivarolo, anche private del sovrappasso, sottolineeranno il momento “tra presepi, laboratori e carrozza di Babbo Natale”.

La lista delle prenotazioni va integrata con altre attività marcofile. Una si concretizzerà il 19 ad Alessano (Lecce); il 22 si aggiungeranno Bussolengo (Verona) e Massafra (Taranto), dal 23 al 26 Viterbo.


Il disastro del 14 agosto a Genova
Annulli augurali - La precedente segnalazione
Alcuni degli altri manuali annunciati oggi
Dic 12 2018 - 17:45

Appuntamenti

Nuova conferenza a Salerno

Intitolata “Il caffè… filatelico”, si svolgerà il 15 dicembre presso il caffè letterario di via Diaz 19. Cinque i relatori

Ci sarà l’annullo

Salerno - Tornerà, il 15 dicembre, la conferenza voluta dall’Associazione cittadina di filatelia e numismatica. L’edizione 2018 sarà ospitata al caffè letterario “Diaz”, sito nella via omonima al numero civico 19. Non a caso, l’iniziativa è stata denominata “Il caffè… filatelico”.

Al tavolo in qualità di oratori sfileranno Sergio Castaldo (il suo intervento è intitolato “Filatelia e social network”), Giovanni Cutini (“Buste lettere postali - Blp”), Giuseppe Preziosi (“I codici alfanumerici nell’identificazione dei fogli stampati nel 2003”), Luca Restaino (“Storie di aviatori ed aeroplani”), Silvia Siniscalchi (”Cartografia e mondo postale”).

“Si è giunti alla sesta edizione della manifestazione «Salernophil», che prosegue nel percorso divulgativo, iniziato nel 2013, della cultura e dello studio della filatelia”, annota il presidente del sodalizio, Sergio Mendikovic. “Questa progettualità è stata sempre ben presente in tutte le edizioni, avendo la presenza, di volta in volta, di relatori di caratura nazionale e non solo provenienti dal mondo filatelico, andando a coinvolgere anche il mondo accademico universitario col fine di attuare una divulgazione semplice ed accattivante della nostra passione: il francobollo”.

L’incontro si svilupperà dalle ore 12.30 alle 15.30. Partecipare costa 10,00 euro perché è compreso il buffet.


Gli atti della conferenza precedente
L’appuntamento è per il 15 dicembre
Dic 12 2018 - 13:12

Notizie dall'Italia

I pacchi abbandonati trovano altre destinazioni

Invece di distruggerli, Poste italiane donerà i contenuti alla Caritas affinché recuperi i materiali per, soprattutto, gli “Empori della solidarietà”

Finora venivano distrutti. Ma adesso Poste italiane si è resa conto che potrebbero venire trattati in altra maniera. Sono i contenuti dei pacchi non consegnati per l’impossibilità di reperire il destinatario e il mittente oppure il rifiuto da parte di quest’ultimo di riprenderli.

Da qui l’idea di proporre “Valori ritrovati”. Oggetti di ogni tipo, come capi di abbigliamento, giocattoli, piccoli elettrodomestici, utensili per la casa troveranno così nuovi proprietari.

Grazie ad un accordo con la Caritas diocesana di Roma, i beni saranno recuperati e consegnati principalmente agli “Empori della solidarietà”, un circuito di supermercati che fornisce gratuitamente prodotti di prima necessità a chi ne abbisogna.

“Con questo progetto -ha detto l’amministratore delegato, Matteo Del Fante- Poste italiane dà attuazione pratica ai principi di economia circolare, aiutando migliaia di famiglie meno fortunate”. “Nasce dalla volontà dell’azienda di promuovere e sviluppare la propria presenza a livello nazionale e territoriale a sostegno di iniziative di inclusione e di solidarietà sociale, favorendo la partecipazione e il coinvolgimento dei suoi oltre 135mila dipendenti in un quadro di responsabilità sociale d’impresa diffusa e partecipata”.

Emerge -ha precisato per l’interlocutrice il direttore, don Benoni Ambarus- da una collaborazione “che ci vede insieme da diversi anni su più fronti e che punta a creare una maggiore sinergia cercando di recuperare degli «scarti» molto particolari”. “Dimostra che per fare il bene e per farlo bene non occorrono grandi investimenti ma bastano attenzione e sensibilità”.

Lavoratori della società saranno impegnati come volontari a Roma, Perugia e Pescara nella distribuzione dei beni, per le attività di magazzino e nelle pratiche amministrative. Previsti inoltre l’inclusione di adulti in difficoltà (per ordinare e catalogare le merci individuate) e l’avvio di stage formativi o tirocini di inserimento presso ditte partner di Sda.

Ferma restando la bontà dell’idea, resta l’aspetto normativo, sancito ad esempio dall’articolo 15 della Costituzione: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”.


Il sito del sodalizio beneficiato
Disagi - Quando si parlava di Poste insieme onlus
Alla presentazione, il direttore della Caritas di Roma don Benoni Ambarus e l’amministratore delegato della società Matteo Del Fante
Dic 12 2018 - 12:24

Note classiche

Sardi, ma spediti dall’Italia

Un invio tra Livorno e Milano che richiese, il 27 maggio 1862, 3,76 lire. L’importo fu coperto con sette francobolli di cinque tipi diversi, fra cui un 3 lire

Il librario Andrea Rossi risiedeva a Milano (a riprova, si intravede una “M” sotto al nome). È probabile quindi che il plico -spedito il 27 maggio 1862 da Livorno- contenesse qualche volume.

Ciò che importa, comunque, è l’articolata affrancatura presente sulla soprascritta. L’invio richiese 3,76 lire, corrispondenti a 188 porti da 2 centesimi per gli stampati. La cifra è coperta con sette francobolli dell’ex Regno di Sardegna di cinque tipi diversi, per questo gli specialisti definiscono pentacolore l’insieme. Cominciando da sinistra in alto, ecco il 3 lire, tre esemplari da 20 centesimi in striscia, uno da 10, uno da 5 e l’ultimo da 1. Totale, appunto, 3,76, come d’altro canto è specificato nel testo manoscritto a destra.

Si fa notare, in particolare, il taglio più alto. Tra le poche affrancature con il 3 lire dirette all’interno dell’Italia, questa risulta la più importante e, includendo anche tutte quelle con altre destinazioni, è l’unica che comprenda l’1 centesimo. Ovvero, il più costoso ed il più economico.


La tolleranza di Napoli
La sovrascritta pentacolore è stata annullata a Livorno il 27 maggio 1862
Dic 12 2018 - 09:33

Giornali, riviste e siti

Dai cavallini alle immagini trasmesse a distanza

Ma anche Fiume, un’agenzia italiana in Etiopia e la staffetta imperiale di Pio VII tra gli argomenti affrontati nel nuovo numero del semestrale “Storie di posta”

Il nuovo semestrale

Ci si avvicina al bicentenario, tanto è vero che il Bel Paese ha previsto un’emissione specifica, in arrivo agli inizi del 2019 (quando, con precisione per ora non si sa). È dedicata ai cavallini, dall’immagine che caratterizza tali impronte. Ad esse il presidente dell’Accademia italiana di filatelia e storia postale, Franco Filanci, dedica uno studio volto a scoprire anche una pubblicazione realizzata un secolo dopo da Silvio Sella, “La carta postale bollata degli Antichi Stati di terraferma del Regno di Sardegna”. L’intervento è compreso nell’ultima edizione, ancora fresca di stampa e caratterizzata dal numero 18, di “Storie di posta”.

Tra gli altri apporti, due riguardano Fiume, il cui capitolo venne aperto il 2 dicembre 1918. Uno, che si concentra fra l’altro sui servizi postali, è firmato da Giorgio Migliavacca; il restante approfondisce i segnatasse con le cifre nere ed è dovuto ad Oliviero Emoroso.

Dai Balcani all’Africa grazie a Ulf Lindahl, il cui saggio è dedicato ad un’agenzia italiana in Etiopia, mentre Pietro Giribone scrive della staffetta imperiale di papa Pio VII. Enrico Bertazzoli e Luigi Ruggero Cataldi trattano infine un argomento più tecnico e inconsueto: la trasmissione a distanza delle immagini.

Il semestrale -che conta 112 pagine “A4” ed offre immagini a colori (18,00 euro)- è completato dalle rubriche.


“Storie di posta” n°18 La scheda
I cavallini nel programma delle emissioni 2019
Dic 12 2018 - 00:42

Dall'estero

Solženicyn nacque cento anni fa

Lo ricordano due francobolli, emessi dalla Russia e dal secondo operatore del Kirghizistan. Fra i suoi lavori più noti, “Arcipelago gulag”

Dalla Russia…

Nacque l’11 dicembre 1918, cento anni fa. E ieri l’hanno ricordato con francobolli sia la Russia, sia il secondo operatore del Kirghizistan.

È lo scrittore e drammaturgo Aleksandr Isaevič Solženicyn. Con la testimonianza di “Arcipelago gulag”, ad esempio, contribuì a far conoscere all’estero la rete persecutoria del regime, tanto da ottenere il Nobel per la letteratura e poi finendo esiliato dal Paese natale, l’Unione Sovietica. Morì il 3 agosto 2008.

La carta valore emessa da Mosca è dovuta a Sergey Ulyanovsky. In vendita a 27,00 rubli, propone il ritratto del personaggio, associato ad una torretta di guardia e ad un palazzo che evoca un altro lavoro, “La casa di Matrjona”.

L’emissione di Kyrgyz express post, invece, consta di due dentelli, da 75 e 100 som. Il primo è dedicato allo scrittore locale Čyngyz Torekulovič Ajtmatov (12 dicembre 1928 - 10 giugno 2008). Il padre venne ucciso nel periodo delle purghe staliniane; sue sono, per dire, le opere “Melodia della terra. Giamilja” e “Il patibolo”. Fu ministro durante la fase di Mikhail Gorbaciov. Il restante taglio rende omaggio al ben più noto collega.


Gulag: il francobollo ungherese per le vittime
…alla Kyrgyz express post, il ricordo per Aleksandr Isaevič Solženicyn (nel secondo caso vi è anche un omaggio al collega Čyngyz Torekulovič Ajtmatov)
Dic 11 2018 - 19:05

Appuntamenti

Romanzo epistolare al tempo di internet

Tra il 12 ed il 16 dicembre al teatro Nuovo di Napoli, tra il 18 ed il 23 al Franco Parenti di Milano. È “Le ho mai raccontato del vento del Nord”, di Daniel Glattauer

Una favola moderna, dovuta all’austriaco Daniel Glattauer, che racconta come da un errore possa nascere un’amicizia giocosa e complice, e poi un sentimento ben più potente. È “Le ho mai raccontato del vento del Nord”, romanzo d’amore epistolare adattato ai tempi di internet.

Tutto inizia con un abbonamento da disdire, e dunque l’invio di una banale e-mail. All’altro computer, però, non c’è l’ufficio destinatario, ma una persona raggiunta per sbaglio. Leo Leike dopo un po’ risponde a Emmi Rothner; la avverte del malinteso e fra i due scocca una scintilla, scorre un fiume di parole. I due perfetti sconosciuti avviano il loro epistolario digitale, sono persone qualsiasi. Eppure, il sentimento s’insinua. Ecco due scritture, due mondi, due universi interiori che si raccontano attraverso le tastiere. Una missiva dopo l’altra, ogni volta un po’ più confidenziale, ogni volta più intensa, alla fine sempre più necessaria, irrinunciabile.

Da domani al 16 dicembre lo spettacolo sarà in scena presso il teatro Nuovo di Napoli; dal 18 al 23 toccherà al Franco Parenti di Milano. Sul palco, Chiara Caselli e Paolo Valerio, il secondo anche alla regia; la produzione è dello Stabile di Verona.


Il sito del teatro Nuovo
Paolo Valerio, alla regia e sul palco con Chiara Caselli
Dic 11 2018 - 15:39

Notizie dall'Italia

Recapito di domenica. Le osservazioni a Firenze

Due giorni fa Poste italiane ha recapitato i pacchi di Amazon nonostante fosse un festivo. Trentasei i centri individuati

È su base definita “volontaria”: a Poste italiane il recapito di domenica è stato concretizzato due giorni fa; si parla delle consegne natalizie, in particolare dei pacchi affidati da Amazon. Trentasei di nove regioni le località grandi e piccole individuate.

Intanto, una nota giunge da Firenze, portata in Consiglio comunale da Tommaso Grassi e Donella Verdi (Firenze riparte a sinistra). “Dopo che anche lo scorso 25 aprile era stata consegnata la posta, avevamo già denunciato come la nuova organizzazione delle Poste con la consegna della posta a giorni alterni avesse peggiorato il servizio e fatto accumulare posta inesitata nei centri postali, oggi questa novità ci conferma i nostri timori. Se altrove, nei comuni periferici del territorio provinciale, la consegna dei pacchi di Amazon è la migliore scusa per chiedere di lavorare anche per le feste, i sabati e le domeniche, a Firenze non c’è altra spiegazione all’operato di Poste se non quello di dover utilizzare anche i festivi per smaltire la posta la cui consegna è rimasta indietro”.

“Ci è difficile pensare ad una spontaneità per chi è assunto a contratto a tempo determinato, e a cui casomai verrà considerata nel momento del rinnovo la propria flessibilità a rispondere alle richieste dell’azienda, o chi avendo carichi familiari è disposto pur di esser pagato con la maggiorazione anche per i giorni di festa”, prosegue la nota. “Ma qual è il modello aziendale e di vita che Poste vuole imporre ai propri dipendenti? Da questi segnali non vi è dubbio che non è assolutamente condivisibile”.

“Torniamo a chiedere a Poste, a livello nazionale, di ripensare alla organizzazione recentemente introdotta... di abolire la consegna a giorni alternati, di creare posti di lavoro dignitosi con stabilizzazioni e nuove assunzioni nel settore del recapito, e sollecitiamo anche il Comune, dall’assessore al lavoro alla commissione lavoro del Consiglio comunale, ad occuparsi del tema”.


L’attuale sistema a giorni alterni spiegato da Matteo Del Fante
Amazon operatore postale
Firenze - Il recapito di domenica arriva in Consiglio comunale
Dic 11 2018 - 12:06

Appuntamenti

Mostre a Rovereto, Alghero e Modena

Tre le iniziative al via in questi giorni. La prima cita i settant’anni raggiunti dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”; le altre sono esposizioni sociali

Il settantesimo anniversario è scoccato ieri; su questa base, il Circolo culturale numismatico filatelico di Rovereto (Trento), insieme ad altre realtà, ha aperto la mostra “La Dichiarazione dei diritti umani nei francobolli”. Curata da Renzo Bianchi, si divide in varie sezioni, con le cartevalori emesse a partire dal 1948. Il percorso resterà disponibile, sino al 6 gennaio, presso la Biblioteca civica “Girolamo Tartarotti”, in corso Bettini 43, aperta da lunedì a sabato nella fascia oraria 9-22, domenica dalle 9 alle 13 (chiusa il 25 ed il 26 dicembre come l’1 gennaio).

Festa degli appassionati, invece, ad Alghero (Sassari) dove, dal 14 al 22, il Circolo filatelico numismatico del modellismo e collezionismo -che compie quarant’anni- proporrà “Tutto è collezionismo”. L’allestimento -presso la sede, in via Valverde 4- rimarrà visitabile ogni giorno, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20. L’inaugurazione è fissata per il 14 alle 18; il 18, presso la torre di porta Terra, verrà impiegato l’annullo.

Attivo pure il Circolo filatelico culturale “Alessandro Tassoni”. Dal 15 dicembre al 15 gennaio firmerà “È bello stare insieme”. La mostra sociale (un centinaio i partecipanti) sarà accolta a Modena in viale Monte Kosica 91, ambienti raggiungibili il giovedì dalle 14 alle 17, sabato e domenica dalle 9 alle 12. La cerimonia di apertura si terrà il 15 alle 10. Il 12 ed il 13 gennaio una parte del materiale verrà esposta al convegno commerciale cittadino.

Tutte le iniziative segnalate sono ad ingresso libero.


“Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”: il francobollo francese
Trieste, fino al 12 gennaio la mostra “La Cristianità”
Le manifestazioni a Rovereto (Trento), Alghero (Sassari) e Modena
Dic 11 2018 - 08:58

Emissioni Italia

Con Vittorio Pozzo ritorna la carta gommata

Ultima emissione italiana per il 2018, fissata al 21 dicembre. È il giorno preciso in cui, nel 1968, morì il calciatore, allenatore e giornalista

Vittorio Pozzo

Ancora un’emissione calcistica, ma per quest’anno sarà l’ultima. Arriverà il 21 dicembre chiudendo la programmazione; intende ricordare Vittorio Pozzo, scomparso mezzo secolo fa, il 21 dicembre 1968 (era nato il 2 marzo 1886). Oltre a distinguersi nel giocare a pallone, si costruì una carriera come allenatore e giornalista.

Inserito nel percorso “Lo sport”, il francobollo si fa notare perché impiega carta gommata (“È l’eccezione che conferma la regola”, spiegano a “Vaccari news” dal ministero allo Sviluppo economico). Conta su un milione di esemplari organizzati in fogli da cinquanta. Sarà un “B”, utilizzabile principalmente con le lettere ordinarie entro i venti grammi di peso dirette in Italia. Tale servizio ora costa 1,10 euro.

Quanto all’immagine, è di Maria Carmela Perrini. Delimitata a sinistra da una fascia tricolore, raffigura il ritratto dell’uomo in primo piano su una formazione della Nazionale italiana risalente agli anni Trenta.

Intanto, si comincia a pensare al 2019, quando -ad esempio- verrà ricordato (e non è la prima volta!) il collega Valentino Mazzola.


Calcio dentellato, un anno impegnativo: la precedente emissione
Quello che si sa del 2019
Dic 11 2018 - 01:12

Dall'estero

Il Postal club all’Amdp

L’Associazione mondiale per lo sviluppo della filatelia -gruppo di lavoro che fa capo all’Unione postale universale- accoglie il sodalizio come osservatore

Ci sarà anche il Club philatélique postal international, più noto come Postal club e prossimo al venticinquesimo anniversario, nelle riunioni dell’Associazione mondiale per lo sviluppo della filatelia, uno dei gruppi di lavoro che fanno capo all’Unione postale universale. Lo fa sapere lo stesso circolo, il quale coinvolge, soprattutto, dipendenti ed ex dipendenti postali interessati al mondo dei francobolli. In base agli accordi, siederà al tavolo come osservatore.

L’Amdp, creata nel 1997, funziona in seno al Consiglio delle operazioni postali coinvolgendo, oltre all’Upu, gli operatori designati ed i rappresentanti della filatelia, così da garantire un dialogo permanente fra le parti. Oltre a combattere le emissioni illegali, monitora le tendenze del mercato, analizza e diffonde le informazioni, migliora le conoscenze del settore e incoraggia l’adozione di pratiche utili.

Fra gli interlocutori, Amministrazione postale delle Nazioni Unite, Association internationale des éditeurs de catalogues de timbres-poste, d’albums et de publications philatéliques (è l’Ascat), Association internationale des journalistes philatéliques (Aijp), Comitato internationale olimpico (Cio), Confédération internationale des imprimeurs et des industries apparentées (Intergraf), Fédération internationale de philatélie (Fip), International federation of stamp dealers associations (Ifsda).


Il sodalizio (con una scheda anche in italiano)
La notizia dal Club philatélique postal international
Dic 10 2018 - 20:40

Emissioni Italia

Vi è anche Carlo Besta

Il ritratto del neurologo, cui si deve la struttura che ora porta il suo nome, tra gli elementi del francobollo atteso per il 20 dicembre

Struttura centenaria

Sullo sfondo dell’edificio che ospita la sede, si staglia, in primo piano a destra, un ritratto del fondatore, vissuto tra il 1876 ed il 1940; a sinistra, rispettivamente dentro dei cerchi, sono raffigurati due ricercatori che osservano al microscopio e una dottoressa che aiuta un bambino nella riabilitazione motoria. È quanto ha realizzato Isabella Castellana, incaricata di lavorare al francobollo per la Fondazione istituto di ricerca e cura a carattere scientifico istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano. L’emissione arriverà il 20 dicembre (in un primo tempo si parlava del 27).

Inserita nella serie “Le eccellenze del sapere”, consta di un taglio autoadesivo stampato in fogli da ventotto e con una tiratura da seicentomila pezzi. Servirà come “B”, utile per spedire invii ordinari di primo porto all’interno del Paese, prestazione che adesso richiede 1,10 euro.

Annunciata una presentazione ufficiale. “Questo evento -dice il presidente della struttura, Alberto Guglielmo- chiude le celebrazioni del centenario, accompagnato da un lungo programma di iniziative che l’Istituto ha voluto realizzare nel corso del 2018, dedicate al cervello, alla sua straordinaria potenza e alla sua relazione con gli arti e contemporaneamente alla sua fragilità e alle sue necessità di cura”.


Quando venne cambiata la data d’emissione
Il sito
Dic 10 2018 - 17:29

Notizie dall'Italia

Replicabilità delle offerte, pronto il test

L’obiettivo è “assicurare il rispetto del principio di non discriminazione ed il contenimento di possibili fenomeni di compressione dei margini” per i concorrenti di Poste italiane

Grandi utenti, mercato postale, principio di non discriminazione

Concluso il procedimento sulla definizione del test di replicabilità inerente alle offerte di Poste italiane rivolte ai grandi clienti per i servizi di recapito di invii multipli. È quanto annuncia l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, al termine di una lunga gestione preparatoria che ha necessitato alcune proroghe.

Ora si dovrebbe passare all’applicazione: la prova servirà a valutare se altri operatori possono formulare davvero offerte paragonabili, dal valore superiore a 500mila euro, destinate agli utenti privati in grado di originare flussi importanti o formulate nell’ambito di gare ad evidenza pubblica. Sapendo che per il recapito la ditta appaltatrice dovrà comunque passare dai canali di Poste italiane, l’unica azienda capace di coprire l’intero territorio nazionale.

La verifica ha l’obiettivo di “assicurare il rispetto del principio di non discriminazione ed il contenimento di possibili fenomeni di compressione dei margini” per i concorrenti della società guidata da Matteo Del Fante.


La procedura avviata un anno fa
La consultazione pubblica
L’ultima proroga segnalata
Dic 10 2018 - 13:38

Notizie dall'Italia

Occorre il “francobollo magico”

Serve per la letterina a Babbo Natale. È quanto succede al villaggio delle Meraviglie, allestito fino al 6 gennaio presso i giardini “Indro Montanelli” di Milano

Il “francobollo magico”

Cosa sarà mai il “francobollo magico”? Per scoprirlo occorre recarsi al villaggio delle Meraviglie, in essere a Milano presso i giardini “Indro Montanelli” (quindi a porta Venezia) fino al 6 gennaio.

Firmato dal gruppo Ao di Ambra Orfei e Gabriele Piemonti, è un’area divertimenti in linea con il periodo; si rivolge soprattutto ai bambini proponendo loro ambienti ed attività dedicate, dal palazzo dell’uomo delle nevi al castello di cristallo, dalle casette di dolciumi alla pista di pattinaggio. Per tacere delle altre.

Nel contesto, ecco il riferimento dentellato, utile per spedire la tradizionale letterina a Babbo Natale. Una volta scritta, a casa o al parco, si riceve un codice da esibire agli elfi incaricati appositamente del “servizio postale”. Poi, è tutta una sorpresa! Fra le interlocutrici, anche la Befana e un’inedita… Mamma Natale.


Per saperne di più
L’iniziativa di Poste italiane
Così a Camerata Cornello (Bergamo)
Dic 10 2018 - 10:16

Appuntamenti

Quando la foto divenne arte

A Torino la mostra “Camera pop. La fotografia nella Pop art di Warhol, Schifano & Co”. Alcune delle opere richiamano dei francobolli

“Futurismo rivisitato”, di Mario Schifano...

Indiretti riferimenti postali alla mostra che, fino al 13 gennaio, il Centro italiano per la fotografia di Torino sta ospitando. È “Camera pop. La fotografia nella Pop art di Warhol, Schifano & Co”, curata da Walter Guadagnini.

L’allestimento -spiegano gli organizzatori- intende ripercorre la trasformazione artistica -giunta al culmine negli anni Sessanta- del documento fotografico attraverso centoventi tra quadri, scatti, collage e grafiche.

Tra gli autori italiani, ecco Mario Schifano, che ha sempre operato attraverso e con l’obiettivo. Nel percorso vi è una sua citazione sul Futurismo; rielabora l’istantanea datata 1912, raffigurante Luigi Russolo, Carlo Carrà, Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni e Gino Severini a Parigi, la cui scena originale può essere vista sul bordo del foglietto con dieci francobolli da 60 centesimi che San Marino -era il 20 febbraio 2009- dedicò al movimento.

Anche per il più noto rappresentante di questa tendenza, Andy Warhol, c’è il richiamo. Egli ha realizzato migliaia di scatti, “conferendo alla riproduzione meccanica della realtà un ruolo centrale nella definizione della sua poetica”. L’interpretazione che diede di Marylin Monroe è finita nei francobolli, ad esempio, di Brasile (è lo 0,55 real del 5 ottobre 1996) e Francia (l’1,11 euro datato 8 novembre 2003).

Rammentati pure Ray Johnson, considerato tra i maggiori interpreti dell’arte postale, e Mimmo Rotella, cui si deve la decorazione del Catanzaro Centro.

L’affermazione della cultura Pop, inoltre, ha liberato energie anche internamente al mondo dei professionisti della foto, che si sono misurati non solo con il panorama visivo contemporaneo, ma anche con le logiche attraverso le quali il documento viene trasformato in opera d’arte.


San Marino, il foglietto per il Futurismo
Marylin Monroe nei francobolli di Brasile e Francia
La mostra - Il sito con i dettagli
…e “Marylin Monroe”, di Andy Warhol. Entrambe le opere sono del 1967; la prima è uno spray, smalto su tela e perspex proveniente da una collezione privata (Fondazione Marconi, Milano; fotografia di Fabio Mantegna, © Mario Schifano by Siae 2018); la seconda è una serigrafia tratta dall’elvetica raccolta Lanfranchi (© The Andy Warhol foundation for the visual arts incorporation, by Siae 2018)
Dic 10 2018 - 00:44

Dall'estero

Riferimento da settant’anni

È la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, presentata a Parigi il 10 dicembre 1948. Oggi, nella Francia dei “gilet gialli”, il francobollo che la cita

Il 10 dicembre 1948

L’Organizzazione delle Nazioni Unite nasce dalle ceneri della Seconda guerra mondiale, aspirando a liberare il pianeta dalla paura e dalla barbarie, per sostituire il regime caratterizzato dal diritto del più forte con quello costituito dalla forza del diritto. È in tale contesto che viene formato un comitato, composto da diciotto persone e presieduto da Eleanor Roosevelt, al fine di redigere un testo di riferimento, volto a indicare l’ideale comune che tutti i popoli e le nazioni avrebbero dovuto raggiungere.

Il 10 dicembre 1948 il documento, composto da trenta articoli, viene presentato a Parigi come “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Pur non avendo valore giuridico, costituisce l’elemento base dell’opera condotta dall’Onu ed ha ispirato disposizioni successive.

Per il settantesimo anniversario, la Francia ha realizzato un francobollo da 0,88 euro, con oggi in prevendita; il resto della rete sarà raggiunto domani. Il soggetto, dovuto a Michel e Vicente Grang, è simbolico.

Chissà se, in un Paese dove in questo momento l’attenzione è dedicata ai “gilet gialli”, si rifletterà sul giro di boa…


La stessa ricorrenza vista in Vaticano
Eleanor Roosevelt ricordata dall’Onu
Dic 09 2018 - 00:22

Libri e cataloghi

Milano bollata

Dieci anni -tra il 1849 ed il 1859- in cui anche il servizio postale si sviluppa. Lo spiegano Luca De Battisti e Luca Savini nel nuovo libro edito da Vaccari

Dieci anni di cambiamenti

La lente su dieci anni, ma introducendo l’analisi storica sin dal XIV secolo. È il volume “La posta di Milano 1849-1859. Catalogo annullamenti e bolli dell’ufficio postale di Milano”, firmato da Luca De Battisti (scomparso improvvisamente in corso d’opera) e Luca Savini, con la collaborazione di Gabriele Cafulli, Francesco Luraschi, Massimiliano Ferroni e Giuseppe Antonio Natoli.

L’obiettivo -viene spiegato dal primo autore- “è dare uno strumento di consultazione agevole e dotato di un’iconografia impeccabile ai collezionisti degli annulli del Regno Lombardo-Veneto”, in particolare sui bolli di fornitura asburgica del periodo filatelico. Se è vero che tutta la corrispondenza passava dalla posta centrale e veniva trattata in base a rigorose norme e prassi consolidate -aggiunge il secondo- lo straordinario dinamismo di quel periodo portava l’Amministrazione a sperimentare nuove tecnologie per produrre tipari, inchiostri, bollini, carte. Persino l’edificio che accoglieva gli sportelli subì continue ristrutturazioni per ospitarne di nuovi, accogliere casseforti, “ma soprattutto manipolare volumi di corrispondenza decuplicati” in poco tempo.

Cinque le sezioni in cui le 480 pagine “A4” con oltre 900 illustrazioni a colori sono state suddivise. Riguardano l’inquadramento storico, argomenti postali cominciando dal Trecento, i francobolli, le tariffe ed i servizi, per arrivare poi al catalogo degli annullamenti e dei bolli, dove gli indici di rarità sono espressi a punti.

Il lavoro, edito da Vaccari, ha un prezzo di copertina pari a 50,00 euro. Alla recentissima esposizione internazionale di letteratura specializzata “Italia 2018” ha ottenuto 90 punti su 100.


“La posta di Milano 1849-1859” La scheda con i dettagli e l'estratto
Il lavoro offre cinque sezioni, l’ultima delle quali cataloga annullamenti e bolli
Dic 08 2018 - 10:36

Notizie dall'Italia

Messaggero/2 Oltre 30mila lettere all’anno

È quante riceve il direttore del mensile patavino. Vanno aggiunte poi le missive che giungono direttamente ai frati o vengono deposte nelle cassette presenti in Basilica

La posta cartacea collegamento base con i lettori

Ancora adesso sono numerosissime le persone che scrivono al “Messaggero di sant’Antonio”. Il quale -stando alle ultime notizie evidenziate nella news precedente- ha chiuso la redazione.

Ogni anno arrivano al direttore, fra Fabio Scarsato, oltre 30mila missive (senza contare le e-mail) per domandare -precisano dalla sede- “un consiglio, un aiuto nei momenti di sofferenza fisica e spirituale”. Segno del forte legame tra la testata ed i suoi abbonati. Quando necessario, viene data loro risposta. Il materiale poi è conservato accuratamente per un certo periodo di tempo. D’altro canto, l’impegno è “far crescere i lettori, aiutandoli a leggere i segni dei tempi, a maturare la loro fede e la coscienza critica offrendo elementi utili a giudicare gli avvenimenti della Chiesa, i fatti della società e della politica. Ma anche di essere portavoce delle esigenze spirituali dei devoti del santo che nella sua Basilica hanno un punto di riferimento sicuro e dei poveri, promuovendo la solidarietà”. Punto fermo nell’ideazione e stesura di ogni numero “è l’attenzione a far sì che tutti (persone colte o meno, credenti e non, giovani e anziani) trovino articoli di loro interesse e alla loro portata, scritti in modo semplice e chiaro. Mai banale”.

Ulteriori corrispondenze -magari con un taglio un po’ diverso- sono spedite ai francescani dell’Ordine dei frati minori conventuali che gestiscono il Santo, come comunemente viene individuata la Pontificia basilica minore di sant’Antonio di Padova.

Altre ancora sono lasciate direttamente all’interno del complesso religioso, dove -i lettori di “Vaccari news” già lo sanno- si trovano la carta da lettere e la cassetta per rivolgersi al venerato religioso portoghese, le cui spoglie sono conservate soprattutto nel medesimo tempio. Qui le testimonianze (scritti, ma anche foto, quadretti ed altri piccoli oggetti) vengono esposte per alcuni giorni; poi finiscono in un ambiente inaccessibile al pubblico (fine).


La chiusura della redazione (news precedente)
L’invito a scrivere direttamente a sant’Antonio
L’archivio del patavino “Messaggero” dove vengono conservate le corrispondenze giunte negli ultimi mesi
Dic 08 2018 - 00:51

Notizie dall'Italia

Messaggero/1 Annunciata la chiusura

L’editore del mensile che porta il nome di sant’Antonio ha deciso di accantonare la redazione “con la cessazione di tutti i rapporti di lavoro giornalistico”. Tre mesi fa la visita dell’Usfi

In Basilica il richiamo alla testata

Un fulmine a ciel sereno… “Eh già... Eravamo in contratto di solidarietà da un anno, ma nulla lasciava presagire tutto ciò!”, annotano in sede. La notizia viene spiegata da un comunicato che coinvolge le associazioni di categoria. “La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato giornalisti Veneto sono al fianco dei colleghi del «Messaggero di sant’Antonio» di Padova”, dal 6 dicembre in sciopero ad oltranza “a seguito della comunicazione da parte dell’editore della «chiusura della redazione con la cessazione di tutti i rapporti di lavoro giornalistico»”.

Dietro, una realtà attiva. Almeno così è apparsa ai cronisti ed agli scrittori che tre mesi fa hanno visitato con l’Unione stampa filatelica italiana la sede in occasione del congresso Usfi “Francobolli: un fascino verso il futuro”.

Il mensile -viene spiegato- “è una presenza particolarmente significativa nel panorama dell’editoria italiana e internazionale”. Nasce centoventi anni fa, nel 1898, come bollettino devozionale, foglio di collegamento tra la Basilica e i fedeli sparsi nel mondo. Negli anni Settanta, poi, registra una svolta importante: è trasformato “in un veicolo di comunicazione moderno, agile, disposto a dibattere idee, novità, stimoli che agitano il Paese”. Tenendo sempre come punto di riferimento il messaggio evangelico e la dottrina della Chiesa. “Gode di una sicura autorevolezza nella realtà cattolica, ma anche di rispetto e attenzione da parte del mondo laico con il quale si confronta e dialoga”.

La rivista è diffusa in tutto il mondo con circa 450mila copie per sei edizioni stampate in cinque lingue -italiano, inglese, francese, tedesco, romeno- distribuite in 145 Paesi. La principale, naturalmente, è la prima, che da sola tira 350mila unità diffuse su tutto il territorio nazionale, con punte percentuali molto alte in Puglia e Lombardia (continua).


Il sito della rivista
Il servizio sul congresso Usfi di Padova (in quattro parti)
L’ufficio della redazione dove si creano i disegni
Dic 07 2018 - 19:18

Notizie dall'Italia

La serie per Topolino ritorna. In folder

È quella emessa il 3 novembre 2017 ed ora proposta in un raccoglitore a 20,00 euro. La presentazione oggi a Roma

Tornano i francobolli per Topolino emessi il 3 novembre 2017 pensando ai novant’anni del celebre roditore. Questa volta giungono sotto forma di folder, presentato oggi presso la Casa del cinema di Roma.

A tenere a battesimo il prodotto, il responsabile corporate affairs di Poste italiane Giuseppe Lasco e l’autore di molte avventure a fumetti interpretate dagli eroi di Walt Disney, è Giorgio Cavazzano. L’anno scorso ha lavorato alle immagini impiegate nelle cartevalori e ora alla confezione.

“Il francobollo è un piccolo oggetto dalla forte valenza simbolica capace di raccontare grandi storie in un piccolo spazio”, ha detto il delegato dell’azienda. Per quest’ultima “la filatelia svolge tuttora un’importante funzione culturale, che tiene viva la memoria e rende sempre attuali eventi e personaggi. Sono i valori che promuoviamo con questo folder dedicato a Topolino, che può incuriosire un pubblico eterogeneo per passioni ed età, facendolo entrare in un mondo suggestivo e allo stesso tempo divertente”.

L’articolo sarà disponibile a 20,00 euro presso gli sportelli filatelici, gli spazi filatelia ed il sito della società.


La serie protagonista…
…e il suo debutto, avvenuto il 3 novembre 2017
Il responsabile corporate affairs di Poste italiane Giuseppe Lasco e l’autore Giorgio Cavazzano con il folder
Dic 07 2018 - 17:05

Notizie dall'Italia

Soggetti a tutto campo

Nuovi annulli natalizi, ed ora compaiono anche quelli che fanno riferimento a temi religiosi. All’appello mancano i manuali ad iniziativa: ci saranno?

Domani a Manarola (Riomaggiore, La Spezia)

Nuova infornata di annulli messi a punto per Natale, a cominciare da quelli primo giorno dell’1 dicembre. Oltre alle impronte di Saturnia (Manciano, provincia di Grosseto) e spazio filatelia di Milano, una terza (annunciata tardivamente) è stata impiegata nell’analogo negozio che Poste italiane possiede a Verona. Propone un albero addobbato e si spiega con il fatto che l’autore dell’immagine laica, Bruno Prosdocimi, abita nella città di Giulietta.

Sempre a livello marcofilo, presto arriveranno anche i soggetti religiosi. Per l’8 dicembre si è prenotata Manarola (frazione di Riomaggiore, provincia della Spezia), il 16 toccherà a Caltanissetta, Castellamonte (Torino) e Torino mentre il 18 sarà di turno Messina. Ancora, il 22 vedrà attiva Crema (Cremona), il 26 Napoli, il 29 Jesolo (Venezia).

È presto per dirlo, ma l’impressione è che le impronte siano meno numerose rispetto al passato (intanto, mancano quelle ad iniziativa dell’operatore stesso, che in genere debuttavano ad inizio mese: sono state tagliate?). Probabilmente non è solo una questione di soldi: la parte burocratica, cioè i moduli da compilare per ottenere il servizio da parte di realtà esterne, sono sempre di più e questo disincentiva le richieste.


Il precedente gruppo di annulli
I francobolli dell’1 dicembre
L’iniziativa di Poste italiane dedicata a Babbo Natale
Tra gli altri manuali, quelli di Caltanissetta, Castellamonte (Torino), Crema (Cremona), Napoli
Dic 07 2018 - 13:42

Emissioni Italia

I barconi in arrivo e quelli affondati

L’opera di Mimmo Paladino -annota il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello- evoca le persone che hanno attraversato le acque, fuggendo dal loro Paese in cerca di una vita migliore

Un francobollo difficile da capire, quello emesso oggi. Certo, vi è il titolo dell’opera, “Lampedusa porta d’Europa”, ma per comprenderne davvero il significato occorre rivolgersi ad altre fonti. Invece, una carta valore dovrebbe farsi capire da sé, immediatamente. Persino il nome dell’artista, “M.Paladino”, è cacciato in fondo come se fosse il coautore, insieme a “G.Ieluzzo”, della vignetta.

A spiegare qualcosa di più è il testo sottoscritto dal ministero allo Sviluppo economico: l’opera è di Mimmo Paladino, un monumento alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare; è stato inaugurato il 28 giugno 2008.

Più esplicito è il sindaco, Salvatore Martello, cui è stato affidato il bollettino illustrativo. La struttura è in ceramica refrattaria e ferro zincato; si erge per quasi cinque metri di altezza. È stata donata dall’associazione Amani e Arnoldo Mosca Mondadori. Collocata nel punto più a Sud dell’isola -e dunque nel punto più a Sud d’Europa- “ti proietta all’interno di uno spazio dal quale, guardando il Mediterraneo, riesci a vedere anche ciò che i tuoi occhi non hanno mai visto. Vedi tutte quelle persone che nel corso degli anni hanno traversato quelle acque, fuggendo dal loro Paese in cerca di una vita migliore. Vedi i barconi carichi di speranza che stanno per arrivare sulle coste dell’isola, ma vedi anche i barconi che invece non ce l’hanno fatta e che in quel mare sono andati a fondo, portandosi via il loro carico di vite umane che ha smesso di sperare proprio quando ormai mancava poco all’arrivo”.

Dal punto di vista tecnico, si tratta di un “B”, utile per gli invii ordinari nazionali di primo porto che, tariffario alla mano, ora richiedono 1,10 euro. Autoadesivo, appartiene alla serie “Il senso civico”; è raccolto in fogli da quarantacinque esemplari, mentre la tiratura conta su un milione di pezzi. Vi hanno lavorato, appunto, Gaetano Ieluzzo e Mimmo Paladino. L’annullo del primo giorno è stato appoggiato all’ufficio postale dell’isola in provincia di Agrigento.


L’anticipazione
Migranti: il francobollo natalizio del 30 ottobre 2001
La vignetta, questa volta, non basta
Dic 07 2018 - 10:10

Notizie dall'Italia

Indimenticato: Edmondo Bernacca

Fu uno dei volti televisivi d’antan più noti; contribuì a diffondere la scienza delle previsioni meteo. A venticinque anni dalla morte, l’annullo nella “sua” Fivizzano (Massa-Carrara)

Annullo per l’esperto

È nato (il 5 settembre 1914) ed è morto (il 15 settembre 1993) a Roma, ma con Fivizzano (Massa-Carrara) ha avuto un rapporto speciale, in quanto paese di origine della moglie nonché luogo delle loro vacanze. Non a caso, è stato nominato cittadino onorario, qui vi riposano le spoglie, una via porta il suo nome e vi è il museo intitolatogli.

Dunque, la località toscana non lo dimentica: è il generale Edmondo Bernacca, tra i volti più noti della televisione italiana d’antan quando, con la sua professionalità e simpatia, contribuì a divulgare la scienza delle previsioni meteorologiche.

Un’ulteriore azione per ricordarlo sarà eseguita domani su richiesta della Pro loco. In piazza Medicea, dalle ore 12 alle 17.30, verrà impiegato un annullo che lo cita a venticinque anni dalla scomparsa. L’iniziativa si inserisce in una “tre giorni” prenatalizia che, da oggi pomeriggio a domenica, prevede ad esempio stand gastronomici per i prodotti tipici, botteghe artigianali, carillon vivente, casa di Santa Claus con spettacolo per bambini, “I parchi della notte in Francigena”.


Il Meteo museo “Edmondo Bernacca”
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