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23 Dic 2017
Dic 23 2017
17:31

Notizie dall'Italia

Linee guida/6 C’è vendita e vendita

Cambia il regime di folder ed altri prodotti: per essi Poste acquista le cartevalori al nominale e gravate di iva. Inoltre, non può preparare gli articoli se non dal giorno di emissione


Nuovo approccio con i folder e gli altri oggetti da collezione

Un’altra novità, o perlomeno un chiarimento, tra Mise e Poste: riguarda i francobolli non utilizzati per le spedizioni, ma veicolati attraverso confezioni o prodotti rivolti ad esempio ai collezionisti.

Sempre il punto 7 delle “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali” distingue infatti i dentelli destinati al servizio postale, quindi ceduti al nominale (tranne l’eventuale aggio per i rivenditori) ed esenti da iva, da quelli rivolti ad un pubblico differente, offerti in libero mercato ma maggiorati dell’imposta. In quest’ultimo frangente ricadono ad esempio i prodotti, come i folder e le tessere, realizzati da Poste medesima. In tale evenienza -ecco la conferma- “la concessionaria acquista da se stessa le cartevalori al valore nominale, operando le opportune imputazioni sul bilancio aziendale, e le rivende gravate dell’iva prevista dalla legge per la corrispondente categoria merceologica. Ciò anche al fine di non configurare abuso di posizione dominante nei confronti degli altri operatori commerciali attivi nel settore dei prodotti filatelici”. Analogamente, al fine di non determinare situazioni di vantaggio, “acquista ed utilizza le cartevalori destinate alla produzione di prodotti filatelici solo a partire dal previsto giorno di emissione e, comunque, dopo che sia stata completata la somministrazione agli uffici postali”. Viene dunque da pensare che i diversi gadget non saranno più disponibili al debutto dei dentelli, cioè nel momento di maggiore richiesta, ma seguiranno dopo.

Non sono gravate da iva le produzioni per le quali il cliente, all’atto dell’acquisto presso gli sportelli, domanda il contestuale annullamento. L’utente “ha facoltà di chiedere la bollatura a vista, da parte dell’ufficio postale, dei francobolli sciolti o applicati su supporto”.

La concessionaria tiene aggiornato sempre il prospetto delle giacenze di ciascuna singola carta valore, così da consentire all’utenza di acquistare quelle di proprio gradimento. Detto quadro, che può essere realizzato in formato elettronico, è a disposizione del pubblico attraverso tutti gli uffici postali. Il conseguente ordine può venire effettuato, senza oneri per l’utenza, presso qualunque ufficio postale, ed è evaso -viene di nuovo ribadito- “con ogni sollecitudine”.



23 Dic 2017
Dic 23 2017
15:27

Notizie dall'Italia

Linee guida/5 La distribuzione

Uffici postali e rivendite sono obbligati ad avere i francobolli (compresi quelli di basso valore); essi rappresentano il principale metodo di affrancatura per l’accesso al servizio postale universale


Anche i tabaccai obbligati ad avere i francobolli

L’erogazione e la commercializzazione delle cartevalori postali -proseguono al punto 7 le “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali”- sono di competenza esclusiva della concessionaria, ossia di Poste italiane. L’azienda deve “effettuare la distribuzione sulla rete degli uffici postali… al fine di assicurare la massima capillarità nella diffusione del messaggio” contenuto in esse. Piani specifici garantiscono la fornitura di ciascuna nuova emissione agli uffici postali di maggiore rilevanza, fermo restando che eventuali richieste da parte dell’utenza presso sedi diverse “devono comunque essere evase nel minore tempo possibile”.

Ad ogni modo, “il francobollo è il principale metodo di affrancatura per l’accesso al servizio postale universale; conseguentemente gli uffici postali sono sempre provvisti di francobolli necessari a comporre le tariffe e i prezzi di ogni servizio fornito”, ivi compresi tutti i bassi valori. Poste ha come obiettivo “tendere all’esaurimento della tiratura, privilegiando per quanto possibile l’utilizzo del francobollo rispetto ad altri metodi”. In particolare, l’affrancatura della corrispondenza per il primo scaglione tariffario presentata a sportello “ha luogo in via preferenziale mediante l’utilizzo del francobollo”.

La rivendita è esercitata da chi tratta generi di monopolio (tipicamente i tabaccai), ma può anche essere affidata a soggetti terzi. “Al pari degli uffici postali i rivenditori devono essere sempre riforniti di francobolli necessari a comporre le tariffe e i prezzi di ogni servizio”, piccoli tagli inclusi. Gli uffici postali, nei rapporti con i rivenditori, devono privilegiare la fornitura di francobolli commemorativi, celebrativi e tematici. Previsti -ma non è una novità- controlli da parte del dicastero.



23 Dic 2017
Dic 23 2017
13:40

Notizie dall'Italia

Linee guida/4 Il programma

Massimo quaranta emissioni l’anno, dicono le linee guida. Ma non specificano -dettaglio più importante- il limite teorico dei francobolli. Tra gli impegni, evitare le ripetizioni. L’Ipzs deve fornire almeno tre bozzetti diversi per soggetto


Evitare le ripetizioni, dicono le linee guida (ma nel 2018 c’è ancora, ad esempio, san Pio)

Fermo restando che il ministro, o il suo delegato, mantiene “il margine di una propria discrezionalità”, nell’individuare le serie nonché nella scelta di temi e immagini, le “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali”, al punto 4, fissano alcuni aspetti in materia di programma.

Per esempio, le emissioni non dovrebbero superare le quaranta all’anno, qui denunciando il solito problema: è più importante avere un numero limite di francobolli che non di titoli!

Ribadito il concetto di commemorare personaggi illustri, purché non in vita (però non viene indicato il tempo minimo che bisogna attendere dopo la morte). Subito violato un altro vincolo, quello di “non ripetere celebrazioni o commemorazioni già realizzate, in tempi recenti”: vedasi -è notizia di ieri- gli omaggi a san Pio e Giovannino Guareschi, di nuovo previsti per il 2018. Via libera ai bozzetti di particolari gruppi di individui (quali studenti e carcerati) nell’ambito di iniziative a scopo educativo e sociale; vanno bene anche quelli di personaggi noti o artisti, purché lo facciano gratis. E via libera a codici “Qr” o ad altri strumenti digitali. Confermata, davanti a titoli turistici, la necessità di ruotare tra le regioni, come confermata è la possibilità di congiunte con Paesi terzi.

Chiunque può proporre idee: vanno indirizzate al Mise entro il 31 maggio dell’anno precedente a quello del debutto. Entro luglio viene convocata la Consulta; eventuali, ulteriori proposte possono essere inoltrate con il 31 ottobre e, “laddove ritenute meritevoli, essere oggetto di una limitata integrazione”, da determinare indicativamente entro novembre. Rimane sempre la possibilità per l’autorità politica di procedere ad un supplemento, “anche in corso d’anno”.

Poste -lo prevedono i punti 5 e 6- suggerisce le date di uscita e le tirature, ma è poi il dicastero che sceglie; quindi (novità!) deve pubblicare l’elenco “in tutti gli uffici postali”.

Nero su bianco il compito dell’Ipzs in materia di bozzetti, finora rimasto vago. Per ogni titolo deve realizzare almeno tre studi, con “una rappresentazione grafica diversa e contenere immagini differenziate tra loro”. Prevista, però, la scappatoia, “qualora sussistano impedimenti dovuti a tempi di consegna particolarmente ristretti, a rigidità da parte di enti o istituzioni su temi e immagini”. I suggerimenti esterni devono transitare comunque dal Poligrafico ed essere gratuiti.

I costi di progettazione e di stampa sono internamente a carico della concessionaria. Il ministero conserva in pieno la proprietà delle cartevalori sino all’avvenuta vendita al pubblico da parte della stessa azienda, che ne percepisce i relativi introiti.



23 Dic 2017
Dic 23 2017
11:12

Notizie dall'Italia

Linee guida/3 Le cartevalori

La differenza tra produzioni commemorative e celebrative da una parte, ordinarie (tematiche o definitive) dall’altra. Otto gli attuali filoni a soggetto

Le cartevalori postali -lo contempla all’articolo 8 la Convenzione postale universale- “sono una manifestazione di sovranità”. In tale ottica, al ministro, o al suo delegato, “spetta il compito eminentemente politico di interpretare il sentimento della comunità nazionale e di rispondervi nelle forme e con i mezzi che gli sono propri, disponendo il programma”. Ricordando che lo scopo unico e precipuo dei francobolli è rappresentare un’affrancatura per l’accesso al servizio postale universale. Al Mise, inoltre, spetta ogni diritto derivante dall’uso delle relative immagini.

Al punto 3, le “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali” distinguono tra le produzioni commemorative e celebrative, “tese a commemorare personaggi o a celebrare ricorrenze o avvenimenti” (devono essere autorizzate tramite un decreto del presidente della Repubblica su proposta del ministro allo Sviluppo economico), e quelle ordinarie, a tema o definitive (basta un decreto ministeriale emanato dallo stesso Mise di concerto con il dicastero ad Economia e finanze).

Le tematiche sono inquadrate in alcuni filoni, attualmente otto: “Il patrimonio artistico e culturale italiano”, “Il patrimonio naturale e paesaggistico”, “Il senso civico”, “Le eccellenze del sapere”, “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico”, “Le eccellenze italiane dello spettacolo” (modulo introdotto due giorni fa), “Le festività” (dal 2014 era “Le ricorrenze”), “Lo sport”.

Le definitive non contemplano un fabbisogno predeterminato, ma il quantitativo fluttua in base alle esigenze e pertanto non viene dichiarato; il facciale può essere sostituito da un codice per rendere le tirature impermeabili agli aumenti tariffari. “Sono sempre autorizzati e prodotti -nota importante, vista la difficoltà con cui si trovano- francobolli ordinari di valore nominale pari al centesimo di euro ed ai suoi principali multipli, ancorché non corrispondenti a voci tariffarie vigenti”. Attualmente “è possibile prevedere l’emissione” di nuove pezzature riguardanti “Alti valori”, “Castelli d’Italia”, “La donna nell’arte”, “Leonardesca”, “Piazze d’Italia”, “Posta italiana”, “Posta prioritaria”.



23 Dic 2017
Dic 23 2017
08:38

Notizie dall'Italia

Linee guida/2 Gli interlocutori

Sono Mise, Mef Ipzs e Poste italiane i protagonisti dell’iter che porta all’emissione delle cartevalori. E poi si aggiungono…

Più in generale, le “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali” (introdotte nella news precedente) vedono coinvolti -lo dice il punto 1 del testo- il ministero allo Sviluppo economico (nonostante ciò che si legge, non è il Mise ad emettere le cartevalori, ma lo Stato!), quello ad Economia e finanze, l’Istituto poligrafico e zecca dello stato (in base alla legge 559 del 13 luglio 1966, cura in via esclusiva la produzione delle cartevalori, ivi incluse le postali) e Poste italiane (cioè la concessionaria “pro tempore”).

Quest’ultima segue la distribuzione e la commercializzazione delle produzioni, “in un’ottica di contenimento dei relativi costi, e formula proposte finalizzate a promuovere la cultura filatelica”. Su tale aspetto, nessun richiamo al mondo del collezionismo, che probabilmente sul tema specifico ne sa di più.

Quanto al Mise, interviene nel processo -ecco il punto 2- attraverso il Gabinetto del ministro e la Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali. Il primo, in qualità di ufficio di riferimento e di raccordo tra l’autorità politica e la struttura amministrativa, cura tutte le attività funzionali alla definizione del programma annuale. La seconda sovrintende l’intero processo attuativo, mantenendo i rapporti con i diversi soggetti coinvolti, e governa la fase di distribuzione e commercializzazione delle cartevalori.

Si aggiungono i due organismi tecnico-consultivi. Una è la Consulta per l’emissione di cartevalori postali e la filatelia, costituita -oltre che dal ministro, o da un suo delegato, che la presiede- da componenti di diritto e da personalità con specifiche competenze, nominati attraverso decreto ed in carica per tre anni. Ha il compito di esprimere il proprio parere sul programma. Non sono presenti cenni sulla periodicità di convocazione.

L’altra è la Commissione per lo studio e l’elaborazione delle cartevalori postali; viene diretta da un esperto ed è costituita da componenti di diritto nonché da specialisti in arti grafiche, storia dell’arte, scienze della comunicazione e filatelia, sempre nominati via decreto. Anch’essa opera per tre anni; di norma, si riunisce due volte al mese. Supporta il ministro o il suo delegato nell’attività di studio, selezione e scelta delle immagini e dei bozzetti.



23 Dic 2017
Dic 23 2017
00:46

Notizie dall'Italia

Linee guida/1 Indietro di decenni

È la novità più controversa e incomprensibile compresa nelle ventitré pagine riguardanti le cartevalori postali, sottoscritte dal sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli

“L’immagine delle cartevalori postali è resa pubblica solo il giorno dell’emissione. L’Ipzs e la concessionaria (ossia Poste italiane, ndr) potranno trasmettere l’immagine a terzi estranei all’iter di emissione solo facendosi garanti che la stessa non sia resa pubblica. Ogni deroga deve essere autorizzata dal Gabinetto, che valuta caso per caso, anche per quanto attiene le richieste di eventi di presentazione delle cartevalori postali”.

Lo contemplano le “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali”, sottoscritte il 21 dicembre dal sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli e messe a disposizione ieri pomeriggio. Una scelta che porta indietro di decenni le modalità riguardanti proprio le comunicazioni! “Il comunicato stampa -si legge poi- può essere pubblicato in anticipo rispetto al giorno di emissione, al fine di garantire una adeguata promozione”. Dimostrando di non capire che quello che conta, soprattutto ora, non sono tanto i testi ma, appunto, le immagini. Evidenti i danni per gli operatori e per il pubblico, sconosciuti i vantaggi.

Quello dell’informazione è il punto 8, l’ultimo di quelli che costituiscono il documento, organizzato in ventitré pagine.



22 Dic 2017
Dic 22 2017
18:45

Notizie dall'Italia

Il momento dei presepi viventi

Due dei quattro annulli annunciati riguardano la rappresentazione sacra; verranno impiegati a Tricase (Lecce) e Sutera (Caltanissetta). E poi…

Saranno gli ultimi? Forse sì, forse no, perché le celebrazioni nel periodo di Natale sono davvero numerose e magari qualche altro manuale potrebbe accodarsi. Ad ogni modo, ulteriori quattro annulli citeranno, tra domani e settimana prossima, lo speciale periodo festivo e, in particolare, il presepe.

Per il 23 dicembre si è prenotato Tricase (Lecce) con la rappresentazione della nascita di Gesù organizzata impiegando persone reali; il giorno 26, Napoli promuoverà una mostra d’arte in argomento. Le restanti due impronte verranno utilizzate il 29, ad Abbadia San Salvatore (Siena) e Sutera (Caltanissetta): riguardano la manifestazione “Le fiaccole” ed ancora un presepe vivente.



22 Dic 2017
Dic 22 2017
14:22

Emissioni Italia

Le anticipazioni per il nuovo anno

I dati forniti poco fa dal Mise. Qualche ripetizione rispetto al passato, lo sforzo di richiamare anniversari “tondi”, nessuna voce che possa attirare l’attenzione del grande pubblico


Tra le ripetizioni, quella per Giovanni Guareschi

Sono “poco meno di quaranta” le emissioni previste per il 2018, con cinque francobolli commemorativi, cinque celebrativi ed i restanti compresi nelle diverse serie tematiche.

È quanto ha annunciato poco fa il ministero allo Sviluppo economico, avviando finalmente il percorso che porterà -questa volta tramite Poste italiane- a fissare una lista con i nominali e perlomeno le prime date.

Fra i titoli che il Mise ritiene più rappresentativi figurano quelli per san Pio da Pietrelcina (è volto a commemorarne il cinquantenario della scomparsa; il personaggio già è stato ripreso con un 800 lire il 23 settembre 1998 e con un 41 centesimi il 16 giugno 2002), i bandierai degli Uffizi (sono gli sbandieratori ufficiali di Firenze, fondati quarantacinque anni fa) e Palermo capitale italiana della cultura 2018.

Al suo debutto come serie tematica (la scelta è stata rivelata ieri sera), il percorso “Le eccellenze italiane dello spettacolo” ricorderà i cantautori Mia Martini e Domenico Modugno (quest’ultimo indirettamente citato nel foglietto da 0,60 euro del 25 febbraio 2008), mentre per “Il patrimonio artistico e culturale italiano” risultano presenti, tra gli altri tributi, quelli per il teatro Eliseo di Roma (centenario dall’inaugurazione) e per lo scrittore, giornalista e umorista Giovanni Guareschi (cinquantesimo dalla morte; compare nel 60 eurocent dell’1 maggio 2008).

Per ciò che concerne “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico”, ecco il quotidiano “Avvenire” nel cinquantenario; tra “Lo sport” campeggia un dentello rivolto al calciatore, allenatore e giornalista Vittorio Pozzo nel mezzo secolo della morte ed un altro dedicato al Football club internazionale Milano a centodieci anni dalla fondazione.

“Il senso civico” richiamerà il Reggimento corazzieri ed il Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei carabinieri per celebrare rispettivamente il secolo e mezzo ed il quarantesimo, nonché la Comunità di sant’Egidio nel cinquantenario. Si aggiungono gli omaggi a due vittime delle organizzazioni mafiose, Peppino Impastato e a Giuseppe Puglisi, uccisi quaranta e venticinque anni fa.

Da sottolineare, almeno per ora, lo sforzo di limitare anniversari poco “tondi”. Non sembrano presenti, tuttavia, voci capaci di attirare il grande pubblico.



22 Dic 2017
Dic 22 2017
12:05

Notizie dall'Italia

Promesse non mantenute

Il nuovo editoriale sottoscritto dal presidente della Federazione fra le società filateliche italiane, Piero Macrelli. Le linee guida? “Speriamo servano a qualcosa per i prossimi anni”


Piero Macrelli

Già in stampa, quindi impossibile da modificare. È l’editoriale di “Qui filatelia”, il periodico della Federazione fra le società filateliche italiane. Il testo, infatti, non fa cenno alla notizia diffusa ieri sera, ossia all’emanazione delle “Linee guida - Emissione delle cartevalori postali”.

L’intervento del presidente Piero Macrelli esordisce lamentando appunto che “delle linee guida non si sente più parlare, ormai. Degli Stati generali, nemmeno. Le promesse del sottosegretario Giacomelli non sono state mantenute. Negli ultimi mesi poi, se possibile, la situazione è ancora peggiorata. Nuove emissioni decise e comunicate all’ultimo minuto… E invio delle immagini e dei dati delle nuove uscite, il giorno prima o il giorno stesso dell’emissione! In un caso, anzi (Disney) addirittura dopo l’emissione (la stessa cosa è capitata con l’omaggio al Sistema di informazione per la sicurezza della repubblica, ndr). In queste condizioni, come si fa a fare promozione sulla stampa locale? Come fanno i filatelisti a prepararsi per tempo per i loro acquisti?”.

“E perché -prosegue Macrelli- tutto ciò? Perché bisogna aspettare la presentazione e la visibilità personale, a scapito della filatelia e della sua promozione, tanto sbandierata a parole quanto non praticata?”.

“E ancora. Il sottosegretario ci aveva assicurato che entro settembre avremmo avuto il programma 2018, almeno nella sua prima parte. Oggi è il 10 dicembre, non abbiamo visto nulla. In compenso pochi giorni fa abbiamo avuto notizia dell’ennesima suppletiva (cartoline e buste postali) di questo disgraziatissimo anno. Peraltro decisa da tempo ma comunicata molto dopo. I ben informati, infatti, la davano per certa già un mese fa...”.

L’aggiornamento allo scritto è arrivato stamattina per e-mail. “Le ho cercate sul sito del ministero, queste linee guida che hanno richiesto un anno per essere emanate, ma ancora non sono pubblicate”, annota il presidente Fsfi. “Posso solo aggiungere, a quanto ho detto nell’editoriale, che con il risultato di arrivare a Natale senza avere la minima idea sul programma… ne avremmo fatto tranquillamente a meno. Speriamo servano a qualcosa per i prossimi anni”.

Aggiornamento del 23 dicembre 2017: il ministero ha diffuso anticipazioni al programma 2018 e le linee guida nel pomeriggio di ieri.



22 Dic 2017
Dic 22 2017
09:50

Dall'estero

La Posta svizzera “litiga” con il Garante

L’elvetica Commissione della concorrenza ha comminato una sanzione pari a 22,6 milioni di franchi (quasi 19,3 milioni di euro), ma l’operatore non ci sta e ricorre al Tribunale amministrativo federale


Maxi multa all’operatore elvetico

Contenzioso tra la Commissione della concorrenza e La posta svizzera. La prima ha sanzionato l’operatore con 22,6 milioni di franchi (quasi 19,3 milioni di euro) per abuso di posizione dominante, ma la seconda non ci sta e ricorre al Tribunale amministrativo federale.

Secondo la Comco, dal 2009 al 2014 l’operatore non ha applicato uniformemente ai suoi grandi utenti contrattuali lo stesso tariffario; il rilievo concerne gli invii con indirizzo pesanti oltre cinquanta grammi. Pure con caratteristiche simili, “sono stati trattati in modo diverso e con questo discriminati”. Dall’1 aprile 2011, poi, è stato introdotto uno sconto supplementare: in questo modo, “i clienti venivano premiati se raggiungevano o superavano l’obiettivo di fatturato mensile concordato con la Posta, dall’altra parte, essi venivano penalizzati se non raggiungevano tale obiettivo. Nel complesso, il sistema dei prezzi non era trasparente”. Inoltre, gli utenti “sono stati frenati” nel trasferire parte degli invii all’antagonista Quickmail.

Dal canto suo, l’azienda “respinge le accuse ed è convinta di aver sempre agito in modo legittimo nei confronti dei clienti e dei concorrenti”. Si trova di fronte a una grande sfida: da tanti anni i volumi di lettere sono in continuo calo, le disposizioni legali e normative esistenti risultano molte e deve continuare a finanziare il servizio universale soltanto con mezzi propri, senza contare su alcuna sovvenzione. Per questo motivo, nell’aprile 2011 ha modernizzato il sistema tariffario “rendendolo consapevolmente calcolabile e orientato ai costi. Ne consegue che i prezzi per i clienti commerciali con un fatturato annuo superiore ai 100mila franchi non vengono calcolati soltanto in base al volume di lettere previsto ma anche in base alle abitudini individuali di spedizione. Più un cliente contribuisce, con la propria pianificazione, le proprie abitudini e la preparazione degli invii, a ridurre i costi della Posta, maggiore sarà lo sconto a lui assegnato. Questo vale per tutti i clienti”.



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