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24 Ago 2019
Ago 24 2019
11:08

Dall'estero

Filatelia di Stato/2 L’Islanda chiude

Per riequilibrare i costi, l’operatore nazionale, Íslandspóstur, ha introdotto diversi tagli. Fra questi, la soppressione dei servizi ai collezionisti


Il servizio filatelico islandese pronto a chiudere

All’approccio forse un po’ troppo ottimistico mostrato dall’Upu sull’impegno degli operatori postali nello sviluppare i servizi rivolti ai collezionisti (notizia precedente), fanno da contraltare situazioni di segno opposto.

L’ormai imminente scomparsa degli Uffici filatelici e numismatici di San Marino e Vaticano, che saranno inglobati nelle rispettive strutture postali, è nota.

Ancora più drammatico è quanto sta succedendo in Islanda. Dopo circa novant’anni di attività, il dipartimento di Íslandspóstur (è l’operatore postale nazionale) che si occupa dei collezionisti, Postphil, chiuderà i battenti, interrompendo le prestazioni. Lo stop è previsto a fine 2019, giusto per far arrivare agli sportelli le emissioni fissate al 12 settembre e al 31 ottobre. Durante questi ultimi mesi resteranno in ufficio solo tre persone, quindi le attività saranno ridotte al minimo. Per ora l’azienda licenzierà un’ottantina di lavoratori in vari comparti, pari al 12% del totale.

“Il fatto che nel tempo il numero dei nostri clienti filatelici sia costantemente diminuito ha comportato un deficit”, spiega a “Vaccari news” il responsabile del servizio, Vilhjálmur Sigurðsson, che dopo due decenni di impegno resterà a casa. “L’azienda ha un nuovo amministratore delegato, Birgir Jónsson, il quale sta tagliando quanto non è redditizio, incluso Postphil. Ciò è dovuto al fatto che attualmente vi sono gravi difficoltà operative”. “Se possibile, la direzione preferirebbe interrompere del tutto l’emissione di nuovi francobolli ma, sulla base della normativa in essere, non può decidere unilateralmente. Comunque, vi è incertezza su come tali questioni verranno gestite in futuro”.

In deposito i francobolli per spedire lettere ci sono, dice l’amministratore delegato. “Se lo Stato riconosce un significato culturale nell’emetterne altri, allora deve pagare; noi come azienda non possiamo farlo”. Insomma, la parola ultima spetta allo Stato, che controlla interamente la società. Secondo ancora l’ad, il compito di produrre ed emettere cartevalori potrebbe essere affidato a contraenti esterni (fine).



24 Ago 2019
Ago 24 2019
01:41

Giornali, riviste e siti

Filatelia di Stato/1 L’Upu vede in positivo

Secondo l’agenzia, sempre più operatori postali stanno sforzandosi per vendere on-line ai collezionisti francobolli ed altro materiale. Al tempo stesso interessandosi del mercato secondario


La rivista dell’Upu

“Oggi i francobolli sono diventati molto più che un mezzo di pagamento per un servizio: sono al centro di un mercato internazionale, composto da tanti attori diversi”. È quanto sostiene Kayla Redstone sull’ultimo numero, quello estivo, della rivista “Union postale”, edita dall’Upu. Ha in mano anche qualche dato: il fatturato degli operatori postali riguardante le attività destinate ai collezionisti ha raggiunto nel 2016 i 2,5 miliardi di dollari. Giusto per avere un confronto, nel 2004 erano 1,4. Naturalmente, va sommato il valore del mercato secondario, caratterizzato da commercianti, rivenditori, collezionisti ed altri attori: è stimato tra i 4,2 e i 13,8 miliardi.

“La diffusione di internet e il commercio elettronico hanno contribuito a suscitare interesse per i prodotti filatelici”, annota la responsabile del programma che, all’interno dell’agenzia onusiana, si occupa di filatelia e buoni-risposta internazionali, Olfa Mokaddem. “Le iniziative on-line hanno aperto il mercato e accelerato la crescita. La filatelia è diventata un’attività redditizia e le poste stanno iniziando a beneficiarne”. Questo perché l’e-commerce ha permesso agli appassionati di tutto il mondo di acquistare facilmente francobolli di altri Paesi, che prima erano difficili da trovare presso gli interlocutori tradizionali.

In base ad un recente sondaggio dell’Unione, il 65% degli operatori interpellati gestisce un negozio digitale; al tempo stesso sono stati aumentati gli sforzi di marketing e comunicazione elettronica per raggiungere nuovi consumatori. In effetti, il 69% del totale ora utilizza i social network, così da presentare quanto intende proporre. Non basta. “Sempre più aziende postali hanno cominciato a seguire le attività dei rivenditori, dei collezionisti e degli altri interlocutori per scoprire la seconda vita dei loro francobolli”. Di conseguenza, un numero crescente di esse sta migliorando i programmi di emissione per aumentare la qualità delle cartevalori con innovazioni nella stampa, nei materiali e nelle tecnologie (continua).



23 Ago 2019
Ago 23 2019
15:45

Dall'estero

In Lussemburgo la semplificazione è digitale

Rinnovati due supporti che permettono di accedere ai servizi dell’operatore postale semplicemente impiegando un computer

“Vogliamo che sia possibile diventare un cliente con un semplice «clic» e che i nostri interlocutori possano interagire, tramite modalità digitali, con i servizi, dalle telecomunicazioni ai pacchi”. È quanto sostiene il direttore generale di Post, l’azienda postale attiva in Lussemburgo; si chiama Claude Strasser.

Da qui la scelta di ripensare alcune attività. Dal 19 agosto, i nuovi strumenti “Label manager” e “Affranchissement en ligne” hanno sostituito i precedenti “Impression étiquette” e “Timbres en lignes”.

Il primo supporto è rivolto ai clienti professionali, che possono dalla loro sede predisporre quanto necessario per raccomandate e pacchi destinati in qualsiasi luogo, stampando le informazioni richieste su etichette o direttamente sugli involucri. Rispetto al passato, il mittente può accedere all’elenco degli ordini precedenti, importare gli indirizzi e creare una rubrica personalizzata. Inoltre, è operativa la tracciatura.

Quanto alla seconda prestazione, l’interessato ha facoltà di acquistare i francobolli digitali, le targhette “Follow me” (chiamate tecnicamente “prime exprès”, servono per caratterizzare gli invii tracciati diversi dalle raccomandate; non hanno valore giuridico) e, novità, quelle per i pacchi oltre i due chili (sono monitorati da un codice a barre). Con tale sistema, allo sportello non serve più compilare i dati, basta scannerizzare la stringa in linguaggio macchina.



23 Ago 2019
Ago 23 2019
10:52

Notizie dall'Italia

A Palmi la Madonna della Lettera

La manifestazione rievoca anche la missiva che Maria scrisse ai messinesi nel 42 dopo Cristo. L’appuntamento sarà citato domani da un annullo


Per la “Festa della Madonna della Lettera”

Nel 42 dopo Cristo -dice la tradizione- un’ambasceria di Messina giunse al cospetto della Madonna, così da testimoniarle la vicinanza per il dolore causato dalla perdita del figlio. Lei rispose con una lettera legata da una ciocca dei suoi capelli, in cui venivano benedetti la città e gli abitanti, che da allora la elessero a patrona.

È la Madonna della Lettera, venerata anche a Palmi (Reggio Calabria), dove dal 1582 si conserva un capello, dono di ringraziamento offerto da Messina per gli aiuti ricevuti durante la peste del 1575.

Nella cittadina calabrese il culto è abbinato all’assunzione in cielo di Maria abbandonando la bara, localmente definita varia. E la “Varia”, già ricordata con un francobollo da 800 lire il 2 agosto 1997, è anche la manifestazione a cadenza pluriennale che registra l’apice nell’ultima domenica d’agosto. Per il 2019 è stata confermata; domani ci sarà pure l’annullo, richiesto dal Comitato organizzatore e disponibile, dalle ore 9 alle 13, davanti al palazzo Comunale, ovvero in piazza del Municipio.



23 Ago 2019
Ago 23 2019
00:26

Dall'estero

La chiesa e la sinagoga

Praticamente identico a quello del Vaticano. È il foglietto pronto ad uscire in Israele per i venticinque anni di relazioni diplomatiche con la Santa Sede

È di Ronen Goldberg il foglietto congiunto con il Vaticano che, utilizzando foto di Abraham Graicer e Stanislao Loffreda, il 10 settembre arriverà da Israele (il valore nominale è da 10 shekel). Anche in questo caso, il francobollo vero e proprio è tondo. Rammenta i venticinque anni trascorsi dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Paese mediorientale. Il documento base venne firmato il 30 dicembre 1993, a Gerusalemme.

Come si sapeva, l’immagine, al fine di sottolineare anche i rapporti tra le due religioni, Cristianesimo e Ebraismo, richiama Cafarnao. È un sito archeologico sulla costa del lago di Tiberiade, in Galilea. Il suo significato storico e spirituale deriva da quanto è scritto al riguardo nel Nuovo testamento e dal fatto che questo fosse il luogo in cui Gesù visse dopo aver lasciato Nazareth. Propone ciò che rimane della chiesa di san Pietro (casa di Pietro) e della sinagoga. Attualmente vigilate dai francescani, dette strutture attirano turisti e pellegrini da tutto il mondo.



22 Ago 2019
Ago 22 2019
16:38

Notizie dall'Italia

Questione di corner

I piccoli stand presenti negli uffici postali più frequentati all’esame dell’azienda. Tra le altre reimpostazioni di mercato privati, l’oraria: riguarda alcune sedi

Praticamente scomparsi quelli a marchio Poste vita, le cui attività sono ora dislocate soprattutto nelle sale consulenza, presso gli uffici postali più grandi permangono i corner (ovvero, gli stand specializzati) con logo Poste mobile o generici (questi ultimi concentrati su conti correnti e appunto offerta assicurativa). L’obiettivo 2019 è unirli: viene giudicato sufficiente averne uno per sede, capace di “agganciare” gli avventori ed offrire loro -se d’interesse- un primo riferimento. Tale scelta ha permesso di smontare un centinaio di postazioni e disporlo in altri luoghi.

Non è l’unica iniziativa tesa ad ottimizzare la funzione mercato privati. Inserita nel piano strategico “Deliver 2022” e concretizzata in questi mesi è -ad esempio- la decisione di rimodulare gli orari degli uffici aperti su due turni, cioè anche al pomeriggio, ma i cui flussi si concentrano soprattutto al mattino. Pure in questo caso, sono un centinaio i presìdi coinvolti. Il personale in esubero viene destinato laddove necessario, rafforzando la presenza in base alla frequentazione del pubblico: durante le ore antimeridiane (in genere accade presso le sportellerie di provincia), nel dopopranzo (in molte zone urbane), a cavallo tra le due fasce temporali (aree a vocazione commerciale).



22 Ago 2019
Ago 22 2019
10:47

Libri e cataloghi

Missive in letteratura

Le missive sono tra gli oggetti ricorrenti nelle narrazioni di alcuni autori italiani, da Giovanni Boccaccio a Giorgio Agamben. Lo dimostra Epifanio Ajello


Carabattole

Un bazar di cose, di piccoli reperti e figure presenti in alcuni testi della letteratura italiana, da Giovanni Boccaccio ad Ugo Foscolo, da Eugenio Montale a Giorgio Agamben. Come gli spilli delle sarte giapponesi che hanno in cima un campanellino così che non si possano dimenticare nell’abito terminato, egualmente alcuni oggetti “scampanellano” (con discrezione) durante la lettura di romanzi e poesie per farsi notare. Accade quindi che non si scordano più, mentre dosano l’atmosfera di un racconto, vigilano sull’incrocio di una storia e talvolta si travestono da emozionanti personaggi.

È in questo modo che Marsilio editori presenta il libro del docente in Letteratura italiana contemporanea all’Università di Salerno Epifanio Ajello; s’intitola “Carabattole - Il racconto delle cose nella letteratura italiana” (240 pagine, 14,00 euro).

Gli oggetti -precisa lo studioso riferendosi per esempio all’artefice del “Decameron”- sono quelli d’impiego quotidiano, di semplice valore d’uso, suppellettili di abitazioni (o conventi) che “trovansi in camere da letto o altre stanze, ovvero bicchieri, cassapanche, confetti, tavole, teli di trabacche, ceste, vivande, pani, mortai, anelli, «soffioni», «gonnelle»…”. “Tutti di vita quotidiana borghese o popolana, ma che talvolta assurgono a rispettabili comprimari delle vicende narrate”.

Un elemento ricorrente risulta la missiva; per gli autori più recenti si aggiunge la cartolina, definita non soltanto una fotografia perché, a girarla, rappresenta una lettera: “porta con sé una scrittura, è un moderno pittogramma”.



22 Ago 2019
Ago 22 2019
01:00

Dall'estero

Tutti diversi, tutti uguali

Una testa che ne contiene molte altre. È il soggetto adottato dal Belgio per parlare delle differenze fra umani. Il 24 agosto la prevendita del francobollo


Diversità

Anche quest’anno il Belgio non fa mancare il francobollo a contenuto sociale. Se nel 2016 ha parlato di tolleranza, nel 2017 di speranza e nel 2018 si è concentrato sulla fondazione Child focus, ora riprende il tema della diversità. Ovvero, “La diversità fa la forza”, come si legge sul bordo del foglio da cinque esemplari uguali di classe “2”.

La confezione sarà in prevendita dal 24 agosto contro 9,20 euro, mentre due giorni dopo seguirà la distribuzione generale.

L’autrice si chiama Charlotte Peys, alle prime armi con il mondo postale. “Quale che sia la nostra apparenza -commentano da Bruxelles- siamo tutti esseri umani. Le migrazioni trasformano la società e nell’ultimo mezzo secolo si sono sviluppate rapidamente. Ma la nostra difformità non si manifesta solo in tale contesto. Basta pensare al genere, al modo in cui ci vestiamo o trattiamo il nostro corpo (tatuandolo, ad esempio)”. La carta valore mostra così più aspetti di tali differenze.



21 Ago 2019
Ago 21 2019
16:53

Notizie dall'Italia

Ci sono barrette e barrette

Nere, rosa o blu? Sono quelle che si trovano adesso sul corriere trattato da Poste italiane; hanno caratteristiche parzialmente diverse

Una presenza discreta, che da decenni caratterizza gli invii trattati da Poste italiane (chi si ricorda, ad esempio, quelle giallo-fluorescente, capaci di indicare il solo codice di avviamento postale?). Sono le barrette presenti attorno all’indirizzo, segno della lavorazione a macchina. Attualmente se ne vedono di tre tipi ed ognuna ha, per così dire, una sua… evoluzione.

Fra esse, le più vecchie risultano le sequenze in nero. Descrivono -spiegano gli esperti- la destinazione e tuttora risultano utili per reindirizzare l’invio in caso che il servizio “Seguimi” (richiesto dal ricevente per cambiare il luogo di recapito) sia attivo.

Poi vi sono le rosa: oltre a trasformare in linguaggio macchina l’indirizzo cui il plico deve essere consegnato, indicano la macchina che l’ha applicato e quando l’oggetto è stato smistato.

Infine, ecco le blu. Sono presenti sul formato “P” (ovvero, piccolo, contenuto nel bustometro) ed offrono ulteriori elementi: con esse è possibile la tracciatura della spedizione fino al civico.



21 Ago 2019
Ago 21 2019
10:39

Vaticano

Negli interi i simboli dello Stato

I novant’anni del Vaticano ricordati anche con quattro cartoline postali. Dovute a Gabriella Titotto, appaiono molto dense di richiami


Una delle impronte di affrancatura

Curioso che le serie dell’11 febbraio (il taglio congiunto con l’Italia, i due in minifoglio e quello ricamato) non siano bastate. Il 10 settembre, sempre per ricordare i novant’anni dalla fondazione dello Stato, il Vaticano metterà sul tavolo anche quattro cartoline postali, tirate con un limite di dodicimila e cinquecento pezzi per tipo. Portano il nome di Gabriella Titotto e sono dense di richiami non immediati. Hanno sempre un nominale diverso, nell’ordine 1,10 euro (utile per l’interno e l’Italia), 1,15 (Europa e Mediterraneo), 2,40 (Africa, America ed Asia), 3,00 (Oceania).

Sul primo intero figura la Madonna di Lourdes, tratta dalla statua presente nei giardini interni al minuscolo Paese. Ricorda l’11 febbraio come data per la prima apparizione mariana nella località francese e per la firma dei Patti lateranensi; si aggiungono gli stemmi di Pio XI (in alto a sinistra) e di Pio XII (in basso a destra).

Il secondo riproduce la bandiera, associata all’inno pontificio composto da Charles Gounod e dichiarato brano ufficiale da Pio XII nel 1950. I restanti elementi alludono agli emblemi dei santi Giovanni XXIII e Paolo VI.

Il perimetro delle mura che oggi rappresentano il confine territoriale campeggia sul terzo valore. Vi sono inoltre il monumento a san Pietro, dovuto ad Arnolfo di Cambio, e lo Spirito santo nella Basilica, nonché i richiami araldici a Giovanni Paolo I e a san Giovanni Paolo II.

Da ultimo, ecco il patrono, san Michele Arcangelo. Il riferimento è alla scultura omonima presente nei giardini, qui associata ai gonfaloni di Benedetto XVI e Francesco.

La custodia della serie riproduce invece il palazzo del Laterano, dove i trattati sono stati firmati, con l’annessa Basilica. Sull’impronta di affrancatura, immutata, parte dello stemma statale.



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