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argomentotutti Anno2017
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02 Gen 2017
Gen 02 2017
17:01

Notizie dall'Italia

Dopo il “bonus share”. La situazione

Premiato, com’era previsto, chi ha acquistato azioni di Poste e le ha depositate per un anno presso collocatori od altre istituzioni specializzate

Borsa - Sono risultate 5.734.850 le azioni ordinarie di Poste italiane regalate agli assegnatari delle azioni cedute in precedenza che, nell’ambito dell’offerta pubblica di vendita, hanno mantenuto la piena proprietà di esse per dodici mesi dalla data di pagamento, ossia a partire dal 27 ottobre 2015, depositandole presso un collocatore o altre istituzioni aderenti alla Monte titoli. È il “bonus share”.

Messe a disposizione dal ministero dell’Economia e delle finanze, dettagliando risultano 5.483.814 unità a favore del pubblico indistinto e le restanti 251.036 destinate ai dipendenti della stessa società coinvolta.

A conti fatti, adesso il flottante ammonta al 35,74% del capitale, capitale che complessivamente resta pari ad 1.306.110.000 di azioni ordinarie prive di indicazione del valore nominale e valutate 1,00 euro ciascuna.



02 Gen 2017
Gen 02 2017
13:33

Dall'estero

La Bibbia di Martin Lutero e le sue note

Si aprono le iniziative per ricordare il mezzo millennio della Riforma protestante. La celebrazione postale odierna è della Germania. Intanto, in Spagna…


Gli appunti di Martin Lutero

Di certo sarà uno dei fili conduttori per il 2017, anche nel comparto postale. È il mezzo millennio trascorso dalla Riforma protestante.

Già oggi la Germania ha messo in distribuzione un francobollo collegato. Ricorda la traduzione della Bibbia effettuata, tra il 1521 (la prima edizione venne pubblicata nel 1534) ed il 1545, da Martin Lutero e dai suoi collaboratori.

Oltre al significato religioso -fanno notare da Berlino- rappresenta un punto focale nella storia della lingua tedesca e per l’impegno di cesello garantito. Lo dimostra l’immagine individuata per la carta valore, un 2,60 euro impaginato da Peter Krüll. Accanto al testo a stampa, figura una serie di correzioni ed appunti lasciati dallo stesso teologo.

Tra i Paesi che non ricorderanno il giro di boa figura la Spagna: la scelta si è fatta notare per le perplessità che ha generato. L’idea di partenza -appunto respinta- era citare una versione in castigliano, nota come la Bibbia dell’Orso.



02 Gen 2017
Gen 02 2017
09:59

Appuntamenti

Elio Vittorini… parla di come scrive

Letterato, editore e saggista, è scomparso nel 1966: lo ricorda il francobollo emesso il 12 febbraio scorso. Milano gli ha dedicato una mostra


Richiamato nella mostra, il 9 crazie di Toscana (archivio società Vaccari)

Forse il reperto più curioso è uno studio per l’impaginato del settimanale “Il politecnico”, che Giulio Einaudi aveva commissionato ad Albe Steiner. Era il 1945-1946 ed il progetto venne realizzato impiegando ritagli di titoli, testi ed immagini provenienti da altri stampati. In una di queste illustrazioni, recuperata chissà dove, compare una carta valore famosa: il 9 crazie di Toscana con il Marzocco. L’oggetto si trova alla mostra “Scrivere è vivere. Conversazione con Vittorini”, accolta fino al 7 gennaio nella sala del Grechetto del milanese palazzo Sormani.

Curata da Edoardo Esposito, la rassegna vuole ricordare il letterato, editore e saggista siciliano nel cinquantenario della morte (il 12 febbraio scorso è stato emesso anche un francobollo da 95 centesimi, peraltro trascurato dall’allestimento). L’autore è raccontato attraverso quanto ha lasciato, ricostruendo le fasi della produzione narrativa. Senza trascurare la collaborazione e l’amicizia con vari artefici del mondo politico-culturale lungo la prima metà del Novecento. Il materiale è suddiviso in tre sezioni, sviluppate tra Gorizia, Firenze e Milano, città in cui ha abitato. Si passa dagli interventi di critica letteraria apparsi sui quotidiani alle prime opere pubblicate a puntate nelle riviste, dai rapporti con le case Bompiani e Mondadori all’attività di divulgazione clandestina durante la guerra ed agli ultimi anni.

Non mancano i richiami postali: missive, cartoline e telegrammi che spedì, ad esempio, a Valentino Bompiani ed a Curzio Malaparte (in una corrispondenza diretta a quest’ultimo si scusa del ritardo perché “soltanto oggi posseggo dodici soldi pel francobollo e quattro per la carta”). O che ricevette, da Ernest Hemingway, Henry Kissinger, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Giuseppe Ungaretti… Nelle teche anche manoscritti, libri (fra cui il romanzo “Lettere di una novizia”, di Guido Piovene), giornali, foto, disegni. A legare un oggetto all’altro (ma anche a delineare meglio il personaggio), brani di interviste e di epistole. Come se fosse lui a spiegare il suo lavoro al visitatore, in una sorta -appunto- di conversazione!



02 Gen 2017
Gen 02 2017
00:25

Dall'estero

Frutti di mare da esportazione

L’industria della pesca danese, la maggiore a livello di Unione Europea, è al centro della serie pronta ad uscire oggi


Il granchio marrone…

Un’emissione dedicata ai frutti di mare. La proporrà la Danimarca nel gruppo di titoli che ha fissato per oggi, a ricordare la più grande e variegata industria settoriale dell’Unione Europea, industria che non a caso punta molta sull’esportazione.

Tagli dal nominale pari ad 8,00 corone locali, il titolo è costituito da cinque francobolli che illustrano altrettanti animali presenti nelle acque limitrofe e risultanti fra i più comuni; al tempo stesso, sullo sfondo raccontano la filiera che conduce dalla raccolta in acqua fino alla tavola.

Ecco dunque riprodotti il granchio marrone (in secondo piano figura la rete), lo scampo norvegese (il peschereccio), il gamberetto settentrionale (le scatole per il trasporto), la cozza blu (il piatto), l’ostrica piatta europea (la presentazione per il consumo).

Le cartevalori, il cui allestimento ha coinvolto per i vari aspetti tecnici Peter Dam, Ella Clausen e Bertil Skov Jørgensen, appaiono autoadesive ed organizzate in libretti contenenti due serie.



01 Gen 2017
Gen 01 2017
11:54

Libri e cataloghi

La Germania tra 2016 e 2017

Giunto alla centotreesima edizione, il catalogo della Michel affronta tutto l’ampio capitolo bilanciandosi tra esigenze di sintesi e necessità informative


A cavallo di due anni

Conta 1.120 fitte pagine, cui si aggiunge il prospettino dedicato alle filigrane. È il catalogo Michel, con millesimi 2016/2017, che la casa tedesca dedica al proprio Paese. Costituisce uno dei titoli più importanti dell’azienda (non a caso è alla sua centotreesima edizione!), capace di bilanciarsi tra le esigenze di praticità e sintesi e quelle di un buon approfondimento.

Offre tutto l’arco nazionale, cominciando con le emissioni degli Antichi Stati ed arrivando alla metà dell’anno oramai alle spalle. Tra gli estremi, c’è il resto: il Reich, le Colonie, le Occupazioni riguardanti la Prima e la Seconda guerra mondiale nonché le successive interalleate, i capitoli locali più significativi, Berlino, Sarre, la Germania Democratica ed appunto la Federale.

Dalla redazione segnalano che le revisioni maggiori hanno a che fare con i territori provvisoriamente conquistati di Russia, Ucraina e Zara, cui si aggiungono la posta militare belga in Renania, Eupen e Malmédy. Quanto alle stime economiche, sono stati registrati movimenti definiti “vivaci”.

Nulla di nuovo, invece, per quel che concerne la struttura editoriale: i testi sono nella lingua di Wolfgang Goethe, le immagini (all’incirca 10.400) appaiono a colori, le valutazioni risultano nella moneta condivisa. In Italia il volume è trattato a 60,00 euro.



01 Gen 2017
Gen 01 2017
09:45

Emissioni Italia

Mezzo secolo fa la validità permanente

Un provvedimento retroattivo rimise in corso i francobolli del 1967. La decisione, infatti, venne annunciata solo nel 1969

Gli attuali cataloghi indicano che i francobolli italiani emessi con il 1967 sono tuttora validi, siano essi declinati anche soltanto in lire. Le poche eccezioni, come i tagli della “Siracusana” risalenti al 1976, sono dovute essenzialmente alla presenza di falsi.

Il provvedimento, però, non venne introdotto con l’1 gennaio. Il primo dentello, il 40 lire per il centenario della Società geografica italiana, arrivò il 20 marzo 1967 e sarebbe scaduto il 31 dicembre dell’anno successivo, come tutti gli altri giunti nel periodo.

Consultando i bollettini illustrativi, il limite temporale sparisce solo con il taglio da 50 volto a ricordare, nel secolo della fondazione, la Ragioneria generale dello stato. Debuttò il 22 aprile 1969.

Cosa accadde nel frattempo lo scrisse Enzo Diena sul “Collezionista” dell’8 marzo, citando un comunicato stampa diffuso dal ministero delle Poste e delle telecomunicazioni il 19 febbraio. Il dicastero -è il testo ufficiale- “ha preso la determinazione che le cartevalori postali, a cominciare da quelle in corso, non abbiano più termini di validità”. Il documento -annotò a ruota lo specialista- “non riguarda solo i francobolli che usciranno d’ora in poi, ma anche tutti quelli che sono attualmente in corso”. Cui si sarebbero aggiunti i titoli del 1967.

A livello formale, si tratta di due decreti ministeriali: uno riguarda appunto i commemorativi del 1967 (porta la data del 20 marzo 1969 e venne pubblicato nella “Gazzetta ufficiale” 121 del 16 maggio 1970), l’altro quelli del 1968 (16 giugno 1969, “Gazzetta ufficiale” 122 del 18 maggio 1970).



01 Gen 2017
Gen 01 2017
00:01

Notizie dall'Italia

Se il buon anno si vede dall’intero

Ovvero: come -nel secondo dopoguerra- si riciclò la cartolina postale propagandistica adattandola alle esigenze del momento

È il 23 dicembre 1945 ed una famiglia intende ricambiare “vivamente gli auguri di buone feste” (il testo figura dall’altra parte del documento) ad una persona imbarcata sulla regia nave “Vittorio Veneto”. Non trova miglior supporto (d’altro canto, i tempi erano quelli che erano) ed utilizza una cartolina postale da 30 centesimi emessa nel 1942, quella con lo slogan di Benito Mussolini “Vinceremo”.

Ovviamente, la scritta è fuori luogo e andrebbe cancellata. Però, il mittente escogita l’alternativa, tramutando il testo in “Buon anno”.

Lo sarà stato davvero? Non si sa. Certo è che il reperto, integrato nell’affrancatura con due ritagli tratti da altri interi, venne timbrato ad Alghero (Sassari) il giorno 26 e spedito a Taranto. Si è conservato ed ora, dopo tanto tempo, figura nella collezione di Flavio Pini.



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