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argomento Vaticano

Natale bollato
25 Nov 2022 13:01 - VATICANO
Confermata la scelta del Vaticano di sostituire, per le feste, gli annulli ordinari con quelli che portano la frase “Christvs natvs est allelvia”

Uno dei manuali
Uno dei manuali

Gli appassionati del settore lo sappiano: le Poste vaticane confermano anche per quest’anno l’impiego di annulli ordinari dedicati al Natale. L’uso comincerà il 28 novembre e si protrarrà fino al 7 gennaio.

Identica la caratterizzazione, costituita dalla frase in latino “Christvs natvs est allelvia”. Sei le impronte, tutte da 28 millimetri: tre sono destinate al settore partenze (si distinguono per la lettera “C” nella lunetta inferiore e per i numeri da “1” a “3” in quella superiore), due verranno adoperate nella parallela area riguardante gli arrivi (“Ca”, “1” e “2”), l’ultimo concerne i pacchi (“P” e “1”). Nulla di nuovo, quindi, rispetto al recente passato.


È palazzo di Spagna a Roma, che ospita la rappresentanza del Paese iberico davanti alla Santa Sede. Domani il francobollo, allestito in fogli da cinque

L’annullo: domani l’emissione
L’annullo: domani l’emissione

Otto le emissioni in arrivo domani dal Vaticano; all’appello mancava solo quella dedicata a palazzo di Spagna, che da quattro secoli accoglie l’Ambasciata del Paese iberico presso la Santa Sede (continua, dunque, il filone diplomatico).

Protagonista del francobolli da 1,20 euro, ma anche della bandella presente nei minifogli da cinque, è il dipinto raffigurante l’edificio, intitolato “Festa dell’Ambasciata di Spagna”. Realizzato da Giovanni Paolo Pannini nel 1727, è esposto alla Apsley house di Londra. Non manca il logo realizzato per l’anniversario. La tiratura conta su centotrentasettemila cinquecento dentelli.

È “la più antica sede diplomatica permanente”, dicono dal Servizio poste e filatelia. Dopo la sua apertura, nel 1475, fu ospitata in vari immobili nel centro di Roma fino al 1622, quando si trasferì definitivamente in quello che allora era conosciuto come palazzo Monaldeschi, costruito dall’architetto Carlo Lombardi tra il 1592 e il 1600 e successivamente ristrutturato, dapprima da Francesco Borromini, poi da Antonio del Grande.

Le questioni negoziate tra le parti “sono state molto rilevanti per la storia della Spagna e della Chiesa” locale. Come l’appoggio papale alla riconquista di Granada, la spartizione del Nuovo mondo con il Portogallo del 1493, la creazione della Lega santa per la lotta contro l’Impero Ottomano, l’appoggio del pontefice al futuro Filippo V durante la Guerra di successione. Si aggiungono le cause che hanno portato a canonizzare numerosi santi, l’organizzazione delle Diocesi nei Vicereami d’America, lo scioglimento della Compagnia di Gesù.

Il francobollo è organizzato in piccoli fogli che contengono cinque esemplari
Il francobollo è organizzato in piccoli fogli che contengono cinque esemplari

Congiunta con il Messico
14 Nov 2022 13:00 - VATICANO
Trent’anni fa la ripresa delle relazioni diplomatiche con il Paese centramericano; dopodomani il francobollo che segna la svolta

Conto alla rovescia per il Vaticano, che dopodomani proporrà le ultime otto emissioni targate 2022. Fra esse, la congiunta con il Messico per le relazioni diplomatiche, riavviate trent’anni fa. Dettaglio importante, in piazza San Pietro non venderanno nulla della controparte (di cui, peraltro, ora non si sa alcunché), ostacolando la collezione.

Fin dall’arrivo dei primi missionari francescani, “la Chiesa è sempre stata presente nell’evoluzione dell’incipiente nazione messicana, nonostante essa avesse una delle costituzioni più anticlericali della storia contemporanea”. Lungo gli anni Ottanta del secolo scorso, però, è sorta “la necessità di ampliare la collaborazione con la Santa Sede; così, grazie alla modifica di cinque articoli della Costituzione messicana e all’approvazione di una legge sulle associazioni religiose e il culto pubblico, il 21 settembre 1992, uno scambio di note diplomatiche permise alla Delegazione apostolica in Messico di diventare una Nunziatura e contemporaneamente al Messico di aprire una propria Ambasciata”. La Santa Sede ha garantito “gli aiuti umanitari necessari per superare contesti e situazioni difficili, come in occasione della recente pandemia” da coronavirus.

E il francobollo? Creato da Patrizio Daniele, ovviamente è simbolico: raffigura gli emblemi degli Stati coinvolti (compaiono pure nell’annullo) sullo sfondo dei rispettivi colori nazionali. Vale 2,40 euro ed è stato prodotto in trentasettemila esemplari allestiti in fogli da dieci.

Francobollo e annullo del primo giorno
Francobollo e annullo del primo giorno

Il manuale collegato all’emissione natalizia e la copertina del libretto propongono la stella ucraina. Un approccio ben diverso da quello registrato nel 1993 per i bosniaci e nel 1999 con i kosovari

L’annullo con la stella ucraina
L’annullo con la stella ucraina

Un Natale postale classico quello pronto ad arrivare il 16 novembre dal Vaticano. Nel senso che non abbandona la strada abituale, varando due francobolli, da 1,20 e 1,25 euro, realizzati in fogli da dieci esemplari uguali (la tiratura è stata fissata in cinquantacinquemila unità), cui si aggiunge il libretto contenente due serie (diciottomila carnet).

Per l’obiettivo è stato coinvolto Francesco Canale, pittore ma anche scrittore, autore teatrale e musicale, imprenditore. Tra le altre cose, tiene incontri “motivazionali” e promuove alcune battaglie sociali inerenti ai temi dell’inclusione sociale, dell’ambiente, della valorizzazione culturale e artistica. Le sue immagini vedono protagonisti il pastorello, prima per l’annuncio della nascita di Gesù Bambino e poi per l’adorazione.

Da evidenziare il discreto segnale dato con l’annullo del primo giorno (e in parte anche con la copertina del libretto): vi compare la stella della tradizione ucraina con al centro la colomba recante un ramoscello di ulivo, auspicio di pace. Un po’ poco, pensando ad esempio a quanto realizzato, sempre dal Vaticano, per i profughi bosniaci con il 1.000 lire del 9 gennaio 1993 e per i kosovari con il 3.600 del 25 maggio 1999: nel primo caso venne devoluto agli aiuti l’intero incasso tolte le spese di produzione, nel secondo si andò oltre, poiché la stamperia Courvoisier operò gratis.

Le due cartevalori dovute a Francesco Canale
Le due cartevalori dovute a Francesco Canale

Paolo Manna, classe 1872
10 Nov 2022 18:26 - VATICANO
Beatificato da Giovanni Paolo II nel 2001, ebbe una vita “interamente animata da una totale passione missionaria”. Lo ricorda un francobollo da 1,20 euro

Il francobollo di padre Paolo Manna, di cui ricorre il secolo e mezzo dalla nascita (fu registrata ad Avellino il 16 gennaio 1872), “vuole essere sia un segno di gratitudine per l’opera svolta dai confratelli del Pontificio istituto missioni estere dislocati in tutto il mondo, sia un incoraggiamento per tutti gli uomini di buona volontà a perseverare nell’impegno di custodia e propagazione dei valori umani e cristiani che rendono l’umanità più solidale e fraterna”. È quanto precisano dal Servizio poste e filatelia del Vaticano, presentando il taglio da 1,20 euro in arrivo il 16 novembre. Stampato in quarantamila unità (i fogli ne contengono dieci), riproduce il commemorato utilizzando una foto.

Fondatore della Pontificia unione missionaria del clero, beatificato da Giovanni Paolo II il 4 novembre 2001, ebbe una vita “interamente animata da una totale passione missionaria”. Nel 1891 entrò nel Pime; una volta ordinato sacerdote, quattro anni dopo, partì per la missione nella Birmania Orientale dove lavorò a tre riprese per un decennio, fino a che nel 1907 una grave malattia lo costrinse a rimpatriare definitivamente. Dal 1909 in poi, per oltre quarant’anni (morì il 15 settembre 1952), si dedicò con tutte le forze, gli scritti e le opere a diffondere l’idea missionaria tra il popolo e il clero.

L’omaggio al beato Paolo Manna è previsto per il 16 novembre
L’omaggio al beato Paolo Manna è previsto per il 16 novembre

È bis per Piacenza
09 Nov 2022 13:16 - VATICANO
Dopo il francobollo italiano, quello vaticano; entrambi ne ricordano la Cattedrale a nove secoli dalla costruzione, ma il secondo ha un significato particolare

A sorpresa, anche il Vaticano ha voluto ricordare la Cattedrale di Piacenza, fondata nove secoli fa e intitolata a santa Maria Assunta. Lo farà con un francobollo da 1,20 euro, appartenente al gruppo in uscita il 16 novembre. Stampato in quarantamila esemplari organizzati in fogli da dieci, propone una versione particolare della facciata. L’annullo riprende il logo realizzato dalla Diocesi.

La ricorrenza -spiegano dal Servizio poste e filatelia- offre l’occasione per promuovere il progetto che l’associazione onlus La ricerca, per volontà e su richiesta della stessa Diocesi, ha affidato agli ospiti di casa Don Venturini, una struttura di accoglienza dedicata a persone affette da aids. La gigantografia della facciata, cielo incluso, è stata suddivisa in diciotto pezzi, poi distribuiti agli apprendisti-artisti, affinché li reinterpretassero dipingendoli ognuno in base al proprio sentire, caricandoli dunque della propria emotività. Alla fine, i tasselli sono stati assemblati; l’esito è un arazzo costituito da differenti stili, consistenze e colori; “ciascuno -ha osservato il supervisore del lavoro- ha un valore unico e unendo le diverse capacità si può raggiungere un risultato corale ed armonico”.

Nel francobollo la curiosa ricostruzione della facciata, nell’annullo il logo adottato dalla Diocesi
Nel francobollo la curiosa ricostruzione della facciata, nell’annullo il logo adottato dalla Diocesi


Per il Vaticano valgono un’emissione congiunta, avendo come partner la Bielorussia. Il francobollo arriverà il 16 novembre

“La Nunziatura apostolica in Bielorussia fu eretta l’11 novembre 1992 con il breve apostolico «Quantam tandem» di papa Giovanni Paolo II”, dando seguito all’accordo tra le parti circa le relazioni diplomatiche, firmato in quella stessa data a Minsk. Il documento, inoltre, prevedeva l’apertura dell’Ambasciata dell’interlocutrice presso la Santa Sede. La vita della Chiesa nel Paese nordeuropeo e la pacifica convivenza tra le comunità cattolica e ortodossa “sono sempre stati al centro dei colloqui e degli incontri diplomatici nel corso di questi anni”.

La curiosa scelta della congiunta nel terzo decennio dell’intesa, annunciata solo il 27 ottobre, viene introdotta in questo modo dal Servizio posta e filatelia operativo in Vaticano. Il francobollo, da 1,25 euro, è atteso per il 16 novembre: dovuto a Marco Ventura, propone un libro in cui sono stati inseriti i rispettivi stemmi. La tiratura della carta valore ammonta a quarantaquattromila esemplari allestiti in fogli da dieci.

Il contributo vaticano è atteso per il 16 novembre
Il contributo vaticano è atteso per il 16 novembre

Con un francobollo il Vaticano ricorda sant’Isidoro di Siviglia (560-636), tre secoli fa proclamato dottore della Chiesa

Riproduce il dipinto a olio su tela raffigurante il personaggio, realizzato da Bartolomé Esteban Murillo nel 1655 e conservato presso la Cattedrale di Siviglia. Così anticipano dal Vaticano una delle emissioni attese per il 16 novembre. Riguarda sant’Isidoro di Siviglia che tre secoli fa venne proclamato dottore della Chiesa da Innocenzo XIII. È un francobollo da 1,25 euro, stampato in ottantamila esemplari allestiti nei soliti fogli da dieci.

Vescovo e teologo, visse tra il 560 e il 636. Si caratterizzò per una profonda sapienza, cui univa carità e umiltà, viene spiegato. Al suo genio si deve la prima vera enciclopedia, conosciuta con il nome di “Etymologiae”, che in venti libri racchiudeva tutto il sapere dell’epoca, spaziando dalla geografia alla storia, dalla grammatica alla botanica, passando per l’agricoltura e l’architettura. L’obiettivo venne raggiunto in anni di studio e ricerche approfondite. L’opera conobbe una straordinaria popolarità in tutto il Medioevo, grazie alla semplice ed efficace esposizione; divenne presto una vera e propria fonte di conoscenza per chiunque volesse attingere informazioni, proprio come succede ora con internet, a condizione di usarlo con criterio. Per questo motivo papa Giovanni Paolo II nel 2002 lo nominò patrono del web (fine).

Omaggio a sant’Isidoro di Siviglia, da tre secoli dottore della Chiesa
Omaggio a sant’Isidoro di Siviglia, da tre secoli dottore della Chiesa

Un insieme di situazioni che dal 2019 appesantisce i servizi rivolti principalmente ai collezionisti. Fra essi, il ritardo nell’annunciare i nuovi annulli

Il taglio “A” della serie emessa da Astana
Il taglio “A” della serie emessa da Astana

La riforma in Vaticano che il 7 giugno 2019 ha cancellato l’Ufficio filatelico e numismatico ha creato non poche problematiche, ancora irrisolte. E probabilmente un eccesso di burocrazia che si evidenzia in diverse situazioni. Come nei comunicati: il 28 ottobre scorso il Servizio poste e filatelia ha diffuso ben diciotto informative, parte delle quali riferite ad annulli già impiegati.

Fra esse, quella per il viaggio di papa Francesco in Kazakistan, svoltosi dal 13 al 15 settembre (il Paese, senza citare l’ospite, ha contraccambiato con una serie dedicata al secolo e mezzo dell’Eparchia del Turkestan, quattro tagli “A”, “B”, “N”, “M” da 130, 600, 250, 360 tenge in foglietto). L’immagine cita l’emblema della Repubblica e le chiavi decussate.

Decisamente più di attualità il manuale che verrà impiegato dal 3 al 6 novembre per la trasferta in Bahrain. Fra gli impegni si fa notare quando, venerdì, il pontefice parteciperà alla chiusura del “Bahrain forum for dialogue: East and West for human coexistence”. L’impronta offre la facciata della Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia ad Awali.

Viaggi del papa, i due annulli vaticani citati; quello inerente al Kazakistan, ormai superato, e il nuovo riguardante il Bahrain
Viaggi del papa, i due annulli vaticani citati; quello inerente al Kazakistan, ormai superato, e il nuovo riguardante il Bahrain


Tanti fermenti diplomatici
27 Ott 2022 13:06 - VATICANO
Tra gli otto titoli in arrivo dal Vaticano il 16 novembre, quelli per i rapporti con Spagna, Bielorussia e Messico. Sparito l’analogo tributo inerente alla Mongolia

Un ampio ripensamento concerne l’ultimo gruppo di emissioni deciso in Vaticano e ora fissato al 16 novembre. Erano cinque voci e… magicamente sono diventate otto, con quattro aggiunte e una cancellazione.

Già si conoscevano i titoli per i viaggi di papa Francesco (sarà un foglietto da 1,25), il Natale (1,20 e 1,25, allestiti in fogli e libretto), sant’Isidoro di Siviglia (1,25), il beato padre Paolo Manna (1,20). Nuovi risultano gli omaggi per la Cattedrale di Piacenza (1,20), il palazzo di Spagna sede della correlata Ambasciata presso la Santa Sede (1,20), le relazioni diplomatiche con la Bielorussia (1,25) e il Messico (2,40); entrambi questi ultimi richiami risultano in congiunta. Scomparsa dalla lista l’analoga iniziativa con la Mongolia. Curiosa tutta questa attenzione al mondo diplomatico, registrata lungo il 2022 da piazza San Pietro ma anche dall’Italia.

Si fa notare la tradizionale serie per i viaggi compiuti, nella fattispecie l’anno scorso, da papa Francesco. È sintetizzata in un solo francobollo, sia pure in blocco, tirato in ventiquattromila esemplari che portano il nome di Orietta Rossi. Citano le visite in Irak (svoltasi dal 5 all’8 marzo), in Ungheria e Slovacchia (12-15 settembre), Cipro e Grecia (2-6 dicembre). Dall’alto in basso, accanto all’ospite, ecco il corpo del Cristo morto sorretto dalla Madonna, venerata a Šaštín, in Slovacchia, con il titolo di Nostra Signora dei Sette Dolori; il Reception and identification centre di Mytilene, nell’ellenica isola di Lesbo, rappresentato dall’abbraccio del pontefice con un profugo sporgente dalla barca che l’ha portato in salvo (figura pure nell’annullo fdc); lo ziggurat per l’incontro interreligioso svoltosi nella mesopotamica piana di Ur.

Tra le emissioni in arrivo, quella per i viaggi svolti da papa Francesco lungo il 2021
Tra le emissioni in arrivo, quella per i viaggi svolti da papa Francesco lungo il 2021




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