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  • i programmi aggiornati di Italia, San Marino, Vaticano e Smom;
  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Gen 04 2019 - 01:11

Appuntamenti

L’attenzione è ai costi

Oneri tangibili e intangibili, economici, affettivi, morali... Questo il filo conduttore del “Colloquio di storia postale”, fissato per il 23 febbraio a Prato

All’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” onlus si lavora per il prossimo appuntamento, che si aggiunge al convegno internazionale fissato tra il 13 ed il 15 giugno. È il “Colloquio di storia postale”, in svolgimento come ogni anno a febbraio, per la precisione lungo sabato 23, a Prato presso l’Archivio di stato in via Ser Lapo Mazzei 41.

Giunto alla diciassettesima edizione, questa volta l’incontro si concentrerà sul tema “I costi della posta. Tariffe, luoghi, servizi, impianti”. Immutata è l’impostazione: argomenti se possibile abbastanza specifici, in modo da affrontarli in modo esauriente nel tempo a disposizione, ossia quindici minuti.

Si potrà parlare, “solo per fare qualche esempio, di tariffe particolari; di costi di gestione; dei costi della posta aerea; di stipendi; di architettura postale e suoi costi”, precisa il direttore dell’Issp, Bruno Crevato-Selvaggi. “Costi tangibili e intangibili; costi economici, costi affettivi, costi morali. Costi evidenti, costi nascosti. Costi collettivi, costi personali. Insomma, ci sono moltissime possibilità. Naturalmente, l’arco cronologico va dal Medioevo al 23 febbraio 2019”.

L’adesione, sia per i relatori che per il pubblico, è gratuita. Nel primo caso è necessario proporsi quanto prima, scrivendo alla mail bruno.crevatoselvaggi@gmail.com.


Il convegno internazionale di giugno
Tutti i diciassette “Colloqui di storia postale”
Si svolgerà il 23 febbraio
Gen 03 2019 - 16:29

Dall'estero

Moda/2 Campioni da bacheca

Dodici francobolli mostrano altrettanti tessuti stampati in Francia e destinati al mercato africano. Provengono dal Musée de l’impression sur étoffes

È il 1833 quando -in Francia- la Société industrielle de Mulhouse decide di conservare esempi delle produzioni tessili realizzate dai propri associati, poi allargando la collezione a tutto quanto poteva essere trovato, non importando le coordinate temporali e geografiche, così da impratichire ed ispirare i disegnatori del settore. Il Musée de dessin industriel viene fondato nel 1857 e dal 1911 si apre al grande pubblico attraverso esposizioni annuali. Lungo il 1955 diventa il Musée de l’impression sur étoffes ed ora accoglie numerosissimi campioni provenienti dall’intero pianeta.

Dodici di essi sono finiti nei francobolli “Tessuti con motivi naturali di ispirazione africana”; citano fantasie prodotte nel Paese d’oltralpe e rivolte alla clientela del Continente nero; rappresentano animali, fiori, alberi in colori vivi. I dentelli risultano destinati alla lettera “verde”, ora dal costo pari ad 88 centesimi. Sono autoadesivi e raccolti in libretto; da domani in prevendita, la distribuzione verrà completata il 7 gennaio (fine).


Il Musée de l’impression sur étoffes (in francese ed inglese)
L’iniziativa del Cift a Firenze (news precedente)
Quattro dei dodici francobolli
Gen 03 2019 - 11:36

Appuntamenti

Moda/1 Oltre a Pitti, “The fashion mailbox”

È la mostra allestita dal Centro italiano filatelia tematica all’interno dei tre saloni che Firenze ospiterà questo mese. Si comincerà l’8 gennaio

Alla fortezza da Basso

Valorizzazione particolare per il francobollo dedicato a Pitti immagine, in arrivo l’8 gennaio. Ad annunciarla è il presidente del Centro italiano filatelia tematica, Paolo Guglielminetti, che ha seguito il progetto personalmente insieme al consigliere Fabrizio Fabrini.

L’iniziativa si svolgerà a Firenze presso la fortezza da Basso, all’interno di “Pitti uomo” (in essere tra l’8 e l’11 gennaio), “Pitti bimbo” (dal 17 al 19) e “Pitti filati” (dal 23 al 25). Chi potrà entrare -i saloni, ad invito, sono riservati agli operatori del settore- nella sala stampa troverà la mostra “The fashion mailbox”, dedicata ai rapporti che il mondo della moda ha avuto ed ha con quello delle cartevalori postali. L’ingresso è possibile dalle ore 9 alle 18; l’ultimo giorno di ogni manifestazione si chiude alle 16.

Il percorso -precisa Paolo Guglielminetti- “rientra tra i nostri sforzi tesi a portare la filatelia, in particolare quella tematica, in ambienti diversi, così da farla conoscere e farne apprezzare le potenzialità. Con francobolli, foglietti, libretti ed annulli mostreremo appunto i non pochi collegamenti attraverso tre sezioni: Italia, Europa, resto del mondo”. Il progetto di allestimento è dovuto ad Alessandro Moradei, la grafica ad Alessandro Gori (continua).


I dati noti sul francobollo per Pitti immagine
Gen 03 2019 - 00:54

Libri e cataloghi

I bolli a secco del Pontificio

Ne scrive Ercolano Gandini in “De historia postale”, notiziario del Centro studi internazionale di storia postale

Bolli a secco

Per le funzioni che svolgeva presso le Camere di commercio d’Italia, Camillo Cavagnari era spesso in contatto con archivi importanti e soprattutto intonsi. La sua preparazione hobbistica era però rivolta agli Antichi Stati, non alle missive prefilateliche. Mentre cercava, presso vecchie cancellerie, tribunali ecclesiastici, priorati e governatorati di molte cittadine dell’Umbria e della Sabina spedizioni con le cartevalori, trovò “una enorme quantità di lettere prefilateliche”, che quindi arrivarono ai collezionisti (allora pochi) di tale settore. L’interesse si ampliò e giunsero i falsi, ma non tutti lo erano davvero o, perlomeno, sull’argomento gli specialisti hanno espresso giudizi diversi.

Sono alcuni dei concetti messi nero su bianco da Ercolano Gandini, che ha firmato la pubblicazione monografica “Bolli a secco dello Stato Pontificio”. Conta 96 pagine “A4” con immagini a colori e viene presentata come “De historia postale”, notiziario semestrale riservato ai soci del Centro studi internazionale di storia postale.

Fra i settori approfonditi, le tracce lasciate sui plichi transitati nei territori di competenza delle direzioni postali esistenti a Spoleto e Viterbo. Si aggiungono capitoli più generici che affrontano la materia per il Pontificio nel suo complesso e per i subappaltatori.


Gen 02 2019 - 17:01

Notizie dall'Italia

Cambiata la gestione dei soldi presenti nei ccp

Un tempo il denaro era investito in titoli di Stato, ma da alcuni anni si sono adottati altri strumenti più remunerativi. Da qui la decisione di Poste italiane: accentrare le attività di gruppo

Gestire la liquidità dei ccp

Formalmente, il cambio è avvenuto ieri: Poste italiane - patrimonio Bancoposta ha passato a Bancoposta fondi spa (è una sgr, ossia una società di gestione del risparmio) le attività della propria amministrazione finanziaria, quelle connesse all’impiego del denaro presente nei conti correnti postali. Nel corso degli anni, tale gestione, una volta basata sulla compravendita di titoli di Stato a tasso fisso, è evoluta assumendo caratteristiche sempre più articolate, anche in funzione dell’andamento dei tassi di mercato, che ora hanno raggiunto livelli negativi.

La scelta -spiegano dalla sede- è in linea con il piano “Deliver 2022”; prevede la configurazione della medesima sgr quale punto di competenza del gruppo per gli investimenti finanziari. Secondo le attese, si otterranno la concentrazione e la valorizzazione delle competenze tecniche, nonché un accesso ai mercati più razionale.

Nel contesto, le funzioni di gestione del rischio e revisione interna saranno svolte da Bancoposta anche a nome della sgr, mentre quelle di conformità resteranno nella stessa Bancoposta fondi. Dal canto suo, Poste italiane spa seguirà gli interventi di contrasto ai fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.


Il Bancoposta secondo le attuali linee
La lente sul risparmio
Gen 02 2019 - 12:28

Appuntamenti

L’arte postale raggiunge la Luna

L’iniziativa da parte della Casa museo “Raffaele Bendandi” di Faenza (Ravenna). Entro il 31 agosto le partecipazioni, massimo due a persona

Il 2019 sarà anche il cinquantesimo anniversario del primo uomo sulla Luna: il 21 luglio 1969, lo statunitense Neil Armstrong uscì dalla navicella spaziale Apollo per effettuare la storica “passeggiata”. Mezzo secolo dopo non mancheranno certo le sottolineature dentellate, fra cui quella -confermata- di San Marino.

Ma il giro di boa si presta anche ad iniziative diverse, per esempio di arte postale. È quanto propone -sotto il nome “La Luna”- la Casa museo “Raffaele Bendandi”, ubicata in via Manara 17 a Faenza (Ravenna).

Il progetto è aperto a tutti, senza limiti di età né livello di competenza; la tecnica è libera, purché si rispettino due condizioni: la misura degli elaborati (10x15 centimetri) e l’invio per posta (allo scoperto o meno). Ogni interessato potrà proporre un massimo di due cartoline a perdere, che dovranno giungere entro il 31 agosto indicando chiaramente al retro nome, cognome, indirizzo postale nonché e-mail. L’obiettivo è realizzare una mostra, senza costi per i partecipanti e senza giuria.


La pagina Facebook di riferimento
La precedente iniziativa sul Futurismo
Cartoline autoprodotte ma… lunari
Gen 02 2019 - 00:44

Dall'estero

Mari o monti?

L’importante è la qualità e in Spagna oltre 1.500 strutture possono esibire il relativo riconoscimento, presente nei francobolli attesi per oggi. È una particolare “Q”

C’è chi si sta godendo qualche giorno di vacanza e chi sta pianificando la pausa estiva. Insomma: mari o monti? È quanto di fatto chiede Madrid. Oggi emetterà due francobolli autoadesivi che riprendono le alternative: riflesse nelle lenti degli occhiali, ecco una spiaggia da favola (compare nel francobollo da 1,40 euro) o i pini innevati (1,50).

Soggetti generici che introducono il vero tema: in Spagna il settore del turismo rappresenta circa il 14,9% del prodotto interno lordo e -secondo il World travel and tourism council- nel 2017 ha contribuito con 172.900 milioni di euro all’economia nazionale. “Non c’è dubbio -chiosano dagli sportelli postali- che il clima, la qualità delle risorse, il carattere degli abitanti e le infinite opzioni offerte dal Paese sono responsabili di tali risultati”.

Qualità citata nelle cartevalori: viene rappresentata dal distintivo, una particolare “Q”, concessa alle strutture che soddisfano requisiti specifici. L’obiettivo della certificazione è garantire che sempre più realtà (dagli alberghi ai campi da golf, dalle spiagge ai palazzi dei congressi) raggiungano la piena soddisfazione del cliente attraverso le prestazioni e gli articoli che propongono. Adesso hanno superato quota 1.500, con l’Andalusia che ha il maggior numero di riconoscimenti, seguita dalla Galizia e dalla Comunità valenciana.


Turismo - La tradizione italiana…
…la tecnologia polacca…
…il punto di vista croato
I due francobolli che giungeranno oggi
Gen 01 2019 - 16:42

Dall'estero

Nuova tariffa e nuova categoria

Aumenti ai servizi postali della Francia, che da oggi per la corrispondenza ha solo due destinazioni: l’interna e l’internazionale. Per quest’ultima debutta un francobollo specifico

Avrebbe debuttato oggi in prevendita sul sito della Poste, contemporaneamente all’aumento delle tariffe; da domani sarà disponibile nelle sedi designate. È la nuova versione, quella internazionale, dell’ordinaria “Marianna l’impegnata”.

Come si sapeva, a Parigi il prospetto delle destinazioni è stato semplificato: da tre categorie (nazionale, Unione Europea, resto del mondo) si è scesi a due (nazionale e non); da qui la necessità di cartevalori adeguate. Come i precedenti, il nuovo dentello porta il disegno di Yseult Digan (Yz), poi inciso da Elsa Catelin. Questa volta, però, è caratterizzato da un datamatrix che appesantisce molto la vignetta. Il taglio è disponibile in fogli da cinquanta (gommati o autoadesivi) e in libretti da sei (autoadesivi). Costo: 1,30 euro al pezzo (prima il servizio richiedeva 1,20 euro per buona parte dei Paesi del Vecchio continente e 1,30 per gli altri).

Naturalmente, i precedenti tagli privi di nominale esplicitato potranno essere utilizzati sempre; per ora, cioè fino al 31 dicembre 2019, senza integrazioni.

Listino alla mano, nel contesto interno la lettera “verde” è passata da 80 a 88 centesimi, la “rossa” da 95 a 105.


Il debutto della serie
L’annuncio della nuova classificazione tariffaria
Il francobollo disponibile da oggi, l’annullo del primo giorno e il libretto da sei
Gen 01 2019 - 11:29

Notizie dall'Italia

In “Gazzetta ufficiale” le aste per i francobolli giacenti

Pubblicata ieri sera la legge di bilancio 2019. Il corposo provvedimento comprende altri aspetti di interesse postale, fra cui notificazioni e tesoreria

La legge è transitata al Quirinale il 30 dicembre

Mentre la maggior parte delle persone, ieri sera, si preparava a festeggiare il Capodanno, all’Istituto poligrafico e zecca dello stato predisponevano il testo definitivo del “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, approvato definitivamente il 29 dicembre alla Camera dei deputati e sottoscritto il giorno successivo dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una corsa contro il tempo, visto che la legge (è la 145 del 30 dicembre) sarebbe dovuta entrare in vigore oggi. “Motivi di massima urgenza” che hanno indotto la pubblicazione in “Gazzetta ufficiale” come supplemento ordinario 62, ma senza le previste note; il 18 gennaio un altro supplemento riprenderà il faldone, questa volta completo.

Andando nei contenuti della -come viene definita sbrigativamente- legge di bilancio 2019, il provvedimento che autorizza Poste italiane a concretizzare aste per disfarsi dei francobolli in eccedenza (il famoso stock) è presente come comma 617 dell’articolo 1.

Nelle 211 pagine di solo testo (quindi senza considerare allegati, tabelle e restanti supporti), il mondo postale rientra altre volte. Ad esempio, il comma 813 interviene sulla legge 890 del 20 novembre 1982 (articoli 4, 6, 7, 8), “Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari”, mentre l’814 agisce sulla 190 del 23 dicembre 2014 (articolo 1 comma 97-quinquies), “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)”. Entrambi prendono atto della sostanziale digitalizzazione cui ora la notifica è sottomessa (stop alla bollatura degli avvisi di ricevimento), ma anche dell’avvenuta liberalizzazione del settore (già l’ufficio postale era diventato, secondo i casi, “punto di accettazione” o “di deposito”). Cambiato inoltre qualche termine temporale. In particolare, per “consentire il completamento della disciplina regolatoria e la conclusione dei tempi di realizzazione da parte degli operatori”, dell’avviso di ricevimento in versione digitale se ne parlerà con il prossimo 1 giugno (la precedente scadenza era l’1 giugno 2018).

Forse il più significativo è il comma 908, che aggiorna l’articolo 9 della legge 158 del 6 ottobre 2017 (“Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”). Consente anche alle amministrazioni pubbliche operanti nei paesi, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165 del 30 marzo 2001 (“Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”), la possibilità di affidare in via diretta la gestione dei servizi di tesoreria e di cassa alla società Poste italiane. L’elenco delle realtà interessate comprende, fra l’altro, istituti e scuole di ogni ordine e grado, istituzioni educative; comunità montane, loro consorzi e associazioni; enti pubblici non economici; amministrazioni, aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale.


La chiusura del dibattito alla Camera dei deputati
Il comma 617 dell’articolo 1 come appare nella “Gazzetta ufficiale” di ieri
Gen 01 2019 - 00:35

Emissioni Italia

Due secoli fa i cavallini

Furono disponibili da Capodanno e rappresentavano una carta valore bollata. Il prossimo 25 gennaio arriverà un ulteriore francobollo che li cita

Il francobollo del 1961

Debuttò a Capodanno del 1819 e verrà ricordata con un francobollo “B” atteso per il 25 gennaio. È la carta bollata del Regno di Sardegna, che i filatelisti conoscono meglio come “cavallino”, dall’immagine che reca. Realizzata da Amedeo Lavy, propone un postiglione a cavallo che suona la tromba; tre i tagli, da 15 centesimi (l’immagine è tonda), 25 (ovale) e 50 (ottagonale), impiegabili in base alla distanza che la missiva avrebbe percorso.

“È il primo esempio di carta valore bollata al mondo, anche se non in funzione di un servizio ma per riscuotere un diritto di tipo fiscale relativo alla posta”, si legge ad esempio in “Interitalia”, il manuale specializzato negli interi postali curato da Franco Filanci, Carlo Sopracordevole e Domenico Tagliente. “L’editto del 12 agosto 1818, fissando il monopolio di Stato sulla posta nei «territori di terraferma» (Piemonte, Savoia, Liguria e Nizzardo), proibiva ai privati di trasportare lettere, a meno che non fossero prima presentate a un ufficio di posta per la bollatura, la registrazione e il pagamento del diritto postale. Poiché tuttavia il sistema aveva molti inconvenienti, soprattutto a causa dello scarso numero di uffici postali esistenti, nel 1819 furono emessi fogli da lettera già bollati, usabili esclusivamente per tali corrispondenze «in corsi particolare» senza ulteriori formalità”.

Non è la prima volta che il soggetto arriva tra i dentelli. Richiami più o meno diretti si trovano nel 1.000 lire destinato ai pacchi postali, cioè il “Cavallino” per antonomasia (fu emesso il 14 giugno 1954 con filigrana ruota alata e nel febbraio 1957 con quella a stelle), nell’analogo taglio da 2.000 (14 dicembre 1957), nel 15 “Giornata del francobollo” (3 dicembre 1961), nel biglietto da 550 per il centenario di questo tipo di interi e nel centosettantesimo degli stessi cavallini (30 settembre 1989), nel 60 eurocent dedicato all’Unione stampa filatelica italiana (1 settembre 2006).

Come non citare, infine, le buste del primo giorno omonime, ora vendute da Poste italiane?


L’altro “Cavallino”: il 1.000 lire dei pacchi filigrana ruota alata
La presenza nel francobollo per l’Unione stampa filatelica italiana
Il programma delle emissioni 2019
Il taglio da 25 centesimi su un documento dell’epoca (archivio società Vaccari)
Dic 31 2018 - 17:12

Notizie dall'Italia

Dopo le edicole, i benzinai

Accordo di Nexive con Assopetroli-Assoenergia: le stazioni di servizio potranno fungere da riferimento per trattare lettere e pacchi gestiti dall’operatore

Due anni, ed il progetto “In zona” di Nexive (azienda che l’anno prossimo potrebbe cambiare proprietà) si allarga. Coinvolgendo, dopo ad esempio i giornalai, le stazioni di carburante. Un po’ come hanno fatto Dhl e Poste italiane. Questo grazie al recente accordo con Assopetroli-Assoenergia, associazione di imprenditori attivi nel mercato nazionale per la distribuzione dei prodotti petroliferi ed energetici.

L’iniziativa, rivolta agli oltre dodicimila punti vendita iscritti ad Assopetroli, già ha visto l’adesione di un primo benzinaio a Napoli, che sarà operativo a breve. L’obiettivo è aiutare i consumatori a ricevere e inviare corrispondenza e pacchi in modo comodo, impiegando riferimenti diffusi sul territorio ed aperti con orari più flessibili rispetto a quelli dei tradizionali uffici postali.

“Si tratta di un’iniziativa che capitalizza il costante impegno di Nexive per guidare l’innovazione del settore postale grazie a un’integrazione sempre maggiore tra fisico e digitale”, ha dichiarato l’amministratore delegato della società, Luciano Traja. Ad oggi, oltre ai 500 presìdi diretti attivi nel Bel Paese, il marchio conta su 1.400 tra edicole, cartolerie e tabaccherie. “Con questa nuova partnership ci auguriamo di offrire un servizio sempre più capillare”.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una progressiva trasformazione dei punti vendita stradali da meri luoghi di rifornimento ad aggregatori di servizi eterogenei dedicati al consumatore”, ha annotato il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti. “Sinergie come questa possono dare un contributo concreto a migliorare la sostenibilità e la fruibilità delle nostre città”.


L’avvio del progetto “In zona”, due anni fa
Così Poste italiane
Il richiamo a Nexive in un’edicola presente nella metropolitana di Milano
Dic 31 2018 - 13:45

Notizie dall'Italia

Più caro spedire soldi all’estero

La misura tocca chi invia denaro oltre l’Unione Europea attraverso gli istituti di pagamento: da domani pagherà l’1,5% della somma, con un minimo di 10,00 euro

Da domani imposta dell’1,5% sugli invii di denaro destinati oltre l’Ue

Da domani mandare soldi oltre confine costerà più caro. La misura è prevista nella legge 136 del 17 dicembre, “recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria”.

A fissare le condizioni è l’allegato, nella parte in cui introduce l’articolo 25-novies al decreto-legge 119 del 23 ottobre; s’intitola “Istituzione dell’imposta sui trasferimenti di denaro all’estero effettuati per mezzo degli istituti di pagamento”.

La tassa colpisce gli invii di denaro, ad esclusione delle transazioni commerciali, destinati in Paesi non appartenenti all’Unione Europea. L’onere è dell’1,5% rispetto alla somma totale, a partire da un importo minimo di 10,00 euro. Facile immaginare gli interlocutori principali: sono soprattutto i migranti, nel momento in cui spediscono rimesse in patria utilizzando i money transfer.


Ultimo giorno per i libretti al portatore
Normative e mondo postale: la legge di bilancio 2019
Dic 31 2018 - 10:27

Appuntamenti

Cartoline dal manicomio

Siena - I supporti postali ora impiegati come testimonianze d’epoca nell’ambito della mostra “Società di esecutori di pie disposizioni e manicomio di san Niccolò: un legame secolare”

Ci sarebbe da domandarsi chi abbia utilizzato mai la cartolina illustrante l’“Ingresso del nuovo manicomio sulla via Romana” o quella intitolata sinteticamente “Farmacia”. Certo: se sono state prodotte, qualche potenzialità la possono aver avuta. Ciò che conta è che ora fungono da testimonianza, da reperto teso a rivelare il sentore del tempo e soprattutto a presentare le stesse costruzioni raffigurate. Non a caso, insieme ad altre sono state inserite nella mostra “Società di esecutori di pie disposizioni e manicomio di san Niccolò: un legame secolare. Storia dell’ospedale psichiatrico senese attraverso i progetti dei suoi edifici”, aperta fino al 20 gennaio in Siena, presso la sede di via Roma 71. Il percorso propone inoltre disegni originali, foto d’epoca e documenti d’archivio; una sezione ricorda, anche attraverso filmati, aspetti della vita che si svolgeva nella struttura ed i rapporti con il resto della cittadinanza.

Il perché della rassegna è presto detto: il 6 dicembre 1818 fu inaugurato dalla Compagnia della Madonna sotto le volte dello spedale -oggi appunto Società di esecutori di pie disposizioni- l’“asilo per i dementi, i tignosi e le gravide occulte”, realizzato nel soppresso convento francescano di san Niccolò. “Da allora -viene spiegato- l’espansione del complesso manicomiale attorno al grandioso palazzo, che alcuni decenni dopo la fondazione dell’asilo aveva sostituito l’austero convento, fu continua e ridisegnò l’area urbana situata sia all’interno che all’esterno di porta Romana”. La stretta collaborazione tra alienisti e tecnici per connotare in senso terapeutico gli spazi, fece sì che “il manicomio ideale” fosse strutturato secondo i principi che guidavano nel XIX secolo la neonata scienza psichiatrica. Ovvero, nella forma di un microcosmo che, oltre a tutelare la società posta al di fuori delle mura perimetrali, dentro riflettesse l’ordine del mondo, simulasse la vita in famiglia e nel paese, consentisse l’attività lavorativa e lo svago.

L’ingresso al percorso è gratuito, con possibilità di visite guidate telefonando al 334.84.18.736. Questi gli orari: da martedì a giovedì 10-12.30; da venerdì a domenica anche 16-18.30 (chiuso i lunedì e a Capodanno).


Dalla malattia all’arte: nel 2017 la mostra di Salò (Brescia)
Il francobollo per Silvano Arieti
Cesare Lombroso e i suoi carteggi
Le due cartoline in mostra che contribuiscono al racconto
Dic 31 2018 - 01:13

Dall'estero

Appena otto serie. Con svarione

Sono le emissioni annunciate dal Regno Unito per il 2019. Ma non bisogna farsi ingannare: ogni titolo comporta diversi esemplari e prodotti associati. Contestata una delle immagini

Appena otto le serie che il Regno Unito ha, per ora, programmato pensando al 2019. Ma non bisogna farsi ingannare, perché è abitudine locale sviluppare le singole emissioni con diversi francobolli, senza contare le produzioni collegate e poi quelle ordinarie. Ad esempio, con undici dentelli in giugno verrà ricordato il settantacinquesimo anniversario del “D-day”, avviato il 6 giugno 1944.

Tra gli altri temi annunciati, ecco gli uccelli rapaci (sei pezzature in aprile), l’ingegneristica nazionale (maggio), il bicentenario trascorso dalla nascita della regina Vittoria e del principe Alberto (dieci esemplari, sei per lei e gli altri per il consorte, sempre in maggio), le dogane (luglio), le foreste (agosto), la Royal navy (settembre), Natale (novembre).

La comunicazione del calendario è stata accompagnata da tre immagini e questo ha permesso di individuare la svista. Una delle foto impiegate per la proposta dedicata allo sbarco in Normandia riguarda un’altra operazione bellica, avvenuta un mese prima, il 17 maggio 1944, nella Nuova Guinea Olandese, ora Indonesia. Grazie all’anticipazione, Londra ha il tempo per rimediare, come già ha confermato, scusandosi per l’errore, l’amministratore delegato di Royal mail, Stephen Agar.


La foto d’epoca presentata, in inglese, dal National WwII museum
Dirigibile “Italia”: l’errore evidenziato troppo tardi per rimediare
Il 2019 visto dal Belgio
Uno degli undici francobolli previsti per il “D-day”: è stato eliminato poiché riguarda un altro sbarco
Dic 30 2018 - 17:29

Notizie dall'Italia

Approvata la legge di bilancio

Diventa concreta, dunque, la possibilità per Poste italiane di organizzare aste e vendere i vecchi francobolli giacenti dai nominali troppo bassi per un loro utile impiego

La seduta di oggi alla Camera dei deputati

Camera dei deputati - È terminato poco fa con l’esame del provvedimento l’iter parlamentare, così da approvare il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, vale a dire la legge di bilancio, nella versione su cui il Senato, era il 22 dicembre, ha dato il disco verde. Il Governo ha chiesto ancora una volta il voto di fiducia, ottenendo ieri sera (con 327 voti favorevoli e 228 contrari) l’ultimo tassello prima del passaggio dal presidente della Repubblica e la pubblicazione in “Gazzetta ufficiale”.

Nel lunghissimo disposto anche la possibilità, da parte di Poste italiane, di vendere i francobolli giacenti nei depositi, come “Vaccari news” ha segnalato lo stesso giorno 22. Si tratta di materiale non più utilizzabile per via dei valori nominali troppo bassi rispetto al tariffario attuale. Il testo (nell’ultima versione nota è il comma 617 dell’articolo 1) parla di un quantitativo “non inferiore a un miliardo di esemplari”; secondo le informazioni raccolte, le cartevalori giacenti sarebbero un miliardo e quattrocento milioni. L’operazione risulterebbe senza oneri per lo Stato: se la norma venisse concretizzata davvero, sarà l’azienda guidata da Matteo Del Fante ad assumersi gli inevitabili costi. Nessuna ipotesi per gli eventuali incassi.

Sull’argomento, da anni il mondo del collezionismo chiede semplicemente la distruzione dello stock.


La notizia del 22 dicembre
I commenti pubblicati il 23 (in due parti)
La precedente tentata vendita: la cronaca del 1962
Dopo “La stampa”, dell’argomento ne ha parlato ieri “La voce di Reggio Emilia”, ancora una volta citando “Vaccari news”
Dic 30 2018 - 01:28

Libri e cataloghi

Quattro anni di guerra

Il periodo che va dall’1 settembre 1914 al 21 novembre 1918 descritto dall’inviata speciale Ermione. In un’unica raccolta gli articoli a suo tempo pubblicati dall’“Arte del francobollo”

Cento anni fa

In una sola pubblicazione, da 64 pagine di formato “A4”, l’Unificato ha raccolto gli articoli di Rosalba Pigini dedicati al conflitto di un secolo fa e pubblicati lungo quattro anni sul mensile “L’arte del francobollo”.

È “La Grande guerra narrata al femminile” (16,00 euro), quattordici capitoli ambientati tra l’1 settembre 1914 ed il 21 novembre 1918. Protagonista, l’inviata speciale Ermione.

Alla tragedia -viene ricordato- “hanno partecipato anche le donne: alcune come volontarie laddove venivano accettate, molte come crocerossine anche nelle immediate retrovie, quasi tutte come sostitute, nei campi, nelle fabbriche, negli uffici, dei tantissimi uomini richiamati al fronte. E moltissime come vittime. Serviva una partecipante attiva che desse uno spaccato dell’Italia del tempo, che seguisse cronologicamente gli avvenimenti storici mescolandoli agli usi e ai costumi, agli umori, al sentire della piazza, alla letteratura, all’arte, ai luoghi geografici. Uno sguardo globale raccontato, per quanto possibile, con la lingua di allora”.

Al narrato impostato epistolarmente si aggiungono, riprodotti a colori, numerosi richiami postali dell’epoca.


“La Grande guerra narrata al femminile” La scheda con l’indice
Dic 29 2018 - 15:20

Notizie dall'Italia

A Fleri deciso l’ufficio mobile

Ad annunciarlo per la frazione, è il Comune di Zafferana Etnea (Catania), il cui territorio è stato colpito dal sisma del 26 dicembre

Ieri sera la decisione durante l’incontro del centro operativo comunale attivato a Zafferana Etnea (Catania), dopo le scosse di terremoto che il 26 dicembre hanno colpito una decina di località dell’area. Arriverà un ufficio postale mobile volto a sostituire la sportelleria di via Diaz 2, nella frazione di Fleri.

“Significative -spiegano dal municipio- le emergenze già risolte” come il ripristino, quasi totale, della viabilità su tutto il territorio, grazie all’opera di vigili del fuoco, forestali e dipendenti municipali, opera “servita a mettere in sicurezza le strutture pericolanti e, ove necessario, a sgomberare la sede stradale. Prosegue a pieno regime la verifica delle strutture inagibili con circa centocinquanta di queste già effettuate”. “È stata messa in sicurezza e ripristinata anche la rete del gas”, aggiunge il primo cittadino, Alfio Vincenzo Russo. Rafforzata la presenza farmaceutica con l’installazione di un camper specializzato in piazza Barbagallo, a Fleri.

Massima assistenza, infine, “continua ad essere assicurata agli sfollati che, oltre ad alloggiare nelle strutture alberghiere convenzionate attraverso l’accordo con Federalberghi, possono usufruire di pasti caldi (colazione, pranzo e cena) nell’apposito presidio ubicato all’interno della scuola elementare”, sempre nella stessa frazione.


L’ufficio postale da sostituire visualizzato attraverso Google maps
Terremoti in cronaca: rivitalizzare il centro dell’Aquila
Nella frazione di Fleri arriverà il presidio mobile (foto d’archivio)
Dic 29 2018 - 11:42

Dall'estero

Immobili/2 Si cede anche all’estero

Il caso austriaco, visto in particolare ad Innsbruck: all’esterno delle vecchie Poste centrali rimane soltanto l’indicazione; ora gli ambienti ospitano altre attività. E la nuova sede…

Il problema degli immobili ormai sproporzionati e inutili alle esigenze non è in capo solo a Poste italiane. Altri operatori condividono lo stesso problema. Così, abbandonano riferimenti storici, obbligando gli utenti a mutare abitudini. Talvolta si tratta di edifici monumentali, nei quali i richiami alle precedenti attività restano solo nelle insegne e negli altri reperti volutamente salvaguardati.

Succede ad esempio a Innsbruck, in Austria. Basta avere una mappa cittadina non troppo aggiornata e si arriva a quelle che erano le Poste centrali, in Maximilian strasse 2. L’esterno trae in inganno, poiché permane l’indicazione “Hauptpost”, pur associata ad altri pannelli che segnalano la moltitudine di realtà davvero presenti all’interno. Saliti i gradini ed entrati nel salone principale, ci si accorge che di lettere, vaglia e telegrammi non rimane nulla.

La parte più antica del palazzo -spiegano a “Vaccari news” da Österreichische post- fu costruita nel 1908, come dimostrano lo stile e il mosaico con l’imperatore Francesco Giuseppe I conservato internamente. Altre componenti furono aggiunte nel 1969, 1975 e 1983; il parcheggio sotterraneo data 1987.

L’area impiegata per il servizio postale fu venduta nel 2009 e l’anno seguente la sportelleria venne spostata; ora si trova -fusa con una seconda- in Innrain 15; appare, sia fuori che dentro, come se fosse un supermercato.

Tornando all’antico fabbricato, l’attuale proprietà ha confermato la scelta di mantenere parcellizzati gli ambienti, affittandoli ad aziende, studi legali e medici. La principale interlocutrice è l’Università di scienze applicate.

Anche altri uffici postali d’epoca imperialregia sono stati venduti o affittati; è accaduto a Graz, Klagenfurt, Linz e Vienna, sostituiti da ambienti adeguati alle attuali esigenze (fine).


Le previsioni su Poste italiane (news precedente)
Innsbruck - Sopra, il vecchio palazzo in Maximilian strasse 2 con l’indicazione postale (“Hauptpost”) rimasta; sono i cartelli affissi alle colonne che indicano cosa vi è ora nell’edificio. Sotto, le attuali Poste centrali in Innrain 15: assomigliano più a un supermercato
Dic 29 2018 - 01:02

Notizie dall'Italia

Immobili/1 Nuove dismissioni in arrivo?

È l’ipotesi segnalata da Paola Dezza su “Il sole - 24 ore”. Riguarderebbe sia Poste italiane che la controllata Egi. Intanto, al Governo…

I prossimi tempi saranno decisivi per gli edifici di Poste italiane non più utili al servizio. È quanto sostiene Paola Dezza da “Il sole 24 ore”. Secondo le sue anticipazioni, il gruppo vorrebbe riprendere in mano il faldone, aperto all’epoca di Massimo Sarmi quale amministratore delegato e poi portato avanti non senza difficoltà. Tanto che per alcuni palazzi sono stati fatti diversi tentativi prima di raggiungere, ma non sempre, la cessione finale. Ora sarebbero interessati fabbricati posseduti dalla capogruppo ma anche altri affidati alla controllata Europa gestioni immobiliari.

Secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato -si legge nell’articolo- “allo studio ci sarebbe la costituzione di un fondo immobiliare al quale verrebbero conferiti gli asset in questione, un fondo che sarà gestito da Cassa depositi e prestiti investimenti sgr… Il valore complessivo del portafoglio potrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro”. Alcuni degli stabili ora inutilizzati ed individuati per il passaggio si troverebbero a Firenze, Genova, Milano, Napoli, Trento e Venezia.

A proposito di dismissioni, secondo alcune ipotesi un’altra novità riguarderebbe il capitale azionario della stessa Poste italiane. L’azienda (insieme ad esempio ad Enel ed Eni) sarebbe nel mirino del Governo: per fare cassa, questo cederebbe nuove quote a Cdp. Così, l’Esecutivo ne manterrebbe sempre la guida, sia pure mediata, ma metterebbe a bilancio i quattrini ottenuti da Cassa depositi e prestiti (continua).


Ex geografia postale: a Bari…
...Sabaudia (Latina)…
…e Venezia (tutte queste notizie sono state affrontate in due parti)
L’attenzione sugli immobili
Dic 28 2018 - 15:25

Libri e cataloghi

Collezionare francobolli nel kibbuz

È una delle scene descritte nel romanzo “Altrove, forse” da Amos Oz, scomparso oggi. Vede padre e figlio impegnati nell’attaccare cartevalori postali all’album

In Israele

“Che bel quadretto compongono padre e figlio seduti insieme alla scrivania… I due uomini incollano i francobolli nell’album. È ordinato per argomento: francobolli di sport, di fiori, dello spazio, di animali e purtroppo anche di guerra. Con questo passatempo Ruben cerca di insegnare al figlio l’ordine e la disciplina”. Più avanti: “La lettera è destinata a Ruben anche se non è indirizzata a lui. L’uomo ripiega il foglio con aria pensierosa… Poi la rimette nella busta. E toglie con prudenza il francobollo, per suo figlio. Si infila il francobollo nel taschino della camicia”.

Passaggi per collezionisti nel libro “Altrove, forse” (edizione Feltrinelli, 352 pagine, 17,00 euro). Lo scrisse Amos Oz, morto oggi; era nato il 4 maggio 1939.

La storia è ambientata in Israele, per la precisione nel kibbuz isolato Mezudat Ram. Attorno vi sono solo nemici e montagne; qui si svolge la vita di una comunità dedita all’agricoltura e all’allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto a purificarsi. A trent’anni dalla fondazione, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i coloni, e il miglioramento si attua anche grazie alle chiacchiere. Perché la vita locale sembra uguale a quella di tanti paesini di provincia: un terzo noia e due terzi pettegolezzi. Certo, ci sono gli avversari senza nome che sparano di notte, ma in verità sembrano molto più corrosivi gli impulsi interni alla collettività, come l’adulterio, le maldicenze e il vandalismo di una gioventù tediata.


La canzone postale nata nel kibbuz
Dic 28 2018 - 13:45

Dall'estero

Il 9 aprile la conferenza sulle spese terminali

A fissarla è stata l’Unione postale universale. Intanto, la stessa Upu ha aperto una consultazione pubblica: gli articoli giunti entro l’8 marzo saranno pubblicati in una pagina web

Il problema originato dal boom dei pacchi transfrontalieri

Alla fine, un primo accordo in seno all’Unione postale universale è stato trovato. Lo scopo è scongiurare l’abbandono dell’agenzia da parte degli Stati Uniti e, allo stesso tempo, affrontare il problema sul tavolo, quello delle spese terminali.

Una conferenza, sul tema “Sistemi di remunerazione dell’Upu - Nuove frontiere per un mondo antico?”, si terrà il 9 aprile. “Sarà organizzata come un forum di consultazione allargato”, anticipano dalla sede. “Tutte le parti interessate sono invitate a sottoporre interventi”. In vista dell’appuntamento, il consiglio di amministrazione ha indetto un confronto pubblico: i contributi che arriveranno entro l’8 marzo saranno pubblicati su una pagina web dedicata; i più significativi verranno compresi nella pubblicazione pronta per il 15 giugno.

Le linee attuali, ora messe in discussione, non fissano il costo che un dettagliante o un acquirente, impresa o consumatore che sia, deve pagare all’operatore postale designato per la distribuzione internazionale di invii, compresi quelli originati dal commercio elettronico. È un problema che interessa l’operatore di partenza e il suo cliente, e quando i prezzi nazionali sono controllati dal governo, il governo stesso. Gli attuali sistemi di remunerazione dell’Upu mirano a compensare i costi sopportati dai Paesi di destinazione per il trattamento, il trasporto e la distribuzione degli invii provenienti dall’estero. Non sono direttamente collegati al tariffario, ma rappresentano un supporto di cui l’operatore attivo nello Stato di origine dell’invio deve tener conto. Sapendo che per l’interlocutore oltre confine è importante ricevere un introito che copra gli oneri, così da assicurare durata e sviluppo del servizio postale universale. Tali regole sono definite dai membri dell’Unione ed anche quelle riguardanti le spese terminali e le altre remunerazioni figurano costantemente riviste ed aggiornate in funzione del contesto.


L’annuncio degli Usa
Il successivo impegno assunto dall’Upu
Dic 28 2018 - 10:24

Notizie dall'Italia

Indennizzi con le notifiche: il regolamento

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha messo nero su bianco le diverse casistiche che possono incorrere nel servizio e le loro conseguenze. Proroga per la data delle fatture

Atti giudiziari e violazioni al Codice della strada: davanti allo smarrimento del plico prima della notifica al destinatario ed escludendo le cause di forza maggiore, l’operatore “è tenuto a corrispondere al mittente un indennizzo pari a cinque volte il prezzo complessivamente corrisposto per la spedizione del piego e dell’avviso di ricevimento”. Se invece perde quest’ultimo dopo la consegna, deve produrne soltanto una copia. Lo stesso schema vale in caso di danneggiamento e furto.

I concetti sono presenti nel “Regolamento in materia di misure e modalità di corresponsione degli indennizzi relativi alla notificazione di atti a mezzo del servizio postale”. Esso è stato definito e formalizzato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dopo un confronto con le parti interessate. Va a completare l’apertura alla concorrenza del settore.

L’intervento -commentano dall’Agcom- “consente, per la prima volta, di definire un quadro complessivo di garanzie per l’utenza. Infatti, sino ad oggi, l’unica fattispecie che poteva dar luogo ad un indennizzo da parte dell’operatore consisteva nello smarrimento del piego”.

Il testo, composto da dodici articoli, definisce inoltre le conseguenze per il mancato rispetto degli standard di qualità, tempistiche e modi per richiedere il duplicato dell’avviso di ricevimento, presentare i reclami ed erogare i rimborsi. “Tutti elementi sinora assenti dal quadro normativo e regolamentare in tema di notifiche a mezzo posta”.

Intanto, è stato prorogato di altri sessanta giorni l’iter inerente alla definizione delle modalità tecniche e operative per rendere certa la data di spedizione delle fatture.


Il decreto che ha aperto il settore alla concorrenza
La relativa modulistica
L’altro iter, riguardante la data di spedizione per le fatture
Il regolamento sugli indennizzi (file pdf)
È composto da dodici articoli
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