Siamo lieti di inviarle le notizie diffuse nell'ultima settimana da "Vaccari news".
Se desidera conoscerle in tempo reale, in qualsiasi momento può visitare la pagina www.vaccarinews.it, dove può trovare gratuitamente anche:

  • i programmi aggiornati di Italia, San Marino, Vaticano e Smom;
  • l'archivio di tutte le informazioni che abbiamo diffuso nel tempo (è possibile fare ricerche sia in ordine cronologico, sia per parola chiave, sia per area);
  • i comunicati diramati alla stampa;
  • l'elenco dei prossimi appuntamenti (mostre ed eventi).
Buona lettura
Lo staff di "Vaccari news"

Gen 18 2019 - 01:33

Appuntamenti

Dal 28 al 30 novembre sarà “Monacophil”

Gli organizzatori, che fanno capo al Club de Monte-Carlo de l’élite de la philatélie, già hanno fissato data e programma di massima

Dal 28 novembre

Praticamente decise le linee per “Monacophil”, la manifestazione di alto livello che il Principato mediterraneo di norma accoglie a cadenza biennale. La prossima edizione si svolgerà tra il 28 ed il 30 novembre 2019, secondo un approccio rodato.

Ancora una volta, le iniziative aperte al pubblico si svolgeranno alle terrasses de Fontvieille, ad essere precisi al Musée des timbres et des monnaies (dove, nella sala blindata, verranno accolti i “100 francobolli e documenti emblematici”), alla Monaco top cars collection (tra le auto d’epoca verrà allocato il resto della parte espositiva, incentrato in particolare sull’Egitto e sul corriere marittimo), all’espace “Léo Ferré” (il salone è dedicato soprattutto al convegno commerciale). L’ingresso sarà gratuito e possibile, senza interruzioni, tra le ore 10 e le 17.30.

A firmare l’iniziativa, come sempre, il Club de Monte-Carlo de l’élite de la philatélie.


Il sito (in francese ed inglese)
La cronaca dell’edizione 2017…
…ed il relativo catalogo
Le iniziative pubbliche si svolgono in tre sedi vicinissime, presso le terrasses de Fontvieille
Gen 17 2019 - 16:44

Dall'estero

Tempo di bilanci. In Svizzera

Aumentate del 30% (da 20.188 a 26.308) le letterine spedite a Gesù Bambino o a Babbo Natale. A tutte quelle che recavano un indirizzo è stata data risposta

Mentre il silenzio è calato sull’analoga iniziativa di Poste italiane (risulta che alcuni giovanissimi, pur avendo chiesto per tempo, ancora debbano ricevere quanto promesso), la Posta svizzera ha diffuso un bilancio sulle corrispondenze dirette a Babbo Natale o a Gesù Bambino che ha trattato fra il novembre ed il 24 dicembre scorsi. Risultano 26.308, con un netto incremento del 30% rispetto a dodici mesi prima, quando furono 20.188. A voler essere esaustivi, il computo risale fino al 2009, nel momento in cui se ne contarono 15.215.

L’operatore -spiega dalla sede Masha Foursova- ogni volta raccoglie le missive, le suddivide per lingua e provvede a replicare. Operazione adesso rivelatasi possibile nel 93% dei casi: per la quota restante mancava l’indirizzo del mittente.

“È stato divertente e commovente vedere con quanta cura i bambini hanno realizzato le letterine e i disegni. Talvolta le buste contenevano anche dolci sorprese come cioccolato e caramelle”, racconta Samanta Strebel, impegnata con alcuni colleghi a rispondere a quanto giunto. Non sono mancati i succhiotti, associati alla promessa, formulata al mitico interlocutore, di rinunciarvi per sempre. Da tempo la maggior parte dei contributi viene dalla Svizzera romanda (nel 2018 il 58%), seguita dalle aree tedesca (21%) ed italiana (16%).


L’iniziativa di Poste italiane
Le attese elvetiche di un mese fa
I dati dal 2009 al 2018
Gen 17 2019 - 10:17

Libri e cataloghi

Il conflitto delle donne

Nel libro l’autrice Paola Scola cambia la prospettiva, esaminando la Seconda guerra mondiale attraverso chi rimase a casa a gestire la famiglia

Disperso

I combattimenti del Secondo confitto mondiale, certo. Ma c’è anche chi non indossò la divisa: è la guerra delle donne, “che soffrono per la partenza di mariti, padri e figli, devono gestire la casa con un minimo di risorse, debbono occuparsi dei genitori anziani di entrambi, talvolta hanno un’attività di famiglia da portare avanti”, annotano dalla casa editrice, Araba fenice, riferendosi al libro della giornalista Paola Scola (144 pagine, 14,00 euro).

Mentre i loro uomini vivono i drammi fra le sabbie di El Alamein o nei ghiacci del Don, ricacciano le lacrime in uno scompartimento nascosto del cuore. Perché la priorità sono i bambini, che spesso il loro papà neppure l’hanno visto, e il dolore è un fatto strettamente privato.

È la storia, per esempio, di Milly, che per settant’anni aspetta, invano, il ritorno del suo Ennio, con la chiave nella porta. Oppure quella di Romana, per tutta la vita addolorata e tormentata dall’assenza del padre. O della mamma di René, che non arriva in tempo a salvare il figlio. Racconti di congiunti stretti, presente e memorie che si fondono. E, sullo sfondo, una parola terribile, forse peggiore persino di “morto”; è “disperso”.

Tra i capitoli, uno che significativamente s’intitola “Scrivimi”. Da una lettera è tratto pure il titolo del volume, “Lo aspetto ancora con disperata speranza”.


In argomento: i martiri di Lubecca…
…Rose Valland…
…Salvo D’Acquisto
Gen 17 2019 - 00:35

Dall'estero

Riscoprire il passato

È l’invito di Jersey che, con sei francobolli ed un foglietto, documenta gli anni Settanta del secolo scorso. Rappresenta la terza tappa di un racconto che si completerà in cinque fasi

Terza tappa delle cinque previste, questa dedicata agli anni Settanta. È la nuova serie -attesa per domani- che Jersey intitola alla parte finale del Novecento coinvolgendo più artisti, coordinati da Hat trick ed incaricati di raccontare, in sei francobolli ed un foglietto, l’essenza del tempo.

I soggetti richiamano il linguaggio (nel 50 pence, dovuto ad Alex Trochut), la musica ed in particolare il repertorio punk (65, Andy Martin), la moda (76, Caroline Smith), la tecnica grazie alle videocassette (82, Bobby Evans), il cibo con la fonduta (94, Andrew Archer), il tempo libero tramite i pattini (1,12 sterline, Hilary Hayton). Dal canto suo, il blocco propone una strada locale affollata di consumatori (2,00, ancora Caroline Smith).

Da notare che l’obiettivo documentale è stato raggiunto non solo attraverso le immagini, ma anche impiegando i colori, lo stile e la grafica capaci di evocare il periodo.


I precedenti per gli anni Sessanta…
…e Cinquanta
La serie è composta da sei francobolli ed un foglietto
Gen 16 2019 - 19:06

Emissioni Italia

Non c’è il due senza il tre

Già richiamato nel 1999 e nel 2009, il 26 gennaio tornerà agli sportelli, questa volta con un francobollo “B”. È il calciatore Valentino Mazzola

Sicuramente famoso, famosissimo, anche per la triste sorte che gli è capitata insieme ad altre trenta persone tra passeggeri ed equipaggio dell’aereo precipitato, ma quello atteso per il 26 gennaio è il terzo francobollo che lo cita espressamente. Come se non ci fossero altri calciatori degni di un pari tributo postale. È Valentino Mazzola, richiamato nel 900 lire (ma ci sarebbe pure l’“anonimo” 800) del 4 maggio 1999 emesso per il cinquantenario della sciagura di Superga (Torino) nonché nel 65 eurocentesimi datante 22 ottobre 2009 ed inquadrato nelle serie promozionali dedicate ad “Italia 2009”, in particolare per la “Giornata dello sport”.

Ora viene ricordato nel secolo dalla nascita, avvenuta il 26 gennaio 1919, attraverso un “B” (quindi dal costo di 1,10 euro, utile per gli invii ordinari di primo porto destinati all’interno). Appartenente alla serie “Lo sport”, il dentello è autoadesivo, tirato in addirittura due milioni e mezzo di esemplari; i fogli sono da quarantacinque.

La vignetta è dovuta a Fabio Abbati; propone un ritratto dell’attaccante e centrocampista; si aggiunge la sagoma del toro in posizione rampante presente nello stemma del Grande Torino, la squadra di cui fu capitano e simbolo.


L’emissione del 2009 nei dettagli
I due precedenti che citano espressamente Valentino Mazzola
Gen 16 2019 - 14:17

Notizie dall'Italia

La vicenda asta torna in Senato

L’iniziativa da parte del senatore Gaetano Quagliarello, che ha sottoscritto un’interrogazione parlamentare a risposta scritta diretta al ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio

Gaetano Quagliarello (foto: Senato)

La vicenda delle aste filateliche autorizzate dalla legge di bilancio 2019 (è la 145 del 30 dicembre 2018, per la precisione il comma 617 dell’articolo 1) è tornata tra i banchi della politica. Gaetano Quagliarello (Idea - Popolo e libertà), coadiuvato per gli aspetti tecnici da Carlo Giovanardi, ha presentato oggi in Senato un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, per capirne di più sull’operazione.

Insomma, si vuole sapere se il rappresentante del Mise è a conoscenza della situazione declinata nel testo introduttivo ai quesiti, del danno che verrebbe provocato a Poste italiane in caso di vendita del materiale sotto al valore nominale e del fallimentare precedente, quello dello stock ministeriale, caso di fatto sviluppatosi tra l’11 dicembre 1952 (quando venne approvata la legge 2.521, che prevedeva di costruire alloggi per i postelegrafonici cedendo i vecchi francobolli) ed il 24 febbraio 1967 (quando si concluse l’opera distruttiva).

Andando nel dettaglio, viene chiesto al rappresentante governativo “se conosca l'effettivo numero di francobolli giacenti e se siano ipotizzate delle stime di incasso al netto delle spese d'asta; se sia a conoscenza delle tempistiche, ovvero, se e quando cominceranno le vendite, come esse saranno organizzate; del ribasso percentuale rispetto al valore nominale; se esista già un elenco del materiale da cedere; se le vendite saranno riservate ad una determinata tipologia di interlocutori (ad esempio i commercianti) o a tutti; se siano previsti più lotti e più giornate di vendita”.

Nelle premesse, il sottoscrittore ricorda che “gli operatori del settore chiedono da anni la distruzione di quanto ancora giacente” e che “da una ricerca informale tra loro risulta che l’unico interesse per tale scorta sia la possibilità di impiegarla per affrancare, risparmiando sulle spese. Inoltre, all’estero non vi è un significativo interesse per le cartevalori nazionali, anche per gli argomenti trattati e la qualità grafica. Ergo, forse i grandi utenti potrebbero essere interessati all’acquisto, ma solo con la garanzia che i francobolli rimangano in corso legale come lo sono ora”.

Testo aggiornato il 22 gennaio 2019.


Il testo definitivo: è il comma 617 dell’articolo 1
La distruzione del 1967
L’interrogazione a risposta scritta completa (file pdf)
La normativa sottoscritta nel 1952
Gen 16 2019 - 12:17

Giornali, riviste e siti

Spazio alla Grande guerra

All’argomento è dedicato l’ultimo numero di “Cursores”, il ventiduesimo. Ma il semestrale tocca anche altri temi, sempre con approccio storico-postale

Grande guerra ed oltre

La Grande guerra? È il filo conduttore maggiore dell’ultimo numero, il ventiduesimo, di “Cursores”, la pubblicazione divenuta semestrale dell’Associazione italiana di storia postale. In 98 pagine “A4” con immagini a colori (25,00 euro) dà spazio a Massimo Mattioli (suo è l’intervento “Dal Piave a Vittorio Veneto - Testimonianze dirette di storia e posta”), Oliviero Emoroso (“Fiume: affrancature filateliche e non dell’emissione «provvisoria»”), Valter Astolfi (“Prima guerra mondiale - La missione d’armistizio e le presenze militari italiane in Germania nel primo dopoguerra”).

Filo conduttore principale ma non unico, come testimoniano gli interventi di Luca Lavagnino (“Gli «altri»: prigionieri spagnoli in Francia durante le Guerre napoleoniche”), Emanuele Mario Gabbini (“Uso dei segnatasse nel servizio pacchi postali - 1 ottobre 1881 - 30 giugno 1914”), Flavio Riccitelli (“I voli di anticipazione degli anni Trenta da/per i transatlantici in viaggio sulla rotta nord-atlantica”), Hans Häfeli (“I 175 anni dei francobolli cantonali di Zurigo da 4 e 6 rappen”), Massimo Ciampa (“Guerra italo-abissina: la posta dall’assedio di Adigrat (1 marzo - 4 maggio 1896)”), Giampaolo Guzzi (“Cartoline di tipo Iris da 90 cent. per la corrispondenza familiare interzone non ammesse dalla censura francese”), Lorenzo Carra (“Giorgio Magnani ci ha lasciati”).

Contiene anche un bilancio del 2018: da gennaio a novembre -annota in apertura il presidente Luca Lavagnino- “abbiamo aumentato di un significativo 20% il numero di soci, passando a 150; i nuovi iscritti hanno in media fra i 40 e i 50 anni, segno della vitalità del movimento storico-postale italiano e del desiderio di aggregazione sotto la bandiera della più vecchia e prestigiosa associazione di storia postale in Italia”.


“Cursores” n°22 La scheda
Il numero precedente
Gen 16 2019 - 01:55

Dall'estero

Gioielli dal 1858

Omaggio postale, in Francia, dedicato ad un marchio che ha raggiunto i centosessant’anni: Boucheron. Due i francobolli a cuore pronti per il debutto

Un appuntamento di inizio anno ormai fisso e giunto alla ventesima tappa. È l’omaggio a forma di cuore che la Francia dedicata ai grandi marchi nazionali impegnati nel campo della moda. Il 18 gennaio come prevendita, il 21 per la distribuzione generale toccherà a Boucheron, impresa nata nel 1858 grazie a Frédéric Boucheron. Fu la prima gioielleria -era il 1893- ad aprire al 26 di place Vendôme, distinguendosi per l’equilibrio tra tecnica e talento artistico.

Dopo quattro generazioni è arrivato l’incarico per realizzare i “propri” francobolli, nominali da 0,88 e 1,76 euro, raccolti in fogli da trenta e disponibili nelle versioni tradizionale o autoadesiva. Il taglio più economico è proposto anche in confezioni da cinque (sempre gommati). Quanto ai soggetti, uno offre elementi iconici della ditta a taglio vegetale; l’altro la colonna Vendôme, monumento emblematico della piazza in cui ancora ha sede.

L’emissione si fa notare per un ulteriore dettaglio. È cambiato il simbolo che caratterizza le produzioni commemorative e segnala le conseguenze per i collezionisti, come l’impegno della Poste ad un lancio nel primo giorno ed a comunicare il momento del ritiro dagli sportelli della specifica serie. È sempre la “φ” dell’alfabeto greco introdotta nel 2010, ma ora è diventata maiuscola, “Φ”.


Il marchio (sito in francese ed inglese)
L’emissione 2018
Il debutto della “φ”
I due francobolli in arrivo
Gen 15 2019 - 17:12

Emissioni Italia

Orazio Raimondo e Federico Fellini, le proposte

I relativi centenari della morte e della nascita cadranno nel 2020. I suggerimenti per ricordare l’anno prossimo il sindaco di Sanremo (Imperia) ed il regista

Uno dei francobolli che citano Federico Fellini

Il programma delle emissioni d’Italia per il 2019 è ancora “monco”, nel senso che riguarda soltanto il primo trimestre, ma c’è già chi, giustamente, guarda avanti. È Andrea Gandolfo, che nel passato aveva suggerito omaggi dentellati per Alessandro Natta (ipotesi rimasta inascoltata) ed Oscar Luigi Scalfaro (concretizzata il 22 giugno 2018). Ora, scrivendo al ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio, ha segnalato due celebrazioni inerenti all’anno prossimo.

Una riguarda il deputato, avvocato, massone e sindaco di Sanremo (Imperia) Orazio Raimondo, vissuto tra il 6 giugno 1875 e l’11 gennaio 1920; il tributo dovrebbe essere previsto nel centenario della morte. Egli -annota il relatore- “è stato uno dei politici più insigni e rappresentativi dell’Italia giolittiana, eletto due volte deputato, tra i fondatori del Fascio parlamentare di difesa nazionale e membro della commissione d’inchiesta parlamentare sulla sconfitta di Caporetto. Celebre anche la sua attività forense, in particolare come difensore della nobildonna veneziana Maria Tiepolo nel processo che si tenne presso la Corte d’assise di Oneglia nel 1914”. A lui è dedicato inoltre uno dei corsi principali della stessa Sanremo, dove si trova la statua che lo raffigura. Alla memoria è stata intitolata la locale stazione sperimentale di floricoltura.

Più noto è il secondo personaggio, il regista Federico Fellini, nato a Rimini il 20 gennaio 1920 (è morto il 31 ottobre 1993), “autore -ricorda il proponente- di alcuni tra i film più celebri della storia del cinema mondiale”. “Sconta”, però, il fatto di avere già cartevalori nazionali. Figura citato, infatti, in tre francobolli: il 750 lire del 25 agosto 1995 “Centenario del cinema” con “Le notti di Cabiria”, l’800 o il 41 centesimi del 20 settembre 2000 per l’“Anno felliniano”, lo 0,60 euro fogliettato del 28 ottobre 2010 “Cinema italiano”.


L’anno scorso l’omaggio ad Oscar Luigi Scalfaro
Il tributo del 2010 al regista romagnolo
Gen 15 2019 - 11:40

Appuntamenti

“Filatelia nelle carceri” - Allestimento a Trieste

Rappresenta l’esito delle attività svolte tra giugno e dicembre. La mostra allo spazio filatelia cittadino dal 19 gennaio al 2 febbraio

In carcere

Momento di bilancio a Trieste per il progetto “Filatelia nelle carceri”, nel caso specifico condotto direttamente da Poste italiane e Circolo filatelico 26 (è quello presente all’interno della casa circondariale sita in via del Coroneo 26, di cui il sodalizio ha preso il nome dal numero civico), coinvolgendo Daniela Catone per l’azienda e Claudio Bacco per il cittadino Circolo filatelico sloveno “Laurenc Košir”.

Il lavoro, svolto tra giugno e dicembre e teso a coinvolgere reclusi nel realizzare collezioni di francobolli, troverà un momento pubblico attraverso la mostra che lo spazio filatelia di via Galatti 7/b ospiterà dal 19 gennaio (l’inaugurazione è fissata alle ore 11) al 2 febbraio.

Dario presenta un lavoro dedicato a Trieste e alla Venezia Giulia; Gianluca ha raccolto cartevalori sul Regno e Cristian inerenti alla storia nazionale nel periodo compreso tra il 1804 e il 1948; Fabio ha scelto la flora e dalla fauna; Maurizio ha approfondito la “Giornata del francobollo” e la “Giornata della filatelia”; Luca si è concentrato sulla sua passione, i motori e Daniel sull’arte; non ultimo, Jonathan ha affrontato l’America nostalgica e, in particolare, le emissioni che riguardano Argentina, Colombia e Venezuela.

L’ingresso nel negozio è libero, possibile dal lunedì al venerdì tra le 8.20 e le 13.35, il sabato tra le 8.30 e le 12.35.


Trieste, così due anni fa
A Firenze “The fashion mailbox”
Gen 15 2019 - 01:01

Dall'estero

In cinque, ma difficile da impiegare

Per il centenario dalla nascita di Nelson Mandela, Centrafrica, Gibuti, Niger, Sierra Leone e Togo hanno firmato un foglietto unico

Uno dei tributi nazionali

Il giro panafricano per il centenario della nascita di Nelson Mandela ha fruttato non poche citazioni, come peraltro era immaginabile. In base alle informazioni attuali, hanno agito con un francobollo singolo il Burkina Faso (è un 1.000 franchi della Comunità finanziaria africana); tramite un foglietto Algeria (100 dinari nazionali), Gambia (200 dalasi), Liberia (550 dollari), Libia (1.000 dinari), Sudafrica (“standard postage”, pari a 4,45 rand), Tunisia (0,5 dinari); con entrambi Kenya (50 e 100 scellini), Niger (600 e 2.500 franchi Cfa), Togo (200 e 2.000 franchi Cfa). Potrebbero esserci altri interlocutori, fra cui Guinea Equatoriale e Zimbabwe.

Di recente è giunta sul mercato un’ulteriore emissione dal chiaro intendimento: solleticare l’attenzione dei soli collezionisti, visto che il suo impiego postale sarebbe complesso. Riprende la foto messa a disposizione dalla Fondazione intitolata al personaggio e annotata, ad esempio, nel tributo di Pretoria risalente 12 ottobre. In questo caso è stata adoperata per cinque esemplari, raccolti in uno stesso foglietto (gli specialisti lo definiscono “siamese”) e firmati da Centrafrica (660 franchi Cfa), Gibuti (210 franchi locali), Niger (600 franchi Cfa), Sierra Leone (9.600 leone) e Togo (200 franchi Cfa).


L’omaggio del Sudafrica
Tra i “siamesi” precedenti, il blocco di Canada e India…
…e quello di Lussemburgo e Paesi Bassi
Il foglietto a cinque coinvolgendo Centrafrica, Gibuti, Niger, Sierra Leone e Togo
Gen 14 2019 - 15:59

Emissioni Italia

Carta bollata per Angelo Merenda

Suo è il bozzetto trasformato in francobollo per ricordare il bicentenario dei cavallini. Il tributo, un “B”, arriverà il 25 gennaio

Per l’omaggio ai cavallini è stato coinvolto un dipendente di Poste italiane, già noto per avere firmato diversi francobolli dedicati soprattutto al Natale. È Angelo Merenda, che talvolta si incontra anche alle manifestazioni filateliche.

La sua vignetta riproduce, su campo rosso, una (non è specificato quale) delle tre impronte riportate sulle carte postali bollate messe in circolazione nel Regno di Sardegna l’1 gennaio 1819 e in uso fino al 30 maggio 1836, differenti nel formato e nel valore in funzione della distanza e del servizio.

Il dentello, autoadesivo e tirato in due milioni di pezzi (i fogli sono da quarantacinque), arriverà il 25 gennaio. Sarà utile per inviare, all’interno del Paese, missive ordinarie, o anche cartoline, entro i venti grammi di peso; per questo riporta la lettera “B” e sarà venduto a 1,10 euro.


Il bicentenario ricordato a Capodanno da “Vaccari news”
Il 15, il 25 o il 50 centesimi? Si vedrà (immagine tratta dal manifesto camerale del 3 dicembre 1818)
Gen 14 2019 - 11:39

Appuntamenti

Quando la lettera rappresentava prestigio e potere

A Roma, fino al 17 febbraio, la mostra “Guido Reni, i Barberini e i Corsini. Storia e fortuna di un capolavoro”. Tra le righe, il percorso valorizza il ruolo simbolico della missiva

La versione musiva del “Ritratto di Clemente XII e del cardinale Neri Maria Corsini” (Gallerie nazionali Barberini Corsini), dovuta a Pietro Paolo Cristofari

Forse mai come nella mostra aperta a Roma presso la Galleria Corsini (è in via della Lungara 10) si possono osservare i sottintesi che lo strumento epistolare conservava. Di fronte ad un analfabetismo molto diffuso, chi sapeva leggere emergeva e, come rappresentazione -secondo i casi- di prestigio o potere, nei dipinti la missiva accompagnava il personaggio insieme ad altri elementi, quali i vestiti sfarzosi e gli ambienti ricchi.

Il percorso, aperto sino al 17 febbraio e curato da Stefano Pierguidi, s’intitola “Guido Reni, i Barberini e i Corsini. Storia e fortuna di un capolavoro”. Ruota intorno “a uno dei quadri più emblematici della storia della collezione”, viene spiegato. È la “Visione di sant’Andrea Corsini”, commissionata dalla famiglia a Guido Reni per la canonizzazione (avvenuta nel 1629) del santo vissuto nel Trecento. L’opera viene messe a confronto con altre collegate, fra cui appunto alcune che hanno un richiamo ragionevolmente postale.

Ecco, in particolare, tre oli su tela che portano il nome di Agostino Masucci, realizzati rispettivamente nel 1730 circa (è affidato alla Biblioteca corsiniana della capitale), nel 1737 (Biblioteca centrale nazionale “Vittorio Emanuele II”) e in un periodo compreso tra il 1730 ed il 1740 (collezione privata). Sono “Ritratto di Clemente XII e del cardinale Neri Maria Corsini”, “Ritratto del cardinale Neri Maria Corsini insieme a padre Evora e altri prelati” e “Ritratto di Clemente XII Corsini”. Del primo quadro i visitatori possono scoprire anche la versione musiva, presente nella stessa sede, databile sempre attorno al 1730 e dovuta a Pietro Paolo Cristofari. Gli uomini effigiati guardano verso il pittore, ovvero appaiono in posa, consci del proprio ruolo. Nonostante siano loro i veri protagonisti, nelle scene la lettera riesce sempre a “ritagliarsi” un ruolo importante: il cardinale la commenta al papa, figura al centro della rappresentazione a quattro, il pontefice la tiene in mano, quasi l’artista l’avesse distolto dall’analisi.


I dettagli sull’allestimento
Di Agostino Masucci, l’olio “Ritratto del cardinale Neri Maria Corsini insieme a padre Evora e altri prelati” (Biblioteca centrale nazionale “Vittorio Emanuele II”)
Gen 14 2019 - 00:36

Dall'estero

Esordiente e nubenda

L’attrice Grace Kelly raccontata in due francobolli. Nel primo si cita la pellicola d’esordio, “14ª Ora”; il restante documenta il matrimonio con il principe Ranieri III

Altri due francobolli, che saranno emessi oggi da Monaco, raccontano soprattutto la professione di Grace Kelly: l’attrice.

L’1,72 euro cita “14ª Ora”, pellicola del 1951 di Henry Hathaway, ispirata ad un articolo di cronaca. Il dramma psicologico è interpretato da Richard Basehart, Paul Douglas, Agnes Moorehead; tra gli esordienti, anche la futura principessa in una particina: è stata la sua prima presenza sul set.

Il 2,10, invece, propone una sorta di documentario, “Matrimonio a Monaco”. Realizzato da Jean Masson, mostra le nozze del 19 aprile 1956, quando sposò Ranieri III. In parte la cerimonia fu finanziata dalla Metro Goldwyn Mayer in cambio dell’esclusiva per raccontare l’evento (la diretta televisiva, giusto per capire l’interesse del pubblico di allora, fu seguita da trenta milioni di persone).


L’emissione analoga di un anno fa
Il primo film e il documentario sulle nozze
Gen 13 2019 - 01:07

Libri e cataloghi

Se la franchigia è militare

Ritrovato il volume sottoscritto nel 1995 da Giorgio Cerruto e Roberto Colla. Considera le cartoline spedite senza affrancatura tra il 1912 ed il 1946

Senza affrancatura

“La cartolina in franchigia ebbe da prima minor fortuna di quella «reggimentale» presso i collezionisti, perché meno policroma, meno bella esteticamente, troppo essenziale. L’odierna fortuna «collezionistica» delle cartoline in franchigia si basa su due elementi. I: la nascita di un collezionismo «storico postale» molto specializzato e quindi curioso di tutto quanto concerne anche il servizio postale militare. II: la scoperta anche del regime politico della propaganda attraverso i documenti postali”. Così -era il 1995- si pronunciava Luciano Buzzetti presentando il volume di Giorgio Cerruto e Roberto Colla “Franchigia militare italiana (1912-1946)”.

Edito da Agenzia del collezionista, ora è stato ritrovato per chi vuol conoscere le origini dello studio; costa 8,00 euro e si sviluppa per 400 pagine con illustrazioni in bianco e nero.

Dodici i capitoli in cui è organizzato: vanno dalla Guerra italo-turca alla fase dedicata a Comitato di liberazione nazionale e Luogotenenza. Ogni pezzo è valutato come nuovo ed usato, secondo una scala a diciassette livelli. L’appendice stima le bollature, in chiaro e numerali, riferite al Primo conflitto mondiale.


“Franchigia militare italiana (1912-1946)” La scheda con l’indice
La scomparsa di Luciano Buzzetti
L’edizione del 2009
Gen 12 2019 - 11:17

Notizie dall'Italia

Tesoreria/2 I dettagli della proposta

La società diretta da Matteo Del Fante parla di un’offerta integrata per servizi finanziari, assicurativi e postali, estesa fino ai supporti per i dipendenti

Per i piccoli Comuni

Fin qui (news precedente), il contesto. Ma cosa propone, nei fatti, Poste italiane ai Comuni con meno di cinquemila abitanti?

Attraverso l’affidamento del servizio di tesoreria all’azienda guidata da Matteo Del Fante, “l’Ente -si legge nel prospetto- si interfaccia con un unico interlocutore e partner affidabile accedendo ad un’offerta integrata di servizi finanziari, assicurativi e postali”. Si cita così l’adesione al nodo dei pagamenti dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) impiegando la prestazione “Bollettino incassi evoluti”, l’installazione di terminali pos al fine di ampliare le possibilità di pagamento, le offerte di finanziamento ed altri supporti agevolati rivolti al personale.

Come previsto dalla normativa, la società adotta il protocollo standard di colloquio Opi, ovvero ordinativo di pagamento e incasso; tramite esso è gestito il flusso telematico, firmato digitalmente, dei provvedimenti che Ente e tesoriere si scambiano. L’azienda inoltre utilizza il sistema Siope+ (è un componente del Sistema informativo sulle operazioni degli Enti pubblici per rilevare gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le Amministrazioni pubbliche tramite ordinativo elettronico secondo gli standard emanati dalla stessa Agid).

Ma c’è di più: al riguardo, Poste può supportare l’interlocutore nel processo di trasformazione digitale, nella gestione dei flussi di cassa e nelle attività amministrative collegate. Insomma, vengono promesse la riduzione di tempi e costi, la garanzia per la sicurezza dei dati, l’esclusione di errori nella fase di caricamento delle informazioni con il taglio ai controlli.

Assicurate infine le verifiche di bilancio, “attraverso un team di risorse qualificate e dedicate, la disponibilità di un ufficio postale di radicamento per le attività che richiedono la «presenza fisica» e l’accessibilità a tutta la rete di uffici postali per le attività di incasso”.

Sarà questo il business dei prossimi anni (fine)?


Dietro la proposta (news precedente)
Siope+ presentato dalla Banca d’Italia
Gen 12 2019 - 01:28

Notizie dall'Italia

Tesoreria/1 Atteso il lancio del servizio

Nel 2019 Poste italiane dovrebbe avviare la prestazione, rivolta ai Comuni con meno di cinquemila abitanti. Le ulteriori possibilità previste dalla legge di bilancio

È stato uno dei “fiori all’occhiello” che Poste italiane -era il 26 novembre- ha presentato ai sindaci dei paesi con meno di cinquemila abitanti, invitati a Roma per un confronto senza precedenti. È il servizio di tesoreria, che risponde a precise esigenze. Davanti alle banche che abbandonano territori non più convenienti, e davanti all’impegno (regolato da una legge, la 158 del 2017) di Poste a restare, i Comuni cercano chi garantisca loro il servizio, mentre la società guidata da Matteo Del Fante intende aumentare i volumi delle prestazioni fornite, così da bilanciare i costi gestionali dei propri sportelli.

Con la legge di bilancio 2019, entrata in vigore a Capodanno, si sono aperte ulteriori possibilità, poiché organismi come scuole e strutture sanitarie sono state autorizzate ad affidare in via diretta la gestione dei servizi di tesoreria e cassa alla stessa società.

Quest’ultima, in collaborazione con Cassa depositi e prestiti, ha lanciato sul mercato delle Pubbliche amministrazioni la propria offerta riguardante “un’istituzione -viene spiegato- obbligatoria per legge ed essenziale al funzionamento degli Enti che devono affidare al tesoriere il complesso delle operazioni”. Nei casi in cui mancasse momentaneamente la disponibilità finanziaria dello stesso Ente, Cdp interviene con un’anticipazione.

La fase sperimentale è stata avviata in ottobre cominciando con Molare, centro di duemila anime in provincia di Alessandria. Il lancio del supporto è previsto per quest’anno, sapendo che il singolo Comune può ricorrere anche alla procedura di affidamento diretto (continua).


Il servizio (in due parti) di “Vaccari news” sulla manifestazione
Le leggi: la 158 del 6 ottobre 2017…
…e quella riguardante il bilancio di quest’anno
L’incontro con i sindaci del 26 novembre
Gen 11 2019 - 17:21

Dall'estero

Persi, ritrovati e se possibile riconsegnati

Solo la Posta svizzera, l’anno scorso ha recuperato 17mila oggetti. Un archivio centralizzato cataloga quanto deve essere restituito ai proprietari

Anche medicinali tra gli oggetti ritrovati

I pacchi in carico a Poste italiane che non è stato possibile né consegnare ai destinatari né restituire ai mittenti sono finiti, se le caratteristiche l’hanno permesso, in beneficenza, come l’operatore ha annunciato un mese fa (è il progetto “Valori ritrovati”). Ma il problema risulta generale ed un’attività specifica viene segnalata dalla Posta svizzera.

“Nel 2018 ci sono capitati fra le mani addirittura lingotti d’oro e un’attrezzatura subacquea per più persone. Una volta ci siamo chiesti se un tir pieno di giocattoli destinati a un negozio non si fosse perso tutto il carico”, dice sorridendo la responsabile del servizio clienti alla centrale degli oggetti trovati, Anna Visconti.

Sono 17mila -annota dalla sede Masha Foursova- gli articoli individuati solo l’anno scorso. In media, circa il 30% di essi ritrova il proprietario, mentre la quota rimanente non viene reclamata oppure non è stata localizzata. Recentemente la struttura ha gestito una vera e propria “guerra dei Roses”: protagonista una coppia che, in sede di divorzio, si inviava cose personali e contemporaneamente ne rifiutava l’accettazione. Se chiavi o chiavette usb sono confezionate male, può succedere che, quando passano attraverso le spartitrici, escano dall’imballaggio, oppure cadano dal nastro trasportatore senza che nessuno se ne accorga. Tra i materiali rinvenuti più di frequente, ecco medicinali, complementi alimentari e persino orologi di lusso. Senza trascurare carte bancarie o di accesso, vestiti, prodotti elettronici, giocattoli, strumenti per il fai da te, accessori auto, campioni di laboratorio come urina e sangue.

Quanto ritrovato viene registrato in una banca dati centralizzata, aggiornata in tempo reale e pronta ad essere consultata davanti alle richieste del pubblico. Sapendo che in genere i clienti si fanno vivi entro tre mesi e comunque l’operatore è obbligato a tenere tutto per un anno. Dopo tale termine, i beni vengono smaltiti.

Il servizio si trova da circa vent’anni a Chiasso, ma con il boom del commercio via internet ne è stato deciso il trasferimento in ambienti più grandi: avverrà all’inizio del 2020, destinazione Cadenazzo. Rimanendo così nel Ticino.


L’iniziativa “Valori ritrovati” di Poste italiane
Il progetto di Cadenazzo
I riferimenti per ritrovare quanto perso in Svizzera
Gen 11 2019 - 12:02

Notizie dall'Italia

Al dunque le pratiche per la restituzione degli invii

Oggetti spediti da altri operatori e rinvenuti nella rete di Poste italiane: con due delibere, l’Agcom ha definito le tempistiche di adeguamento e rivisto le condizioni

Se tutto andrà come previsto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la procedura “Condizioni giuridiche ed economiche di restituzione degli invii affidati ad altri operatori e rinvenuti nella rete di Poste italiane” sta per essere conclusa dopo un’ulteriore proroga per alcuni dei tempi attuativi, fissata in trenta giorni e contemplata nella delibera 590 dell’anno scorso.

Il riferimento principale, però, è nella 553, che a sua volta ha integrato la 621 del 2015. Con cinque articoli ha chiarito gli obblighi gravanti in capo alle aziende nel momento in cui concludono accordi individuali con Poste italiane oppure aderiscono alle sue condizioni generali di contratto; rivede inoltre le condizioni economiche del servizio resi e, al tempo stesso, introduce vincoli di reciprocità.

Due gli interlocutori tipo: il concorrente che tratta soprattutto con i privati (ad esempio con i turisti che spediscono le cartoline) e quello che si rivolge ai grandi utenti. I primi -si legge fra l’altro- “sono tenuti a fornire alla propria clientela, all’atto dell’acquisto dello sticker (quello che sostituisce la carta valore, ndr), tutte le informazioni, anche in lingua inglese, sia in forma scritta sia in forma grafica, per la corretta postalizzazione degli invii e per l’individuazione delle cassette di impostazione dell’operatore più vicine al luogo di vendita”. Comunque, tutti gli operatori dotati di una rete di raccolta “sono obbligati ad apporre, a proprie spese, su ciascuna cassetta di impostazione istruzioni volte a chiarire che all’interno di esse non potranno essere immessi invii recanti il francobollo del fornitore del servizio universale o lo sticker di un operatore alternativo”.


La consultazione pubblica che ha portato alle attuali conclusioni
Errori all’impostazione: le stime al ribasso del Garante
La delibera 621 del 2015
Nel grafico Agcom il numero degli invii affidati ad altri operatori (che si rivolgono ai privati o alle aziende) e rinvenuti nella rete di Poste italiane; gli ultimi sei mesi sono frutto di un’elaborazione statistica
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