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17 Dic 2009
Dic 17 2009
02:44

Dall'estero

Belgio, più compri e meno paghi

Introdotto lo sconto per acquisti multipli di francobolli, così da annullare l’aumento tariffario in vigore da gennaio. Secondo i calcoli, vendere un esemplare singolo costa all’azienda oltre il triplo di quanto incassato

Se gli aumenti alle tariffe debbono proprio esserci, che ci siano, ma nel rispetto dell’utenza. Garantendo, in primo luogo, una informazione completa e tempestiva. Un miraggio per l’Italia (anche l’ultima, pesante, modifica è stata resa nota nel pomeriggio del 29 giugno per essere operativa dalla mattina successiva, con le abituali confusioni tra dipendenti e clientela) ma una pratica normale all’estero.

Il Belgio, ad esempio, ha già fatto sapere che gli aumenti scatteranno dall’1 gennaio, quando la tariffa nazionale base passerà da 59 a 69 centesimi. Ma il secco balzo all’insù è mitigato da un altro provvedimento: se si acquistano almeno dieci francobolli contemporaneamente, il prezzo resterà quello precedente. L’iniziativa -precisano da Bruxelles- mira “a ridurre gli oneri legati alla vendita di uno o pochi francobolli, senza che il cliente si trovi danneggiato”. Secondo i calcoli dell’azienda, consegnare un esemplare singolo costa alla società oltre il triplo dell’incasso, e quasi la metà delle vendite riguarda quantitativi inferiori alla decina di pezzi. Al tempo stesso, la decisione vuole ridurre le code allo sportello. Le spese per pacchetti e raccomandazione non cambieranno.

La scelta -che probabilmente creerà problemi a livello contabile- è semplificata dal fatto che ormai i francobolli nazionali non hanno più un nominale esplicitato ma un numero; “1” equivale al primo porto, “2” al secondo e così via, con la possibilità di combinarli fra loro per ottenere i multipli.

Lo stesso approccio è applicato con le cartevalori riguardanti i rapporti con l’estero. Quelle relative all’Europa si distinguono per il numero caratterizzato dalle stelline gialle sul fondo blu. Comprare un singolo dentello costerà 1,00 euro; se la spesa è di almeno cinque, si resta a 90 centesimi. Per gli altri continenti, i cui francobolli sono identificati attraverso un piccolo pianeta, l’esborso per l’unità sarà di 1,15 euro, che con cinque scende a 1,05.

Il medesimo sistema si utilizzerà con i porti superiori. Nel frattempo scompariranno i tagli da “5” e “7”, evidentemente inutili in quanto componibili con quelli più bassi.

Nel caso l’utente voglia impiegare le vecchie produzioni espresse in moneta corrente, dovrà ricorrere al tariffario in vigore.

L’unico neo del provvedimento è che formalmente si applica soltanto ai valori ordinari con l’effigie reale. I commemorativi saranno venduti soltanto a fogli interi, che comunque, in genere, sono di cinque o dieci pezzi. Quanto ai collezionisti, gli abbonati potranno avere le proprie forniture -anche di un singolo- alla cifra più vantaggiosa.



16 Dic 2009
Dic 16 2009
21:22

Notizie dall'Italia

Sarzana: “Denunciamo Poste italiane”

Dopo il contenzioso -ancora insoluto- per uno degli uffici cittadini, emerge il caso delle lettere consegnate in ritardo. Cosa dice la società


Il primo cittadino di Sarzana, Massimo Caleo

Le avvisaglie c’erano state nelle settimane scorse, a proposito del progetto di chiusura per il Sarzana 2, posizionato all’Ipercoop. Già allora, infatti, il sindaco del Comune in provincia della Spezia, Massimo Caleo, aveva preso carta e penna esprimendo il proprio disappunto e chiamando la polizia municipale per affrontare gli inevitabili problemi riscontrati presso gli altri tre uffici cittadini.

Ma ora il contrasto che separa Amministrazione locale e Poste italiane ha preso una svolta più formale: la denuncia per le lettere recapitate in ritardo.

La Giunta, infatti, ha definitivamente autorizzato l’ufficio legale, diretto dall’avvocato Fabio Cozzani, a procedere nei confronti della società “per ottenere il risarcimento relativo al mancato recapito della posta ai cittadini nei tempi stabiliti dalla normativa vigente”.

Pomo della discordia è la consegna agli elettori di una lettera firmata dal sindaco, nella quale si illustravano le modalità per votare in occasione del referendum dello scorso giugno.

Le missive -spiegano dall’Ente- “anziché essere recapitate nei tempi stabiliti sono state consegnate ai sarzanesi addirittura alcuni giorni dopo la consultazione referendaria”. E la risposta alle richieste di spiegazioni “è stata davvero poco convincente se non del tutto evasiva”.

Per le Poste, infatti, le cause del ritardo erano dovute ad “un carico di lavoro eccezionale” che la società non è stata in grado di smaltire. Giustificazioni -prosegue la nota- a dir poco inadeguate. “Anche a fronte delle ultime scelte compiute da Poste spa (vedi chiusura sportello Ipercoop, questione sulla quale il sindaco ha chiesto più volte di incontrarsi con i vertici delle Poste senza ottenere risposta) hanno il sapore di una vera e propria beffa”.

“Come è possibile -chiede il sindaco Caleo- pensare di spiegare un disservizio al cittadino con carenze di personale, lavorare senza avere un business plan indispensabile per un qualsiasi privato per poter prevedere situazioni di maggior carico di lavoro, salvo poi incassare ugualmente i soldi senza aver erogato il servizio?”.

A questo punto, a Poste italiane “non resta che valutare la possibilità di trovare un accordo con il Comune. Diversamente la palla passerà agli avvocati e al giudice”.

Contattata da “Vaccari news”, dalla società dicono di essere in attesa della denuncia; “poi saranno i nostri legali a fornire utili elementi”.



16 Dic 2009
Dic 16 2009
17:37

Giornali, riviste e siti

I portalettere? Non sono pubblici ufficiali

Un secolo fa la sentenza della Corte di cassazione


Un postino d'antan (foto: Archivio storico di Poste italiane)

Un quesito presentato già un secolo fa: i postini sono pubblici ufficiali? Allora intervenne la Cassazione, esattamente la seconda sezione penale, come documenta il “Corriere della sera” del 16 dicembre 1909.

Secondo quanto deciso dai giudici, “i fattorini postali non sono pubblici ufficiali, ma soltanto persone legittimamente incaricate di un pubblico servizio, e ciò perché le loro funzioni importano l’esecuzione di un’opera materiale senza esplicazione di autorità”.

La sentenza era stata originata da un diverbio tra una persona e un portalettere, a causa del quale la prima era stata condannata per oltraggio ed offese. Nell’iter successivo, proprio con l’intervento della Cassazione, la conclusione era stata ribaltata.



16 Dic 2009
Dic 16 2009
12:17

Emissioni Italia

Pronti con l’annata completa

La produzione 2009 come viene venduta ai diversi sportelli postali di Italia, San Marino, Vaticano e Smom

Un regalo natalizio a se stessi o ad una persona cara. La fine dell’anno permette di comprendere in un solo acquisto tutta la produzione dentellata giunta nei mesi precedenti. Un business che le poste hanno fatto proprio da tempo.

Chi si accontenta della sola Italia, dovrà spendere 62,35 euro per i semplici francobolli infilati in bustina, ma se desidera qualcosa di più ricercato dal punto di vista della presentazione e degli approfondimenti c’è il “libro”, ora a 120,00 euro (l’anno scorso il costo era fermo a 100,00 tondi). Intermedio è il “quaderno”, disponibile a 85,00 euro.

San Marino, invece, propone il 2009 a 55,00 euro. Con una cifra analoga si può acquistare anche la raccolta degli annulli.

Il Vaticano raccoglie in un unico volume sia le cartevalori sia le obliterazioni. Edito in quattro lingue (oltre all’italiano figurano francese, inglese e tedesco), è commercializzato a 68,00 euro.

Nessuna confezione particolare, infine, dallo Smom, che non ha mai percorso questa strada. L’insieme di tutto quanto prodotto, in ogni caso, viene 85,95 euro.



16 Dic 2009
Dic 16 2009
02:24

Dall'estero

Entro la metà del 2010 il dominio “.post”

Passo in avanti per la procedura concordata tra Upu e Icann. A Poste italiane riconosciuto un ruolo di primo piano

Un passo in avanti per il dominio di primo livello “.post”, che dovrebbe diventare operativo alla metà del 2010. Unione postale universale ed Internet corporation for assigned names and numbers, cioè l’autorità di regolamentazione del settore, hanno sottoscritto un accordo che ne riconosce all’Upu -prima agenzia onusiana a raggiungere l’obiettivo- la gestione.

Il direttore generale dell’Unione, Edouard Dayan, ha presentato il progetto come una iniziativa inedita, che permetterà di sviluppare e fornire servizi postali in sicurezza su internet. “Già numerose poste -ha ricordato- propongono con successo un ventaglio di prodotti e servizi elettronici che rispondono ai nuovi bisogni di comunicazione dei clienti”. Il dominio “.post” permetterà all’Upu di offrire “uno spazio mondiale senza frontiere dove la comunicazione personale o commerciale sarà possibile in un ambiente sicuro. I servizi postali facilitano lo scambio di informazioni da secoli; sono stati i precursori della mondializzazione ed oggi continuano ad estendersi oltre le frontiere fisiche e digitali”.

Da parte sua, il presidente-direttore generale dell’Icann, Rod Beckstrom, parla di “un importante contributo allo sviluppo di internet, che ci aiuterà ad estendere il nostro modello di partenariato mirato a coinvolgere più attori possibile”.

Lo scopo dell’intesa è diffondere il marchio postale e favorire il commercio su internet, agevolando anche le piccole aziende; i messaggi e i siti caratterizzati dal suffisso “.post” saranno garantiti alla fonte. Il dominio stabilirà un legame tra indirizzi elettronici e fisici, facilitando l’identità giuridica; al tempo stesso, potrà rappresentare un ponte tra i governi nazionali per la trasmissione e il riconoscimento di documenti ufficiali.

Spetta ora all’Upu elaborare le regole, applicarle e controllarne il rispetto, attribuire i nomi. Al tempo stesso, dovrà identificare un’entità responsabile del registro “.post” e i venditori.

Un ruolo di primo piano -viene sottolineato da Berna- continuerà a giocarlo Poste italiane, che adesso presiede la cooperativa telematica e la commissione norme e tecnologie.



15 Dic 2009
Dic 15 2009
20:53

Notizie dall'Italia

Aumenti folli per le caselle postali

Addirittura quadruplicato il costo di quella più grande, ma anche per le restanti sono stangate

Da un estremo all’altro. Un tempo il noleggio delle caselle postali era gratuito, quindi si era creato il circolo vizioso: negli uffici postali dotati del supporto i contenitori risultavano perennemente indisponibili perché nessuno vi rinunciava.

Da quando è stato introdotto il canone annuo, la situazione si è sbloccata, anche perché l’onere è gradualmente aumentato nel tempo. Nel 2009, ad esempio, la casella piccola è costata 35,00 euro, la media e quella aperta 42,00, la grande 50,00.

La vera e propria stangata arriverà a gennaio, quando la piccola e l’aperta saliranno a 100,00 euro tondi, la media a 150,00 e la grande a 200,00. Con un incremento, dunque, che va dal 186% al 300%.

Scelta insensata, che provocherà la rinuncia da parte di numerosi utenti, con una ripercussione su Poste italiane. Partendo dal dato di fatto che chi la chiede è principalmente un’azienda o comunque un grande utente, saranno i portalettere della società a dover garantire il recapito, finora assicurato in proprio dall’interessato.

Per giustificare l’aumento, la società spiega di voler “offrire servizi in linea con i bisogni del mercato”; per questo ha inglobato, “gratuitamente”, tutte le prestazioni accessorie: ossia la possibilità di farvi pervenire gli ormai vetusti fax e l’estensione dell’impiego fino a due familiari. Servizi che prima si pagavano a parte solo se si richiedevano, e che comunque costavano tra i 18,00 (fax) e i 25,00 euro (a familiare per la casella grande).



15 Dic 2009
Dic 15 2009
18:10

Notizie dall'Italia

Congiunta italo-bulgara, busta a 20,00 euro

Accanto al foglietto, il cui prezzo si è ormai stabilizzato sui 6,00-7,00 euro all’ingrosso e a 10,00 al dettaglio, si aggiunge l’intero postale

Le congiunte, un’occasione per promuovere il collezionismo all’interno dei Paesi coinvolti. A condizione di assicurare una corretta distribuzione del materiale emesso. Ad esempio, mettendo -come succedeva un tempo- in libera vendita agli sportelli filatelici anche le produzioni della controparte.

Esattamente quello che non è avvenuto con l’iniziativa italo-bulgara dell’ottobre scorso per i 130 anni dei rapporti diplomatici bilaterali. Già i due foglietti sono usciti in date separate (Sofia era pronta il 15 ottobre e Roma il 22) e quello del Paese balcanico ha registrato qualche traversia durante “Italia 2009”. Causando motivi di malumore tra gli appassionati. Ora il suo prezzo si è stabilizzato attorno ai 6,00-7,00 euro all’ingrosso e a 10,00 al dettaglio.

Ancora più rilevante è la busta postale che, sempre la Bulgaria, ha immesso sul mercato alla chetichella nello stesso giorno del blocco. Pur caratterizzata da una richiesta più modesta in quanto intero, oggi è trattata a 20,00 euro, contro un prezzo di vendita alla fonte che si aggira -precisano a “Vaccari news” da Sofia- sui 60 centesimi.



15 Dic 2009
Dic 15 2009
12:08

Libri e cataloghi

I bambini scrivono a Babbo Natale

In un libro realizzato da Poste italiane raccolte alcune delle missive inviate a Santa Claus. Il sostegno all’associazione Aibi


Alla riscoperta dell'immaginario infantile con “Io ci credo che esisti”

Non solo le lettere -elettroniche- ai potenti della Terra, che in questi giorni si stanno incontrando a Copenhagen. Missive dal destinatario particolare protagoniste pure da Poste italiane.

Missive, questa volta, più tradizionali, per modalità e contenuti. Il supporto di partenza è cartaceo, il tema riguarda le festività di fine anno. Resta lo scopo di utilità generale, adesso volto a sostenere l’associazione Amici dei bambini (Aibi), realtà che dal 1986 opera in Italia e in altri ventisei Paesi per aiutare l’infanzia abbandonata.

È il libro “Io ci credo che esisti”, in vendita a 9,90 euro presso gli uffici postali e on-line, contenente un racconto e, soprattutto, i pensieri inoltrati da giovanissimi (e non) a Babbo Natale, illustrati con l’intervento di Chiara Rapaccini, scrittrice per ragazzi e disegnatrice di cartoni animati per la tv e il cinema.

Pagina dopo pagina, il lettore “sarà attratto dall’universo fantastico dell’infanzia, dai suoi desideri, dai suoi dubbi, dalla sua profonda umanità e spontaneità. Ogni letterina svelerà il lato comico, strabiliante e commovente della scrittura dei bambini che in quelle poche righe offrono la loro ineguagliabile e originalissima visione del mondo”.

Scrivere il messaggio delle festività rappresenta uno dei momenti più belli della tradizione natalizia. Poste italiane ogni anno ne smista migliaia con gli indirizzi più fantastici; alcuni, come via Glaciale 2525, via della Speranza in tutto il mondo, via delle Comete o via delle Renne, sono indicati nel libro. La società assicura una risposta personalizzata ai mittenti che, oltre a regali e giochi, non mancano mai di chiedere la pace nel mondo, la serenità e la salute per la propria famiglia, magari un fratellino.

Nel sito collegato al progetto c’è la possibilità di scegliere la carta personalizzata da colorare e spedire a Santa Claus.



15 Dic 2009
Dic 15 2009
00:51

Dall'estero

Un anno dopo, i francobolli automatici

Cina Popolare e Taiwan sono collegate con servizi postali diretti dal dicembre 2008. Oggi l’iniziativa di Taipei


Il fondino del francobollo automatico

Un anno fa l’accordo, ed oggi un francobollo automatico. Giunge da Formosa e vuole sottolineare la ripresa dei rapporti postali diretti con la Cina Popolare, avviata nel dicembre 2008. Il soggetto, simbolico, offre gli estremi delle due terre, l’aereo con la nave e, significativamente, l’arcobaleno, che giunge dopo sessant’anni di indifferenza -se non ostilità- reciproca.

Ogni esemplare, distribuito da macchine Innovision, porta il numero di serie, composto da due lettere dell’alfabeto, che identificano il rotolo, e quattro numeri.

Accanto ai valori singoli, anche una confezione che contiene due serie da otto tagli con la cifra stampata in nero e in rosso. I valori nominali sono 5, 12, 25 e 32 dollari locali, validi per le principali tariffe interne, e 9, 13, 15 e 17, utili per quelle internazionali. In più, c’è uno specimen. Sul posto, l’insieme è venduto a 450 dollari.

L’intesa di un anno fa si inserisce in un pacchetto che, evitando le abituali triangolazioni, prevedeva ad esempio di triplicare i voli passeggeri, portando le città collegate da cinque a ventuno. Nell’ambito navale, sarebbero stati autorizzati i trasporti commerciali, con settantaquattro porti aperti al commercio ed esenti da tasse.



14 Dic 2009
Dic 14 2009
18:35

Notizie dall'Italia

Andrea Mulinacci presidente Afip

Ieri la prima riunione del nuovo consiglio direttivo; gli altri componenti


Il nuovo presidente Afip, Andrea Mulinacci

Un sottile filo conduttore collega Pier Guido Landi, presidente tra il 1985 ed il 1992 della Federazione nazionale commercianti filatelici italiani, e Andrea Mulinacci, votato ieri al vertice dell’Associazione filatelisti italiani professionisti, erede della stessa Fncfi: entrambi sono senesi.

“Lo conosco da molti anni -dice in questa intervista a «Vaccari news» il neo eletto. È stato un ottimo presidente della nostra associazione; ogni volta che mi sono rivolto a lui mi ha sempre dato il suo apporto con buoni consigli e suggerimenti. Credo che la mia elezione gli abbia fatto molto piacere. Un’altra persona cui devo molto è stato il collega Ugo Messeri di Firenze, venuto a mancare ormai tre anni or sono; con lui ho iniziato i primi passi da commerciante e non mi ha mai fatto mancare il suo aiuto ogni qual volta ne abbia avuto bisogno”.

Nato il 2 settembre 1961, Andrea Mulinacci è sposato con Anna Maria e non ha figli; colleziona area italiana, in particolare francobolli del Regno usati con annullo originale. “Sono titolare della Amphil, che ha tre dipendenti, e sono iscritto alla Federazione dal 1992, anno in cui ho iniziato a vendere francobolli e materiale filatelico. Siamo specializzati in francobolli di area italiana, Urss e Stati Uniti d’America; l’attività si svolge per corrispondenza, utilizzando un sito internet impostato sul commercio elettronico e tramite un listino cartaceo che annualmente viene inviato per posta ai nostri clienti”.

Nel consiglio direttivo dell’Afip è entrato per la prima volta nel novembre 1997 ed è stato sempre riconfermato, tranne che nella breve gestione di Marco Pizzigoni.

“Nei prossimi giorni -conclude- verrà fatto il passaggio delle consegne dal presidente uscente Carlo Catelani, che ringrazio per il suo operato di questi ultimi sette anni. Poi, presumibilmente per la metà di gennaio, convocherò il consiglio direttivo, dove saranno analizzate le varie problematiche e verranno date le priorità”.

Nel consiglio figurano, inoltre, Carlo Catelani, Sebastiano Cilio, Gianluca Coppola, Paolo Deambrosi, Alessandro Orlandini, Roberto Toselli, Valeria Vaccari e Mario Zanaria. In qualità di probiviri risultano Augusto Ferrara, Maurizio Pitteri e Fernando Selvaggini; come revisori ci sono Riccardo Dainelli, Enzo Di Pasquale e Daniele Fischer. Al voto ha partecipato il 60% degli iscritti.



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